Quando Himmler scrisse a De Gaulle

Non faccio che copiare anche dal titolo questa scoperta di Nicolas Bonnal,  scrittore, saggista,infaticabile ricercatore storico  che mi onora della sua amicizia.  Ha trovato i  passi che cita in Mémoires de Guerre  (Tomo 3, Le Salut, 1944-1946)  del Generale: che essendo un tomo di oltre 1100 pagine, penso sia davvero stato letto da ben pochi.

Sono i primi giorni di maggio 1945,  della disfatta totale del Reich.  “La capitolazione tedesca non è più, adesso, che questione di formalità.  Ma devono essere adempiute. [….]  Himmler, secondo nell’ordine di successione, ha  preso contatto per parte sua con il conte Bernadotte, presidente della Croce Rossa svedese, e fa trasmettere da Stoccolma ai governi occidentali una proposta di armistizio. Himmler calcola che  se le ostilità cessano sul fronte occidentale e proseguono all’Est si creerà nel blocco alleato una crepa di cui profitterà il  Reich.

[…]

“A me personalmente, Himmler fa pervenire una  memoria che lascia apparire l’astuzia sotto la disperazione.  “E’ inteso!  Avete vinto voi!”, riconosce, “Quando si sa da dove siete partito, bisogna, generale De Gaulle, togliersi il cappello ….Ma adesso che cosa farete? Vi rimetterete agli Anglo-Sassoni? Vi tratteranno  da satellite  e  vi faranno perdere l’onore. Associarvi ai sovietici? Sottometteranno la Francia alla loro legge e voi vi liquideranno … In verità, la sola  via che possa portare  il vostro popolo  alla grandezza e alla indipendenza, è quello dell’intesa con la Germania vinta. Proclamatela immediatamente! Entrate in  rapporto senza indugio con gli uomini che, nel Reich, dispongono ancora  di un potere di  fatto e vogliono condurre il loro paese in una direzione nuova ..  Sono pronti.  Ve lo chiedono … Se dominate lo spirito di vendetta, se afferrate l’occasione che la Storia vi offre oggi,  voi sarete il più grand’uomo di tutti i tempi”.

Ed ecco come commenta il generale:

“A parte l’adulazione di cui si adorna questo messaggio dall’orlo della tomba, c’è senza dubbio del vero nel quadro che disegna.  Ma il tentatore allo stremo essendo  quello che è, non riceve da me alcuna risposta, e  nemmeno dai governi di Londra e  di Washington. Del resto, non ha niente da offrire”.

Un decennio dopo,  De Gaulle adotterà la strategia consigliata da Himmler.

Nel 1955,  Jean Monnet (il fiduciario delle banche americane, che gli avevano affidato la distribuzione dei fondi del Piano Marshall  ai paesi europei distrutti, in base al seguente scambio: i fondi in cambio di cessioni di sovranità) creò il Comitato per gli Stato Uniti d’Europa;  De Gaulle rispose lanciando l’idea di una collaborazione più stretta fra gli  stati europei sovrani: L’Europa delle Patrie, il contrario esatto del “federalismo” fabbricato “nell’ombra” da Monnet. In una celebre conferenza stampa, alla sua Europa delle Patrie non invitò “l’Inghilterra insulare”  (per lui longa manus degli interessi americani) mentre vi chiamava la Germania divisa in due .  “Al  cuore del problema del continente c’è la Germania. Il  suo destino è che nulla può essere fatto senza di  essa”.

La mano tesa dal nemico storico fu presa con pronta gratitudine dal cancelliere  Konrad Adenauer. “La sua alleanza con De Gaulle – era costretto ad ammettere Monnet – lascia al generale ogni iniziativa sull’Europa, la quale ai suoi occhi è ridotta ora alla solidarietà occidentale contro l’Est [sovietico].  La fiducia [di Adenauer] nell’appoggio americano è venuta meno, ed egli si comporta come se avesse ricevuto ferme promesse francesi su Berlino” . Adenauer aveva infatti ragione di temere che  Kennedy, nella fase di “distensione” con Kruscev,  pagasse quella distensione con una rinuncia di principio alla riunificazione tedesca.  I due statisti firmarono il Trattato Franco Germanico (1963), prototipo di accordo fra Stati sovrani.

Quanto a Monnet, nelle sue memorie,  schiuma di rabbia: “Il timore è che   quest’accordo faccia naufragare la politica di integrazione. La forma del Trattato, che privilegia la ‘cooperazione’, pone una seria ipoteca sul futuro dell’integrazione”.  Oggi abbiamo imparato che  la loro “integrazione” europea è ben diversa da “cooperazione”…

“Le concezioni di De Gaulle, si irrita Monnet,  sono fondate su nozioni superate, che ignorano la storia recente […]   E’ impossibile che Stati che mantengano  la piena sovranità possano  risolvere i problemi d’Europa”.  Lui era, ovviamente, delle stesse idee di George Ball, banchiere ‘affari e grande stratega della  globalizzazione,  che nel  ’44  era stato capo dell’US Strategic Bombing Survey (l’organo che indicava le industrie da devastare alle ondate di bombardieri) rappresentante americano all’Onu e contemporaneamente senior manager della banca Lehman Kuhn & Loeb, e nel comitato esecutivo del Bilderberg come del Council on Foreign Relations: “Tutti  i fattori della produzione   – spiegò ancora nel 1967 –  capitali, manodopera, materie prime, impianti e distribuzione – devono essere resi completamente mobili secondo il concetto della massima efficienza. E  ciò può avvenire solo quando i confini nazionali non giocheranno più alcun ruolo nel definire gli orizzonti economici”. Sono i dogmi  ideologici della globalizzazione che oggi gli eurocrati e i governanti continuano a voler attuare.

Seguendo la sua abilissima tattica, Monnet non si oppose al trattato, ma finse di accettarlo svuotandolo. Come, l’ho raccontato nel mio Complotti, capitolo “L’Europa delle Patrie”,  a cui rimando.

In ogni caso, si vede come il generale non avesse affatto disprezzato l’idea  di Himmler. Del resto, De Gaulle si rifiutò sempre di partecipare, come capo di stato  e di governo, alle celebrazioni per lo sbarco  in Normandia: “E’  stato l’affare degli anglo-sassoni, da cui la Francia è stata esclusa. Erano ben  decisi a installarsi in Francia come in territorio nemico”.

Ciò spiega perché qualche giorno fa Oliver  Stone, il regista che ha condotto la grande intervista a Putin, ha detto: “De Gaulle… si aspetta un leader francese o europeo come lui, il vecchio continente, e più specialmente la Francia,   ha bisogno di un uomo capace di  dire no agli Stati Uniti”.

Torno  alle Memorie. Poco sopra, De Gaulle che ha appena saputo del  suicidio del Fuehrer,  scrive: “L’impresa di Hitler fu sovrumana ed inumana. L’ha sostenuta  implacabilmente. Fino alle ultime ore  d’agonia nel fondo del bunker berlinese, è rimasto indiscusso, inflessibile, spietato, come lo era stato nei giorni più brillanti.  Per l’oscura grandezza della sua battaglia e della sua memoria, aveva scelto di mai esitare, transigere o arretrare. Il Titano che si sforza di sollevare il mondo non può piegarsi, né addolcirsi.  […]  E’ il suicidio, non il tradimento, a mettere fine all’impresa di Hitler. Lui stesso l’aveva incarnata.  L’ha terminata lui stesso”.

Un giudizio che tradisce qualche misura di rispetto per il nemico caduto, il riconoscervi una natura titanica.

Quand Himmler écrit à de Gaulle…

 

 

 

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  • De Gaulle lo ammiro per il fatto che non partecipo’ ,mai , alle celebrazioni dello sbarco in Normandia , perche’ come dice l’articolo non coordinarono lo sbarco e stavano sacrificando , gli americani , tre divisioni francesi , tagliandone la strada , ai panzer tedeschi ma , per l’assalto di Montecassino , fu lui , De Gaulle ,che diede 48 ore di carta Bianca alle truppe algero-marocchine e agli stupri che ne seguirono.

    • Carlo

      Convengo su ciò che dici, ma quali sono quei personaggi della storia che in una guerra non si sono macchiati di immonde bassezze? La guerra prevede sangue, disastri, carestie e ciò che di peggio nell’uomo alberga: il terrore.

      • La presa di Montecassino fu un’atto vergognoso….I Tedeschi , che presidiarono l’area per tanti anni , mai fecero atti tanto barbari anzi ,come un libro di memorie pubblicato qui in Toronto , da parte di in avvocato di Supino,c’e’ un’episodio dove ,3 tedeschi si sacrificarono per salvare dagli stupri gente del posto…dicono che fino a pochi anni fa , la tomba di questi eroi era rispettata e visitata dai locali ….da poco riposano le ossa in Germania , translate dai parenti ….nessun regista ne fece in film o ne parlano ….perche’?

        • Carlo

          Grazie di questa notizia che non conoscevo.

  • Catone

    Come si può considerare onesto chi fa affari con i delinquenti?
    Questo è il mio giudizio su De Gaulle.

  • Rudi

    L’incipit e la chiosa del pezzo illustrano perfettamente la differenza tra la visione europea e quella anglo-sassone. Fino Himmler era più europeo di quelli che governano oggi. Il rispetto del nemico sconfitto, l’ammissione della propria sconfitta, sono la cifra distintiva di una vera civiltà. Il rimando al bel libro di Blondet fornisce in dettaglio tutto ciò che può servire ad un eventuale approfondimento. Ma c’è dell’altro ancora, che neppure i protagonisti del passato avrebbero potuto immaginare. Probabilmente solo gli irriducibili nemici l’avevano ben presente; e questa fu la ragione prima della loro scelta strategica caratterizzata da un’opposizione dura e totale. E’ probabile che molti si siano pentiti di aver rifiutato le offerte di pace tedesche, sia durante la Ia che la IIa GM. Ed ora stiamo come stiamo.

  • Carlo

    Dove troveremo in Italia uomini come De Gaulle che si sono forgiati in prove inenarrabili? Che hanno saputo riconosce anche nel loro nemico più acerrimo il valore dell’integrità dell’idea? Dove?

  • Sinceramente non ci vedo chiaro .IMi sembrano nuove narrative per l’Europa al servizio dei Macron di turno. Ma si sa che a pensare male si fa peccato,pero’e’ vero anche che i nemici di Cristo si siedono a giocare su tutti i tavoli.Il mito di Bonaparte e di Hitler come grandi difensori dell’Europa occidentale,o addirittura grandi utopisti e sognatori,mi sembra roba da liceali.Non mi arrischio dentro all’argomento delle connessioni che i due avventurieri improvvisati,perche’ questo furono,di fatto stabilirono con gli anglosassoni.Mi basta osservare,da profano della materia,non certo da studioso,che furono nemici di Cristo e della Chiesa Cattolica.Bonaparte forse ebbe una tardiva resipiscenza.Se Hitler, Himmler, e soci erano cosi’ tanto antisionisti,allora,quando ebbero la certezza che i dirigenti del sionismo internazionale non erano interessati a salvare gli ebrei europei,facendosene carico una volta accompagnati alla frontiera spagnola,come era stato proposto dai nazisti,tutto avrebbero dovuto fare tranne che ammazzarli.Evidentemente ai sionisti, gli ebrei europei non sionisti,e per questo non trasferitisi in Palestina,servivano,e servono piu’ da morti che da vivi.Forse per questo li moltiplicano nel conteggio.Anzi, non solo non servivano,ma erano una minaccia per loro e una prospettiva per l’Europa vera,che oggi non c’e’.Hitler, poi,non era quello che voleva fare subito pace con la GB e governare l’Europa all’insegna dell’Iperboreana Thule?Rudolf Hesse? L’Europa e’ un crogiuolo di razze e di culture,ma le radici vere sono cristiane,percio’ non vedo che dimensione potessero avere imbianchini e pittori di vasellame e ufficiali corsi che da giovani sposavano signore piu’ in eta’ e piu’ smaliziate di loro.Quanto a De Gaulle, gia’ era altra stoffa,ma mi fido di Georges Bernanos che la Legion d’Onore rifiuto’ anche dalle mani di De Gaulle.

    • Rudi

      Eppure si dovrebbe riconoscere dal vessillo napoleonico scelto dall’Unione Europea che tra Napoleone e l’Adolfo correva parecchia differenza. Naturalmente non si tratta dell’elenco delle stragi belliche o rivoluzionarie, o dell’abilità militare di questo o di quello. Napoleone voleva l’unificazione dell’Europa sotto i principi della Rivoluzione francese; Hitler era essenzialmente un reazionario; pagano quanto si vuole, ma il furore iconoclasta dei liberali e dei socialisti sovietici non fu mai visto nella Germania nazista. Gli ebrei venivano visti come un elemento estraneo alla cultura europea soprattutto per ciò che aveva comportato la pugnalata alla schiena della Ia GM. Tutto ciò che Hitler fece prima dello scoppio della guerra mondiale puntava alla ricostituzione della nazione tedesca e niente più di questo. Voleva rendere la Germania una specie di Sparta perchè non potesse mai più ricadere sotto dominazione straniera. E’ emblematica la questione del vagone ferroviario di Compiegne. Era l’onore che doveva essere restituito ai vinti. L’argomento chiave dei nazisti, prima della presa del potere, era il Trattato di Versailles. Hitler, a suo modo voleva ricostituire l’intera nazione tedesca perchè era stata smembrata. Ed è per questo che inizialmente ricevette l’appoggio della classe militare prussiana. Voleva estromettere gli ebrei dall’Europa, mentre i sionisti volevano dare seguito alla dichiarazione Balfour. E’ ovvio che tra i due ci fosse una certa convergenza di interessi, ma è anche evidente che i nazisti sapevano bene che questa dichiarazione era stata strappata all’Inghilterra a spese della Germania. Credimi: l’unico buon argomento a carico dei nazisti è quello che è stato addotto a Norimberga: l’atrocità. Tutte le altre ragioni politiche sarebbero ancor oggi considerate comprensibili.

      • A proposito della classe militare e diplomatica prussiana,non ne ricordo il cognome, ma un diplomatico del vecchio establishment, a Hitler che ancora non era al potere, disse una frase che mi e’ rimasta impressa,perche’ non avrei mai voluto che fosse detta a me:”Non mi meraviglio che lei sia cosi’ maleducato,ma quello che mi stupisce e’ che sia cosi’ borghese!”.Come se a me uno dicesse:”Non mi meraviglio che lei sia cosi’ maleducato, ma quello che mi stupisce e’ che sia cosi’ cattolico”.Insomma credette di percepire,con la chiaroveggenza dell’anziano invecchiato bene,che in Hitler esser borghese era la maschera, piu’o meno consapevole, e non la sostanza,o la Sostanza, che va anche al di la’ della natura,ferita dal peccato originale,e al di la’ di una cattiva formazione. ma che fa la vera storia personale , la vera buona fede e l’onore personale!.Li’,se Hitler fosse stato un uomo e non una faccia da c…o ,un fr..o alla generale Custer,(parole storiche di un luogotenente di origine italiana del famigerato generale in cerca di gloria) col coraggio in battaglia dei pazzi disperati e non degli uomini
        di onore e di Fede,avrebbe dovuto sfidarlo a duello o comunque mettere ben a posto il suo interlocutore se troppo anziano.A parte questo dettaglio non di poco conto,visto che Hitler dimostro’ nei fatti di essere un fro …invasato senza onore travestito da cavaliere,a parte che gl’importo’ tanto della nazione germanica da dire che si era dimostrata debole e meritava di essere sconfitta, mentre il futuro avrebbe dovuto essere delle popolazioni orientali indoeuropee(giudicando unicamente sul risultato,esattamente come un sionista,spiritualmaterialista, si potrebbe dire,ancorato a cio’ che e’ terreno,altro che la derrota es el blason dell’alma bien nascida,o vogliamo farlo passare per un cavaliere cristiano?Tanto oggi tutte le bischerate circolano pure tra i sedicenti cristiani,figuriamoci tragli altri. ).I nazisti avevano tutto per poter distinguere tra i sionisti che avevano dato la pugnalata alla Germania,operazione elitaria,di vertice, e gli altri ebrei. Hitler disse che il nazismo non era che genetica.La nazione tedesca nel Mein Kampf e’ vista come la materia prima da cui estrarre la super razza(poi intravvista negli orientali),secondo idee assorbite dai suoi in parte misteriosi gnostico-esoterici maestri.Se alla figura di Hitler togli l’isteria,che e’ una recita piu’ o meno consapevole,circa i valori patriottici,l’amicizia, la fedelta’ etc etc,alla fine questi si sgonfiano, perche’ la loro consistenza sta nella vera Fede che viene da Cristo,e dallo Spirito,in ciascuno che sia vero uomo overa donna, a prescindere che sia battezzto nell’acqua del Sacramento, o nel desiderio.Il resto e’ davvero retorica per Oggettivamente Hitler e’ stato un servo del sionismo internazionale come Sverdlov,Lenin Trotskij,come Andreatta Ciampi e Amato,come Marco Pannella, come la Merkel,come Mario Monti,come Paolo Mieli,come Gioele Magaldi,come Beppe Grillo e Casaleggio,solo per divertirsi a fare qualche nome italiano,tra il serio e il faceto.

        • enrico-ss

          Un perfetto discorso alla Alessandro Arbore, quello che qui ogni tanto svalvola con alberi genealogici che accomunano Hitler, Churchill e la Regina Elisabetta. Ma a parte questo, nella sua schiumante rabbia contro Hitler, non tiene conto che proprio la vecchia classe dirigente prussiana è stata causa della sconfitta tedesca; pur patriottici, non tolleravano che Hitler fosse appunto un borghese e non un nobile. Eppure, in tante “ritirate” imposte a Hitler in Russia dai generali nobili le conseguenze furono ben più disastrose di una resistenza sul posto sostenuta da Hitler e i fatti gli diedero ragione, tanto che lui PRETESE che i consigli di guerra venissero stenografati per smentire in futuro i parrucconi che gli imponevano scelte strategiche fallimentari. Altro che uomo di poche palle, Pegli, altro che sfide e duelli. Sì, lei delira come Alessandro Arbore. Complimenti. Hitler era molto affine a Bismarck. SI legga la biografia del cancelliere di ferro, magari imparerà qualcosa anche su Hitler. Altro che servi del sionismo.

        • Rudi

          Quello che citi è solo un episodio. In realtà Hitler veniva definito prolet da quasi tutta la nobiltà prussiana. Noblesse oblige. Nel bel film “La caduta delle aquile” è ben evidenziato come già durante la Ia GM, la nobiltà cercasse di blandire il III° Stato per evitare la rivoluzione. Una volta che Wilhelm III° ha preso la via dell’Olanda non c’era più nulla da salvare. A quel punto la legittimità su cui si fondava il II° Reich era svanita e la rivoluzione era compiuta. Come sempre accade in questi casi, più che il digiuno potè l’onore. La perdita dello status di potenza e le condizioni intollerabili di Versailles ridussero i prussiani a più miti consigli. Che in Russia oggi non è lo stesso ? E’ la perdita del rango, non della pagnotta, a fare miracoli. Io azzarderei fino che dopo l’Adolfo sarebbe tornato un Hoenzollern, come dopo Franco un Borbone; a riprova del fatto che la rivoluzione è una cosa e la controrivoluzione un’altra. Per quante cose sensate abbia letto sul tema, non mi schioderebbero da questa convinzione nemmeno le cannonate di Herr Krupp. 🙂

          • enrico-ss

            Rudi, scusi, ma come fa a dire che era solo un episodio? Tutta la vita di Hitler è stata una lotta tra i suoi metodi e le sue idee contro quelle degli altri, compresi i più fedeli del Partito. Non ricorda i litigi con Ribbetrop? E quando minacciò di fondare un nuovo partito, prima di vincere le elezioni? Le sfuriate con Goering? Con tutti i generali? Io ci vedo tante affinità con Bismarck che però dovette soccombere alla politica che non gli veniva incontro. Hitler soccombette alla guerra, ma principalmente a chi ne contestava le decisioni. Da questo punto di vista ha visto bene De Gaulle: Ha combattuto fini alla fine. E poi devo leggere le scempiaggini di Pegli che pare manco sappia di cosa parla.

    • Flavio Talassio

      Analisi impeccabile Pegli!

    • l’anglosassone è sempre un nemico

  • Nico-

    Rudi la bandiera dell’unione europea non c’entra niente con napoleone.
    Rappresenta bene il progetto europeista (o cattocomunista?) descritto da miglio per dissolvere gli stati nazionali e riportare il continente ad uno ad uno scenario pre rivoluzione francese dove c’erano ben poche sovranità nazionali .
    Errato anche il paragone tra bonaparte ed hitler ,lo stemma della francia di vichy dice tutto.

    • Rudi

      Non faccio polemiche, Nico, ma la bandiera scelta già ai tempi della rivoluzione francese, per gli Stati Uniti d’Europa, dalla Massoneria era appunto blu con dodici stelle in cerchio. La si può vedere anche nelle mani di G.Washington con le tipiche stripes che sono rimaste ancor oggi, dopo la rivoluzione USA. Sta a simboleggiare il mondo intero e le dodici tribu. Non me l’invento io ora. L’unica differenza è cromatica: nella prima le stelle sono bianche, mentre nella seconda color oro. Ma la stella è comunque e sempre il simbolo della Massoneria. Il paragone tra Bonaparte e Hitler l’ha esposto Angelo. Mi pare di averlo confutato. Non capisco che c’entri la Francia di Vichy con gli SUE. Il simbolo era comunque il tricolore della République.

      • Nico-

        le dodici stelle nella bandiera dell’unione europea sono un simbolo mariano.
        Le 13 stelle nella bandiera usa di Washington rappresentanto le colonie che dichiararono l’indipendenza dalla gran bretagna…

        • Rudi

          Lo so Nico. Per te è un fatto casuale ?

          • enrico-ss

            Rudi può citarmi qualche fonte che collega Napoleone I e la bandiera europea? Io ho cercato, ma a proposito della orribile bandiera europea ho trovato solo il modo in cui è stata concepita (simbolo mariano etc.).

  • Rudi

    Enrico-ss: vedo di cercare il riferimento che ora non trovo. Comunque gli indizi ci sono tutti: una volta escluso che si volesse mettere la UE sotto la protezione della SS. Maria, non rimane che l’opzione gnostica che si può far risalire ai Rosacroce. Quell’accrocchio di Dan Brown ne da una seppur pallida idea. Sotto il cielo stellato non riposa la Madonna, ma la moglie di Gesù Cristo. E siccome la Rivoluzione americana e quella francese nascono sotto gli stessi auspici tutto va di conseguenza: Stati Uniti – Nazioni Unite e il One World è bell’e che fatto.

  • Rudi

    Enrico-ss: scrivo qui perchè sotto il tuo commento non c’è l’opzione di risposta. Mi riferivo all’episodio che ha citato Angelo, non al contenzioso tra Hitler e la vecchia dirigenza prussiana. Per la nobiltà prussiana era ancora meno di un borghese. Il fatto stesso che il III° Reich dovesse essere senza più classi rende comprensibile questa opposizione. Comunque, molta parte degli ufficiali prussiani passarono dalla sua parte anche se non facevano parte della SS. Non è esatto dire che la Wehrmacht era tutta contro il Fuehrer. Solo alcuni alti dirigenti. Poi, certo, esistevano infiniti contenziosi anche nel NSDAP stesso, ma era un’altra cosa. Il caso citato da Blondet ne è un esempio.

    • enrico-ss

      Scusi, ma immagino che lei sappia cosa vuol dire “solo alcuni alti dirigenti”. Nella più moderata delle ipotesi potrebbe trattarsi di minimo un quarto delle forze armate: una fetta di germania “aristocratica” che per aristocrazia rema contro al Cancelliere in un momento delicato come la guerra; roba da pazzi (vedasi l’attentato di Stauffenberg&soci). Una volta Goebbles ebbe a dire che in Germania non esistono giornalisti di destra o di sinistra; ci sono solo giornalisti tedeschi. Certo, una visione poco democratica della stampa, ma sappiamo anche cosa è oggi la pattumiera della stampa “democratica” che ha sempre un padrone. Il fatto è che per il tanto avverso Hitler, la visione di una Germania, dicesi UNA, era qualcosa di inconcepibile per affaristi e parrucconi. Mi scuso se mi saltano un po’ i nervi quando leggo di Hitler servo del Sionismo e nipote di Churchill. Dai, siamo seri. Hitler incarnava un modello di Germania e basta. Che poi sia andata come è andata, pace.

      • Rudi

        Non mi pare di meritare le sue rampogne, Enrico. Credo di essere stato abbastanza obbiettivo. Il sostegno a Hitler era popolare e patriottico, oltre che politico. Essendo il regime appunto nazional-socialista, mi pare pacifico che la nobiltà si dividesse tra difesa di classe e patriottismo. Nonostante questo le defezioni furono molto sporadiche. Poi viene la guerra: fino a che si vince il consenso è sempre più alto. Alla fine la cifra comune ai regimi dell’Asse fu questa: non persero il consenso interno per motivi politici, ma bellici.

  • Poi, tra aprile e maggio del 1945 a Berlino, furono i francesi dei reparti Carlomagno, Charlemagne, a difendere, e con valor militare, la città.

  • Ma per favore.Condivido l’ultimo commento di Rudi:del resto,neanche Milosevic,Gheddafi ,Saddam persero il consenso per motivi interni,ma per motivi bellici,e per conto mio,sono solidale comunque,ancora adesso,con Giovannino Guareschi sulla questione dei bombardamenti inutili ma terroristici sulle citta’ italiane.Con Mino Damato, per quanto disse in televisione circa i bombardamenti in Serbia del 1999,tra l’altro sottolineando acutamente una espressione di Edward Luttwack; con Gheddafi.Ma ,a parte che non ho parlato di genealogia,e quindi il minestrone che fa Enrico-ss e’ fuori posto:il discorso che ho fatto prescinde da questi particolari per “amatori” del personaggio,diciamo cosi.Non basta essere “amatori”,e perdersi nelle pieghe degli avvenimenti,forse per sfuggire a un po’ di sana introspezione su se’ stessi,per poter pretendere di essere autorevoli quando si propone una visione riduttiva e unilaterale,e si riporta in maniera scorretta il ragionamento altrui.Io ho detto che “oggettivamente” Hitler fu un servo dei sionisti.Giudico sui fatti,cosi’ come analogie con Bonaparte ci sono sui fatti.L’albero si giudica dai frutti.Se poi devo leggere che deliro da uno che se ne frega dei fatti che non gli fanno comodo,o li sottovaluta e si butta a capofitto,spostando il discorso, in dettagli che piu’ o meno sono equivalenti ad altre situazioni interne,come la stessa che visse Mussolini,bhe’… L’olocausto sia pure con meno di due milioni e non 6 milioni;la persecuzione alla Chiesa Cattolica;l’invasione dell’Italia e di Roma;il proposito di sequestrare il Papa;il calcolo che un genocidio poteva essere fatto perche’ gia’ il genocidio degli armeni era passato senza suscitare grandi reazioni internazionali;le sfilate pagane ,sostanzialmente equivalenti all’albero della liberta’ di francese e napoleonica memoria;i programmi razziali sviluppati in genetica…la profanazione dei cadaveri di prigionieri uccisi,per farne portafogli,suppellettili(cose gia’ fatte durante la Rivoluzione francese ma non su scala industriale) .Tra l’altro,Hitler con Chiesa e Papa dovette essere prudente perche’ le cose gli andavano male,senno’ avrebbe fatto quanto fece Napoleone e probabilmente peggio.Ai tempi di Napoleone sia i massoni che i cattolici erano un po’ agitati,credevano stesse arrivando,rispettivamente, il Trionfo di Cristo,i primi,e la fine del tempo dei Gentili,i secondi,e quindi non prendevano troppe precauzioni.Io ho detto che non possono essere questi i rappresentanti e i campioni ne’ della Germania ,ne’ della Francia, ne’ dell’Europa,e lo confermo. Ho detto che quello di Hitler non poteva essere vero coraggio,e lo confermo.Se non le piace,non so che farci:io non sono un fans di Elvis Presley,anche se era un talento e alcune canzoni in particolare mi piacciono molto:ma se arriva un suo fans, che sa tutto o crede di sapere tutto della vita di Elvis, e pretende per questo di stabilire che Presley fosse la reincarnazione di Mozart,a parte che non credo alla reincarnazione… penso che sono problemi suoi.Fino a un certo punto,pero’…perche’ liberta’ di opinione e di espressione va bene,anti mainstream va benissimo,;che a Norimberga mancassero molti colpevoli,di cui una parte seduti sugli scranni dei giudici,anche..ma offendere il comune senso della decenza e del pudore, no.Se a lei,Enrico ss,importa niente della morale e della civilta’ cristiana,non puo’ pero’ considerarsi esente.Non dica che l’argomento non era questo:perche’,visto che ha risposto a me, so bene quale era l’argomento,corredato di argomentazioni che con gli alberi genealogici non c’entravano nulla,ma semmai con le profondita’ dell’animo umano,quello si’ universale.

    • enrico-ss

      Va bene, buona serata. Cercherò di decriptare il contenuto del suo intervento, ma non garantisco. Anzi, le dò ragione: lei ha ragione. Saluti.

  • E’ un elenco di fatti e ce ne sono moltissimi altri.P.es il grano rubato dai sionisti bolscevichi agli ucraini,fatti morire di fame,era venduto alla Germania nazista.P.es i bolscevichi sionisti restituirono ai nazisti degli ebrei fuggiti dalla Germania. Per es. il feeling che c’era tra ufficiali nazisti e sovietici al tempo dell’invasione della Polonia.P.es le fabbriche statunitensi che lavoravano in Germania, tramite loro succursali nell’industria pesante.Tranne qualche caso,mai sfiorate dai bombardamenti alleati,anche se poi chiesero i risarcimenti al governo statunitense, cioe’ al proprio governo e lo ottennero.P.es. le forniture IBM al governo nazista.Le forniture Exxon.Le forniture Ford. Coca Cola,troppo nota, fabbricava la misteriosa Fanta aranciata per le truppe naziste.Allora Josef Ratzinger prese l’abitudine di berla.Durante la guerra la Coca Cola mise le basi della futura rete commerciale in tempo di pace.L’analogia dei manifesti bolscevichi con quelli nazisti,al di la’ dei simboli” ideologici”.L’altro,quello delle multinazionali,si chiama logo.

  • Zazolite

    De Gaulle ha:

    1. Restaurato la repubblica dei lumi ebraico-massonica che Pétain aveva temporaneamente spento.
    2. Coperto l’assassinio di massa di tutta la classe dirigente non allineata alla giudeomassoneria nella ‘rivoluzione’ del 1944
    3. Aperto le cateratte dell’invasione migratoria africana in Francia
    4. Proposto di garantire la cittdinanza francese a tutti gli algerini e costruire uno stato unitario tra Francia ed Algeria. Se questo punto fosse stato realizzato la Francia sarebbe già oggi un paese a maggioranza non-bianca.

    Decisamente un bilancio catastrofico. Niente affatto quindi “un grand’uomo”. Solo un ennesimo servitore degli ‘arconti di questo mondo’.