Pezzi che ci sono piaciuti

ARGENTINA: UNA SPERANZA SOFFOCATA DI LIBERTA’ – PARTE SECONDA – di Luigi Copertino.
gen 28, 2016

Ma come è avvenuto tecnicamente l’aggiramento del controllo sui movimenti di capitali imposto dal governo argentino? Per aggirare i controlli governativi le banche estere con filiali negli Stati Uniti e sedi in Argentina garantivano l’afflusso di dollari al mercato nero attraverso un meccanismo simile al pronti contro termine: il cliente comprava in pesos un titolo della Borsa di Buenos Aires contemporaneamente quotato anche a

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ARGENTINA: UNA SPERANZA SOFFOCATA DI LIBERTA’ – PARTE PRIMA – di Luigi Copertino.
gen 28, 2016

Questo nostro contributo tratterà della recente storia economica dell’Argentina ma con un fine che va oltre le vicende di questa Nazione. Il nostro fine ultimo è di dimostrare, attraverso quelle vicende, che oggi, nell’età della globalizzazione, non è possibile pensare che un solo Stato, o pochi soli Stati tra loro non coordinati, possano sconfiggere la forza egemonica e nichilista della finanza apolide e della

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di Christopher A. Ferrara – The Remnant, 20 gennaio 2016

Dopo quasi tre anni in cui ci si sente ripetere la stessa solfa, dovremmo essere ormai abituati alle costanti reprimende di Francesco contro non meglio identificati “dottori della legge” che si oppongono a un non meglio identificato “cambiamento” all’interno della Chiesa perché hanno “un cuore chiuso alle novità dello Spirito”, il quale “ci sorprende sempre” con misteriosi nuovi sviluppi che Francesco non specifica mai ma che evidentemente consistono in realtà

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MAURO bOTTARELLI

Questo grafico (…)
ci mostra come la richiesta di premio di rischio degli investitori per detenere debito emergente rispetto ai Treasuries Usa sia a 481 punti base. Insomma, se il dollaro e la Fed vanno avanti sulla loro strada, prepariamoci al più grande margin call sul biglietto verde mai vista nella storia.

Eppure, tutti sembrano unicamente concentrati sul petrolio, la Cina e le conseguenze che questi hanno sulle Borse. Gli emergenti restano un po’ in disparte, qui

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Israele getta la maschera: dobbiamo distruggere l’Iran

Nel corso di una conferenza tenutasi presso l’”Istituto di Studi per la Sicurezza Nazionale” a Tel Aviv, il ministo della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha dichiarato di “preferire l’ISIS rispetto al pericolo costituito dall’Iran e che Israele non considera che l’ISIS (Stato Islamico) costituisca una minaccia per Israele. L’esponente del Governo israeliano ha inoltre aggiunto che ” bisognerà sempre considerare  l’Iran quale  il principale nemico di Israele”.

Yaalon ha affermato di ritenere che

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