“AVVENIRE” DEI VESCOVI LODA IL FILM PEDOFILO DI GUADAGNINO (continua l’effetto “Amoris Laetitia”)

 

di

Matteo D’Amico

 

Sul quotidiano Avvenire di mercoledì  24 gennaio, a pagina  23, vi è un lungo articolo a tutta pagina, a firma  di Alessandra De Luca,  su un  film appena lanciato del regista italiano  Luca Guadagnino intitolato  “Chiamami con il tuo nome”.  L’enfasi data a tale film sembrerebbe derivare dal fatto che lo stesso  ha ricevuto quattro nomination  agli Oscar (miglior film, sceneggiatura, attore protagonista,  canzone originale).   I problemi e i dubbi sorgono  se si considera  la trama del film, che si può brevemente così riassumere:  un diciassettenne  vive con la famiglia in una grande villa  vicino a Crema in Lombardia; siamo nel 1983. Il padre è docente universitario  e ogni estate ospita uno studente straniero che deve svolgere uno stage in Italia per completare una tesi di dottorato. Giunge così un americano di 24 anni sicuro di sé, molto bello e disinibito. Fra il giovane italiano, studioso di musica, un po’ insicuro e dedito ai primi tentativi sentimentali con una ragazza, e  il misterioso e affascinante ospite si manifesta un’attrazione omosessuale crescente che il film racconta in tutti i suoi aspetti.    Questa la trama, in realtà banalissima e scontata, del film. Ormai sembra impossibile  vincere un premio cinematografico internazionale  senza pagare pegno alla dittatura omosessualista  che sta instaurandosi in tutto il mondo occidentale, e non si contano più i film con la trama centrale, o almeno episodi  e personaggi secondari,  che ruotano intorno a tematiche omosessuali.

E’ evidente ormai da anni che i poteri forti anticristiani che mirano,  con crescente furia e violenza, alla dissoluzione di ogni vita di fede e di  anche solo ogni  ricordo   della morale tradizionale, hanno scelto cinema, programmi televisivi e musica leggera come canali privilegiati per traghettare l’Occidente verso l’omosessualismo di massa.

Dunque non ci stupisce  scoprire l’ennesimo caso di un regista  pieno di furbizia, e al tempo stesso moralmente vuoto, assetato di successo facile e bisognoso dei finanziamenti di un produttore  (la Warner), che sceglie la scontatissima trama, falsamente trasgressiva -non si sa cosa infatti possa risultare più conformista oggi-  di  una storiella d’ “amore” fra due giovani omosessuali!

Ciò che stupisce e scandalizza è il tono complessivo dell’articolo di Avvenire, oltre al fatto in sé che l’unico giornale cattolico italiano scelga di parlare di simile immondizia.  Infatti, come  si può già notare, è partita -e crescerà con il tempo-  la campagna  per lanciare  il film in questione e tutta la stampa laicista e anticristiana ne parlerà abbondantemente e, ovviamente,  in modo favorevole  vista l’insonne sforzo di propaganda pro-gay che è in corso anche nel nostro paese da anni. Dunque  il giornale della Conferenza episcopale dovrebbe avere la decenza di non nominare nemmeno un film  così indegno, ma se proprio ne vuole  parlare dovrebbe farlo per  condannarlo, non certo per elogiarlo. Invece l’articolo della De Luca è un vero e proprio inno celebrativo della bellezza del film  e delle capacità del regista: sembra insomma  che il fine sia  spingere il più ampio numero di cattolici a incuriosirsi e ad andare a vederlo.

Leggiamo  qualche passo dell’articolo:

Ma questa volta il regista (…) sembra ispirato  da una compostezza,  un’eleganza stilistica e un equilibrio narrativo mai raggiunti prima

 

“…Guadagnino mette da parte  la maniacale ricerca  di un’estetica che nei film precedenti rischiava di raffredare tutto e, dando prova  di una raggiunta maturità, ci mette il cuore, la propria anima, con una  serenità e una leggerezza  mai riscontrate prima nel suo cinema”.

 

Sono elogi davvero  sperticati che  stonano  totalmente  con  il vergognoso contenuto della trama: infatti, stante l’immoralità e la turpitudine del racconto (cosa di più squallido  di un’avventuretta estiva di due finocchi, cosa di meno poetico!) è da deprecare, più che elogiare, l’eventuale  bontà artistica della realizzazione del film, poiché  rende il contenuto ancora più insidioso e velenosamente capace di  corrompere gli  spettatori più ingenui e impreparati.   La De Luca  (fedele qui a papa Bergoglio e al suo celeberrimo e colpevole: “Chi sono io per giudicare?”) non solo non esprime alcun giudizio critico sul film, ma ne attenua o nasconde i tratti peggiori, scrivendo, ad esempio:

Alcune scene sono esplicite, ma mai volgari, e la passione che cresce tra i due giovani si inserisce nel riuscitissimo affresco  di una città di provincia  dove la noia estiva si sposa al languore e dove le atmosfere, i tempi dilatati, le attese  sono più importanti  e suggestive della  storia d’amore ”.

 

Ora, a parte l’errore grammaticale di scrivere “suggestive”, anziché “suggestivi”,  si noti il tono  non solo non di condanna, ma di compiaciuta approvazione delle frasi appena citate, non esclusa la ridicola nota  che  le scene che ritraggono gli atti sessuali che i due giovani sodomiti compiono fra di loro sono sì esplicite, ma mai “volgari”.  Sembra quasi un estremo tentativo di rassicurare i più sospettosi fra cattolici (pochi, per fortuna) che ancora leggono Avvenire  e che potrebbero evitare la visione del film, temendo, giustamente, di trovarsi di fronte a spiacevoli  rappresentazioni di atti contro natura.

 

Ma gli elogi del film e del regista non sono finiti, tanto che l’articolo finisce così:

 

Il Guadagnino di  Chiamami con il tuo nome (…) è insomma un regista in stato di grazia, adorato ora più che mai dagli americani, conquistati dalla sua raffinatezza,  e pronti a evocare la candidatura agli oscar  con la convinzione che all’Italia è mancata.  Al Golden Globe non è andata bene,  ma il prossimo 4 marzo  potrebbe essere tutta un’altra storia”.

 

Quindi la giornalista di Avvenire sembra augurarsi che il film, che di fatto non può che contribuire a diffondere il vizio sodomitico fra i giovani del nostro paese, abbia il massimo successo e riesca magari vincitore  di qualche Oscar.

 

Ora  credo sia possibile fare qualche considerazione  di ampio respiro; la prima è la seguente:

 

Avvenire , come ogni altro quotidiano, ha una redazione e un direttore che vigilano attentamente sulla composizione delle diverse pagine del giornale stesso. Dunque la De Luca non ha fatto una simile recensione se non perchè qualcuno gliela ha chiesta.  I toni celebrativi sono stati approvati  da chi ha chiuso il giornale, cioè, essenzialmente, dal Direttore.

 

Il film si può immaginare che celebri ed esalti, in modo gravemente diseducativo, il darsi di due giovani a quello che il catechismo di San Pio X chiamava giustamente “peccato impuro contro natura”, uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.   Ora a chi può sfuggire la gravità del fatto che il giornale dei vescovi italiani, voce ufficiosa quindi, ma significativa della chiesa italiana,  approva un film così avverso al sentire e alla morale cattolici?    Di fatto  questo articolo facendo conoscere ed elogiando  un film che è un inno poetico all’omosessualità contribuisce al male, spinge al vizio i più piccoli e semplici, dà cioè scandalo e si allinea satanicamente ai poteri forti che da molti anni ormai sembrano cavalcare questo unico cavallo di battaglia per dissolvere ciò che resta dei costumi e della società cristiana.  Di un film così turpe sarebbe grave e colpevole fare una recensione  severamente critica, perchè si contribuirebbe a renderlo noto e a incuriosire il pubblico, ma che la recensione sia positiva è cosa davvero  indegna di un cristiano che abbia conservato anche solo un briciolo di fede e di buon senso.

 

E’ sicuramente  impossibile, come già dicevamo sopra,  che un articolo così ampio passi senza  essere attentamente valutato dai responsabili   del giornale e costoro, a loro volta, non autorizzano un simile articolo se non perchè sanno che i vescovi loro referenti lo dovrebbero approvare.  Da questo quadro mi sembra si possa dedurre  che i vescovi italiani, o almeno coloro che hanno un più diretto rapporto con la gestione di Avvenire e con la Presidenza della C.E.I.,  sono indifferenti o favorevoli alla diffusione  crescente di una cultura omosessualista sempre più aggressiva: in altre parole l’episcopato italiano, almeno nella sua parte preponderante, schiacciato passivamente sulle strategie  e sulle idee eretiche di papa Bergoglio, sta accettando di sdoganare l’omosessualismo in salsa cattolica, come emerge da molti segnali, oltre che da questo articolo.  I pochi vescovi  che probabilmente dissentono da quanto sta accadendo, non parlano, si presume soffocati dalla paura di cadere vittima di qualche purga o punizione ordita da colui, o coloro, che abitano Casa Santa Marta e da lì tirannicamente devastano la Chiesa e la sua dottrina perenne con temerarietà ogni giorno più grave.  Ma chi avendone l’autorità e i mezzi per paura non interviene per cercare di fermare l’errore, manca gravemente ai suoi doveri e pecca , contribuendo alla scandalo pubblico col suo complice silenzio.

 

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  • Se costoro fossero donnaioli, promuoverebbero amorazzi eterosessuali, almeno secondo natura. Oggi si fanno sponsor di film omosessuali perché, con ogni evidenza, hanno con questi temi una palese affinità.

    • Lupaccio Maimangi

      oppure questi temi sono caldeggiati dalla distribuzione e dai concorsi.

  • La disillusa società liquida

    In questi tempi bui sembra che i fedeli siano più avveduti e più ispirati dallo Spirito Santo , rispetto alla gerarchia ecclesiastica cattolica ( troppo spesso silente o connivente ) . Anche Rai1 1, canale guardato soprattutto da un pubblico over 60 , si sta dando il suo bel da fare ( da anni ) a veicolare taluni messaggi con fiction definite per ” famiglie ” . Ormai in tutte ci sono amori omosessuali , multiculturalismi ( il giovane straniero che viene in Italia , si innamora della giovane e ricca di turno e vivono un amore osteggiato ) e sacerdoti che svolgono per lo più la funzione di poliziotti e detective ( tutto , tranne divulgare la parola di Dio ) . Una sottile manipolazione ai danni delle menti più ingenue e sprovvedute : quelle nonnine telespettatrici fedeli ,che leggono poco ma frequentano la messa domenicale . Così che anche loro possano dire , in futuro : ” che male c’è a praticare atti omosessuali ? Gli omosessuali hanno diritto a sposarsi ed essere felici ( magari anche ad adottare ) ” .

    • Paola Datodi

      beh, il “detective” Don Matteo mi par che faccia anche il suo dovere di sacerdote, certo non sarà il chestertoniano Padre Brown, ma a me piace, non lo trovo diseducativo

      • Chiar@

        Non ho detto che è diseducativo : ho visto solo alcune puntate e non ho il metro per giudicare . Non mi sarei mai sorbita tutte le puntate delle 11 o 12 serie come hanno fatto mia mamma o le mie zie o altre nonnine drogate di tv ( e ce ne sono : non è una condanna , ma un dato di fatto ) . In fondo è un simpatico diversivo : quando ho provato a spegnere la tv e far sentire loro le catechesi su Radio Maria si sono risentite : ” Nooo , sono noiose . Io ho fede , però non ho voglia di ascoltare queste cose , tanto vado già a messa la domenica . ” Fede a costo zero : ognuno fa le proprie scelte .

  • Anto Usai

    Cito a memoria il grande Brera: ” Volete che un prete che si mette ad allenare una squadretta di calcio di sedicenni non sia un po’ pederasta?”. Forse sta qui riassunto il motivo per cui l’ Avvenire si da alle lodi del film. Vedendo il trailer tuttavia ho l’ impressione che difficilmente otterrà un premio rilevante: si intuisce un trita e ritrita vicenda infinite volte, in molteplici ambientazioni, rigirata dal regista di turno con l’ intento di fare “scandalo” e conquistare la scena. Del tutto gratuiti i giudizi della stampa americana di un capolavoro di “eroticità”. Al massimo l’ Avvenire poteva riservargli una recensione assegnandogli mezza stella.

  • Raffaele Minimi

    In effetti Avvenire è recidivo. NEGLI ANNI ’60 recensì positivamente l’assurdo “TEOREMA” di Pasolini.

    • Lupaccio Maimangi

      si ma no possiamo paragonare quell’opera di Pasolini a questo film nel solco del più bieco e intoccabile conformismo omosessualista

      • Raffaele Minimi
        • Lupaccio Maimangi

          ci sono analogie superficiali ma c’é una differenza sostanziale e determinante che ho forse poco sottolineato: questi sono conformisti e fanno propaganda, Pasolini non faceva tecnicamente propaganda – sapeva che avrebbe dato scandalo e che sarebbe andato nei guai. Il riflesso di ciò lo cogli nel fatto che Teorema non era un’opera per tutti, mentre il film di Guadagnino aspira a dettare al più vasto pubblico possibile la sua morale omosessualista senza che nessuna delle asperità dell’arte possa interferire nelle banali semplificazioni del suo discorso. È un’opera che puzza lontano un miglio di propaganda di stato. Mutatis mutandis ti dice come ti devi sentire e cosa devi fare, esattamente come facevano l’estetica nazista e sovietica, benché certamente in maniera più subdola.

          • Stefano

            Mi stupisco della mancanza di coscienza critica di colui che parla di un film senza nemmeno averlo visto.

          • Soap&Rope

            Quell’obbrobrio lo lasciamo tutto per te…..

          • Stefano

            Che ne sai che è un obbrobrio?Io l’ho visto ed é bellissimo. Ah già tu giudichi per partito preso….alla faccia di ogni serietà conoscitiva! 🙂

          • Soap&Rope

            Per quanto mi riguarda, la pedo pornografia sodomita la trovo semplicemente vomitevole…. poi come si dice de gustibus non est disputandum.

          • Stefano

            Non é un film pornografico né é vietato… É esattamente come dice Avvenire e aggiungerei, ‘una storia di famiglia’ come l’ha definita Guadagnino. Se qualcosa é vomitevole é l’ignoranza, la tua.

          • Soap&Rope

            Premesso che, da sommo analfabeta funzionale quale ti stai dimostrando, non hai minimamente compreso il senso dell’articolo di Blondet (che non è una critica cinematografica)…. premesso che mi dimostri che la recensione di questo film (chiamiamolo così, sic !!) su Avvenire (e riportata in questo articolo è corretta); fatte queste premesse ci tengo a precisare che il mio target è lontano mille miglia dalle melense storie d’amore sane (cioè quelle tra un uomo e una donna), figuriamoci quindi se può riscuotere il mio interesse una storia d’amore sula quale Guadagnino ne approfitta per imbastire una volgare porcata pedo pornografica sodomita (alcune scene sono esplicite sta scritto nella recensione, almeno in quella riportata da Blondet).

          • Stefano

            Nel film non vi é nulla di volgare, non é una porcata e non vi é pornografia. Mi spiace dover rispedire al mittente l’espressione ‘analfabeta funzionale’ ma, in tal contesto, si addice di più a te che esprimi giudizi senza sapere di cosa parli…..

          • Soap&Rope

            Evidentemente non solo fatichi enormemente a comprendere il senso dell’articolo di Blindet, ma anche nel comprendere che a me quel film di propaganda pedo omosesulista non solo non interessa minimamente, ma suscita solo un forte senso di ribrezzo e disgusto, come dovrebbe succedere ad persona dotata di sani principi… e poi hai anche la faccia di bronzo quando ti fanno notare il tuo analfabetismo funzionale.
            Ragione per la quale considero chiuso ogni scambio futuro nel caso continuerai ad importunarmi con quella porcata di Guadagnino…. se ti interessa entrare nel tema del post di Blondet, sempre ammesso e non concesso tu l’abbia compreso, a tua disposizione; in caso contrario passo e chiudo.

          • Stefano

            Il fatto é che te hai mostrato solo pregiudizi e nessun sano principio. Il tuo sentimento di disgusto é solo una banale prevenzione mentale data da chissà quale mediocre formazione culturale. Se una cosa non interessa perché parlarne? Ha ragione Umberto Eco e non cito quanto da lui sostenuto….. Il discorso per me finisce qui. Ho chiaramente espresso quello che penso. Una luce, rispetto alla mediocrità incolta dei tuoi commenti…. Il film sta avendo successo e lo merita tutto.

          • Soap&Rope

            Già… infatti dimenticavo che la pedo pornografia omosex per i pervertiti come voi, come per gli scribacchini di ‘Avvenire’, sarebbe un sano principio morale.
            Senti, fammi la cortesia di andare all’inferno e di non disgustarmi più con la tua persona e le tue perversioni malate.

          • Mattia

            pedopornografia omosex??? Avvenire non ne ha parlato minimamente.

          • Soap&Rope

            Diciamo che un quotidiano che si professa portavoce dei vescovi italiani, e quindi di chiara ispirazione cristiana, non avrebbe dovuto minimamente accennare ad un’opera di chiara propaganda pedo pornografica omosex.

          • Mattia

            mah….io veramente ho visto il film e non vi é nessuna propaganda. Avvenire ha parlato del film in modo obiettivo. É una storia d’amore senza nessuna scena spinta.

          • Soap&Rope

            Di amore omosessuale…. cioè contro natura la cui recensione potrebbe trovare posto in una rivista dell’Arci-Gay o del circolo Mario Mieli; non certo nel quotidiano della CEI.
            Ma noto che voi PDDIOTI avete notevoli difficoltà a comprendere un semplice testo scritto.

          • Lupaccio Maimangi

            non l’ho visto e non mi piace é una frase che tradisce una conoscenza del cinema molto più profonda di chi si ritiene in dovere di ingollare tutta la pseudoletteratura del momento pur di poterne parlare

          • Mattia

            mah! A mio avviso non conta la pseudoletteratura….un argomento può interessare o no…il non mi piace é invece un giudizio estetico che può pronunciare solo chi ha visto il film in questione. Io sto dalla parte di Stefano, in questa discussione.

  • Massimo

    Forse bisognerebbe avere il coraggio di ammettere, che tutto l’immondo bazar della cultura contemporanea, con i suoi idoli, le immagini, la musica, i giornali, è servito solo a realizzare la più imponente manipolazione delle menti a fini di puro controllo e dominio, di tutta la storia umana. Tranne poche eccezioni che confermano la regola, la cultura americana e occidentale dell’ultimo secolo, non ha fatto altro che spingere verso l’uomo a “taglia unica”, nelle idee, nei sentimenti, nella percezione della realtà. Un Truman show globale, un mondo di sogno per poter legittimare ogni perversione, ogni capriccio, ogni arbitrio.
    …E ad un “avvenire” senza futuro, basta un “guadagnino” da quattro soldi…

  • bvzpao

    Sono d’accordo sul giudizio di opportunità: Avvenire poteva evitare, per quanto sia difficile non dare la notizia di un film italiano candidato all’Oscar. Non sono d’accordo sulla critica all’articolo quando questo fa una disamina tecnica (luce, leggerezza, ecc, sono argomenti da cinefili); mentre è CERTO che un articolo su questo film, articolo che viene pubblicato su Avvenire, deve dare un giudizio sul contenuto e sul messaggio, altrimenti mortifica il lettore e la missione del quotidiano dei cattolici. Le due cose possono tranquillamente coesistere nello stesso scritto: film girato bene ma il messaggio è deviante. Ci vuole poco (secondo me Match Point di Allen rientra nella categoria)

  • Leo Viterbium

    A un conoscente/amico, che mi parlava della sua collaborazione ad Avvenire con articoli di cultura a livello universitario risposi “Ma io non leggo Avvenire !” Mi è dispiaciuto, perché quegli articoli mi sarebbero piaciuti, ma io ignoro se lui continui a scriverci, perché io continuo a non leggere.

  • Roberto Gallo

    Sinceramente, non mi stupisce la deriva cattolica in tale ambito. Già nei “famigerati” anni ’70, quando i marxisti attaccavano la Famiglia,dichiarandola un fenomeno del capitalismo, eravamo sempre noi, a Destra, a opporci. I cattolici se ne stavano nel cantuccio, magari anche con la sciarpetta rossa, in linea con il catto-comunismo che tumoreggia l’Italia dai tempi di Croce. Oggi, dopo la distruzione (cosi’ almeno credono loro) di Dio e Patria, non resta che distruggere la Famiglia per realizzare l’UoNna, una specie di aborto bipede senza anima e senza Valori. Mazzini – che non e’ uno dei miei Valori – parlava di Pensiero e Azione. Azione, ecco cio’ che manca. Poi il resto verrà’. La logica Paretana del 20/80 e’ un dato inoppugnabile

  • Antonio Milanetti

    E’ emblematico il titolo del film “Chiamami con il tuo nome”.
    Alcuni psicoanalisti, fedeli alle intuizioni freudiane, ritengono l’attrazione omosessuale la ricerca di un sè identico a se stesso..una identità “gemella”..Una fissazione narcisistica dovuta all’impossibilità di sviluppare una propria identità o per rifiuto di quella paterna non graditao o per identificazione di quella materna iperpresente.
    L’evoluzione richiede invece il confronto con la diversità, l’incontro con la donna, misteriosamente sconosciuta fisicamente e psichicamente.
    Non a caso nella Genesi il Creatore presenta ad Adamo una creatura diversa da lui e lo invita a stargli a fianco…
    Non gli regala uno specchio come indicazione di vita…
    Che poi bergoglio e tutti i dittatori cerchino di distruggere ogni identità culturale, ideale e financo di genere è perchè un uomo senza identità è docile e malleabile non avendo niente di interiore da difendere

  • angelo pegli

    Tutta questa gente, specialmente sedicenti cattolici,mi suscita sdegno perche’,consapevole o no, unisce all’errore anche la frode.Almeno che non scrivano sulla stampa cattolica.Pero’ quando si parla di responsabilita’,attenti a dare la colpa ad Adamo ed Eva:non che io neghi il peccato originale,ma detesto lo pseudointellettualismo di chi risale al Concilio e magari da’ la colpa a San Giovanni XXIII o a PaoloVI.IL primo,per esempio,da alcuni dipinto come comunista,massone, etc, sapete a chi voleva dare incarico di scrivere un catechismo per i ragazzi?Tenetevi forte per non svenire:a Giovannino Guareschi.Fu Guareschi che ringrazio’ ma non se la senti’.Quanto a Paolo VI,ci diede la Humanae Vitae,lavorandoci faticosamente per anni.Allora non si tratta di disonesta’ intellettuale e ingiustizia, ma anche di follia, prendersela a fondo con quelli.Ognuno parli per se’,si prenda le sue responsabilita’ giorno per giorno,perche’ e’ giorno per giorno che si fa storia personale,Storia, e che si fa Chiesa.Come e’ stolto stabilire una continuita’ negativa e perversa conseguenziale e inevitabile tra Concilio e post Concilio,com’e’ non da cristiani ne’ uomini liberi e veri, che davvero credono al libero arbitrio e alla liberta’ e dignita’ umana,bensi’ da fatalisti! Anche questi sono quasi l’altra faccia, opposta, dei nemici della Chiesa!Signore,dacci 1000 Brunero Gherardini e nessun altro Roberto De Mattei.Gia’ basta guardare le facce…Si critichino i Documenti del Concilio dove sono palesemente frutto d’infiltrazione nemica (Baum, Suenens,Congar etc),senza impelagarsi in ricostruzioni storiche dal tono fatalista.Roba .Ci arriveremo,grazie a Dio,al giorno in cui saranno corretti.Ma chi sputa sul post Concilio,abbraccia il vuoto.Chi abbraccia il vuoto,poi abbraccia il peccato,perche’ l’anima e’ fatta per l’unione con Dio.Chi sputa nel piatto dove ha mangiato,poi abbraccia il vuoto.Non si tratta di non essere critici e non vedere le cose negative,che ci sono sempre e ovunque, ma di essere grati aDio giorno per giorno,e un ottimo modo per essere grati e’ essere scrupolosi,imparziali,veramente oggettivi. Non basta la faccia di cera,da cornuti potenziali, e la compostezza posticcia per farlo.Padre Brunero Gherardini non ha trovato autentici compagni di viaggio perche’ non ci sono persone del suo livello.Ne’ un Roberto De Matte ne’ chi lo ascolta incantato,fosse pure un francescano dell’Immacolata. Come si fa a non saper e voler considerare che il post Concilio ,nei suoi aspetti negativi,indiscutibili,(tutti i dati statistici citati comunemente)e’ dipeso anche dal contesto generale, storico e internazionale della Societa’ civile?Ha senso trascurare questo?No. Un solo esempio:il card. Suenens si oppone alla Humanae vitae di Paolo VI,1968.Voleva la contraccezione,e molto altro,magari,fin dal 1965.Piu’ tardi sara’ smascherato,come massone,e rientrera ‘ nel mondo da cui mai si era staccato…Che dice De Mattei?Grazie Paolo VI? No.Dice:”Ma che importa, Suenens “e’ ” il Concilio(non solo lui).Dico:Paolo VI ,no?Va bene per dire che aveva dato un ruolo importante a Suenens, ma non va piu’ bene per riconoscere che promulga la Humanae Vitae?Qualcosa non quadra, ne’ come storico,ne’ come cristiano,ne’ come laico loico.Non dici di esser sedevacantista,e ne prendo atto,ma dici che il post Concilio e’ conseguenza del Concilio.Non lo dice ,p.es. Loris Capovilla,non lo dice Ratzinger,dicono che il famigerato “Spirito delConcilio” fu una montatura dei media laici,che chi ne parla non era al Concilio.Certo,fatto di uomini e di una minoranza sionista,I sionisti hanno il pallino di vincere in pochi contro molti.Che bello se avessero riconosciuto Cristo.Ma non vinsero,c’era lo Spirito Santo.SE ora sembrano vincere,sono fatti nostri ,non di Roncalli,Montini ,Capovilla,Ratzinger,ne’ di san Giovanni Paolo II,che sollecito’ gia’ da padre Conciliare un tema che fu poi nel 1969 la Dignitatis Humanae.Su cui ,da non addetto ai lavori, non condivo critche,nemmeno da Padre Brunero Gherardini.Magari riuscissimo a farla applicare, piuttosto,quando ce la negheranno.

  • Joseph Blain

    Complimenti per quell’articolo coraggioso sulla diffusione crescente della cultura omosessuale e la debolezza dei vescovi. È la stessa cosa di questo lato dell’Atlantico. Vi suggerisco di leggere un articolo pieno di chiarezza sulla la cattività e crudeltà di questa cultura in Nord America sul LifeSiteNews 25 gennaio di Roberto Lopez The Flight from Sodom: How the US has become a totalitarian Sodom Giuseppe Blain

  • Leonardo di caprio

    Come si può ritenere l’omosessualità un “peccato impuro contro natura” se essa stessa viene dalla “natura”? Se un uomo si eccita sessualmente alla vista o al contatto con un altro uomo, non è questa eccitazione parte della “natura”? A meno che non si intenda l’omosessualità unicamente un prodotto della “cultura” facendo una separazione netta tra natura e cultura. E’ possibile questa divisione? Non viene tutto, comunque, dalla natura? Che si intende per “natura”?

    • Raffaele Minimi

      Che si intende per “natura”? Ciò che è funzionale allo scopo intrinseco, per cui sono realizzate determinate funzioni. Lo scopo intrinseco degli atti sessuali è la perpetuazione della specie, e, per gli esseri umani, la collaborazione con DIO per creare Eletti (o almeno potenzialmente tali). Quelle azioni che escludono per motivi ovvi la possibilità anche solo ipotetica di poter causare ciò, ovvero concepimenti di nuove vite, sono CONTRO NATURA.

      • Leonardo di caprio

        Si potrebbe obiettare, per esempio, che la “Natura” si serva dell’omosessualità per limitare i danni di una sovrapopolazione.
        Oppure che un rapporto eterosessuale con preservativo (oggi propagandato a destra e a manca) sia CONTRO-NATURA

        • Raffaele Minimi

          Oppure che un rapporto eterosessuale con preservativo (oggi propagandato a destra e a manca) sia CONTRO-NATURA. Infatti è CONTRO-NATURA. Per il primo punto, se siamo solo zoologia, si può applicare tale concetto all’umanità. Se siamo anche altro, per limitare i danni di una sovrapopolazione (ammesso e non concesso che ci sia) si incrementa la produzione di viveri.

          • Raffaele Minimi

            http://www.enricomedi.it/opere.htm

            LETTERA APERTA AL CLERO

            Sacerdoti,
            io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto. Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa. Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra». Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha. Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.
            Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!
            Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!
            Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato. Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».
            Sacerdoti, parlateci di DIO! Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina. IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO. Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C’E’ PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU’ CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L’UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!
            Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!
            Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.

            Enrico Medi

          • Stefano

            continuando con questa logica anche l’automobile é contronatura. Il contronatura, con buona pace di San Paolo, è concetto intellettualmente mediocre, insignificante.

          • Raffaele Minimi

            Non ci siamo proprio. L’automobile migliora la Natura rendendo più facili gli spostamenti. Così come gli occhiali. Gli anticoncezionali sovvertono la natura. Comunque il mediocre ed insignificante San Paolo è, dopo 2000 anni conosciuto e studiato. Se non altro per contestarlo. Di quanti meno mediocri e più significanti si potrà dire lo stesso?

          • Stefano

            Credere che la sessualità sia circoscritta alla sola riproduzione é di per se un concetto limitante e ristretto (mediocre). Figuriamoci se due ragazzi a 17/18 anni fanno sesso per riprodursi. Lo fanno, e fanno bene a farlo, per tutt’altri motivi affettivi e relazionali. Ciò rientra benissimo in ciò che é ‘natura’ e così é naturale la masturbazione che si esperimenta ben prima dei 18 anni. Gli anticoncezionali non sovvertono alcunché, dal punto di vista della natura. San Paolo é conosciuto e studiato ma ciò non significa che non si possa esprimere un giudizio negativo sulle sue predicazioni da ‘furbastro’. Ma questa é altra questione…. Il film che ho visto ieri sera ‘Chiamami col tuo nome’ é un capolavoro. Blondet mostra di non averlo visto. Io lo raccomando.

          • Soap&Rope

            Quanto mi ha riferito Blondet, basta ed avanza per definirlo una @@@@a…. guardalo pure una seconda volta anche per noi.

          • Stefano

            Francamente non credo che Blondet abbia visto il film. Poi, ognuno é libero di pensarne ciò che vuole, anche di avere dei pregiudizi come fa lei.
            Più sopra ho espresso più ampliamente ciò che penso del film che, per me rimane un capolavoro nonostante ciò che ne dica Blondet.

          • Soap&Rope

            E che male avrebbe fatto il dott. Blondet (o il sottoscritto) per doversi sorbire una porcheria simile ?
            Forse non te ne sei accorto, ma questo non è un forum di sado-masochismo.

          • Leonardo di caprio

            Che c’entra il sado-masochismo, ora?

          • Soap&Rope

            Per andare a vedere, e sopratutto apprezzare una simile porcata omosessualista pedo pornografica, come è la pellicola di Guadagnino; bisogna essere dei veri e propri pervertiti…. come @disqus_MYXihMeuuw:disqus

          • Stefano

            Porcata omosessualista pedo-pornografica? Ahahah!! mi sa che ti devi riprendere, che ti sei fumato?
            Queste le mie osservazioni sul film:
            ‘Ho visto il film ieri sera; il romanzo di Aciman lo avevo letto anni fa. A mio avviso il film è un capolavoro e la trama non può assolutamente essere liquidata con l’aggettivo ‘banale’. Aciman ha scritto un romanzo di tono e ampiezza proustiane e del resto é un cultore dell’autore francese; il film di Guadagnino ne riproduce fedelmente i contenuti, i colori e l’ambientazione. Splendida la recitazione del giovane protagonista, giustamente candidato all’oscar, che vive una delicata storia di amicizia e amore con un ragazzo più grande di lui (17 anni il giovane, 24 anni l’amico). Nel film, come nel romanzo, che non sono affatto banali, si avvicendano diversi episodi della vita di un adolescente (avventurette con ragazze, uscite con gli amici etc. etc.). Il rapporto con i genitori é descritto in più momenti, e culmina con il lungo discorso del padre quasi alla fine del film. Mi spiace constatare che l’articolo di cui sopra, che vuole criticare Avvenire, sembra redatto da una persona che non ha né letto il libro, né visto il film. La storia si conclude con una separazione: il ventiquattrenne Oliver, tornato negli Stati Uniti si sposerà di lì a poco con una bella ragazza, e il diciassettenne continuerà la sua vita di adolescente. Il tutto si svolge all’interno di una famiglia di ebrei e lo stesso Oliver é ebreo, voler applicare categorie cattoliche é un ‘non sense’. Ma si sa, i cattolici, a differenza degli ebrei hanno la verità in tasca per tutti….e anche la morbosa curiosità di sbirciare dentro gli slip altrui!’

          • Soap&Rope

            Alcune scene sono esplicite e tu riporti “Splendida la recitazione del giovane protagonista, giustamente candidato all’oscar, che vive una delicata storia di amicizia e amore con un ragazzo più grande di lui (17 anni il giovane, 24 anni l’amico).”. Penso sia abbastanza per giudicarlo una squallida propaganda pedo pornografica omosessualista.
            Comunque te lo ho già scritto altrove: a me questo genere di film (storie d’amore con intrecci pornografici) non è mai interessato; figuriamoci quando è uno squallido veicolo di propaganda alla pedo pornografica omosex.
            Se piace a te guardatelo pure…..
            PS: comunque, da perfetto analfabeta funzionale quale ti stai dimostrando di essere, ti è completamente sfuggito il significato di questo articolo di Blondet…. che, almeno in ultima analisi, non vuole certo essere una critica al film in sé e di per sé-

          • Stefano

            Non vi è alcuna scena di sesso esplicita o tale da rientrare in ciò che si chiama pornografia. Il film è tutto, meno che propaganda. Il significato dell’articolo di Blondet l’ho colto eccome, ma ribadisco che non ha senso parlare di un qualcosa che non si é visto. La trama del film, come quella del libro, non é una ‘banale’ storia d’amore gay come viene scritto nell’articolo e non é nemmeno la storia di ‘due finocchi’ (altra espressione colorita e cretina usata sempre in detto articolo). Vi sono tante e ben altre implicazioni che gli alfabeti funzionali (certo non io) non conoscono né si curano di conoscere. Ribadisco che la recitazione del giovane protagonista merita tutta la candidatura all’oscar.

          • Stefano

            Mi spiace per te ma non vi é alcuna scena esplicita nel senso pornografico del termine né il film fa propaganda ‘pedo pornografica omosessualista’. Non mi è affatto sfuggito il senso dell’articolo e l’espressione ‘analfabeta funzionale’ la rispedisco al mittente. Ribadisco il concetto: giudizi senza aver visto di cosa tratti il film non sono onesti intellettualmente e ancor di meno da un punto di vista morale. Nel primo caso perchè non sono conseguenti a un’effettiva conoscenza, nel secondo caso perché una morale basata su pregiudizi mostra tutta la sua pochezza. Nell’articolo la trama é definita banale e ridotta all’avventuretta estiva di due ‘finocchi’. Da ciò ho compreso che non si era affatto visto il film. Le opinioni di Avvenire, allora, hanno più senso e fondamento: loro al cinema ci sono andati.

          • Soap&Rope

            Dalla recensione riportata da ‘Avvenire’, che parla espressamente di ‘scene esplicite, sembra proprio di capire che si tratti di una avventura estiva di due finocchi (ed alla fine, anche se cerchi di girare la frittata, confermi essere così)… comprendi che leggendo una recensione simile, che sicuramente può attirare l’attenzione di più di un pervertito, una persona normale non può che rimanerne altamente disgustata.
            Disgusto che cresce esponenzialmente quando questa propaganda pedo-omosessualista viene riportata da un quotidiano che, almeno a parole, dovrebbe ispirarsi a valori molto più alti e sani.
            Era questo il senso dell’articolo di Blondet, per muovere la quale non è certo necessaria la pena immensa (a meno che non si abbiano colpe gravi da espiare) di dover sprecare un paio di ore della propria vita per assistere a tale boiata.
            Critica che, almeno a giudicare da quanto hai scritto, ti è completamente sfuggita.
            Che poi tale film (chiamiamolo così) possa trovare il gradimento da parte di un pervertito; questo posso tranquillamente ammetterlo, come penso lo possa ammettere anche Blindet.

          • Stefano

            Ripeto quanto ho detto precedentemente: il film non ha scene espliciti, i momenti di sesso sono solo suggeriti ma non si vede nulla di nulla. Non si tratta di una storia d’amore tra due ‘finocchi’ ma di una storia d’amore. Punto. Uno dei due ‘finocchi’ si sposerà e il più giovane continuerà la propria di vita di adolescente. ‘Una persona normale’ prima di parlare e sparare stupidaggini o rinunciare a farsi un’opinione propia, il film lo va a vedere. Eviterebbe di dire le fesserie che dici te. Tu non hai un pensiero proprio, in relazione a questo film che di fatto, é portavoce di valori forse troppo alti per un cristianetto da quattro soldi come di solito lo sono gli italiani.

          • Stefano

            Non conosco i criteri con cui Avvenire definisca una scena ‘esplicita’. Nel film non vi é alcuna scena di sesso evidente. I momenti di ‘attività’ sessuale, sia etero che omosessuali sono solo suggeriti e non si vede nulla di nulla se non qualche bacio sulle labbra. Uno dei due ‘finocchi’ si sposerà verso la conclusione del film (a gloria della famiglia tradizionale!) e il più giovane si presume che continuerà le sue esperienze da adolescente. Ho perfettamente compreso il senso dell’articolo di Blondet ma credo che se avesse visto il film avrebbe compreso la posizione di Avvenire, invece il parlare così, ‘per sentito dire’, impoverisce qualsiasi opinione, la sua come la tua che, senza strumenti ti uniformi a considerazioni altrui, per altro, dal mio punto di vista, completamente sballate e, comunque, sempre discutibili. Comunque, tutto il film si svolge in un contesto ebraico e, fortunatamente, non vi é alcun senso del peccato. Il film sta riscuotendo un grande successo negli States e in Francia e, per quest’ultima, si può capire: Guadagnino fa delle riprese che sembrano dei quadri di Monet, e utilizza la stupenda musica dei Miroirs di Ravel. Ha colto esattamente la base proustiana del romanzo di Aciman e ha realizzato un’opera d’arte. Credo di essere stato abbastanza esauriente circa quello che penso del film. Le perversioni del pensiero e le bassezze morali e i pregiudizi li lascio agli altri.

          • Soap&Rope

            È sufficiente leggere la recensione pubblicata da ‘Avvenire’ per rendersi conto che quella di Guadagnino è solo una squallida di propaganda pedo omosessualista (un finocchio) è ancora minorenne…. non è minimamente necessario doversi sorbire l’intera proiezione, a meno che non si abbia uno spirito altamente masochista.
            Una porcata simile potrebbe trovare il suo posto adeguato su qualche rivista dell’Arci Gay, non certo una recensione su un quotidiano di chiara ispirazione cristiana e che dovrebbe (condizionale è più che d’obbligo) sani e precisi valori morali, non un film degno di un pervertito.
            PS: non ritengo sia necessario dover essere cristiano o credente (cosa che io non lo sono) per comprendere che l’unico vero amore è quello tra un uomo ed una donna… secondo natura.

          • Stefano

            Tu non sei portavoce di alcun sano principio morale ma solo di pregiudizio. I giornalisti di Avvenire il film lo hanno visto tu no….come puoi dire quello che dici? Solo per pregiudizio da, permettimi, ‘analfabeta funzionale’….Il tuo iusnaturalismo, detto così, é concetto mediocre, da abbattere. Fortunatamente il film sta avendo successo ed é incontestabile la bravura dell’attore protagonista. Un’opera d’arte può fare a meno di morali stereotipate e che poggiano sul nulla…..come la tua.

          • Soap&Rope

            Tranquillo…. io detesto le cose contro natura che invece tu apprezzi; come quei falsi cristiani dei giornalisti di Avvenire.

          • Stefano

            Peccato che il ‘contronatura’ semplicemente non esiste. Del cristianesimo dei giornalisti di Avvenire non mi occupo. Di arte sì, ed é ciò che mi interessa. Il film in questione, dal punto di vista artistico é notevole. Come ebreo, poi, riesco a cogliere elementi che un cattolico non coglie. Concludendo, credo poi che non vi sia alcuna ‘propaganda’, nel film: l’amore omosessuale, quello cantato da molti poeti antichi, esiste, è sempre esistito ed esisterà ancora; bisogna prenderne atto. Gli antichi pensavano che fosse l’amore più puro, quello assoluto, proprio perché svincolato dalla riproduzione. In molte poleis greche era istituzionalizzato (basta leggere il testo di Eva Cantarella, in proposito). É la cultura che stabilisce cosa sia ‘natura’. Tutti i discorsi sul film dovrebbero essere incentrati sul valore artistico di questo e si sa, l’arte può prescindere dalla morale. Sono stato in grado di apprezzare, artisticamente, un film dai contenuti poveri come La Passione, figuriamoci, robetta da catechismo ma con belle inquadrature e, sotto certi punti di vista emozionante, perché non dovrei apprezzare questo? É come dire che Morte a Venezia di Visconti é una schifezza perché il povero von Aschenbach si innamora di Tadzio. Quel film é un capolavoro, e questo lo é altrettanto.

          • Soap&Rope

            Sei patetico….

          • Stefano

            Non hai più argomenti. Del resto giudichi senza conoscere….

          • Soap&Rope

            Ho già scritto ampiamente come la penso…. non sono ripetitivo,importuno e scocciatore (oltre che pervertito) come te.
            Ma comprendo che un mìnus habens par tuo abbia serie difficoltà di comprendonio.
            Ora se mi fai la cortesi di smettere di importunarmi te ne sarei decisamente grato.
            Addio

          • Stefano

            Opinioni stupide…non suffragate né da cultura né dalla conoscenza di ciò di cui pretendi di parlare. Minus habens e pervertito le rispedisco al mittente. Discorso finito. Ogni tanto masturbati! Non danneggia la vista.

          • Soap&Rope

            Patetico e ripetitivo…. classico degli idioti.
            E credi che abbia ancora intenzione di perdere tempo con un cretino par tuo ?
            Ma vedi di andare a prenderlo in quel posto; visto che a te piace così tanto… e smettila di scocciarmi.

          • Stefano

            Guarda, puoi fare a meno di rispondermi. il fatto é che con i tipi come te mi diverto…. Provo quello che si dice facesse Socrate per via….

          • Stefano

            no comment. Ti fai male da solo.

          • Soap&Rope

            Mai mettersi a discutere con gli idioti, sosteneva il mio povero nonno: prima ti fanno scendere al loro infimo livello (e di questo me ne scuso sinceramente con Blondet e gli altri utenti del forum), poi ti battono con la loro esperienza da dementi.
            Fortunatamente disqus mi consente di poter evitare di nutrire ulteriormente un utente così molesto.
            PLONK

          • Stefano

            Ripeto: ti fai male da solo.

          • Paola Datodi

            proustiano… Marcel Proust sapeva trattare “quell’argomento”, che lo concerneva personalmente, senza scadere mai nella pornografia. Ma sulla pagina scritta, che non è la stessa cosa di un film. Per inciso, io personalmente confesso di non avercela mai fatta a leggere tutta la “Recherche”,pur ricca di bellissimi brani, sarà perché è in fondo un “hoc post hoc”, mentre a me piace l'”hoc propter hoc” ; e i tentativi di trasporla in film non hanno mai avuto esito felice, in televisione non oso pensare che telenovela diverrebbe, perdendo le atmosfere della parola scritta… scusate la digressione. Quanto al lavoro in questione, non ho visto il film né letto il libro o altro dello stesso autore, comunque mi par di aver capito che anche lì è un “hoc post hoc” (dici”si avvicendano diversi episodi” ecc.) sostanzialmente, non c’è un vero intreccio in cui “succede” qualcosa, quindi il tutto viene trattato fine a sé stesso. Vuol però solleticare la curiosità, mi sa che se fossero stati un lui e una lei “e allora? tutto qui?”… Non mi scandalizza di per sé il ricorrere all’argomento che non direi solo in questi tempi, via, nel cinema è stato sempre trattato (in TV forse un po’ più tardi) ma dipende dal “come”. In una biografia che so, di Cajkovskij (Ken Russell nel ’70) o di Truman Capote o appunto di Proust, se capita, per tacere di Oscar Wilde, sarebbe assurdo ignorarlo! Ma se deve essere un parlarne solo per parlarne, nel miglior dei casi e senza moralismi è una perdita di tempo.

          • Stefano

            Il film fa parte di una trilogia di L. Guadagnino che é volta a rappresentare e tradurre in chiave cinematografica aspetti di dimensioni affettive. In quest’ultimo affronta l’innamoramento. Gli intrecci, nel film ci sono, anche perché la vita di Elio é quella di un ragazzo degli anni ’80 e non é a senso unico. Guadagnino l’ha definita una ‘storia familiare’ e, di fatto, i vari membri della famiglia non sono personaggi di sfondo. I miei riferimenti a Proust sono volti principalmente al romanzo di Aciman e alla dimensione di sospensione temporale che si respira tanto nel libro, quanto nel film: non é un caso che in quest’ultimo la classicità greco – romana sia evidente in talune scene. “Avvenire” non sbaglia: il tema é trattato con garbo e delicatezza, non vi é pornografia e il film é fruibile da tutti (non é nemmeno vietato ai 14 anni). I giornalisti di “Avvenire” il film l’hanno visto…. Se non l’ha visto io mi permetto di raccomandarlo. Guadagnino ha una buona mano e il film é chiaramente sotto l’insegna dell’arte.

          • Soap&Rope

            Ma almeno hai compreso il senso di questo articolo di Blondet ?
            Da quanto posto, sembra proprio di no.

          • Raffaele Minimi

            BUON PRO LE FACCIA.

    • Soap&Rope

      Se l’omosessualità non fosse contro natura non si spiegherebbe il fatto che nella natura ci siano due sessi e non uno.
      Ma per dirla alla Chesterton, spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate…. ecco credo che questi tristissimi tempi stiano purtroppo per giungere.
      E, dando un (temporaneo) calcio alle mie solide convinzioni ateistiche, che l’Onnipotente ce la mandi buona !!!!

  • Cinzia Orrù

    Io prima di ergermi a paladino della grammatica darei una controllatina, forse anche più d’una, al testo.

  • Stefano

    Ho visto il film ieri sera; il romanzo di Aciman lo avevo letto anni fa. A mio avviso il film è un capolavoro e la trama non può assolutamente essere liquidata con l’aggettivo ‘banale’. Aciman ha scritto un romanzo di tono e ampiezza proustiane e del resto é un cultore dell’autore francese; il film di Guadagnino ne riproduce fedelmente i contenuti, i colori e l’ambientazione. Splendida la recitazione del giovane protagonista, giustamente candidato all’oscar, che vive una delicata storia di amicizia e amore con un ragazzo più grande di lui (17 anni il giovane, 24 anni l’amico). Nel film, come nel romanzo, che non sono affatto banali, si avvicendano diversi episodi della vita di un adolescente (avventurette con ragazze, uscite con gli amici etc. etc.). Il rapporto con i genitori é descritto in più momenti, e culmina con il lungo discorso del padre quasi alla fine del film. Mi spiace constatare che l’articolo di cui sopra, che vuole criticare Avvenire, sembra redatto da una persona che non ha né letto il libro, né visto il film. La storia si conclude con una separazione: il ventiquattrenne Oliver, tornato negli Stati Uniti si sposerà di lì a poco con una bella ragazza, e il diciassettenne continuerà la sua vita di adolescente. Il tutto si svolge all’interno di una famiglia di ebrei e lo stesso Oliver é ebreo, voler applicare categorie cattoliche é un ‘non sense’.

  • Mattia

    Ahahah!! A dispetto di questi che giudicano senza averlo visto….il film é meraviglioso, un’opera d’arte.

    • Stefano

      Di tutti questi che parlano del film nessuno l’ha visto e tutti hanno scritto idiozie senza alcun senso logico e irrimediabilmente false…. Intelligenza zero.

      • Mattia

        Concordo con te….gente indottrinata!!