Maurizio Blondet

Parigi si prepara all'attacco in Libia. Ecco come.

“Daesh è a 300 chilometri dall’Europa! Quando comincia il bel tempo nel Mediterraneo, si rischia che jihadisti si mescolino ai rifugiati”: se ad adottare titoli da “Libero” è il ministro francese della guerra Juan-Yves Le Drian, vuol dire che la Francia sta preparando un secondo interveto in Libia. Ufficialmente per combattere l’ISIS, il cui capo è un asset della Cia premiato da McCain. E anche con il vantaggio collaterale, per Hollande col pennacchio di Commandant Suprème, di liquidare come concorrente … Leggi tutto

Inquietante escalation tedesca:  più  atomiche alla NATO

A nostra insaputa,  in vista del vertice NATO che dovrà tenersi a Varsavia a giugno, i comandi militari e i think tank tedeschi “stanno discutendo lo spiegamento di armi nucleari contro la Russia”: così ci informa il sempre ben informato sito German Foreign Policy

 

Già. L’Accademia Federale per gli studi sulla Sicurezza (Bundesakademie für Sicherheitspolitik, BAKS) che è un organo del governo, non un ente privato, sta facendo avanzare l’idea che “la strategia nucleare della NATO” deve essere “ridiscussa” … Leggi tutto

Non amo le adunate di massa. Non ho mai saputo bene se servano o meno, o meglio sono disincantato: di solito riescono solo quando dietro ci sono dei fortissimi interessi in gioco che a suon di soldoni spingono la piazza nella direzione richiesta.

Quindi non mi commuovo quando vedo tanta gente che si raduna che marcia, che strilla che applaude i soliti noti che dai rostri la arringa, la infiamma che dice quello che la gente sotto indistintamente si vuol … Leggi tutto

Bertinotti chiamato a dar lezioni ai cattolici

Dott Blondet oggi la giornata è stata dura…ho accompagnato mia
moglie Anna ad un convegno sulla Dottrina sociale della Chiesa
valido ai fini del punteggio (mia moglie è insegnante di Religione).
Non le sto qui a dire i temi trattati durante tutti gli
interventi…Credo sia sufficiente dirle il titolo del Convegno:
“Misericordia, perdono e accoglienza”.
Praticamente il punto forte del convegno, il super ospite per non dire
la punta di diamante è stata la presenza di Fausto Bertinotti…
Dr Blondet … Leggi tutto

Il vero scandalo è la sora Ilva. Il suo stipendio.

Dopo giorni di chiacchiera sulle statue coperte per la visita di Rohuani, svapora lo “scandalo”, e la signora Ilva Sapora resta al suo posto. La capessa del cerimoniale.  Col suo stipendio da 179 mila euro annui e con la sua conoscenza dell’inglese “elementare” (cioè nulla): ecco il vero scandalo. Permanente, inamovibile per legge, strapotente, insopportabile. Si dice che la sora Ilva, 179 mila euro, c’entri qualcosa anche nella zuffa per i Rolex in cui s’è lanciata la delegazione italiana nel … Leggi tutto

Hitler commise un errore. Impolitico, e fatale - 2

Hitler: ripresa senza inflazione

Abbiamo detto che Schacht fece funzionare per una volta la frode bancaria (creazione di pseudo-capitale) a vantaggio del lavoro.

Un economista inglese, C.W. Guillebaud, chinatosi sull’enigmatico successo economico hitleriano , ha spiegato la cosa con parole un po’ diverse: “nel Terzo Reich, all’origine, gli ordinativi dello Stato forniscono la domanda di lavoro, nel momento in cui la domanda effettiva è quasi paralizzata e risparmio è inesistente; la Reichsbank fornisce i fondi necessari agli investimenti (con gl … Leggi tutto

Nell’ambito della deriva postmoderna transumana, un posto importante è occupato dalla teoria del genere – “gender” in inglese, la quale, attraverso una torsione ideologica e semantica afferma una distinzione sofistica tra sesso come biologia e genere come scelta; ciò impone, all’interno del paradigma scientista, una nuova genetica, anzi eugenetica, perché le tecniche relative alla procreazione assistita sono il filo d’acciaio che lega teorizzazioni, scoperte scientifiche e lucrosi affari.

 

La teoria del genere afferma qualcosa di enorme e di totalmente … Leggi tutto

Come Hitler salvò l'economia (qualche idea per oggi)- 1

L’alluvione di capitali dagli Usa in Germania si era, nel 1933, già prosciugata. La crisi del ’29 a Wall Street, il brutale arretramento dell’economia americana, il tracollo della produzione industriale il gelo del commercio internazionale, segnarono la fine della “prima globalizzazione” finanziaria. Non solo gli Usa a la Gran Bretagna, la potenza missionaria del vangelo liberista, adotta il protezionismo, e impone forti dazi sulle importazioni;   nello stesso tempo, rinuncia al ruolo di fornitore internazionale di capitali. Passati i tempi in … Leggi tutto