Le dimensioni della sconfitta

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Conversazione

Davide Scifo
@strange_days_82
Le elezioni di midterm del 3 novembre 2026 hanno confermato un pattern consolidato della politica americana: il partito del presidente in carica perde quasi sempre terreno al Congresso, e le perdite si fanno più pesanti quando la popolarità del presidente è bassa. In questo caso la scala della sconfitta repubblicana è stata particolarmente ampia. I Democratici non si sono limitati a riconquistare la Camera e il Senato, ma hanno ottenuto vittorie anche in territori tradizionalmente repubblicani — Texas, Kansas, South Carolina, Iowa e Ohio — dove da decenni non riuscivano a imporsi a livello federale.I dati degli exit poll e delle analisi pre-elettorali indicano tre fattori principali. Il primo è l’economia e il costo della vita: il tema che aveva favorito Trump nel 2024 si è ribaltato contro di lui, con una larga maggioranza di elettori che gli attribuisce la responsabilità dei prezzi alti. Il secondo è legato alle conseguenze della guerra in Iran, in particolare all’aumento dei prezzi dei carburanti. Il terzo è un diffuso desiderio dell’elettorato di porre limiti all’amministrazione, dopo due anni di governo con maggioranze congressuali allineate. Trump entra quindi nei prossimi due anni da presidente lame-duck, con un Congresso controllato dai Democratici. Questi potranno bloccare la legislazione, avviare indagini, ritardare o fermare nomine e, se lo riterranno politicamente utile, tentare un impeachment. Il presidente conserverà i poteri esecutivi e il diritto di veto, ma la sua agenda legislativa sarà fortemente ostacolata. Va tuttavia ricordato che una pesante sconfitta alle midterm non equivale automaticamente alla fine di un ciclo politico. Barack Obama, dopo aver perso la Camera e decine di seggi nel 2010, si ricandidò e vinse la rielezione nel 2012. La storia recente mostra che l’elettorato americano può punire un presidente a metà mandato e poi riconfermarlo (o rivotare per il suo campo) due anni dopo, soprattutto se le condizioni economiche migliorano o se l’alternativa risulta poco convincente. Il vero test per Trump e per i Democratici non sarà quindi solo la gestione dei prossimi due anni di Congresso ostile, ma la capacità di entrambi di trasformare (o non trasformare) questa sconfitta in un vantaggio strutturale per il 2028 . #Trump #Texas #senato #Florida #Midterms2026
 
GINGKO EDIZIONI
@gingkoedizioniV
Vero ma il guaio è che non potra’ ripresentarsi alle prossime elezioni…
Davide Scifo
@strange_days_82
Vedremo chi sarà il nuovo leader repubblicano, forse Vance
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mimmo 🇮🇹
@mimmomolinari
Un’America strana e oserei dire suicida.
Raffaele Giannini
@RaffaeleGianni4
Non bisogna mai dimenticare che Trump anche se oggi rappresenta i Repubblicani viene dai Democratici, da quella parte di Democratici rimasta ancora sana di mente sui quali Trump potrà anche contare! Non tutti i Democratici sono stupidi!
Pasquino
@Web_Lavoro
hanno dimostrato che gli americani non tollerano perdere le guerre e in questo caso anche farle..Gli USA hanno venduto talmente tante armi al tossico di Kiev che non ne avevano abbastanza per fare la guerra contro l’ Iran…In realtà le armi le hanno vendute a noi UE…
Serenella
@Serenel31244664
Si conferma la stupidità della gente che premia il carnefice che la porterà alla distruzione di tutto quel mondo faticosamente conquistato. Così è anche in UE dove si vota chi apre le porte e la fa distruggere dall’interno. Per la stupidità non c’è medicina. Fine dell’Occidente.
etoro
@etoro
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