Da Luigi Copertino il 2026-10-11 22:17
La banalità del male
Trump e Putin hanno siglato un accordo per il rilascio di diesel russo pari a 5 milioni di tonnellate. Gli USA hanno sospeso le sanzioni sul gasolio fino ad aprile. I prezzi, secondo Trump, “scenderanno per noi a ritmi record”.
Gli accordi tra russi e americani non finirebbero però qui. Secondo Reuters, l’inviato e genero di Trump, Kushner, avrebbe discusso con il consigliere di Putin, Dmitriev, dell’ingresso di un investitore americano addirittura dentro Nord Stream, l’azienda che controlla i gasdotti sabotati. Precondizione di questo accordo è ovviamente la sospensione delle sanzioni USA, per cui la decisione di ieri sembra perfettamente coerente.
All’UE, mancherà invece il 7% del gas per coprire i consumi invernali. Parliamo di 14 miliardi di metri cubi. Oltre al blocco di Hormuz che ha fermato il GNL dal Qatar, da gennaio partirà il blocco totale autoimposto delle fornitire russe. È poi pronta “la più lunga lista di sanzioni europee mai presentata contro Mosca”: 1600 aziende e personalità. La Commissione ha però versato 1,24 miliardi per droni e missili all’Ucraina e restano da pagare a breve 15,4 miliardi. Ne mancano comunque almeno il triplo per tenere in piedi l’esercito per la prima parte del ’27.
L’UE non è però intenzionata a rivedere le sue regole di austerità. Secondo il vicepresidente della Commisisone Dombrovskis, “non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità” perchè la sostenibilità fiscale “rappresenta una risorsa fondamentale”. Il ministro all’economia olandese dice che bisogna ridurre a tutti i costi il debito, “fuggire dai problemi non è la soluzione”, e che si sente “piuttosto stanco di questa discussione”. Tesi espressa anche dai ministri belga e tedesco. Non importa che, secondo proprio il commissario all’energia, Jorgensen, soltanto per la guerra nel Golfo, l’UE pagherà 90 miliardi di extracosti per l’energia. Saremo in guerra, senza energia, ma il deficit sarà sotto al 3%.
Continua intanto la deindustrializzazione dell’Europa, che procede pari passo alla sua militarizzazione. Avanza l’ipotesi di una reindustrializzazione del sito Beko di elettrodomestici di Siena a opera della Leonardo. Non si produranno più frigoriferi in Europa ma missili per distruggere la nostra economia. Una grandiosa strategia.
Ma c’è qualcuno che seriamente può pensare che questa politica possa farci uscire dalla crisi in cui ci ha portato? Che queste élite abbiano la lucidità e la buona fede per ammettere gli errori madornali e autocorreggersi?
L’UE non è in crisi. È la crisi.
Rappresenta oggi l’ostacolo interno principale all’organizzazione dei popoli europei in vista dei loro interessi e della pace.
Dobbiamo svegliarci, prima che siano le condizioni storiche a farlo per noi.
di Gabriele Guzzi
#TGP #Geopolitica
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