Tanti dicono che l’ordinazione dei nuovi Vescovi della fraternità San Pio X è di una gravità immensa , appunto uno scisma.
Cosa dicono alcuni canonisti NON Legati alla fraternità?
Beh, non la pensano così:
Il giurista Balestrieri, ha ampiamente spiegato che, storicamente e tecnicamente, la consacrazione illecita di un vescovo non è un atto “intrinsecamente scismatico”. È un atto di insubordinazione. Secondo il diritto penale canonico, le leggi penali vanno interpretate in modo stretto (odiosa sunt restringenda): di conseguenza, applicare la pena dello scisma a chi compie “solo” un atto di disobbedienza disciplinare costituisce un abuso del testo legislativo da parte del Dicastero.
C’è anche lo studio che fece Gigliotti:
La tesi: Viene evidenziato come l’equiparazione tra “ordinazione illecita” e “scisma” sia un’introduzione eccezionale operata da Giovanni Paolo II nell’88 e ripresa oggi nel 2026, ma che non trova un riscontro solido nella tradizione giuridica millenaria della Chiesa, dove i vescovi disubbidienti venivano sanzionati per la loro indisciplina, ma non considerati leader di una religione o struttura separata finché non creavano tribunali o gerarchie con pretesa di giurisdizione universale (cosa che la FSSPX si rifiuta esplicitamente di fare, definendo i propri nuovi vescovi solo “ausiliari” senza giurisdizione territoriale).
Il Professor Teodoro Bahillo Ruiz, Docente di Diritto Canonico e Teologia presso la prestigiosa Università Pontificia di Comillas, dice:
la situazione della Fraternità, per quanto complessa e “irregolare” sul piano canonico, non possiede i requisiti teologici per essere definita un vero e proprio “scisma” formale. Per il canonista, l’ordinazione illecita genera vescovi validi ma privi di autorità governativa (giurisdizione). Poiché la FSSPX non pretende di sostituirsi ai vescovi locali nelle diocesi né di creare una gerarchia parallela con giurisdizione propria, l’atto rimane confinato nell’alveo della “disobbedienza di primo ordine” (una gravissima violazione amministrativa) ma non si traduce in una rottura della fede e della comunione ecclesiale.
Padre Pierpaolo Dal Corso
Esperto in diritto penale canonico e sacramentale, consultore in diversi contesti accademici.
ricorda che nel diritto penale della Chiesa l’intenzione e la consapevolezza del soggetto sono tutto. Chi compie un atto convinto (anche erroneamente) di farlo per il bene delle anime, manca dell’elemento soggettivo del “dolo” necessario per far scattare una pena automatica così radicale. Sostenere che l’atto in sé configuri lo scisma, a prescindere dalle dichiarazioni di fedeltà al Papa ripetute dai consacratori, significa applicare una concezione meccanica e quasi “magica” del diritto penale, che contrasta con la dottrina canonica sulla colpevolezza.
Insomma, non è così certo che l’applicazione della scomunica per scisma sia così veramente giusta e ribadisco il diritto di avere questo dubbio , come hanno in tanti .
Lutero voleva fondare una nuova Chiesa, Minutella ha disconosciuto l’elezione papale auto proclamandosi la nuova vera chiesa.
La San Pio X no.
Ordinare dei Vescovi senza mandato è più un grave atto di disobbedienza ma in questo caso manca l’intenzione di scisma.
Questo dicono importanti giuristi e canonisti, non la sciura Pina.
Per questo ribadisco il diritto mio da Cattolico e di tanti altri di aver dei dubbi , anzi di pensare che è stato sbagliato applicare la scomunica ipso facto.
Non sto mettendo in dubbio un dogma ma l’applicazione di una scomunica penale la quale non gode dell’infallibilità.
Solo due cenni storici, anche se diversi dall’attuale: la chiesa scomunicò Giovanna d’Arco, scomunicò i Veneziani ai primi del 1600 che disobbedirono finché la Chiesa si rese conto dell’errore e tolse la scomunica.