Fede, mente e salute: la dimensione dimenticata della guarigione
Più pillole, più terapeuti, eppure sempre più disperazione: cosa trascura la medicina moderna?
Jingduan Yang – 2 gennaio 2026
Disponiamo di antidepressivi più moderni, di una fitta rete di psicoterapeuti e di una comprensione più approfondita della chimica del cervello. Tuttavia, secondo il Drug Atlas, il volume delle prescrizioni di antidepressivi è più che raddoppiato dal 2005. E se il problema non fosse la mancanza di progressi medici, ma piuttosto il fatto che vengono trattati i farmaci sbagliati?
Quando l’impegno spirituale diminuisce, la mortalità aumenta.
Un recente studio pubblicato sul Journal of the European Economic Association (JEEA) ha esaminato le tendenze a lungo termine della partecipazione religiosa e della mortalità negli Stati Uniti. Ha rilevato che gli stati con i più netti cali nella frequenza religiosa tra il 1985 e il 2000 hanno registrato un aumento significativamente maggiore dei cosiddetti “decessi per disperazione”, che includono suicidio, overdose di droga e malattie epatiche alcoliche.
È interessante notare che questo aumento è iniziato addirittura prima dell’epidemia di oppioidi scoppiata a metà degli anni Novanta. Ciò mette in discussione l’idea comune che la disperazione diffusa sia causata esclusivamente dalla droga o dalle crisi economiche. I dati suggeriscono invece che il declino del coinvolgimento spirituale abbia preceduto e probabilmente contribuito a precedenti crisi comportamentali e sanitarie.
Il segreto della guarigione olistica
Per capire perché la salute spirituale sia così importante, è utile fare un passo indietro e chiarire come è organizzata la salute stessa. In oltre 30 anni di pratica clinica, ho scoperto che quasi tutti i problemi di salute possono essere compresi attraverso quattro dimensioni interconnesse.
Questa prospettiva è riassunta nel modello di salute ACES : Anatomia, Chimica, Energia e Anima.
Queste quattro dimensioni non sono sistemi separati. Sono strettamente interconnesse. I problemi strutturali influenzano la chimica. Uno squilibrio chimico altera la regolazione del sistema nervoso. Lo stress cronico altera la fisiologia. Quando il senso di scopo crolla, il comportamento diventa spesso autodistruttivo, indipendentemente da quanto bene venga trattato il corpo.
Nella mia pratica clinica ho spesso visto pazienti i cui valori di laboratorio si erano normalizzati e i cui sintomi erano migliorati, ma che continuavano a soffrire.
Ad esempio, un paziente di mezza età soffriva di ansia cronica, insonnia e un crescente consumo di alcol. Un esame completo non ha rivelato anomalie biochimiche significative. I farmaci hanno ridotto i sintomi, ma hanno portato a un intorpidimento emotivo. Col tempo, è diventato chiaro che il problema di fondo era una perdita di significato nella vita derivante dalla perdita del lavoro e dall’isolamento sociale.
Abbiamo applicato l’approccio integrativo ACES per affrontare il sonno, l’alimentazione e la regolazione del sistema nervoso. Tuttavia, un miglioramento duraturo si è verificato solo quando il paziente è tornato a una disciplina spirituale, non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana dell'”anima”. Ciò includeva l’autoriflessione quotidiana, la responsabilità morale e un rinnovato senso di scopo che trascendeva l’interesse personale. L’ansia è diminuita, il sonno è migliorato e il consumo di alcol è diminuito.
Fede e cervello: una realtà comportamentale
Da una prospettiva neuroscientifica, la salute spirituale influenza importanti sistemi cerebrali che controllano il comportamento, tra cui il controllo degli impulsi, la regolazione delle emozioni, l’elaborazione della ricompensa e la risposta allo stress.
Pratiche come la preghiera, la meditazione e l’autoriflessione morale agiscono come un allenamento per la mente e il cervello. Migliorano la capacità di autocontrollo, di resistere alle tentazioni a breve termine e di mantenere l’equilibrio emotivo. Questo si ottiene spostando ripetutamente l’attenzione dalle reazioni impulsive o dalle minacce percepite, calmando le risposte allo stress e rafforzando i percorsi neurali responsabili della riflessione, dell’autocontrollo e del processo decisionale.
La mia comprensione degli approcci integrati a corpo, mente e spirito è stata plasmata anche dalle osservazioni cliniche del Falun Dafa, una pratica di meditazione spirituale buddista che unisce esercizi delicati e meditazione, enfatizzando principi quali verità, compassione e tolleranza.