“INSIDER TRADING” SOSPETTI “PRIMA” DELLA STRAGE DI LAS VEGAS.

La strage  di Las Vegas ha avuto luogo il primo ottobre.

Le azioni della OSI Systems,  leader mondiale nei macchinari del controllo-bagagli e persone negli aeroporti di tutto il pianeta (un business miliardario globale,  dopo l’11 Settembre  che hanno reso obbligatori quei macchinari), sono salite giorni prima. Precisamente hanno cominciato a salire dall’11 settembre, con aumento del volume delle  share/options. Da quel giorno fino alla strage, l’OSI ha guadagnato il 16%.

Azioni di OSI Systems, leader mondiale di metal detector, salite dall’11 settembre.

Il lettore attento ricorderà che la OSI è la ditta nominata da “John” che, su 4Chain, ha annunciato una strage a Las Vegas con tre settimane d’anticipo. Il fantomatico “John” precisava che l’incidente era stato concepito per aumentare le  vendite delle porte a raggi X, facendolo estendere per legge  ai casinò, università, licei,  edifici federali. Un aumento gigantesco del business che, probabilmente, è un po’ in stanca  avendo saturato gli aeroporti del mondo. Il “John” asseriva anche che  verso il 20202 la OSI s sarebbe fusa con la ditta di Michael Chertoff,  l’ex ministro della Homeland Security, che opera nello  stesso settore “sicurezza”.

Riporto le frasi di  John:

Lunedì 11 settembre, 6:28

“Si chiama “progetto alto incidente”. Vogliono che il pubblico americano pensi che posti con altissimo  livello di sicurezza non sono sicuri.  Stanno cercando di instaurare più regolamenti.  Vedrete nuove leggi proposte nei prossimi anni per   installare sempre più metal detector e altri apparati.  I media e i politici diranno che i posti   con tanta polizia richiedono ancora più polizia. Non posso garantire che accada domani ma    hanno in mente Las Vegas.

Lunedì 11 settembre, 6:55

Se il loro piano ha successo lo stato del Nevada passerà leggi  che obbligheranno tutti i casinò ad avere metal detector e  porte  a raggi. Subito dopo leggi saranno varate per posizionare queste cose in università, licei, palazzi federali,  dite  voi che altro.  Osi systems e chertoff sono i maggiori produttori di questi macchinari. Verso il 2020 chertoff  ed osi si fonderanno in un’unica ditta.   Faranno milioni in profitti. Chertoff è in contatto con Sheldon Adelson. Adelson  sarà grande sponsor di queste macchine  e sarà il primo a metterle nei suoi casinò quado passerà la legge. Questo è il mio ultimo messaggio  per ora.”

E non è tutto.  L’azienda proprietaria del  Mandalay Bay hotel, quello da cui è venuta la sparatoria, è la MGM, la celebre Metro Goldwyn Meyer.  E’ ovvio che  dopo la strage, le azioni della MGM siano calate, anche in vista delle cause legali per danni  in relazione all’eccidio.

Ebbene no: le azioni MGM hanno cominciato a calare PRIMA dell’eccidio.  Ed esse, ancor prima dell’11 settembre, il giorno in cui “John” ha postato il suo messaggio.

Fatti notevoli:

1) mentre MGM calava, le azioni delle altre compagnie proprietarie di hotel casinò a  Las Vegas,  come  Las Vegas Sands (LVS) e Wynn Resorts (WYNN),  sono salite.

 

I dirigenti MGM (proprietaria del Mandalay Bay) che hanno venduto PRIMA.

 

2) Insider trading. Grandi venditori di azioni MGM prima della strage sono stati i direttori e quadri della stessa MGM.  Tra il 5  e il 12 settembre, costoro hanno venduto 6 milioni di azioni  per un valore di circa 200 milioni di dollari. L’amministratore delegato (CEO) e presidente della MGM, James Murren, s’è liberato di 450 mila azioni; William Warwick, membro del consiglio d’amministrazione, ha venduto 176 milioni delle sue azioni MGM il 6 settembre.

Jim Murren, CEON della MGM, azienda in perdita.

Kip Herriage, il trader di borsa con 32 anni di esperienza  che ha scoperto le suddette anomalie, mette le mani avanti:

“Non ho alcuna indicazione che gli interni alla MGM abbiano venduto  i loro 6 milioni di azioni perché conoscevano in anticipo l’attentato del primo ottobre. Non sto facendo questa asserzione. Semplicemente rilevo fatto che non possono essere negati”.

Ma, aggiunge Herriage, “sappiamo anche che il CEO della MGM James Murren  è stato nominato  dal presidente Obama,   nel dicembre 2013,  membro del Consiglio di Consulenza per le Infrastrutture  Nazionali dello Homeland Security (Homeland Security National Infrastructure Advisory Council).

Questo Consiglio “ha il compito di dare suggerimenti al presidente sulla “sicurezza di infrastrutture critiche e i loro sistemi informativi”: E’ composto di un massimo di 30 membri, scelti dal presidente  dall’industria privata, dalle università e dal governo locale”.

Dunque col potere di  “suggerire” l’adozione nei casinò quegli avanzati sistemi di sicurezza che Osi e Chertoff hanno tanto  desiderio di vendere, e di cui il Mandaly Bay  era  sprovvisto in quella tragica sera.

(http://www.zerohedge.com/news/2017-10-08/insider-trading-and-financial-anomalies-surrounding-las-vegas-attack )

Che dire?  Nulla, se non  ricordare che  anche prima dell’11 Settembre 2001,  ignoti   speculatori guadagnarono milioni scommettendo sul ribasso di azioni delle compagnie aeree  i cui apparecchi sarebbero stati  pilotati dai “terroristi arabi” contro  le Torri Gemelle.

“Tra il 26 agosto e l’11 settembre 2001, un gruppo di speculatori, identificati dalla SEC (American Security and Exchange Commission) quali cittadini Israeliani, ha venduto “a breve” una lista di 38 differenti azioni che, ragionevolmente, sarebbero crollate a seguito di attacchi terroristici”.  Ma non solo israeliani, anche  ex elementi della Cia (come Buzzy Krongard) apparvero aver speculato in anticipo sul grande crimine.  Io ne ho scritto nel mio saggio “11 Settembre, colpo di Stato in USA”, Effedieffe.

(Per una completa ricostruzione di questo retroscena, rimando all’articolo di Giulietto Chiesa: https://www.disinformazione.it/speculazioni1109.htm)

Il Deep State è qualcosa di molto più profondo ed orribile del solo sistema militare-industriale, se può pianificare stragi  di cittadini americani per vendere più metal detector, sicuro dell’impunità, e speculare per giunta sul crimine.

 

 

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5 commenti

  1. learco

    Quando Chertoff, sempre lui, era a capo della Homeland Security americana, una delle principali aziende israeliane del settore sicurezza, la Magal Security Systems, di proprietà delle Israeli Aircraft Industries, ottenne il controllo della sicurezza delle installazioni nucleari americane mentre, negli anni precedenti, era già riuscita ad ottenere gli appalti relativi alla gestione della sicurezza della Federal Reserve, delle riserve idriche, degli oleodotti, dei confini, aeroporti, siti industriali, centri di comunicazione, installazioni militari, centri di detenzione, agenzie governative, proprietà e residenze dei VIP, edifici commerciali e magazzini di stoccaggio statunitensi.
    Ancora oggi USA e Europa occidentale dipendono dalle aziende israeliane per quanto riguarda ogni tipo di difesa e sicurezza informatica, civile e industriale e questo mi sembra piuttosto preoccupante.

    http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/sistemi-radar/israele-superpotenza-della-sicurezza/

  2. learco

    Gli esponenti del Deep State americano, come ha ben spiegato Maurizio Blondet nel caso della strage di Las Vegas e relativa speculazione, giocano da sempre con carte truccate.
    Ricordo che nel 1990 Bush junior vendette azioni della società petrolifera Harken per 850.000 dollari, dopo aver ricevuto la lettera di un amministratore sulla futura mancanza di liquidità della ditta, pochi giorni prima del fallimento che travolse molti risparmiatori.
    Anche prima dei disastri Enron e Worldcom, nei primi anni del secolo, ci furono vendite sospette e liquidazioni milionarie all’ultimo secondo.
    Quando, poi, non si fa in tempo a vendere, come durante la crisi del 2007-08, per i membri dell’elite finanziaria non ci sono problemi: basta ordinare ai politici al loro servizio di salvare banche e aziende con i soldi dei contribuenti.
    Se controlliamo sul web, vediamo che i casi di insider trading a Wall Street sono così numerosi e impuniti da far nascere più di un sospetto sulla regolarità delle transazioni finanziarie.
    Probabilmente la corruzione delle elite anglosassoni è favorita dal famoso sistema delle “porte girevoli”, che permette ai rappresentanti dell’establishment di saltare da un ruolo pubblico ad un’azienda privata senza nessun controllo, come dimostra, ad esempio, il caso di Dick Cheney, che fece guadagnare, quando era vice-presidente USA, 40 miliardi di dollari all’azienda di cui era stato amministratore, la Halliburton, grazie agli appalti ottenuti durante la guerra in Iraq.
    Sulle pratiche, la corruzione e il declino dell’elite americana c’è un bel libro del 1995 di Christopher Lasch: “La rivolta delle elite”, in cui viene predetto, con largo anticipo e con incredibile lucidità, la fine dell’impero americano, causato dalla perdita di contatto della sua classe dirigente con la realtà polica internazionale e i problemi della gente comune.


  3. Learco tutto giusto quello che dici, ma a mio avviso da qualche anno c’é una svolta inaudita imposta alle azioni. Ad esempio l’evidenza quasi accecante – per impudicità – che molte delle ultime stragi siano state commesse con la complicità sostanziale dei servizi – e in questo caso di Las Vegas in nome di interessi schiettamente commerciali. Una volta i servizi si chiamavano segreti perché non si sapeva cosa combinassero dietro le quinte in nome dell’interesse nazionale. Oggi la violenza del loro operato avviene a scena aperta. Le previsioni di Lasch a mio avviso non tengono conto di questo: che l’impudicizia e l’impunità preludono e preparano scopertamente a un cambio di regime. Le parole sono ormai svuotate: nessuno crede più alla retorica del Papa o del Corriere della Sera o di Obama o della Merkel, che infatti é stata appena severamente punita dall’esito della recente consultazione popolare. In Italia non votiamo nemmeno più. Questi sono in sella adesso e in sella vogliono restare: in un recente articolo, credo di Blondet, si parlava della tendenza da parte di chi se lo può permettere a comprare case in Nuova Zelanda. Quello che voglio dire in sostanza é che chi detiene il potere di solito lo vuole anche mantenere e che le parole adesso non bastano più: perché siti come questo benemerito di Blondet svelano l’inganno alla base della retorica occidentale. Qualche anno fa ci fu negli States un dibattito anche presso la Camera dei Rappresentanti riguardo la militarizzazione delle locali forze di polizia: e persino sui quotidiani italiani fece un passaggio rapido la notizia che la polizia americana si stesse addirittura munendo di nucleari tattiche, elicotteri da guerra, autoblindo con mitragliatrice etc. Il libro di Lasch é troppo vecchio per aver previsto questa svolta – ma potrebbe anche darsi che abbia contribuito a generare la consapevolezza del pericolo per la dirigenza dell’impero americano (che al popolo americano non pensa proprio).

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