Maurizio Blondet

PAOLO SENSINI – Eccoli qua in tutta la loro magnificenza i “nostri alleati” nel Vicino Oriente, i corifei delle famose “libertà occidentali”, quelli per capirci che finanziano — insieme a Qatar e agli altri feudo-monarchi del Golfo — le moschee che stanno lardellando tutta l’Europa e che, pezzo dopo pezzo, si vanno appropriando di fette sempre più grandi di economia occidentale. Le autorità dell’Arabia saudita hanno appena decapitato a Jeddah 5 stranieri (provenienti da Yemen, Ciad, Eritrea e Sudan),

PAOLO SENSINI  Riflettevo su una locuzione che oggi va per la maggiore: i cosiddetti “diritti umani”. In poche parole significa farsi paladini di un gruppo di persone, poche o molte che siano, e fare contemporaneamente guerra ad altre (vedi per esempio i casi di ex Jugoslavia, Iraq, Somalia, Libia, Siria, ecc.) fino alla loro completa distruzione. Ma se esistono i “diritti umani”, deve esistere anche il suo opposto, ossia i “diritti dis-umani”. Mi chiedo: uno Stato che espropria della gran

Il Giornale

 

La Shoah ha sfrattato il crocefisso

Perché un evento tragico di settant’anni fa, unico tra gli orrori, tiene banco in maniera così prolungata, unanime e pervasiva nei media e nelle rievocazioni? Perché col passare degli anni anziché sopirsi, si acuisce la memoria della Shoah, oggi più di trent’anni fa?    Non intendo aprire polemiche, si tratta di domande vere.

Provo a rispondere senza fare alcuna valutazione.

La Shoah sta prendendo il posto della crocifissione di Gesù Cristo. Ovvero

Da Libre, originariamente apparso 30/3/12

 

Un mondo diverso è possibile? In teoria, sì. Ma appena la svolta si avvicina, ecco che arrivano loro: sfasciano tutto, devastano città, terrorizzano manifestanti e adesso scatenano anche la guerriglia con la polizia, dando al governo di turno il pretesto perfetto per seppellire sotto la repressione qualsiasi domanda di cambiamento. Loro sono i neri, gli incappucciati: da più di dieci anni, puntualissimi guastatori di qualsiasi “primavera” civile. Sono i migliori alleati del potere che

Apparso su Libre, originariamente il 9/12/11

 

Manovre lacrime e sangue per tutti tranne che per la “casta” mondiale, sovranità limitata o revocata, bavaglio universale all’informazione. Sindacati neutralizzati, banchieri al governo e partiti-fantasma ormai agli ordini dei signori dell’economia. Quello che oggi chiamiamo crisi era stato largamente previsto, dagli stessi super-poteri che, già nel 2001, prima ancora dell’11 Settembre, si preoccuparono di disinnescare sul nascere una potenziale bomba democratica planetaria, quella del movimento no-global. Diritti contro soprusi, cittadinanza

Anche a Baltimora, anche a Ferguson –   come a Milano – sono comparsi i Black Bloc. O qualcosa di molto simile: gruppi organizzati,   venuti da fuori, che si sono dati a violenze estreme, incendi e saccheggi , ed hanno trasformato la giustificatissima protesta dei neri per le brutalità poliziesche   e l’ermarginazione sociale in qualcosa di diverso:   uno scontro razzialmente motivato, dove si suscitano odii di pancia.

Varie fonti , fra cui il Baltimore Sun, attestano di   una ventina di

Potevo anche scrivere: Black Blok come DAESH. O come le «Femen», o le Pussy Riots. Voglio dire: professionisti addestrati, stipendiati, forniti di materiale, e pagati extra nelle trasferte per creare l’evento esplosivo – dall’11 settembre alle decapitazioni ISIS diffuse da Rita Katz – voluto dai loro mandanti.

Milano, il 1° maggio, ha avuto il suo 11 settembre. Il professionismo degli incendiari spaccatori non è stato nemmeno nascosto: il fulmineo abbandono delle uniformi nere lasciate per strada, con caschi e