Maurizio Blondet

RITA KATZ MINACCIA L'ITALIA.

Stavolta la minaccia è seria e grave:  data la fonte da cui viene. In quegli uffici han deciso che l’Italia è stata risparmiata troppo dalla loro strategia della tensione.

https://ent.siteintelgroup.com/Chatter/pro-is-telegram-channel-suggests-italy-as-next-target-of-is-attack.html

Sicuramente sono pronti i terroristi. Sono pronti i passaporti da lasciare sul furgone e sull’auto, ormai una firma. Il passaporto intatto di  un dirottatore che attraversò intatto l’inferno di fuoco  delle Twin Tower. Il documento dimenticato di fratelli Kouachi il giorno della strage di Charlie Hebdo.  Un SMS rivelatore delle

SINTOMI DI GUERRA CIVILE AMERICANA 2.0

“Donald Trump darà le dimissioni entro l’anno  in cambio dell’immunità in relazione all’interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali”: è previsione doppiamente  solida, perché l’ha pubblicata l’israeliano JewsNews, e perché a   rivelarla è Tony Schwartz (j) :  che è  il   suo ghost-writer, in pratica quello che veramente scritto il libro e best-seller di The Donald, “The Art of Deal”:    uno che Trump lo conosce bene, avendolo frequentato a lungo. E che adesso è diventato uno dei suoi acerrimi nemici.

IL RABBINO DI BARCELLONA: “L’EUROPA E’ PERDUTA”. PROPRIO COME DICE NETANYAHU.

Questo è il rabbino-capo di Barcellona, Meir Bar-Hen. Dopo  l’attentato alla Rambla, ha fatto appello agli ebrei  di Spagna: comprate un terreno in Israele e andate ad abitarci, prima che sia troppo tardi: “L’Europa è perduta”.

Se lo dice il rabbino…

Strano, è  la stessa espressione che un mese fa ha adoperato Netanyahu, durante un incontro a porte chiuse (ma qualche microfono era aperto) con i governanti del Gruppo di Visegrad:

Da sinistra: Bohuslav Sobotka della Repubblica Ceca, Benjamin Netanyahu

"GOY, BYE" - PER BANNON SE NE VA.

 

Invece di “goodbye”, “ciao al goy”.

 

Così Huffington Post ha titolato la notizia che Steve Bannon  è stato espulso dalla cerchia di The Donald. Una interpretazione del fatto che non è piaciuta alla ADL of B’nai B’rith: “Offensiva, di cattivo gusto, non fa ridere”

Allora Huffpost ha cambiato il titolo.

 

Il capo dell’Anti Defamation League, Greenblatt,  s’è complimentato per la correzione.  Era una voce dal sen fuggita. E’ stata corretta.

 

 

di Roberto PECCHIOLI

 

Molti anni fa un giovanissimo studente di lettere e filosofia che adesso scrive le presenti righe entrava a far parte dell’amministrazione finanziaria, all’unico scopo di garantirsi pasti regolari. Destinato a compiti di controllo, venne catechizzato da un brillante funzionario la cui sapienza giuridica e professionale si univa alla vivacità e alla classe naturale dei napoletani di alto bordo. Il concetto su cui insistette di più fu “le carte devono essere a posto”. Ripeteva senza stancarsi che

JIHAD IN SPAGNA. LA COSTRUZIONE DELLA NARRATIVA.

Notate la data: il 19 settembre 2016. Titolo: “Stan preparando un attentato a bandiera falsa in Barcellona?”.  Lo prospettava un sito  spagnolo, El Robot Pescador.  Quasi un anno prima, gli estensori del sito  si sono allarmati per come  “l’idea viene inoculata nell’immaginario pubblico”  attraverso   gli articoli di grandi  giornali iberici.

¿ESTÁN PREPARANDO UN ATENTADO DE FALSA BANDERA EN BARCELONA?

El Mundo, il 31 gennaio 2016: “IS avverte che la Spagna pagherà molto  cara l’espulsione dei musulmani da El Andalus”. Da

I cinque terroristi uccisi a Cambrils dalla polizia avevano cinture esplosive -  finte

Peccato che  siano stati tutti ammazzati: sarebbe interessante sapere per quale  stortura mentale degli islamisti  si erano rivestiti di cinture esplosive   innocue.  O qualcuno  gliele aveva fornite facendo loro credere che erano vere?

Anche i tre terroristi dell’attentato al ponte di Londra il giugno scorso indossavano cinture esplosive finte, fatte  da bottigliette d’acqua ricoperte di nastro opaco argenteo. Peccato che i tre, Khuram Butt, Rachid Redouane and Youssef Zaghba,  siano morti anche loro.

Le false cinture esplosive dei terroristi del

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-generale_tricarico_sul_caso_regeni_se_fosse_proprio_il_ritorno_dellambasciatore_al_cairo_a_favorire_la_verit/82_21236/

Riportiamo ampi stralci dell’intervista pubblicata da Tiscali di Claudia Fusani con il generale Leonardo Tricarico, ora presidente del think tank di analisti che fa capo a Icsa, consigliere militare a palazzo Chigi quando l’inquilino era D’Alema. Osservatore attento delle dinamiche geopolitiche nel teatro africano e mediorientale, Tricarico punta il dito contro “il Regno Unito e quelle manine che muovono i fili per alzare la tensione tra Roma e il Cairo”. Invita i genitori di Giulio a vedere questa storia