Atti, misfatti e soprusi di “266” il misericordioso

Aldo Maria Valli è il Vaticanista del TG1. Per questa posizione ufficiale, ma anche per convinta e umile disciplina di cattolico praticante qual è,  non ha mai partecipato alle critiche forti, alle polemiche che sull’operato di questo Papa sono cresciute tra cattolici in vista (Antonio Socci)  e perfino  tra i vaticanisti (basta citare Marco Tosatti de La Stampa e Sandro Magister di Repubblica).  D’altro canto, non si è mai unito agli adulatori mediatici  e  ai lecchini sempre più numerosi  attorno a  Bergoglio,  che tanto li ama e favorisce. Ha seguito i fatti e i viaggi di “Francesco” con una  oggettività e moderazione che gli è stata anche rimproverata dai polemisti tradizionalisti più accesi.  Per anni, ha fatto tacere i dubbi che gli crescevano  dentro. Oggi s’è risolto: “Raramente sono stato così in dubbio prima di mettermi a scrivere. Sentivo di aver qualcosa di scomodo, forse di inquietante da dire sul papato di Bergoglio, ma non trovavo le parole giuste. Volevo esprimere un disagio e non ero capace di dargli voce”.

In privato, dice: “Sto vivendo un momento strano: dopo Amoris Laetitia mi è  caduto il velo e vedo El Papa  per quel che è”.  Il risultato  è  il suo ultimo saggio:   “266. Jorge Mario  Bergoglio Franciscus P.P.  (Liberilibri, 206  pagine, 16 euro).  Il titolo “266  è  per dire che Bergoglio è il 266 mo  nell’ordine dei successori di Pietro; non sfuggirà l’eco apocalittica, 266 è quasi “un numero d’uomo”.

Proprio perché è pacato, moderato, non parteggiante, il testo di Aldo Maria Valli è impressionante. Un impressionante referto  clinico  delle deviazioni e   cattiverie,  storture, furbizie, opportunismi di Bergoglio  che lui ha visto da vicino in ogni viaggio ed ogni esternazione. Senza concitazione né polemica, ne mostra il pressapochismo, l’ignoranza, la vuotezza   delle sue parole-slogan fatte per essere applaudito dai media, e che tradiscono la voglia di “piacere al mondo che piace”  – a  cominciare dal Gran Borghese Scalfari,  per andare a Emma Bonino e Napolitano –  altro che agli “ultimi”.

Parlo di referto “clinico”,  perché senza nemmeno volerlo, solo elencando i fatti, Valli rivela in Bergoglio il malato terminale di quella malattia-eresia della gerarchia, che è la pseudo-teologia di Rahner ; egli ne mostra  tutti i sintomi in forma  conclamata e  perciò esagerata, quindi ridicola, e  malvagia.

Karl Rahner  ha decretato – e   la sua dottrina è diventata quella insegnata dei seminari – che “chiunque segue la propria coscienzasia che ritenga di dover essere cristiano oppure non-cristiano, di dover essere ateo oppure credente, un tale individuo è accetto e accettato da Dio e può conseguire quella vita.[…]   la grazia e la giustificazione, l’unione e la comunione con Dio, la possibilità di raggiungere la vita eterna, tutto ciò incontra un ostacolo solo nella cattiva coscienza di un uomo».   Da questa fonte (infetta) nascono i “chi sono  io per  giudicare?”, “non  esiste un Dio cattolico”,  “il proselitismo è una sciocchezza”.  Di più:   la volontà espresssa di “dissolvere  la Chiesa” (letteralmente)  perché  per scioglierla nella “religione generale” della “bontà” globale accettata  dal mundialismo. Nel  rahnerismo non c’è bisogno di cristianesimo, perché ciascuno avrà  la vita eterna, purché segua la propria coscienza.

Lo ha detto esplicitamente, il Bergoglio: “Sogno  […] di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il  linguaggio e  la struttura  ecclesiale diventino un canale adeguato per  l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione”.  La rivista cattolica  The Remnant commentò, agghiacciata:  “ E’  inconcepibile che un Pontefice Romano possa anche solo ipotizzare una inesistente contrapposizione tra l’auto-preservazione della Santa Chiesa Cattolica e la  sua missione nel mondo”.

Invece è così. Lo si vede dai continui insulti che Bergoglio lancia contro i fedeli alla   dottrina della Chiesa,  “farisei” , “moralisti pedanti” e pavoni”  eccetera;   opponendo  la sua sterminata, incondizionata misericordia  verso “gli ultimi” nelle “periferie”.

Ebbene: la misericordia di Francesco,  nota Valli, è “selettiva”. E in favore di telecamera.

Così quando andò con codazzo di tv all’isola di Lesbo  per  mostrare la sua idea di “accoglienza senza limiti”, e  come rimprovero vivente al nostro egoismo, si riportò sull’aereo tre famiglie di profughi. Tutte musulmane. “Il papa si è giustificato che sono state scelte non per l’appartenenza religiosa,  ma perché avevano le carte in regola”.  In realtà, rivela Valli,  almeno “una famiglia cristiana con le carte  in regola” a Lesbo c’era.  Anzi, “Roula e Abo, coniugi siriani di fede cristiana, sono stati illusi: qualche giorno prima della visita del papa a Lesbo era  stato detto loro che Francesco li avrebbe portati con sé in  Italia.  Poi  all’improvviso il diniego: al loro posto è stata scelta un’altra famiglia, musulmana. “Siamo contenti per la famiglia prescelta – hanno detto – ma siamo anche rimasti molto delusi”.

Questa gelida cattiveria mostra che Bergoglio non è andato a Lesbo come buon samaritano, ma come ideologo spietato.  Del resto le tre famiglie islamiche  che ha portato a Roma,  le ha immediatamente sbolognate  alla Sant’Egidio.  Come certe dame ricchissime che  adottano piccoli indiani, e li  fanno crescere  dalle cuoche e giardinieri.

Stessa spietatezza  nel  suo viaggio a Cuba. “Francesco, attento a curare il rapporto di amicizia con i fratelli Castro, non ha avuto parole di condanna del regime illiberale e antidemocratico”: che è dir  poco:  Castro ha fatto eseguire  9240  condanne a morte per avversari politici, oltre 1200 eliminazioni senza processo di dissidenti, o di  cubani che tentavano semplicemente di fuggire dal paradiso comunista. Bergoglio, nella sua visita che ha fatto tanto bene al regime, poteva almeno chiedere come regalo che liberasse gli incarcerati politici – molti dei quali per cristianesimo. Non l’ha fatto. Sul volo di  ritorno, di fronte a  domanda  di una giornalista CNN  (50 dissidenti erano stati arrestati davanti alla nunziatura perché cercavano di avere un incontro con il pontefice)  ha farfugliato: “Anzitutto non ho notizie  che sia successo questo; non ho alcuna notizia…Sì, mi piacerebbe incontrarli.  A  me piace incontrare tutta la gente. … sempre un incontro con una persona mi arricchisce”.

E poi, a poco a poco, ha confessato la verità: “Se lei desidera che parli ancora dei dissidenti, le posso dire qualcosa di molto concreto. Prima di tutto era ben chiaro che non avrei  dato alcuna udienza, perché  hanno chiesto udienza non soltanto i dissidenti, ma altre persone di altri settori, compresi diversi capi di Stato.  Non era prevista alcuna udienza: né con i dissidenti né con altri.  Secondo: dalla nunziatura ci sono state chiamate  telefoniche ad alcune persone, che fanno parte di questo gruppo di dissidenti….il   compito del Nunzio era quello di comunicare loro che con piacere, al mio arrivo alla cattedrale, avrei salutato quelli che erano lì. Ma visto che nessuno s’ è presentato nel saluto, non so se  c’erano o non c’erano”.

Dalle sue stesse parole abbiamo dunque appreso: che il Nunzio, su suo ordine, ha telefonato alle famiglie dei dissidenti per avvertire che il Papa non aveva alcuna intenzione di dar loro udienza, e  quindi che non insistessero, li avrebbe salutati in chiesa. Poi in chiesa “non s’è presentato nessuno”: sfido, erano stati arrestati dalla  polizia castrista, e lui “Non so se c’erano o non c’erano”.  Eppure  la nunziatura li aveva avvisati che ero disposto a vederli “per un saluto di passaggio”, conclude.

Di passaggio, mi raccomando. Che non rovinassero la festa sua e di Castro. Qui non vale nessuna delle parole chiave che hanno fatto la fortuna mediatica di Francesco, “ascolto, accoglienza, dialogo, integrazione, misericordia, periferie, ferite…”.

Anche in questo, in  fondo, “Francesco”  è un allievo estremo, caricaturale,  di Rahner.  Aveva pur detto, lo pseudo-teologo tanto amato Dai gesuiti: : «Il nostro Signore deve conformarsi al mondo; non quest’ultimo a Lui…».  Promotore “di una teologia  cioè che metta da parte Gesù e che vada bene per il nostro secolo»,   come vide il cardinal Siri.

Bergoglio si conforma al mondo, e ben lo vediamo.  Non pretende   che sia il mondo a conformarsi al Signore: la  sua “bontà” consiste in questo.

Ha abrogato l’Ordine di Malta

Una  “bontà” che   ha prodotto in Vaticano un regime di terrore: lui sbatte fuori, licenzia, esclude,   dittatorialmente, anzi dispoticamente. “Io sono il papa, e non devo dare  ragione a nessuno delle mie decisioni”, come secondo il vaticanista  Tosatti ha detto quando ha preteso il licenziamento di un dipendente vaticano che lo aveva criticato.

 

L’ ha detto di sicuro anche  nella sua ultima mossa riguardo all’Ordine  di Malta.  Ha  prima, nominato una Commissione  di suoi accoliti per impicciarsi di una rimozione interna all’Ordine; e  quando l’Ordine, per voce suo gran maestro   Matthew Festing, ha risposto che essendo  sovrano, non poteva accettare ingerenze da parte della Segreteria di Stato, El Papa ha preteso le  dimissioni del gran maestro: che le ha  date. Evidentemente da buon cristiano,  essendo tenuto come  alto cavaliere  di Malta,   obbligato all’obbedienza al Pontefice;  quindi non potendo difendere fino in fondo la sovranità dell’ordine.  E’ un tipo di violenza alla coscienze  rette di cui Bergoglio approfitta sempre più spesso: esige  l’obbedienza secondo tradizione,  per comandare  l’autodistruzione della tradizione stessa;  fa  leva sulla propria autorità papale per imporre  la distruzione dell’autorità;   obbliga i più fedeli a tradire la propria intima coscienza, che è esattamente il solo  ‘peccato’, secondo Rahner, che non sarà perdonato.  Dunque abolisce  nei fedeli quella “libertà di coscienza” di cui proclama   di voler rispettare ad ogni costo, quando parla a Eugenio Scalfari. Rispetta la libertà di coscienza della Bonino,  ma non dei Francescani dell’Immacolata.

Il peggio  è che non si è contentato delle dimissioni  del fedele Festing;   ha anche impedito che i cavalieri, nel  loro consiglio, scegliessero un uovo gran maestro liberamente, come fanno da secoli . Ha infatti annunciato la prossima nomina di un “delegato apostolico” di sua fiducia, che governerà l’Ordine di Malta come vuole lui, El Papa.  E’ la  totale abrogazione della sovranità, totalmente calpestata.

Commissariare un ordine sovrano, di laici per giunta,  è  come invadere  uno stato sovrano.  Un sopruso e  un arbitrio dispotico,, senza nessuna base legale o legittima,  profondamente offensivo della dignità umana dei cavalieri. Inoltre, i precedenti commissariamenti di  Bergoglio (ai Francescani dell’Immacolata)  consentono di intuire quello a cui  vuole  arrivare: la cancellazione pura e  semplice dell’Ordine di Malta.  Peggio: la sua   trasformazione in una ONG che distribuisca preservativi nel Terzo Mondo, visto che con  i suoi atti dispotici contro la sovranità dell’ordine, il Papa  li ha scatenati per difendere il tesoriere Boeslager,   di cui il Gran Maestro ha chiesto le dimissioni  dopo aver scoperto che aveva  fatto distribuire   condoms  in Birmania.  Fin troppo evidente che El Papa non ha mai avuto simpatia  per  un  cattolicesimo troppo  rigoroso in morale familiare.

 

Il commento addolorato del britannico Catholic Herald:  il Vaticano è diventato un  posto dove le cricche hanno più autorità  del diritto.  Benedetto XVI aveva avvertito: “Una società senza diritto  è una società senza diritti”.

L’allusione alle cricche va segnalata. Poteva mancare   una sordida storia di denaro come probabile movente di tutto?     Tre dei  cinque delegati della prima Commissione creata dal papa per esautorare Festing,  hanno un  palese conflitto d’interesse nell’esautoramento,   perché sono collegati,  anche come dirigenti,  ad una fondazione di Ginevra che amministra in modo molto riservato e  discutibile una eredità di 120 milioni di franchi.  Ovviamente un cespite che fa  gola, e  che Festing ha difeso rettamente dalle  molte  mire e  ed avidità.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ecco-tutta-verita-guerra-all-ordine-malta-capitolo-cosa-140110.htm

Se il delegato apostolico che il Papa nominerà sarà uno dei membri dirigenti della ricca  fondazione, e magari una donna,  allora   la distruzione dispotica dell’ordine di Malta sarà ancora più abietta.

Bergoglio sta superando se stesso. Distruggendo  i cavalieri,  non solo egli commette  un sopruso;   egli compie un atto   di vandalismo culturale, storico, e spirituale,   a cui non trovo precedenti. Ah sì, forse questo: la  distruzione della nobile antichità di Palmira da parte di Daesh.

Chiudo con l’exergo che Aldo Maria Valli ha posto  nella prima pagina del suoio libretto.  E’ di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Dio usa misericordia con chi lo teme, non con chi si serve di essa per non temerlo”

 

 

19 commenti


  1. Magnifica la chiusura con la frase di Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori: “Dio usa misericordia con chi lo teme, non di chi si serve di essa per non temerlo”. Questa Verità mi è entrata profondamente nel cuore e nella mente, eccezionale da meditarla e per disarmare i profeti della misericordia a prescindere.


  2. Si ricorda di dire Io Sono il Papa solamente quando deve esercitare soprusi. Quando dovrebbe confermare i suoi fratelli nella fede, allora diventa il soggetto misterioso: Chi sono io ? Non so rispondere. Non risponderò.

  3. PL-Tato

    Ti leggo da tempo ed ormai sei diventato il mio compagno di viaggio quotidiano.
    Purtroppo quanto scrivi lo sto riscontrando un po’ ovunque nella Chiesa in quanto come laico vi sono inserito. Non ultimo la “visita preconfezionata ed artificiosa” dell’Arcivescovo di Milano presso un decanato della diocesi, avvenuto nella più completa forma di ipocrisia di un Chiesa autoreferenziale e formale che nulla ha a che vedere con la missione data da Cristo.
    Detto ciò, quello che è sconcertante, ed il tuo prezioso articolo ne è un lucidissimo esempio, è con quanta facilità si sta creando discredito verso i cattolici che credono nei dogmi di fede, con quanto facilità si mescola il sacro con il profano, ribaltando il significato di concetti dati da sempre dalla Chiesa cattolica, fondata su S. Paolo e sui vangeli. Unico dato certo è che la confusione ora sta regnando sovrana nella Chiesa. Tutto ciò sembra ricordare la descrizione dei “difetti” delle 7 chiese descritte nell’Apocalisse. Che sia venuto il tempo?

  4. giuseppe formica

    caro Direttore, non sarebbe stato meglio se finalmente Festing si fosse rifiutato di dimettersi e avesse sguainato la spada per difendere l’Ordine e cominciare la lotta palese contro Bergoglio e CO? Più si ritarda l’inizio più posizioni lorsignori occuperanno


    1. La spada è stata sicuramente riposta nell’armadio, anzi no, dietro la porta, a portata di mano.
      Penso che dovranno accadere ancora molte cose, un evento disastroso provocherà l’allontanamento da Roma del papa, verso Gerusalemme, nel nome della pace verrà istituita una nuova religione e allora vedremo che chi vorrà sguainare la spada, lo farà.

  5. rino

    Tutto già scritto. Questa mattinata è trascorsa leggendo il sito quieuropa (ma il nome sembra fuorviante, ha un odore massonico di questi tempi) aperto grazie alla lettura dell’articolo “evoluzione dei rapporti tra alta finanza, giudeo massoneria: il dominio dei Rotschild”.
    Di rimando in rimando finisco qui: http://www.quieuropa.it/lucifero-e-il-piano-di-alice-bailey-per-un-nuovo-ordine-mondiale/
    In esso ai punti nove e dieci vengono elencate le strategie per diluire la religione cristiana in una metareligione delle masse buona un po’ per tutte le stagioni (soprattutto buona a nascondere, evidentemente..). Poi torno su Blondet e mi si concretizza sempre più chiaramente l’immagine dell’uomo preposto ad attuare tali riforme: papa Bergoglio, alias Francesco I.
    Solo con la verità la storia ha un senso inequivocabile.


  6. ma…che strano… queste parole di Rahner “chiunque segue la propria coscienza, sia che ritenga di dover essere cristiano oppure non-cristiano, di dover essere ateo oppure credente, un tale individuo è accetto e accettato da Dio e può conseguire quella vita.[…] la grazia e la giustificazione, l’unione e la comunione con Dio, ” queste parole dicevo sono quasi le stesse che il marchese De Sade mette sulla bocca del monaco perverso che sta torturando Justine che piu o meno suonano cosi la natura si aspetta che noi seguiamo i suoi impulsi…. e giusto seguire e appagare e soddisfare i propri gusti… il peccato insomma in quest ottica non esiste…. poche pagine dopo l enunciazione di questi principi il De Sade narra di come li applicavano…facevano ammazzare una sorella dall altra sorella per divertimento… tanto per citare un “pensatore” diverso quando Napoleone prese in mano il libro ne lesse qualche pagina e lo getto a bruciare nel camino


  7. Il commissariamento dell’Ordine di Malta rassomiglia alla soppressione, meglio, sospensione, dell’Ordine del Tempio da parte di Filippo il Bello e il suo complice Clemente V. Comunque non c’è da preoccuparsi, nell’anno successivo alla condanna al rogo del Gran Maestro Jacques De Molay, fecero entrambi una brutta morte.

  8. Maurizio Blondet

    Un lettore molto intelligente, che ha avuto un capufficio con quel carattere, crede di aver riconosciuto nel Papa un “disturbo narcisistico di personalità”,
    “…La cosa più brutta di simili persone è il fatto che fanno stare male quanti gli sono vicini, mentre essi sono convinti di non avere niente che non vada. Caratteristiche peculiari sono la presunzione di avere sempre ragione, presunzione di avere “maggior valore” rispetto alle altre persone (il c.d. io grandioso) e pretesa che esso venga sempre riconosciuto; tendenza a sfociare nella depressione o in sfoghi di rabbia incontrollati (la realtà attorno, infatti, resiste ai desideri narcisisti); rancore verso tutti coloro che non assecondano il loro narcisismo, con conseguente colpevolizzazione degli altri, fino ad una vera persecuzione e manipolazione affettiva.
    (…) Il mio capufficio, i sintomi li aveva tutti: è un tipo che pretende di avere sempre ragione, rigira e capovolge le situazioni per trovarsi sempre dalla “parte giusta”, colpevolizza gli altri per quanto non va, ha sfoghi di rabbia improvvisi.
    Un’altra caratteristica di questo disturbo è che tante volte non viene riconosciuto come tale, ma viene attribuito solo ad un carattere difficile, particolare ecc.
    Sono persone che non andranno mai dallo psicologo a dire: “Dottore, mi curi il narcisismo!”, ma al massimo ci andranno a finire per curare una depressione o per controllare la rabbia.
    Anche il mio ex capufficio, agli occhi di chi ancora non lo conosceva, o non lo conosceva in maniera più intima, appare buono ed addirittura giocoso. (…)
    Non sono anche caratteristiche che lei ha riscontrato nel Papa? All’esterno pare così docile, con modi molto alla mano, gli piace piacere, ma che, lontano dai riflettori, tira fuori tutto l’autoritarismo e l’iracondia, proprio con le persone con le quali può esercitare il potere, creando un clima di terrore; proprio come questo mio ex superiore creava continua tensione ed ansia in tutto l’ufficio.

  9. Catone

    La situazione è drammatica perché il volgo ci casca in pieno. Mentre i politici hanno perso qualsiasi credibilità, bergoglione ne ha davvero tanta. Mia moglie, cattolica ed istruita, lo loda “perché dice cose diverse”. Mia suocera, cattolica ma di bassa cultura, dice che “è buono”.
    Quando gli faccio notare che la sua “bontà”, le sue “parole così diverse” vanno solo a favore dei nemici della Chiesa e a tutto danno di chi cattolico lo è sul serio, mi impediscono di parlare, mi considerano un pazzo.
    Che volete, la finestra di Overton ha questo potere.
    Ah, solito “culto della personalità” durante la predica. Il buon Sacerdote della mia Parrocchia proprio non riesce a non lodare Bergoglio. La scorsa domenica ha addirittura voluto citare un episodio, di una irrilevanza pazzesca: Bergoglio che va a ringraziare “di cuore” tutti quelli che hanno lavorato fino a tardi il giorno della sua elezione. Quanta bontà, quanta umiltà in questo Papa!
    Ai tempi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI il Papa nella predica veniva difficilmente citato: perché il centro della narrazione era Gesù.


  10. Il vaticanista Sandro Magister, nel suo blog “Settimo Cielo”, segnala gli articoli di Edward Pentin sul National Catholic Register come la più attendibile ricostruzione dei fatti attualmente disponibile. Li ho letti e mi sono sembrati accurati ed equilibrati. Ne consiglio la lettura a chi sia seriamente interessato a comprendere quanto sta accadendo. Li trovate qui:

    A) 7 Gennaio 2017
    http://www.ncregister.com/daily-news/disorder-in-the-order-of-malta

    B) 18 Gennaio 2017
    http://www.ncregister.com/daily-news/order-of-malta-holy-see-remain-at-odds-over-inquiry-commission

    C) 26 Gennaio 2017
    http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/pope-francis-declares-all-of-fra-festings-recent-acts-null-and-void

    In un momento cosi difficile occorre misurare i pensieri e le parole.

    Mi limito ad una sola osservazione. Nella lettera di S.E. Il Card Parolin, pubblicata integralmente nel terzo articolo, leggo:

    “The Holy Father, on the basis of evidence that has emerged from information he has gathered, has determined that all actions taken by the Grand Master after December 6, 2016, are null and void. The same is true for those of the Sovereign Council, such as the election of the Grand Chancellor ad interim.”

    Viene spiegato che il Santo Padre sta agendo “sulla base di prove emerse da informazioni che ha raccolto”. Il pericolo che si sta concretizzando è che egli sia mal informato e mal consigliato e quindi incorra in errori assai gravi.

    Se cosi fosse, il Magistero avrebbe piena ragione morale a rifiutare in prima istanza le dimissioni del Gran Maestro ed a chiedere che la vicenda sia ricondotta nell’alveo di più ragionevoli rapporti istituzionali.
    Tale provvedimento infatti costituirebbe un atto di difesa del Santo Padre.

    Va anche sottolineata la differenza di comportamento tra il Signor Boeselager e Fra’ Festing. Il primo – alla richiesta motivata di dimissioni – ha opposto un arrogante rifiuto. Il secondo, dinanzi ad analoga richiesta non motivata, non ha esitato un solo secondo ad obbedire.

    Infine non posso nascondere l’amarezza nel vedere posta in discussione la nomina pro tempore di Fra’ John Critien, una persona di grande intelligenza, modestia, coraggio e fede che ha obbedito alla chiamata del Gran Maestro come doveva fare.

    Dei 13.500 cavalieri, Fra’ Critien è uno dei 60 membri religiosi (“religious members”) che hanno, cioè, preso i voti di povertà, obbedienza e castità, una scelta di vita che lo assimila allo status di monaco.
    E’ solo questa promessa che determina l’ingresso nella “elite” dell’ordine. C’è da domandarsi perchè lo ammiriamo e teniamo l’Ordine come riferimento morale?

    L’associazione tedesca, cui apparteneva il Signor Boeselager, è senza dubbio la più ricca, ma nemmeno uno dei suoi appartenenti ha voluto assumere i voti. Forse è questa la vera ragione del trambusto: non distribuzione di profilattici, ma soldi a cui deve corrispondere potere.

    Guardate Fra’ Critien in questo filmato, girato in tempi non sospetti, parlare dell’Ordine e di se stesso (in particolare minuti dal 15.30 in avanti). Ciascuno può farsi la sua opinione.

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