Promemoria per El Papa:  i  nazionalisti fanno la  pace. Le democrazie, le guerre.

Fra i commenti dei global-progressisti  ostili a Donald Trump, non poteva mancare questo: “E’ un nazionalista. E i nazionalismi, prima o poi, sono destinati a farsi la guerra”:  così Timothy Garton Ash,  maitre a penser del Guardian,  gran difensore di Israele.  Immediatamente seguito sulla stessa linea da “El Papa” il quale, nel suo modo obliquo, ha subito  avvicinato Trump a Hitler: «Per me l’esempio più tipico del populismo, nel senso europeo, è il 33 tedesco» ha detto Papa …

Godiamoci quel che Trump ci dà. Perché  sappiamo cosa non darà.

E’ stato già  impagabile sentire il sibilo con cui Marco Taradash,  soffocando di rabbia, commentava il discorso di Trump: “…Fascista…”.  Ma ilpiù articolato nell’esprimere la rabbia della setta è Charles Krauthammer,  il  principale commentatore J del Washington Post: un fanatico di tutte le guerre  che i precedenti presidenti americani hanno fatto per il (presunto) bene di Sion. Questo  super-Israel First ha colto nello slogan trumpiano  “America First”  il  nome “del partito isolazionista degli anni ’30  che si …

Perchè  abbiamo la Mogherini e la Merkel, e  non una  Tulsi Gabbard?

Tulsi Gabbard,  piacente deputata delle Hawaii, democratica, s’è recata riservatamente in Siria.  Non ha avvertito, come sarebbe norma,  il presidente della Camera (House Speaker) Paul Ryan, repubblicano, né  la  capessa della minoranza, Nancy Pelosi, democratica.   Il suo ufficio non ha confermato né smentito che la deputata americana, abbia incontrato personalmente il presidente Assad; ha confermato di aver incontrato  vari esponenti del governo  durante la sua visita a Damasco. Lo scopo della missione, “fact-finding,  per aiutare a finire il conflitto in …

Il "Silence" del povero Scorsese. Povero  cattolico.

Due o tre note sul film di  Martin   Scorsese, “Silence”, che sfiora la storia di alcuni gesuiti che, andati in Giappone come missionari, finirono per  abiurare.

Fin dall’inizio, un tipico “anacronismo” americano: i due giovani ed ardenti gesuiti che “discutono” gli ordini del superiore,  ribattono e controbattono.  Come fossero studenti di un college americano del ventunesimo secolo, e non  giovani reclute della Compagnia  del XVII, formati ed educati alla  disciplina militare e all’obbedienza perinde ac cadaver  al superiore, che nel …

Una Maidan contro Trump?  I preparativi in corso.

Questa è la correzione di una notizia falsa  “fake news” diffusa dai media americani, che rivela una verità più allarmante della  falsità.  Riguarda il comandante della Guardia Nazionale, generale Errol Schwartz,  uno dei garanti della security nel giorno della inauguration di Trump  il 20 gennaio.  Egli aveva raccontato al Washington Post che   era stato espulso dal posto; esattamente  alle 12.01 del  20,  gli era stato ingiunto di lasciare il comando. “Le mie truppe saranno sulla strada; io le saluterò quando …

ADOLF MERKEL E' SCESO NEL BUNKER.  DA LI' GUIDA  L'OPPOSIZIONE MONDIALE  A TRUMP.

Il 47% del Pil tedesco è dato dall’export. Una dipendenza dai  mercati esteri enormemente superiore alla stessa Cina (26%).  Ciò basta a spiegare i  ruggiti con cui la Cancelliera ha risposto alle critiche di Trump: che l’Unione Europea è “tedesca” e non durerà,  che il Brexit è stato positivo,  che la NATO è “obsoleta”, e che Merkel ha commesso un errore “catastrofico”  chiamando milioni di migranti a  inondare il suo paese.

Pietosamente ridicola   la replica sull’ultimo punto, affidata all’obeso Sigmar  …

Le belle arti in Casa Podesta. Ed altre "fake news"

 

Ho esitato  a mostrare queste foto, che sembra siano parte della collezione d’arte contemporanea di Tony Podesta, il fratello dei John Podesta, capo della campagna di Hillary,  rovinato dalle e-mail spifferate da Wikileaks.  Ma  sono convinto che la campagna detta  “fake news”, l’attacco dei media mainstream contro l’informazione alternativa sul web,  sia stata scatenata non solo (e non tanto) perché si attribuisce ai social la sconfitta di Hillary con “notizie  false”, bensì quando le indagini autonome di centinaia di …

Udo Ulfkotte è morto.  A  56 anni.  Aveva rivelato che  giornalisti sono "comprati" dalla Cia.  I colleghi esultano.

Udo Ulfkotte  è morto, improvvisamente, dicono di attacco cardiaco.  Aveva 56 a  anni.

Ulfkotte era il giornalista, che, dopo aver lavorato  al Frankgfurter Allgemeine Zeitung, rivelò come lui ed altre “firme”   fossero al soldo dei servizi americani.. Il suo libro, “Giornalisti Comprati” (2014), descrive i metodi con cui la Cia imbecca, istruisce, paga (fino a 20 mila dollari) giornalisti  tedeschi ma anche italiani  perché scrivano articoli favorevoli alle politiche americane.

«Prima di tutto» ha raccontato  «è necessario rendere …