TRE “PREVISIONI” DI SILVANO PANUNZIO CHE ILLUMINANO I NOSTRI GIORNI

Circola sui social il seguente testo, il cui autore non ci è noto, che riporta alcune “previsioni” di Silvano Panunzio  (Ferrara 16 maggio 1918 – Pescara 10 giugno 2010), studioso di mistica cristiana nonché figlio di Sergio Panunzio filosofo del diritto e teorico del sindacalismo giuridico. L’incendio in questi giorni della cattedrale dei santi Pietro e Paolo di Nantes, dopo quello accadduto un anno fa a Notre Dame di Parigi, eventi che ormai è sempre più difficile far passare come accidentali mentre va emergendo la loro chiara dolosità, assumono un contorno di drammatico significato, in qualche modo escatologico, che le “previsioni” – non vogliamo usare il termine troppo forte di “profezie” – di Silvano Panunzio ci aiutano a comprendere. Riportiamo dunque il testo delle tre previsioni, tratte dall’opera panunziana “Cristianesimo Giovanneo”, così come circola sul web.

TRE “PREVISIONI” DI SILVANO PANUNZIO CHE ILLUMINANO I NOSTRI GIORNI

Avvertenza: sono concetti “duri”, poco adatti alle bisce da sagrestia, ai “Signore perché, che male facciamo”, agli “andrà tutto bene”, ai cristianucci che ignorano la ‘divina durezza’ della Religione che credono di praticare, ma anche ai depressi affetti da “fatalismo eunuco”, da quelli che sognano la loro tranquilla vita e credono di finire i loro giorni mandando messaggini di protesta su whatapp.

«Dunque, massimamente per i cristiani, siamo al Giudizio. E di tutto quello che è stato costruito in 19/20 secoli non rimarrà nulla. Né cattedrali, né palazzi, né libri, né opere d’arte! Rimarrà solo l’aperta Natura; ma sconvolta a causa dei nostri errori e delle nostre passioni».

«Il Sacrificio è la condizione cosmica per Grazie particolari e universali sempre più grandi. Del resto, ciò è anche il mistero della Bilancia Invisibile che spiega l’enigmatica ‘strage degli innocenti’. I primissimi Martiri ci ottennero il Salvatore. E il fatto che oggi l’infanzia sia bersagliata è indice imperscrutabile di Disegni salvifici quanto mai prossimi».

«E’ vicino il tempo in cui bisognerà posare la penna per impugnare la spada».

(Silvano Panunzio, “Cristianesimo giovanneo”).

 

 

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