Sottrarsi ai tamponi – è il trucco per distruggerci da sani

di Davide Zedda

titolo originale:

Il pericolo e il grande inganno degli screening di massa anti Covid-19]

C’è un errore da non commettere che tuttavia (vuoi per paura, vuoi per ignoranza) milioni di italiani stanno commettendo. È quello di presentarsi agli screening di massa anti Covid-19, diventati ormai la normalità.

Chi è ammesso

Ci si può presentare soltanto in buone condizioni di salute, viene controllata la temperatura, se hai più di 37,5 non entri. Dunque, si entra da sani. Fai il tampone (o test rapido), in pochi minuti o qualche giorno sai se risulti positivo o negativo al Covid-19. Ovviamente – non dimentichiamolo – le persone che si presentano a questi controlli stanno bene.

Se sei negativo

Se l’esito del test è negativo (vuoi per ignoranza, vuoi per psicologia) ti senti immune, esulti, e non consideri che trattandosi di un virus, magari dopo aver fatto il test, giusto il tempo di girare l’angolo e il virus te lo sei beccato.

Stanno bene ma si presentano

Ci si presenta per paura, ignoranza, per evitare il giudizio della gente. Sempre più spesso gli screening vengono organizzati in piccoli paesi dove la lingua corre più del virus, di qualsiasi virus. Ed allora – per non apparire male agli occhi della comunità – la gente si presenta in massa. Ovviamente chi organizza gli screening (dietro c’è un modello militare) conosce bene queste dinamiche umane ed antropologiche. Sa dove organizzare gli screening, sa come farli diventare “piacevoli e normali” attraverso una campagna (così la chiamano) dal nome carino e rassicurante, insomma, sanno come incastrare la gente.

Il pericolo e il grande inganno

Quando si sta bene, non si va dal medico.

Non così per gli screening, dove la gente (per i motivi e le strategie già esaminate) si presenta in grande numero nel nome di un senso civico “deviato” attraverso la manipolazione delle menti (strategia militare) ottenuta grazie ai media che lavorano ben pagati al servizio del Governo e dei servizi di sicurezza.

Ed è così – che in tanti – entrano sani ed escono bollati come malati, contagiati, per il solo motivo di essere risultati positivi (a loro dire, chi ha la prova contraria?) al Covd-19.

Ed è qui che si scatena l’inferno.

Quarantena (a volte di mesi) per i soggetti positivi (che non dimentichiamolo, sono asintomatici, dunque stanno bene), tamponi a catena per tutte le persone venute in contatto con i soggetti positivi (dunque nuovi positivi e nuovi reclusi) e numeri dei contagiati in aumento in tutta Italia.

Numeri usati in maniera criminale dal sistema e dai media (contagiato uguale malato, questo è il concetto che hanno fatto entrare nella testa delle persone), e dati in pasto alla popolazione negli ormai tristemente noti bollettini giornalieri del terrore. Gli stessi numeri utilizzati dal sistema (con la popolazione terrorizzata, dunque non pericolosa, altra tecnica militare) per tenerci prigionieri e schiavi delle restrizioni e delle privazioni delle libertà personali che stiamo sopportando da ormai un anno.

Il tutto con l’obiettivo di renderci schiavi e distruggere l’economia.

(Davide Zedda)

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Il vaccino della Pfizer ha ucciso “circa 40 volte più persone (anziane)” e “260 volte” più giovani di “ciò che il virus COVID-19 avrebbe fatto in un determinato lasso di tempo”.
LifeSiteNews ha prodotto un’ampia pagina di risorse sui vaccini COVID-19 (https://lifefacts.lifesitenews.com/covid-19/ ).
1 marzo 2021 (LifeSiteNews) – Mentre a gennaio un gruppo di medici indipendenti ha concluso che i vaccini sperimentali COVID-19 “non sono più sicuri” del virus stesso (https://www.lifesitenews.com/news/frontline-doctors-experimental-vaccines-not-safer-than-covid-19 ), una nuova analisi dei tassi di mortalità correlata al vaccino in Israele dimostra che ciò potrebbe effettivamente essere il caso a livelli drammatici.

Una nuova analisi dei dati pubblicati dal Ministero della Salute israeliano da parte del dottor Hervé Seligmann, membro della facoltà di Medicina delle malattie infettive e tropicali emergenti dell’Università di Aix-Marseille, e dell’ingegnere Haim Yativ rivelano, in breve, che il vaccino sperimentale con mRNA della Pfizer ha ucciso “circa 40 volte più persone (anziane) di quanto la malattia stessa avrebbe ucciso” durante un recente periodo di vaccinazione di cinque settimane.

Tra la classe più giovane, questi numeri sono aggravati dai tassi di mortalità a 260 volte quello che il virus COVID-19 avrebbe affermato nel periodo di tempo stabilito.
Mentre l’analisi matematica completa può essere trovata nell’articolo stesso, gli autori dimostrano come tra “quelli vaccinati e sopra i 65, lo 0,2 per cento sia morto durante il periodo di tre settimane tra le dosi, quindi circa 200 su 100.000 vaccinati. Questo è da confrontare con i 4,91 morti su 100.000 morti di COVID-19 senza vaccinazione “.
Come riportato da Israel National News, INN (Vaccination in Israel: Challenging mortality figures? ), Seligmann è di nazionalità israeliano-lussemburghese, ha una laurea in biologia presso l’Università ebraica di Gerusalemme e ha scritto più di 100 pubblicazioni scientifiche.

IppocrateOrg (https://ippocrateorg.org/2020/11/26/come-si-affronta-il-covid-19/?fbclid=IwAR2oxS7AFckjFWuS16Ax4ZEyOlEh7l1g0PI7oYExR5qbFO6tbpgMwwctcbg)
COME SI AFFRONTA IL COVID-19. | IppocrateOrg
LINEE GUIDA TRATTAMENTO DOMICILIARE PER PERSONE CON COVID-19. La guarigione è in stretta correlazione alla tempestività e alla qualità delle cure adottate.