Papa Leone approva il nuovo vescovo nella falsa Chiesa “cattolica” cinese

(LifeSiteNews) — La Cina ha consacrato oggi un vescovo della Mongolia Interna con l’approvazione di Papa Leone XIV nell’ambito del controverso accordo tra Vaticano e Cina.

Joseph Chang Yanfeng è stato consacrato in una cerimonia presieduta dal vescovo Meng Qinglu, vicepresidente dell’Associazione Patriottica Cattolica Cinese (CCPA), un gruppo filo-Partito Comunista Cinese che sovrintende alla Chiesa “cattolica” controllata dallo Stato in Cina, come riportato da UCA News.

«Il Santo Padre lo ha nominato vescovo di Chifeng (Provincia della Mongolia Interna, Cina) il 15 giugno 2026, avendo approvato la sua candidatura nell’ambito dell’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese», ha annunciato mercoledì il Vaticano.

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L’accordo sino-vaticano, ufficialmente segreto e firmato nel 2018, si ritiene riconosca la Chiesa di Stato in Cina e consenta al Partito Comunista Cinese (PCC) di nominare i vescovi. Il Papa apparentemente mantiene il potere di veto, sebbene in pratica sia il PCC ad avere il controllo. Si presume inoltre che l’accordo preveda la rimozione di vescovi legittimi e la loro sostituzione con vescovi approvati dal PCC.

L’accordo è stato rinnovato più recentemente nel 2024 per un periodo di quattro anni.

Prima dell’elezione di Leone XIV, durante il periodo di sede vecante successivo alla morte di Papa Francesco, due vescovi erano stati scelti dal PCC, suscitando timori che la Cina stesse approfittando della vacanza.

La decisione del PCC di nominare due vescovi in ​​questo periodo dimostra che Pechino non considera importanti il ​​ruolo della Santa Sede o del Papa. Inoltre, evidenzia come, nell’ambito dell’accordo sino-vaticano, sembri essere la Cina – e non la Santa Sede – ad avere il controllo.

Joseph Chang Yanfeng è il sesto vescovo approvato finora da Papa Leone XIV nell’ambito dell’accordo tra Vaticano e Cina.

Il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, ha ripetutamente criticato aspramente l’accordo, definendolo un “incredibile tradimento” dei cattolici cinesi e accusando il Vaticano di aver “svenduto” la fede cattolica cinese.

È stato sostenuto da numerosi attivisti ed esperti di Cina, tra cui l’ex Segretario di Stato americano Mike Pompeo, che nel 2020 aveva avvertito che “il Vaticano metterebbe a repentaglio la propria autorità morale se rinnovasse l’accordo”.

Inoltre, l’accordo ha portato a un aumento delle persecuzioni religiose, come documentato dalla Commissione esecutiva del Congresso degli Stati Uniti sulla Cina nei suoi rapporti annuali.