L’Ue fa fatica a rinunciare all’energia russa

 

Gli sforzi dell’Unione Europea intrapresi per rendersi indipendente dal petrolio e dal gas della Russia non sono sufficienti. Come riporta Reuters citando esperti, lungo questo percorso sono stati incontrati diversi ostacoli ed il blocco dei 27 Paesi si avvia verso l’inverno con riserve di gas insolitamente basse.

Nel rapporto della la Corte dei conti europea viene riportato che l’UE non sta investendo a sufficienza per raggiungere i propri obiettivi: sostituire completamente l’energia russa con fonti di combustibili fossili diversificate, implementare le energie rinnovabili e sviluppare le infrastrutture.

Il piano dell’UE per eliminare gradualmente l’energia russa sta “vacillando proprio mentre la sicurezza energetica dell’Europa deve affrontare nuove minacce derivanti dall’instabilità in Medio Oriente”. I livelli delle risorse di gas stoccato nell’UE si attestano appena al 67%, rispetto all’80% registrato nello stesso periodo dell’anno scorso.

Gli analisti avvertono che ciò potrebbe portare a un forte aumento dei prezzi durante l’inverno, soprattutto considerando che l’UE ha in programma di vietare tutte le importazioni di GNL russo a partire dal 1° gennaio 2027.

La Commissione Europea aveva inizialmente stimato che l’attuazione del piano per porre fine alla dipendenza dall’energia russa avrebbe richiesto investimenti per 300 miliardi di euro, mentre finora i Paesi ne sono stati stanziati solo 54,3.

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