NAPOLETANI, PENSATECI…SONO MEGLIO DI DE MAGISTRIS

L’amministrazione pubblica della Spagna è esemplare, al confronto dell’Italia. Vi avverto, gli spagnoli sono duri, quando  occorre.  Hanno tenuto per 500 anni un impero su cui non tramontava il sole, di cui Napoli era una parte  – mica con la manica larga.

 

LA SPAGNA TORNA NEI SUOI QUARTIERI  – A Napoli i progetti contro il degrado

https://www.lastampa.it/2019/05/18/italia/la-spagna-torna-nei-suoi-quartieri-a-napoli-i-progetti-contro-il-degrado-oWccJIbTA6hgJCJlVUqA6O/premium.html

Intesa fra ambasciata di Madrid e la Fondazione Foqus per la rigenerazione di una delle zone più degradate della città. Per la prima volta un Paese straniero entra in un progetto di riqualificazione urbana

i «Quartieri» tornano un po’ più spagnoli. Erano arrivati nel Cinquecento e ora si fanno carico dei problemi mai risolti sin da allora. Il ritorno della Spagna a Napoli è discreto e molto pratico. L’ambasciata ha firmato un accordo con la fondazione dei Quartieri spagnoli per un progetto di rigenerazione di una zona finalmente stanca di convivere con il degrado. I negozi storici di Montecalvario hanno appeso il ritratto di Don Pedro Toledo, il… continua

da Wikipedia:

Don Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga (Salamanca, 1484Firenze, 22 febbraio 1553) fu marchese  e  dal 1532 al 1553 fu viceré di Napoli per conto di Carlo V d’Asburgo.

…I 20 anni della sua amministrazione sono caratterizzati da un riassetto politico-sociale e da importanti mutamenti economici e urbanistici. Don Pedro trasformò la città di Napoli rendendola una delle roccaforti dell’Impero spagnolo: simbolo della ricostruzione e del nuovo ruolo assunto dalla città fu il Castel Sant’Elmo, i cui cannoni dominavano la città.

Napoli era appena guarita dalla peste del 1529, che aveva provocato più di 60.000 morti. La prima preoccupazione di Don Pedro fu di rimediare alle strutture fatiscenti della città. Nel 1534 avviò la pavimentazione delle strade e diede il via all’espansione della stessa oltre i confini della vecchia città, tramite la costruzione di nuove ed eleganti zone residenziali come Santa Chiara.

Sotto la sua amministrazione, su progetto degli architetti Giovanni Benincasa e Ferdinando Manlio, fu costruita via Toledo, collegamento stradale verso quelli che allora erano gli alloggi delle truppe spagnole in Napoli e che oggi sono i cosiddetti “Quartieri Spagnoli“. Fu centralizzata l’amministrazione della giustizia con lo spostamento delle Corti nell’edificio di Castel Capuano, detto la “Vicaria”.

L’operato del viceré fu determinante anche per l’antica Pozzuoli. Il primo atto del viceré atto a favorire l’area flegrea fu quello di difenderne il golfo dalle incursioni dei corsari barbareschi costruendo la “Torre di Gaveta” e la “Torre di Patria“. In seguito promosse l’edificazione di circa 300 torri osservative per la difesa delle coste del vicereame.

Don Pedro restaurò e lastricò la Crypta Neapolitana per consentire i traffici tra la capitale e Pozzuoli, nel 1552 emanò un editto per il ripristino e la sistemazione dei regi formali e canali alimentati dall’acquedotto della bolla, incoraggiò altresì il ripopolamento di Pozzuoli (spopolatasi dopo l’eruzione del Monte Nuovo nel 1538): con un bando, datato 1539, esonerò dai tributi i puteolani che ritornavano ad abitare nella loro città. Inoltre fece restaurare a sue spese molti edifici di culto, tra cui la chiesa di Sant’Antonio, nel 1540.

Non invano porta la spada.

E’ quello   di cui avete bisogno…altro che 5 Stelle Lega Sud, o De Magistris.  Posto che come popolo non ci sappiamo governare da soli, meglio gli spagnoli che Juncker,  Tusk,   il todesco, il finnico e il baltico.

 

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