MODESTA PROPOSTA ALLA PLUTOCRAZIA: SCHIAVISMO, PERCHE? NO?

Un lettore raccapricciato mi gira un  articolo apparso su 24  Ore qualche giorno fa:

Reintrodurre la schiavitù è o no un’opzione per la società moderna?

scritto da Enrico Verga il 26 Gennaio 2018

L’autore, Enrico Verga,  dati i “fattori che stanno radicalmente cambiando il rapporto uomo-lavoro”, propone di “reintrodurre nell’economia moderna tale soluzione contrattuale”: il contratto di schiavitù.

“La schiavitù è spesso vista con un’accezione negativa, riconosce, tuttavia, la sua abolizione “è piuttosto recente”, e fu adottata da paesi democratici come gli Stati americani.

Di più: Con nomi differenti esiste e prolifera ancora in una buona parte del mondo.   Il guaio è che oggi, “Più o meno qualsiasi rapporto di lavoro esuli dallo schema del contratto di impiego in un’azienda capitalistica a fronte di un salario”,  sarebbe dalla legislazione corrente a rischio di essere dichiarato   lavoro schiavistico.   Questa legislazione passatista ostacola “uno dei grandi successi della società moderna, capitalista e liberista (in pratica i discendenti di Friedman), che è “l’esternalizzazione dei costi spinta all’estremo”, costi che vengono “ di fatto, scaricate spesso sui budget statali”.  Il  mercato  ha già  instaurato nuovi tipi di rapporto, lungo il “ virtuoso percorso di emancipazione dell’individuo dall’azienda”

Infatti sono già “milioni di lavoratori  a partita Iva;   e   non parliamo de“i contratti a zero ore”, che obbligano il lavoratore ad essere disponibile a chiamata 24 ore su 24, e ad essere  pagato solo quando è chiamato  al lavoro: questi non  dispongono dei benefit di cui godeva nell’impero romano uno schiavo: “Uno schiavo aveva diritto a un alloggio, cure mediche, vitto. Molti schiavi ricevevano formazione. Anche oggi i costi della formazione coperti dal padrone sono sicuramente un asset per il dipendente-schiavo”.

Conclusione  dell’autore:

Se assumiamo che gli aspetti negativi dello schiavismo (sfruttamento, incertezza per quanto riguarda il proprio futuro, mancanza di libertà) sono già di fatto presenti in una larga parte della classe lavoratrice, mi domando se non sarebbe un vantaggio per la comunità e lo stato se le grandi aziende non si facessero carico di un contratto di schiavismo”.

Ora, io prendo  – voglio prendere – questo pezzo come una magistrale satira  “nera” del capitalismo terminale, sul livello della “Modesta Proposta”  con cui Jonathan Swift, nel 1729, proponeva di risolvere il problema dell’ennesima carestia in Irlanda con la vendita e il consumo alimentare (arrostiti, bolliti o in fricassea) dei bambini dei cattolici irlandesi. Swift era irlandese e cattolico, nonchè l’autore dei Viaggi di Gulliver.

Enrico Verga. Satirico. Cercatelo su twitter: https://twitter.com/EnricoVerga/status/872383203046248448

Tuttavia, capisco anche l’orrore del lettore. Anzitutto, fino alla fine, non si capisce se questo Verga (“Consulente strategico e istituzionale, Master in International relations alla Università Cattolica del Sacro Cuore, senior analyst a Longitude”, autopresentazione da rampante della Erasmus Generation ) sta scherzando oppure è il primo a credere davvero che la schiavitù debba essere reintrodotta come una innovazione utile del contratto di lavoro post-moderno  e rimedio alla disoccupazione irreversibile di massa conseguente alla massima efficienza del capitale; contribuisce a questa incertezza la perizia  abitudinaria con cui adotta il gergo economicistico e  liberista proprio del  giornale economico. Infatti resta il dubbio  che se non l’autore, la direzione di 24 Ore abbia pubblicato il pezzo non  avendone colto il carattere di satira, ma come seria proposta di riforma  del mercato del lavoro, proprio perché ha riconosciuto il gergo aziendale.

Ma ad agghiacciare il lettore, io credo, è qualcosa di peggiore,  che non riguarda Verga. L’intuizione  che il rapporto di lavoro schiavistico è  lo sviluppo logico e naturale del capitalismo plutocratico. E il  sentire che nella nostra società non  esiste più alcun anticorpo, alcun  principio etico e politico  –  non diciamo religioso –   su cui  appoggiare una qualunque resistenza popolare o opposizione  alla reintroduzione della schiavitù.

Un popolo che ha già  accettato l’aborto, le dodici vaccinazioni, la Fedeli  come ministra di una scuola che negli asili prescrive l’insegnamento del piacere sessuale ai bambini di 5 anni; un popolo che ha già accettato   come normalità e opinione comune  le  nozze sodomitiche  le sfilate omosessuali e  il suicidio assistito legale, perché non dovrebbe accettare per sé la schiavitù, firmando il contratto, in cambio di vitto e alloggio? La Finestra di Overton   è già  aperta, anzi  spalancata, è stata già scardinata, non ci sono più temi tabù che incontrino un rigetto organizzato ed attivo nel popolo italiano. Non è solo che questo popolo è di una passività pietrificata, di una ignoranza sub-umana. Questo è un popolo in cui i genitori delle Olgettine incoraggiavano le loro figlie bellocce ad andare ai festini di Berlusconi, “perché quello ha i soldi!”.  Con una simile dotazione di dignità personale, di rispetto di sé, di irresponsabilità  e livello morale, come non capire che milioni di nostri simili, già sono predisposti a  firmare la propria schiavitù contrattuale  per mangiare, perché sono già psichicamente schiavi?

Il solo  argomento che si può usare contro l’introduzione  della schiavitù quale grandiosa innovazione post-moderna, è –  adottando il gergo e l’ideologia economicista – propria di 24 Ore – ricordare  didatticamente  che la schiavitù   è “inefficiente” ed anti-economica;  che la disponibilità di manodopera schiavistica nelle antiche plutocrazie, ritardò nell’impero romano l’introduzione di “nuove tecnologie” come i mulini ad acqua e a vento e persino i camini, tutti inventati dal Medioevo cristiano.  Soprattutto, bisognerà ricordare al capitalista post-moderno quel che insegnò l’agente britannico ai padroni di schiavi di quel paese delle Antille: i vostri schiavi li dovete mantenere da vecchi e malati; liberateli, e ci dovranno pensare da soli. Vi liberano da un costo, la loro emancipazione accresce i vostri profitti. Anche per i piaceri sessuali che  sono un benefit della  schiavitù:

«Cosa pensate che vi convenga di più: vostra moglie o una di queste ragazze?… Con una prostituta i costi diminuiscono… Chi è più conveniente: uno schiavo o un operaio salariato?… I sentimenti non fanno parte dell’economia…»

Lo disse Marlon Brando, agente britannico Walker, inviato per  creare un “mercato” nei tropici schiavisti che se ne sottraevano con un’economia non  monetaria. Il film era Queimada, lo girò Gillo Pontecorvo,  di sinistra.   Com’è cambiata la sinistra d’oggi,  che toglie le libertà e dignità del lavoro dando  in cambio i piaceri (per chi se li può permettere), lo vedete tutti: non sperate che una Cirinnà  o un Grasso, o una Boldrini o Bonino,  si opporranno al  nuovo contratto.  Come sempre nella globalizzazione,  bisognerà guadagnare  alla causa  i capitalisti, facendo leva sul discorso del profitto:   studi  di importanti economisti lo hanno già ampiamente dimostrato:  la liberazione degli  schiavi fu la prima “esternalizzazione” di successo, l’espulsione   a carico della società delle spese per istruire , curare, formare, tener sani i lavoratori-cittadini.  Non vi conviene tornare  indietro.

 

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  • Emanuele Reho

    la condizione giuridica dello schiavo non esiste nella penisola italica, ma c’è di fatto la colonia d’italia, le Due Sicilie, per questo non credo si possa trattare di un solo popolo, ma di diversi italici che avendo meno vincoli comuni sono meno uniti e compatti nelle rivendicazioni di qualsiasi genere. Premesso questo per tornare a modelli di società egualitaria senza classi si deve guardare alle Comunità di Popolo Nazional Socialiste Tedesche, in democrazia tutto è sempre e solo a favore degli eletti

  • XL

    L’abolizione della schiavitù negli Stati uniti data ufficialmente al 1865.
    L’abolizione della servitù della gleba (forma residuale di schiavitù non paragonabile alla durezza della schiavitù degli afro-americani) avvenne in Russia 4 anni prima:1861.
    Però i libri di storia parlano di grande conquista civile per gli USA e di tardiva e inefficace riforma per la Russia.
    Libri di storia o spazzatura?

    • Luben22

      Buona la seconda

    • Paciullo

      Secondo me la condizione del lavoratore russo del 1800 era identica a quella dell’afro-americano, così come non c’erano differenze con i lavoratori inglesi oppure con i carusi delle zolfatare. Tutti ti trattavano da schifo, facevi una marea di ore al giorno e campavi come un miserabile.

      • GStallman

        Sono paragoni che non stanno nè in cielo nè in terra. L’africano deportato in USA veniva direttamente dalla preistoria che tutti gli altri popoli della Terra hanno conosciuto oltre 8000 anni prima. Non era analfabeta perchè non sapeva leggere e scrivere: non aveva nemmeno mai avuto una lingua da leggere e scrivere. La schiavitù non ha mai avuto a che vedere solo con la mera fatica fisica; fino dall’antichità, lo schiavo poteva anche essere un sapiente. La sua era una condizione che non si trasmetteva di padre in figlio come oggi: bastava che il padrone lo liberasse che non era più schiavo e i figli erano liberi altrettanto. La questione dello schiavismo in USA è strettamente legata alla Modernità e allo sfruttamento della manodopera. Non ha mai avuto niente a che vedere con fenomeni come la Servitù della gleba. Lo schiavo negro veniva utilizzato per lavori di fatica perchè non avrebbe potuto fare altro che quello; e la costrizione che subiva era dovuta al fatto che la cultura del lavoro che tutti gli altri popolo avevano assimilato nei millenni, a lui mancava del tutto. E se si guarda alla maggior parte dei passeggeri dei barconi che arrivano oggi sulle nostre coste, si può notare che è cambiato ben poco. Purtroppo la visione marxista, che ha pervaso anche certo Cristianesimo, ha sistematicamente impedito di valutare storicamente il fenomeno su basi concrete.

        • Paciullo

          Sempre schiavi miserabili erano, me ne frego di Marx e compagni. Noi abbiamo abolito la schiaviutù in Etiopia.

          • GStallman

            Caro Paciullo: nel Marxismo ci siamo cresciuti dentro tutti anche se non ci piace. Il saperlo riconoscere aiuta ad uscirne.

          • Paciullo

            In Italia per fortuna nel dopoguerra non abbiamo vissuto nel marxismo, adesso si vive nel turbo capitalismo, che fa schifo comunque.

          • GStallman

            Basta che te lo credi. 🙂 Non sappiamo nemmeno di esserlo e la soluzione al “turbocapitalismo” è ancora una volta una maggior dose di tossico.

          • Emanuele Reho

            mah. Il marxismo non è stato istituzionalizzato, ma l’ideologizzazione marxista era molto presente nelle società, soprattutto in certe grandi metropoli industriali come Genova e Milano o in realtà agricole come Reggio Emilia. Nelle università. Era trasmesso da molti professori. E’ stato ispiratore di guerra civile contro lo Stato che tanti morti ha provocato. Scrivo almeno per gli anni ’70, per presa diretta

          • Paciullo

            Gli operai a Genova, Milano o a Reggio Emilia, dopo le giuste lotte dello statuto dei lavoratori, se la passavano benissimo ed andavano in pensione dopo 35 anni di lavoro. Chi se la passa da schifo siamo noi, quelli della mia generazione, la quale non prenderà che una miserabile pensione, non ha supporto dallo stato per fare famiglia, nella sanità, nella scuola e quanto altro. Francamente avrei preferito essere un classe 45, piuttosto che un classe 80. Ora siamo degli zombie, degli schiavi costretti ad elemosinare lavoro precario tramite agenzie interinali ed abbandonati a noi stessi, ci metterei la firma per essere un operaio degli anni sessanta e settanta.

          • Emanuele Reho

            BerLuxCohen e Craxi sono stati gli artefici di tutto questo sconcio attuale. E per lo Statuto dei Lavoratori non hanno certo contribuito i marxisti

          • davide

            …coraggio Paciullo.
            Stammi bene 🙂

          • Emilia2

            Era inevitabile che dopo il crollo dell’URSS la condizione dei lavoratori peggiorasse.

          • Paciullo

            Meglio dunque tenere quei popoli schiavizzati dai soviet scusa?

          • Emilia2

            Io parlavo soprattutto dei lavoratori occidentali (ai quali appartengo io). Poi, in che modo quei popoli erano schiavizzati dall’URSS? Solita propaganda occidentale datata?

          • Paciullo

            Non c’era la proprietà privata, di conseguenza tutto era in mano al monopolio statale, che impediva l’emancipazione imprenditoriale. Nessuno moriva di fame, perchè il cibo era razionato, la sanità garantita, idem la scuola, i mezzi pubblici e via discorrendo, ma c’erano i signori al comando che si comportavano peggio degli schiavisti, vivendo alle spese del povero popolo, sempre soppresso e reso in miseria.
            Ho conosciuto un sacco di signori comunisti benpensanti, i quali durante gli anni 60/70 si recavano in viaggi organizzati dalla casa del popolo, nelle patrie comuniste, come Polonia, Unione Sovietica, Bulgaria e Lettonia.
            Dicevano che la gente viveva in un grigiore terribile, tutto era puntuale, è vero, come ad esempio autobus, treni e via discorrendo, ma si sentiva che la popolazione viveva male e che non c’era alcuna distribuzione di ricchezza, ma soprattutto di felicità, vi era un senso di malessere interiore e di miseria terribile.
            Questi signori, tornando in Italia, non la dicevano la verità ovviamente, dicevano di aver toccato il paradiso con mano e che in Italia vivevamo sotto le grinfie del fascismo.
            Quando hanno iniziato a raccontare la verità vera dei fatti? Appena è crollato il muro di Berlino, discostandosi dal PCI e giustificando la loro mancava e vera testimonianza affermando che il partito non voleva si divulgassero certe cose, pena la fine dei finanziamenti che arrivavano dall’Est Europa.
            Io sono un lavoratore occidentale che sta subendo da anni il turbo capitalismo ed i suoi veri effetti nefasti, ma non mi sento di dire che il lavoratore comunista stesse bene, perchè si passa da un estremo all’altro, inutile menarla.
            Se poi qua si vuole fare propaganda a Potere al popolo, ai centri sociali, a Rizzo, a LeU e a tutta la galassia comunista, nessuno lo proibisce, ci mancherebbe altro.

          • Emilia2

            Scusi, ma e’ Lei che ha dichiarato che i lavoratori italiani negli anni 70 ecc. stavano benissimo, mentre ora stanno da schifo, devono elemosinare un lavoro precario, non avranno piu’ probabilmente la sanita’ statale (e questo anche gli anziani che prima stavano bene) ecc. Quindi stavamo meglio quando c’era l’URSS, perche’ c’era meno concorrenza internazionale e anche perche’ i nostri emeriti alleati, gli Americani, avevano interesse a far vedere che nell’Europa Occidentale si stava meglio, mentre ora non glie ne frega niente. Riguardo all’URSS: Non essendo mai stata iscritta al PCI e simili, ignoro che cosa dovessero fare e dire i comunisti italiani; dai Centri sociali mi tengo prudentemente alla larga. Quindi non e’ questione di fare propaganda, ma, anche se allora era un’avversaria e non era certo un Paradiso, non va bene parlare male dell’URSS in modo esagerato. Era vietata la proprieta’ privata dei mezzi di produzione, ma quella degli oggetti, soldi ecc. era tutelata meglio che nell’Italia attuale; se un ladro veniva beccato nel tuo appartamento, invece di essere liberato quasi subito dai nostri giudici, era spedito in un bel campo di lavoro siberiano. Il cibo non era razionato, io (che non ero in un viaggio organizzato dalla Casa del popolo) entravo nelle panetterie molto ben fornite; certo, caviale e aragoste te le potevi scordare. La felicita’ come si fa a stabilire se l’avevano o no? E’ un fatto personale. Cmq, i popoli dell’URSS e anche quelli dei Paesi satelliti tipo Ungheria ecc. almeno non erano costretti a subire una sostituzione etnica-invasione come quella che stiamo subendo noi con il beneplacito dei Poteri euroatlantici.

          • Paciullo

            Non è che fosse l’URSS l’ago della bilancia sul diritto di lavorare bene, altrimenti non si spiega come mai ci fosse benessere in mezzo alla classe operaia prima del 2008. Certamente il sistema capitalista faceva di tutto per dare diritti, ma attuò questo dopo il 1970 e con lotte di piazza, non gratuitamente. I diritti minimi alla fine non sono una conquista e un “regalo” del sistema, ma una cosa normale in un mondo normale. Il sistema capitalistico in Canada, Australia, Nuova Zelanda e gran parte degli USA produce diritti ai lavoratori, dunque di per sè non è malvagio, la malvagità arriva con il turbo capitalismo, che è una cosa differente e la stiamo vivendo in tanti in Europa e negli USA adesso.
            Inutile dire che me ne frego di mangiare sempre e comunque pane in un paese che non mi faceva vendere i prodotti all’estero, che mi sminuisce nella libertà di vestire ciò che voglio e che mi fa campare con salari miserabili. Stavano tutti male in URSS, persino i contadini, che campavano di sussitenza e guai a fare i capitalisti! E poi ti capitava di essere ceceno e di subire in Siberia la deportazione di massa perchè Stalin dichiarava traditore un intero popolo. E poi ti capitava di essere etnicamente tedesco e di finire in Siberia solo per il fatto di essere tedesco, oppure lituano, finlandese, estone e via discorrendo. Ne hanno fatte pulizie etniche i signori comunisti, scannavano persino russi etnici, non dimentichiamo l’olocausto ucràino.
            Per cui era un sistema marcio e la gente viveva infelice, magari per dimenticare si dava alla vodka e difatte l’alcolismo è rimasto un grosso problema in Russia, radicato sin dai tempi del comunismo.
            E per finire, anche loro subiscono una specie di sostituzione etnica, soprattutto a livello religioso, dato che stanno crescendo tantissimo i musulmani in Russia e Putin cerca di correre ai riparo, agevolando i russi etnici a riprodursi e cercando consenso con l’Ortodossia. Intanto nell’esercito russo almeno la metà sono di religione musulmana, non è una cosa molto bella secondo me.

          • Emilia2

            Io non dico affatto che dobbiamo adottare il sistema comunista (tanto piu’ che i comunisti italiani sono meno seri di quelli sovietici, anzi, sono piu’ anarcoidi che comunisti). Pero’ va detto che certe deportazioni Stalin le fece non perche’ si fosse svegliato male al mattino, ma perche’ certe etnie si preparavano a collaborare con gli invasori nazisti. Poi, non parlavo dell’URSS di Stalin, ma di quella degli anni 70, inizio 80 (dove la liberta’ che mancava un po’ era quella di viaggiare all’estero, anche per problemi valutari, ma per es. la liberta’ di vestire c’era piu’ che da noi, che dobbiamo seguire la moda americana). Sulla “sostituzione etnica”(attuale, non dell’URSS) ci sarebbe molto da dire, osservo solo che li’ i musulmani non sbarcano di barconi, sono originari di certe regioni; cmq. e’ molto meno grave della nostra.

          • Pelzen

            certo! morire di schiavitù o sterminato? Forse la prima lascia una piccola “spes”!

          • Paciullo

            Io per non perdere la libertà mi faccio sterminare, questa esistenza è solo di passaggio e non voglio le catene di nessun negriero.

        • Paciullo

          Il lavoratore russo era analfabeta come il negro spedito nelle americhe, viveva come un oggetto da spremere e gli si consentiva di ubriacarsi con la vodka per farlo felice, conduceva un’esistenza da miserabile e non aveva alcuna libertà, lo usavano per lavori faticosissimi che noi neppure immaginiamo. A me questa cosa di giustificare la schiavitù onestamente fa schifo, qualunque essa sia.

        • Paciullo

          E c’erano un sacco di schiavisti di origine ebraica fra l’altro, che facevano affari in America, sotto le sembianze di olandesi, portoghesi, spagnoli, francesi o inglesi, dunque lasciamo stare la giustificazione del bianco buono caritatevole contro il selvaggio negro, che aveva tutto il diritto di rimanere a casa sua e vivere come voleva.

      • davide

        In russia occorreva distinguere fra contadino o operaio. infatti fu assunta sulla bandiera sovietica la falce e il martello per stigmatizzare la differenza.
        In russia il contadino era + simile al mezzadro che non allo schiavo delle piantagioni americane.
        D’accordo sul fatto che la vita che conducevano entrambi era da schifo.

        • Pelzen

          Attenzione perché anche nel mondo contadino c’è differenze, il mezzadro non è che stia molto male, caso opposto per il “bovaro” gente che lavora a cottimo, a giornata senza nemmeno i “ferri del mestiere”, che erano dati dal mezzadro o dal proprietario terriero. Questo era nella repubblica veneta il “pitocco” l’ultimo…

      • Tizio.8020

        E non avevi nessun diritto: ferie, malattia, pensione, infortuni…
        Praticamente,tante “Partite IVA” ante litteram!

  • Luben22

    Spero che Enrico Verga sia stato solo penosamente sarcastico, ma se così non fosse, quando arriverà il giorno mi presenterò all’asta per comprarlo…

    • davide

      ah! ah! ah! Ti vengono così o hai sognata stanotte?
      ah! ah! ah! vendimi il copyright sulla battuta 🙂

  • Albert Torresan

    L’idea, in ambito liberale, liberista e anarcocapitalista, non è nuova; vedi: Walter Block, Difendere l’indifendibile , Liberilibri, Macerata. Il primo volume è del 1976, il secondo del 2013.
    L’autore è nato nel 1941 a Brooklyn, da genitori… Israeliti. Ti pareva…

    • pincopallo

      Non è possibile 😉

  • Mangas coloradas

    SPARTACOOO!!!!!

  • Vamos a la Muerte

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-22/comunicato-sindacale-sciopero-giornalisti-sole-24-ore-213352.shtml?uuid=AEM9hmWD&refresh_ce=1

    Non è uno scherzo: è il comunicato con cui la redazione del giornale degli aspiranti schiavisti, da sempre cantore del Libero Mercato e del Liberismo portato agli estremi, annunciava uno sciopero (!!!!!!!) di due giorni sotto Natale appena trascorso “di fronte alla decisione dell’azienda di disdettare unilateralmente un accordo integrativo, con l’immediata conseguenza di un taglio delle retribuzioni”.
    Hai capito i 24orini? Ciò che va bene per tutti gli altri lavoratori (spesso e volentieri presi in giro sui social network dagli stessi giornalisti quando scioperavano, in primis dall’ineffabile Alberto Annicchiarico) per loro stessi non va affatto bene.
    Il classico giornale-spazzatura utile soltanto ad incartare il pesce.

    Gianluca

  • steg

    contratti di neo-schiavitu’ solo per lgbt amici dei sionisti

  • GStallman

    Eppure la logica era la stessa anche prima, solo che ora lo dicono apertamente. Significa che vogliono istituzionalizzare la schiavitù. Rompono un altro dei rimanenti tabù culturali. Le frasi che G.Orwell attribuisce al Grande Fratello sono già scolpite nel marmo. Perchè, la libertà non è forse schiavitù, l’ignoranza non è forza ? E’ una correzione semantica che restituisce ad ogni parola il suo vero significato. E fesso chi ha creduto che potesse essere diversamente. I parametri dai quali cavano queste perle di saggezza sono quelli della Modernità su cui si basano sia il Liberalismo che il Socialismo. L’uno punta alla massima produttività e l’altro a nobilitare il Lavoro, ma alla fine fanno tutti e due le stesse cose. Quando si ha un approccio tecnico (e il Socialismo più diffuso è appunto “scientifico”), non può essere diverso da così. E proprio così si spiega il mistero di tutti quegli ex comunisti che sembrano tradire la causa. Basterebbe leggere il Manifesto di Marx ed Engels.

    • Emanuele Reho

      non m’interessa leggere Adam Mordekhai Levy, giudeo sionista (Karl Marx). Il Socialismo Nazionale non è materialista né spersonalizzante. Vero è che sinistra (marxismo). destra (capitalismo) e centro (democrazia), sono 3 lati dello stesso triangolo. Nulla a che fare con il Nazional Socialismo

      • GStallman

        Invece è una lettura molto interessante, perchè fa capire che il Comunismo è possibile farlo solo se il Capitalismo si è pienamente realizzato. Di qui viene tutto il resto delle considerazioni circa gli eventuali “tradimenti”. Ovviamente si intendono le visioni internazionali. Che in una sola nazione si faccia l’una o l’altra cosa non è più consentito, vigente l’attuale regime.

        • Emanuele Reho

          per Benito Mussolini quei comunisti che avessero riconosciuto i valori del patriottismo erano tutti dei potenziali Fascisti, il c.d. Comunismo Nazionale non è marxismo che, essendo internazionalista, è una leva giudaica per la disarticolazione delle Società Nazionali. Come gli anarchici, come l’isis…

  • Frank Brown

    Avevo anch’io notato l’articolo in questione e – per l’enormità delle sue affermazioni – mi ero posto la domanda se non si trattasse di uno scherzo, una sorta di “candid camera” giornalistica, per ridere delle reazione dei lettori più ingenui.
    Ma no, non vi è proprio nulla che possa confermare questa che sarebbe una rassicurante conclusione… Non si intravvede nemmeno la minima velatura ironica nella inflessibile prosa ragionieristica di questo tizio.

    Dobbiamo proprio ritenere che le considerazioni del dott. Blondet circa la finestra di Overton siano corrette e che tale articolo non sia altro che uno dei possibili test per studiare le reazioni sociali all’enunciazione di tale progetto.

    Del resto non ci può stupire che lorsignori stiano preparando il quadro giuridico con cui disciplinare la condizione dei milioni di africani che si stabiliranno in Italia nei prossimi dieci anni.

    Un quadro giuridico che andrà benissimo anche per gli italiani che dovessero cadere in disgrazia.

  • Julien Sorel

    Direttore, Enrico Verga è una delle poche voci “fuori dal coro” ne Il Sole. Se legge qualche altro suo pezzo vedrà che spesso nei suoi articoli è molto critico su globalizzazione ed euro. Il pezzo in questione è sarcastico e ironico

    • Marian

      Infatti, quando Verga arriva ad ipotizzare il “contratto schiavistico”, ricorre ad un’ iperbole per evidenziare che, certe condizioni lavorative attuali, sono già a questo livello ed occorre prenderne coscienza. La sua è una denuncia della deriva economica e lavorativa che sta involvendo, appunto, nello ‘schiavismo’ di fatto e allora tanto vale riconoscerlo come una forma di ‘contratto’.

      • GStallman

        Peggio: rileva che lo schiavismo darebbe garanzie perchè creerebbe comunque un rapporto che oggi non c’è.

  • Lupaccio Maimangi

    é “una gustosa provocazione”. L’autore della stessa peraltro, arriva a motteggiare i benpensanti affermando che gli schiavi di Roma antica avessero contratti più onesti dei ragazzi di oggi. Non difficile credergli: un mio amico sta lavorando a 300 euro/mese tentando di vendere cellulari in grandi centri commerciali. Abbonamento autobus da solo fa 80 euro. Sì rispetto a questo lavoro la schiavitù é meglio. https://uploads.disquscdn.com/images/e1a4dd958a2403b9d02c0170d2c94309e315a47bf8bfb20080cd225e23ddb6a0.png

    • Emanuele Reho

      provocazione…intanto l’idea è in circolo. Come fa BerLuxCohen che dice qualsiasi cosa, tanto poi chiede scusa o sostiene di essere stato male interpretato, da buon cristiano anglosassone che tanto poi si confessa. Come il reato di tortura: oggi esiste solo la sevizia come aggravante di altro reato, ma la sua introduzione vorrà dire riconoscerla, accettarla e creare cause di non punibilità. Come il prelievo forzoso del denaro contante ai cittadini. Come il ‘matrimonio’ tra 2 uomini: solo vent’anni fa chi lo accennava veniva preso a sassate, oggi invece è ‘normale’, l’idea corruttiva inquina le menti più deboli e disturbate che sono la maggioranza tramite la propaganda che a poco a poco concorre a modificare il costume sociale e quindi a subirne gli effetti perversi da colonizzati culturali. La soluzione finale è sempre quella: DIO, Patria e Famiglia

      • Lupaccio Maimangi

        Hai ragione sul fatto che a mettere in circolo idee inquinanti, i fatti poi possano seguire, quasi evocati da queste: ma in questo caso i fatti precedono le idee proprio perché non li chiamiamo col nome appropriato. Ti ho prodotto un esempio qui sopra su un lavoro mensile a tempo pieno pagato 300 euro/mese. Di oggi la notizia del braccialetto elettronico di Amazon per controllare i dipendenti… non mi sembra che siamo lontani dalla schiavitù. Bisogna urgentemente tornare a chiamare le cose col loro nome, altrimenti continueremo a chiamare missioni di pace quello che sono bombardamenti di inermi popolazioni civili solo per il rischio di introdurre un’idea cattiva. O chiameremo lavoro quello che é peggio della schiavitù.

  • Lupaccio Maimangi

    Quanto a Queimada, ringrazio per la citazione. Uno dei film più interessanti che abbia mai visto. La Battaglia di Algeri é ancora meglio.

  • Nicola

    Beh. non si puo’ negare che nell’attuale contesto occidentale in sostanza ci sono milioni di individui che vivono uno stato simile a quello della schiavitù, sia tra le “partite iva” che tra i dipendenti. Questo economista ha solo avuto poco tatto nell’approcio del tema. Ha messo a nudo il re.
    Il problema nasce dal fatto che lui vorrebbe istituzionalizzare , legittimare questo status mentre noi che abbiamo vissuto in “un mondo migliore”nel secolo scorso e pensiamo candidamente che il progresso abbia moto uniforme unidirezionale , rifiutiamo con giusto sdegno l’orrenda proposta. La quale ,nella sua crudezza, contiene anche una verità di tipo antropologico ossia l’esistenza di determinati individui per indole propensi alla sottomissione schuiavistica moderna senza le frustate ed i trattamenti sadici. Aldilà delle sue intenzioni , penso che la divulgazione di tale proposta possa (deve!) avere effetto contrario ossia far montare un moto di sdegno collettivo propedeutica alla riconquista del bel mondo perduto dove primeggia il “diciottennio” fascista

  • Massimo Mario

    ma perché secondo voi quando si parla di “reddito di cittadinanza”, sottointendendo che il “cittadino” sia tenuto in cambio a partecipare, per sdebitarsi con la comunità, a “servizi di volontariato”, non stiamo parlando di schiavitù?

  • Saverio GPallav

    è di oggi la notizia che le aziende automobilistiche tedesche non userebbero ‘cavie umane’ ma ‘volontari’ a pagamento e che quindi la plemica dei giorni scorsi sarebbe eccessiva dal momento che a rischiare la salute sarebbero persone ‘consenzienti’ – ovviamente in stato di bisogno – disposte a vendersi corpo e anima per uscire dal bisogno. Ma già si spaccia questo evidente abuso come un aspetto del mercato in cui sarebbe lecito vendersi la salute in cambio di danaro. Tutto regolare quindi. Al limite continueremo a sentir parlare delle scimmiette. loro sì meritevoli di indignazione in quanto incapaci di prestare il proprio consenso. L’umanizzazione degli animali si tramuta per l’uomo nella sua riduzione al livello animale

    • Giuseppe

      Ottima osservazione

    • Lupaccio Maimangi

      in realtà quello che noi riteniamo in diritto di fare agli animali, lo facciamo poi anche agli esseri umani. La storia ha già dimostrato che basta stabilire l’inferiorità di un essere vivente – umano o animale -per levare ogni ritegno. In realtà non si tratta di inferiorità, perché di essere inferiori al governo ne abbiamo ma non vengono vivisezionati ;). Si tratta della violenza di chi ha il potere contro chi lo subisce, in quanto animale o in quanto essere umano a corto di quattrini. Quindi sì mi indigno anche per gli animali, per quello che noi facciamo loro rivela quello che per natura faremmo agli umani se potessimo – e qualche volta sembra che si possa.

  • Mikahel

    Questo Verga meriterebbe una vergata, se non altro perché tende a nascondere il fatto che oggi molta gente si immola allo schiavismo accettando di fare il centralinista telefonico a prezzi da fame o metalmeccanici che sperano nello straordinario alla fornace cosi da guadagnare 20 euro in più (lordi) o come gli indiani (delle caste meno agiate) a cui vengono trattenuti i passaporti (in UAE) per 3 anni e fatti mangiare e dormire nei palazzi che costruiscono sotto un sole che va da un minimo di 30 gradi ad un massimo di 50 gradi all’ombra tra mattina e sera e cosi via discorrendo fino ad arrivare ai tanti neo giornalisti costretti a scrivere scempiaggi pur di portare a casa la pagnotta.

    Cacchio di Verga, gli schiavi del mondo, tu uno di questi, ci sono già e sono già stati inquadrati.

    • Emanuele Reho

      schiavo è chi ci si fa. Intellettualmente. Si può stare in carcere ed essere sempre liberi

  • Luigi Soldati

    Penso che al momento la schiavitù sia più costosa degli attuali salari erogati ai giovani. Garantire vito, alloggio, cure ed eventuale “istruzione”, è più costoso di un mini-job da 400-600 euro al mese. La schiavitù non conviene.

    • GStallman

      Infatti la colonizzazione è finita proprio per questo: non conveniva più. Comunque la schiavitù non va valutata sulla base della produttività, questo è un fatto del tutto secondario. Ha invece a che vedere con i concetti di “vincitore e vinto”; come è sempre stato.

    • Tizio.8020

      NOI siamo ancora più furbi!
      Diamo 500 € al mese a chi lavora, e xon quelli deve arrangiarsi a campare, pagandosi vitto, alloggio e vizi.
      Spendiamo circa 1000 € al mese per chi non fa nulla, garantendogli vitto e alloggio, e in più gli diamo anche cure mediche gratis.

      • frazen

        Qui in Spagna sono ancora piu furbi danno 500 euro al mese a gratis a qualunque immigrato senza motivo solo perche immigrato, agevolazione su asili scuole (l’anno scorso per mía figlia spagnola non c’era posto )ospedali e quelli piovono qui come rane. Poi la maggior parte li vedi a non fare un cazzo al bar tutti i giorni tutto il giorno e dobbiamo sentirci pure dire che loro pagheranno le nostre pensioni.

        • Tizio.8020

          Orca!
          Se mi garantisci che vengono dati a tutti, adulti&bambini, ed anche ai comunitari, faccio le valigie oggi!
          Siamo in otto!!!

          • GStallman

            Prova, ma prima fai una lampada ad ultravioletti almeno per una settimana.

          • frazen

            Mi dispiace devi essere extracomunitario preferiblemente marocchino e musulmano

  • learco

    Molte importanti banche americane, tra cui JP Morgan e Wachovia Corp costruirono le proprie fortune sulla schiavitù e accettavano gli schiavi come “garanzia”.
    JP Morgan ha recentemente ammesso di avere accettato circa 13.000 persone in schiavitù come garanzia sui prestiti, e di essersi impossessata di circa 1.250 schiavi.
    J.P. Morgan è una delle megabanche di Wall Street che controlla il sistema finanziario mondiale e che qualche anno fa ha preparato una lista di “consigli” indirizzata al governo italiano per eliminare i tratti “socialisti” presenti nella nostra Costituzione.
    Indicazioni che i nostri governanti asserviti hanno prontamente tradotto in leggi di stampo ultraliberista.

    Come si legge in un interessante articolo di Matteo Volpe sulle conseguenze di queste leggi, dettate dalle banche che si sono arricchite con le tratte degli schiavi, antiche e moderne:

    “La precarizzazione del tempo lavorativo e la conseguente in-disponbilità del tempo privato (che non è più privato), come, in modo più estremo, la liberalizzazione della prostituzione sessuale o uterina e la sottrazione dell’ambito sessuale-riproduttivo dal controllo individuale, testimoniano di un ritorno tendenziale di forme neo-schiavistiche di rapporti sociali.
    Riemerge la schiavitù impersonale del primo capitalismo che sembrava definitivamente superata, ma che si riaffaccia minacciosamente alle porte dell’epoca postmoderna, con la liberalizzazione dei rapporti di lavoro e la mercificazione del tempo privato individuale.”

    http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/il-neo-schiavismo-nel-capitalismo-contemporaneo/

  • Antonio Milanetti

    Dott. Blondet, in merito a:
    “non ci sono più temi tabù che incontrino un rigetto organizzato ed
    attivo nel popolo italiano. Non è solo che questo popolo è di una
    passività pietrificata, di una ignoranza sub-umana. Questo è un popolo
    in cui i genitori delle Olgettine incoraggiavano le loro figlie bellocce
    ad andare ai festini di Berlusconi, “perché quello ha i soldi!”. Con
    una simile dotazione di dignità personale, di rispetto di sé, di
    irresponsabilità e livello morale, come non capire che milioni di
    nostri simili, già sono predisposti a firmare la propria schiavitù
    contrattuale per mangiare, perché sono già psichicamente schiavi?”
    Mi permette ?
    Sono uno psicoanalista di quasi 70 anni e sono stato precedentemente un economista per decenni, credendo che la ragione e il propio bene economico e psicofisico spiegassero i comportamenti umani.
    No..in questo Lutero aveva intuito che “la ragione è una prostituta pronta ad accoppiarsi con ogni passione”.
    Quella “passività pietrificata” e l’ignoranza, che lei ha acutamente colto, non sono difetti o carenze volute e piacevolmente godute: sono il risultato della pietrificazione di ogni protesta, rabbia, dolore che il bambino ha dovuto ingoiare nella propria infanzia di fronte alla prima autorità con cui si è relazionato.Genitori a loro volta “uccisi” nei sentimenti spontanei per far contenti i genitori… in qualsiasi modo..perchè da loro dipende totalmente per la sua sopravvivenza.
    (Ha presente il fenomeno dei kapò ?).
    L’esperienza è stata così dolorosa e impotente da voler essere dimenticata (ecco l’ignorare) non potendo sopportare la consapevolezza che non siano stati amati per quello che erano: bambini, ma utilizzati come cani ammaestrati per i bisogni insoddisfatti dei genitori..oggetti, cose…attori di una recita scritta da altri.
    E così si è pronti ad accettare senza critica o indignazione ogni successiva autorità.Presidi, Governanti, Principale, ecc..
    Dott. Blondet..un’ultima cosa: come è misero questo scrivere post..non c’è un modo di incontrarla, magari a mangiare una pizza insieme , ma sorridendo e guardandosi negli occhi, come un vero incontro tra uomini di una volta, come Dio comanda, e non parlare a un pezzo di plastica fosforescente ?
    Se le, và..sono di Roma. questa la mia mail a.milanetti@libero.it

    • GStallman

      Qualcuno si illudeva forse che dopo una guerra persa così male e con conflitti che perdurano ancora dopo 70 anni sarebbe potuta andare diversamente ? Bisogna sempre considerare il rapporto causa-effetto.

  • Tizio.8020

    Intanto che aspettiamo la stesura di questi nuovi contratti, potremmo iniziare introducendo una cosa che nell’antichità era abbastanza frequente:
    “la rivolta degli schiavi” !
    La scena della rivolta dei gladiatori in “Spartacus” rende bene l’idea di “come” portare le nostre democratiche rimostranze in “Eurogruppo”…

    • GStallman

      Non credo. Prima devi acquisire almeno lo status di schiavo. Oggi non hai nemmeno quello. E’ questa la ragione della provocazione di Verga. Troviamoci il lato positivo: se ad ognuna dei 7 mld di persone viene attribuito un prezzo, hanno meno convenienza a sfoltire la popolazione mondiale.

  • damiel cassiel
  • Giuseppina Attanasio

    Giusta contro-analisi,occorre ricordare tuttavia una lezione importante:il rapporto fra tecnologie moderne e antiche.Questo rapporto si esplica a favore delle tecnologie moderne ( quindi anche una moderna democrazia) fintanto che vengono soddisfatte due condizioni contemporaneamente:il profitto e sopratutto il mantenimento del POTERE da parte PLUTOCRATI.Se queste condizioni non si realizzano,questi signori cabalisti sono disposti anche ,pur di mantenere il potere, a tornare al PALEOLITICO.

  • Pelzen

    Però in questo articolo si perde di vista una cosa basilare: l’egoismo dell’uomo a scapito del suo simile e le innovazioni tecnologiche.
    Nel primo caso c’è poco da dire l’uomo è e sarà egoista e sfruttatore e lì dove mancano delle autorità condivise da tutti l’uomo è la peggior bestia che esista. Se poi ci si aggiunge anche l’innovazione tecnologica, lo sviluppo delle linee automatizzate, dei vari robot, dei vari algoritmi ecc.ecc l’uomo sempre in virtù del primo postulato avrà sempre meno necessità della forza lavoro umana, fatto salvo una piccola “elite” che, controllata, sfornerà sempre prove tecnologiche più prestanti. Direi che in questo caso, giudeo o cristiano o che altro si voglia non cambia il risultato.
    Ricordate le banche negli anni 60/70…erano stracariche di ragionieri con calcolatrici meccaniche e rotoli su rotoli di carta e tanta tantissima carta con migliaia di calcoli. Tutto quel personale, adesso si riduce a qualche elaboratore, qualche terminale, un paio di impiegati e il solito fancazzista di direttore.
    Il ragioniere, lavoro ambito per la paga, il posto sicuro e lo stipendio!

  • Lorenzo

    Caro Blondet, questa volta lo schiavismo ha un arma in più, per rendere “efficace” la nuova schiavitu’: lo schiavo usa-e-getta, dopo averlo utilizzato viene semplicemente sottoposto ad eutanasia, basta includere nel contratto una postilla, anzi anche senza.

  • Valentino Baioni

    Jonathan Swift era un prete anglicano, non era cattolico anche se è nato e vissuto in Irlanda.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Swift

  • John McCaul

    jonathan swift era protestante

  • Stefano

    Buongiorno, in merito al tema dell’articolo, qualcuno saprebbe consigliarmi dei testi di storia economica in cui si approfondisce l’abolizione della schiavitù lasciando spazio al lavoratore salariato quale diversa e più efficace forma di risparmio sul “costo del lavoro”? Grazie molte.