“Mi sei costato il meglio del mio sangue”

Una conversione di Padre Pio

Ricevo e posto questo racconto:

“Mi sei costato il meglio del mio sangue”

  1. Pio da Pietrelcina :

Padre Pio convertiva tanta gente, fra cui molti –atei, massoni, comunisti, anticlericali, libertini, miscredenti- sulla cui conversione nessuno avrebbe scommesso un centesimo. E’ il caso dell’avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex 33 della massoneria. Tutto iniziò con  la malattia della moglie: tumore senza speranza. La morte era certa e prossima. Il marito, affranto, le stava vicino in ospedale e l’assisteva. Ma un giorno lei, piangendo, gli chiese di andare a San Giovanni Rotondo per implorare da Padre Pio l’intercessione di un miracolo. Aveva tanto sentito parlare delle innumerevoli grazie che aveva propiziato.

La signora sapeva che il marito era massone e accanitamente anticlericale, ma quella era la sua ultima speranza. L’avvocato Del Fante d’istinto ebbe una reazione irritata, beffarda. Ma quando la moglie disperata scoppiò a piangere a dirotto, per compassione verso le sue penose condizioni, decise di accontentarla: “Va bene, ci vado.” Le disse. “E non perché ci credo, ma per giocare un terno al lotto.”

Parte dunque da Bologna e in un giorno arriva. Partecipa alla Messa del mattino, fa la lunga fila delle confessioni e quando viene il suo turno, restando in piedi, senza inginocchiarsi, dice a padre Pio che voleva parlargli un minuto. “Giovanotto, non mi fate perdere tempo!” gli rispose. “Che siete venuto a fare, a giocare un terno al lotto? Se volete confessarvi inginocchiatevi, se no lasciatemi confessare questa povera gente che aspetta.”

L’avvocato fu interiormente abbagliato al sentirsi ripetere alla lettera, da padre Pio, quella stessa frase che aveva detto alla moglie due giorni prima e poi il tono del frate non ammetteva repliche. Quasi senza pensarci s’inginocchiò, ma non aveva neanche pensato ai suoi peccati, non sapeva che dire. Per un attimo si sentì come una pagina bianca, ammutolito e col recondito timore che quel confessore gli ripetesse la scenata:

“Invece, appena mi inginocchiai, il Padre cambiò voce e tatto: divenne dolce e paterno. Anzi, sotto forma di domande, mi svelava via via ogni peccato della mia vita passata e di peccati ne avevo tanti! Io ascoltavo col capo chino la domanda e sempre rispondevo: “Sì”. Stupito e commosso, diventavo sempre più immobile. Alla fine Padre Pio mi chiese: “Hai nessun altro peccato da dire?”.

“No” risposi, convinto che, avendomeli detti tutti lui, che mostrava di conoscere perfettamente la mia vita, io non avessi altro da confessare. “Non ti vergogni?” cominciò con imprevedibile durezza: “Quella giovane, che tu poco tempo fa hai lasciato partire per l’America, ha avuto un figlio. E quella creatura è sangue tuo. E tu, sciagurato, hai abbandonato madre e figlio.”

Era tutto vero. Non risposi. Scoppiai in un pianto incontenibile. Non ne potevo più. Mentre, col volto nascosto fra le mani, piangevo, curvo, sull’inginocchiatoio, il Padre dolcemente mi poggiò il braccio sulle spalle e, avvicinandosi all’orecchio, mi sussurrò, singhiozzando: “Figlio mio, mi sei costato il meglio del mio sangue!”.

A queste parole sentii il mio cuore come spaccarsi in due, come da una dolcissima lama. Piangevo, curvo e, a tratti, alzando il volto bagnato di lacrime, gli ripetevo: “Padre, perdono, perdono, perdono!”. Il Padre che aveva già il braccio sulla mia spalla, mi avvicinò di più a lui e cominciò a piangere con me. Una dolcissima pace pervase il mio spirito. D’un tratto sentii l’assurdo dolore mutarsi in incredibile gaudio. “Padre –gli dissi- sono tuo! Fa’ di me quello che vuoi!” Ed egli, asciugandosi gli occhi, mi sussurrò: “Dammi una mano ad aiutare gli altri”. Poi aggiunse: “Salutami tua moglie!”. Tornai a casa, mia moglie era guarita.

"Ide e evangelizai": PADRE PIO JAMAIS REJEITOU A "NOVA MISSA".

Qui  il racconto di un monaco dell’Athos:

il fatto è avvenuto nel pieno della pseudo-pandemia:

Lascia che ti racconti un incidente accaduto in Inghilterra ad mia conoscente.

Come fedele è andata in una chiesa. All’interno della chiesa tutti indossavano le mascherine. Mentre lei è andata così, senza mascherina. Come il sacerdote la vide, presso le porte della Chiesa, le disse: “Vattene!, Vattene!” Tutti gli altri, a una voce: “Fuori!”, lo sai che non puoi stare qui senza maschera?”

«La poveretta è uscita dalla chiesa. Ma ha pensato bene di restare e aspettare di entrare per la santa comunione. Infatti, quando udì: “Con timore di Dio, avvicinatevi”, osò andare anche lei.

Mentre si avvicinava alla coppa di Cristo, il sacerdote, che era con la Santa Coppa, le gridò di nuovo: “Fuori! Fuori di qui! Come osi venire qui dentro senza la mascherina?”

La poverina uscendo è scoppiata in lacrime. Si sono presentati due uomini che le  dissero: “Perché piangi?” Ha raccontato loro dell’evento: “Mi hanno buttato fuori perché non indossavo la mascherina”.

“Non preoccuparti, le dicevano i due uomini, non sono nostri! Non preoccuparti, non sono nostri”

“E chi siete voi?” Risposero: “Elia ed Enoch. Cristo spazzerà via, non tarderà a farlo. Sii paziente. Cristo purificherà tutto, purificherà tutto. Sii paziente”.

• Testimonianza di un monaco aghiorita contemporaneo