L’eco-dittatura UE punisce il Diesel… l’economia colpevole di CO2

“In Italia sta succedendo una cosa curiosa, e molto istruttiva, il diesel è diventato più caro della benzina. Non perché sia più raro, non perché il mondo sia finito, non perché il petrolio scorra al contrario. Semplicemente perché si è deciso che chi usa il diesel (soprattutto le imprese) può pagare di più. È interessante notare come questo aumento venga raccontato, mai come una tassa, sempre come una “scelta”.

Ambientale, strutturale, inevitabile. Parole morbide per una cosa durissima, prendere soldi da chi non può evitare di muoversi.

Il camionista non passa all’elettrico per convinzione. L’artigiano non cambia furgone per educazione civica. Il pendolare non prende il treno perché improvvisamente ama i binari. Pagano. E basta. Il risultato è elegante nella sua brutalità, il diesel italiano diventa il più caro o tra i più cari d’Europa, pur vivendo in un Paese con salari medi più bassi di molti partner europei.

Un piccolo capolavoro di coerenza rovesciata. Prezzi da Paese ricco, redditi da Paese in affanno. Ma senza scandalo, senza rumore, senza nemmeno più indignazione. La parte davvero geniale è questa, non lo si chiama prelievo, lo si chiama progresso. Non si dice “vi costerà di più vivere”, si dice “è per il vostro bene”. Così non serve spiegare dove vadano i soldi, né offrire alternative credibili.

Basta alzare il prezzo e abbassare il tono.

Il diesel più caro della benzina non è un errore. È un messaggio. Dice che muoversi è un privilegio, lavorare un dettaglio, produrre un fastidio. Dice che il problema non è il costo della vita, ma chi insiste a viverla davvero. Non è una crisi energetica. È una scelta politica. E come tutte le scelte, racconta molto bene chi la paga e chi no.” Cit.

La prossima persecuzione dell’UE: il CBAM ora colpisce tutti gli importatori. 3.000 pagine di burocrazia UE stanno diventando una lettura obbligatoria per le piccole e medie imprese.

CBAM è l’acronimo di Carbon Border Adjustment Mechanism: il CBAM è uno strumento dell’UE utilizzato per stabilire il prezzo delle emissioni di CO ₂ derivanti dai beni importati. #CBAM #EU #Import #Boeminghaus Follia normativa: il 17 dicembre, l’UE ha inasprito le norme CBAM e pubblicato valori predefiniti che si estendono per oltre 3.000 pagine. Il solo allegato ai valori predefiniti comprende 1.610 pagine ed è fondamentale per l’applicazione pratica.

Gli importatori devono comprendere, applicare e comunicare questi requisiti in base al codice delle merci, indipendentemente dalle dimensioni o dalle risorse aziendali.

Onere per le imprese: il CBAM richiederà ora non solo la segnalazione, ma anche il pagamento per ogni bene importato interessato. In particolare, le piccole e medie imprese (PMI) dovranno far fronte a obblighi di segnalazione, raccolta dati e rischi di responsabilità sempre più difficili da gestire.

Ciò che viene spacciato per protezione del clima si sta trasformando in un enorme progetto burocratico con costi reali e svantaggi competitivi. Non si tratta più di una politica climatica, ma di un’eccessiva estensione sistematica dell’economia importatrice. Grazie per le informazioni importanti! Fonte: Commissione Europea

Si tratta meno di una questione di protezione del clima e più di un attacco sistematico all’economia, con conseguenti perdite di posti di lavoro e innovazione. Alcuni chiedono un rifiuto, sostenendo che le multe sarebbero più economiche delle sanzioni – un segno di frustrazione. Ben intenzionati, ma eccessivamente regolamentati e lontani dalla realtà.

Ecco un elenco di altre norme “folli” dell’UE che entreranno in vigore dal 2026 o poco dopo (l’elenco non è esaustivo, ma è corroborato da fonti ufficiali e critiche). 1. Legge UE sull’intelligenza artificiale (regolamento sull’intelligenza artificiale) – Piena attuazione da febbraio 2026 I sistemi di intelligenza artificiale sono regolamentati in base ai livelli di rischio; l’intelligenza artificiale ad alto rischio (ad esempio, in ambito HR, istruzione o sanità) deve soddisfare rigorosi requisiti di test, trasparenza e documentazione. L’intelligenza artificiale che viola queste regole (ad esempio, il social scoring) è vietata e sono previste multe fino a 35 milioni di euro.

€ Perché folle? Soffoca l’innovazione perché le startup sono sopraffatte dai costi di conformità; i critici lo definiscono un “divieto leggero dell’IA a livello UE” che lascia ulteriormente indietro l’Europa (ad esempio, rispetto ai giganti della tecnologia statunitensi).

Si profilano conflitti in sede di OMC. Gold-plating tedesco: la Germania sta pianificando ulteriori organismi nazionali di monitoraggio dell’IA e un collegamento più rigoroso della protezione dei dati al GDPR, che supera gli standard minimi dell’UE e impone un doppio onere alle aziende (ad esempio, obblighi di rendicontazione aggiuntivi). mdr.de

2. Direttiva sulla due diligence per la sostenibilità aziendale (CSDDD) – Attuazione dal 2026/2027 Le aziende con 500 o più dipendenti devono verificare le proprie catene di fornitura per verificare la violazione dei diritti umani, i danni ambientali e la corruzione; devono inoltre verificare la responsabilità per eventuali violazioni, comprese le cause civili. Perché folle? Enorme sforzo burocratico per le catene di fornitura globali (documentazione, audit); ciò colpisce duramente le PMI, poiché le catene sono spesso opache. Gold-plating tedesco: la legge tedesca sulla due diligence nella catena di fornitura (LkSG) va oltre: si applica alle aziende con 1.000 o più dipendenti (UE: 500), con sanzioni più severe e il monitoraggio da parte dell’Ufficio federale per gli affari economici e il controllo delle esportazioni (BAFA). L’attuazione minima dell’UE sarebbe sufficiente, ma la Germania la sta trasformando in un incubo.

3. Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) – Pienamente in vigore dal 2026 Divieto di importazione/commercio di prodotti (ad esempio caffè, cacao, legno, carne bovina) provenienti da aree deforestate; obbligatorietà dei dati geografici e della tracciabilità. Perché folle? Irrealistico per catene di approvvigionamento complesse; i piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo soffrono, i prezzi aumentano. Critica: ipocrisia dell’UE, poiché l’agricoltura nazionale è sovvenzionata.

Gold plating tedesco: la Germania lo integra nella legge forestale nazionale con sanzioni aggiuntive e obblighi di segnalazione, andando oltre i requisiti dell’UE, ad esempio certificazioni aggiuntive per i prodotti nazionali.

4. Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR) – Attuazione graduale dal 2026 Riduzione dei rifiuti di imballaggio; quote per gli imballaggi riutilizzabili (ad esempio il 10% per i prodotti da asporto), divieto di plastica monouso in determinate aree. Perché folle? Ignorando i costi logistici, ristoranti e rivenditori online soffrono della pressione di utilizzare imballaggi riutilizzabili.

Critica: aumento delle emissioni di CO₂ ₂ dovuto al trasporto di contenitori vuoti. Placcatura d’oro tedesca: la legge tedesca sugli imballaggi (VerpackG) è già più severa (ad esempio, quote di riciclaggio più elevate) e con l’attuazione del PPWR, la Germania prevede ulteriori multe e controlli, che superano i livelli minimi dell’UE. Quinta revisione della Direttiva sulle emissioni industriali (IED) – Attuazione entro luglio 2026

Limiti di emissione più severi per l’industria (ad esempio, prodotti chimici, energia); devono essere implementate le BAT (migliori tecniche disponibili). Perché folle? Elevati costi di conversione per le fabbriche; ciò colpisce le industrie ad alta intensità energetica, mentre i concorrenti al di fuori dell’UE producono a prezzi più bassi. Gold-plating tedesco: la Germania spesso implementa le BAT con integrazioni nazionali (ad esempio, TA Luft) che vanno oltre le normative UE, ad esempio obblighi di misurazione e scadenze aggiuntivi. 6. Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD) – estensione dal 2026 Le grandi aziende devono redigere report dettagliati sulla sostenibilità (criteri ESG); dal 2026 ciò varrà anche per le società quotate più piccole.

Perché folle?

Enorme sforzo richiesto per i report (fino a 100 pagine); duplicazione con altre regole, inutile per molti settori.

Gold plating tedesco: la Germania lo sta collegando più strettamente alla legge contabile con requisiti di revisione aggiuntivi; l’UE consente garanzie limitate, ma la Germania ne richiede di complete, ma più costose e burocratiche.