La Le Pen “vuol negare il passaporto israeliano agli ebrei francesi”. Rabbia di Giuliano Ferrara.

Ascolto una rassegna stampa mattutina, e  sento il ringhio, il rantolo rabbioso  fino al delirio di Giuliano Ferrara, fondatore de il Foglio, giornale neocon che voi contribuenti pagate:

“Il fiore antisemita di Le Pen si posa sull’Internazionale della demagogia  del cialtronismo” […]  in sintonia con il bellimbusto di Washington e il suo finanziatore spregiudicato di tutte le Russia”, questa “Jeanne d’Arc dei bassifondi vuole svendere [..]  il meglio dell’Europa dopo Auschwitz”. E via sbavando e  farneticando.

L’orrendo delitto, eccolo: “la candidata del Fn all’Eliseo vuol negare il passaporto israeliano agli ebrei francesi”  anzi, “anche la kippah”

Già, quasi dimenticavo: giovedì su France 2, ad  un dibattito elettorale, Marine, nell’esporre il  suo programma  al  cento  per cento sovranista (“Sapete bene che io voglio l’Europa delle nazioni in questa Europa delle nazioni penso che la Russia abbia il suo posto”)   ha detto che, se verrà eletta, chiederà agli ebrei di Francia con doppio  passaporto di scegliere.

“Israele  non è un paese europeo”, ha spiegato, “io sono contro la doppia nazionalità extra-europea”.

Orrore!  Lei vuole discriminare i  poveri ebrei!,   sono  sbottati i conduttori. Lei, tranquilla: “Non è agli ebrei , ma agli israeliani che chiedo di scegliere la  loro nazionalità”.

“Ciò non significa – ha precisato –  che se non scelgono  la nazionalità francese dovranno andarsene. La Francia ha perfettamente la capacità di accogliere sul suo suolo, anche per lungo tempo, gente straniera che mantiene la sua nazionalità, purché rispetti le leggi e i valori francesi”.

Parole sante. Tanto più che quel sergente israeliano ripreso mentre, il 24  marzo  2016, ad Hebron,  finiva con un proiettile in testa un  palestinese già ferito e a terra, è  un cittadino francese di nome Elor Azaria  –  riconosciuto colpevole da un tribunale di Sion il 4 gennaio.  Per cui la faccenda della doppia nazionalità ha una certa attualità in Francia:  quanti sono quelli che vanno in Israele a farsi una vacanza militare  ed ammazzare  un po’ di palestinesi, per poi tornare in  Francia a votare e militare per i partiti progressisti?

Fra la comunità  circolano numerosi  manifesti e inviti “Date un po’ del vostro tempo a Tsahal!”.  Sono almeno 5 i programmi di volontariato per  cittadini stranieri che vogliono impegnarsi a fianco della gloriosa armata israeliana: basta che siano riconosciuti come “ebrei”  (non sarà razzismo da bassifondi, Ferrara?).

Il programma Sar’El recluta anche sedicenni, promette loro tre settimane  presso  una base militare a (dicono loro)  “preparare i pasti dei soldati, le cassette di pronto soccorso, la pulizia del materiale militare,  eccetera”. Eccetera.  Un altro programma, Marva, recluta volontari dai 18 ai 24 anni desiderosi di “conoscere e sperimentare   la  vita in una base militare”. Senza ambagi né finzioni, Machal recluta uomini da 18 a 23 e donne fino ai 20 anni  per  un impegno militare di 18   mesi:  in tutti i reparti regolari, salvo le truppe di elite.

 

Emblema di Machal

Rivolto a guerrieri solitari  stranieri (purché dimostrabilmente J)  è il programma Garin Tsabar che propone un inserimento progressivo: si comincia con una  partecipazione alla vita collettiva in un kibbutz e si conclude  con l’inserimento in  una unità operativa.  L’ultimo programma, Atouda,  si rivolge a studenti  universitari: offre loro di   proseguire gli studi in una scuola israeliana, prima durante le  vacanze scolastiche in Europa e poi in modo più permanente: il glorioso Tsahal contribuisce alle spese universitarie  per  2080  euro l’anno.  Al termine,   i giovani si impegnano al servizio militare per tre anni.

Secondo dati ebraici, i “francesi”   costituiscono la prima componente di volontari  di Tsahal (43)  seguiti dagli “statunitensi”.

http://coolamnews.com/les-francais-representent-le-premier-contingent-de-volontaires-dans-tsahal/

Nel 2016, è stato calcolato che il numero di “francesi” residenti in Sion (mantenendo il passaporto francese) sono 150 mila. Di questi, 15-20 mila hanno scelto di risiedere nelle  colonie illegali della Gisgiordania, dunque di partecipare impunemente alla spoliazione e alle angherie contro   la  popolazione civile palestinese, i crimini di guerra e  la  colonizzazione indebita, condannata dall’ONU (per l’ennesima  volta)  il 23 dicembre  2016.

La  comunità eletta  è riuscita ad inserire nelle normative francesi una nicchia fiscale,   per cui le  donazioni all’armata israeliana –  si badi, non a Sion, ma specificamente al suo esercito –  sono esentate dalla tassazione: l’ebreo  francese, ciò che dona a Tsahal, può detrarlo,  riducendo così il suo reddito ai fini fiscali. Un privilegio che  non  spetta ad alcun  altro  citoyen.  La senatrice Nathalie Goulet  (UDI de l’Orne) il 10 marzo 2016  ha posto un’interrogazione scritta al segretario di stato al bilancio mettendo in discussione questo  favore fiscale: ha ricevuto minacce  di morte dagli Eletti, e nessuna risposta dal governo.

I giovinotti “francesi”  possono così  consentirsi il loro mese o triennio di SS ebraiche  per il bene di Israele, in piena impunità.  Di rado delle loro imprese di sa qualcosa. Il 30 ottobre 2015, una soldatessa ‘francese’di nome Alison Bresson ha trucidato ad un posto di blocco a Nablus Qasem Saba’aneh, 19 anni, e   ferito gravemente Fares Al Na’asane, 17 anni, in quella che ebbe tutta l’aria di una esecuzione.  La ragazza è stata invitata a accendere una delle dodici torce della cerimonia nazionale ebraica, Yom Ha’atzmaout.  Un “francese” di nome Jordan Bensemhoun,  in Sion con il programma  “Mahal”,  è  stato ucciso durante una operazione  israeliana contro la striscia di Gaza, nell’estate 2014. Due deputati  Jean-Jacques Candelier (PCF) et Pouria Amirshahi (ex-PS),  fecero un’interrogazione  al governo su  quel programma, domandando  quali iniziative giudiziarie intendesse prendere contro quel genere di programmi giovanili che “alimentano le tensione fra i popoli”.  In generale, le legislazioni nazionali vietano ai loro cittadini di arruolarsi in eserciti stranieri.

http://www.pourlapalestine.be/ces-francais-qui-tuent-sous-luniforme-disrael/

Aggiungo che mercoledì  Marine Le Pen (sapendo  bene con chi ha a che fare)  un giorno prima  ha incontrato la Confederazione degli Ebrei di Francia e degli Amici di Israele a Parigi, e uno dei suoi massimi sostenitori, Gilbert Collard, segretario generale del movimento ad hoc “Rassemblement Bleu Marine”,  ha spiegato in tv che quando Marine dice: “La Francia ai francesi, sta dicendo: la Francia agli ebrei!”.  Testuale…

 

Altro manifesto pubblicitario per l’arruolamento.

 

 

 

 

 

http://www.fawkes-news.com/2017/02/gilbert-collard-quand-marine-dit-la.html

Marine è nota infatti per il suo filo-israelismo.

Ciò rende più  rivelatore  il demenziale  sbraitare improvviso di Ferrara contro la  candidata. Il sobrio  commentatore le attribuisce  la  seguente frase: “Portino un cappello, se lo desiderano,  questi ebrei. E  lasciatemi  finire il lavoro dell’importazione-esportazione dell’impostura nel mio paese razzialmente compatto,  in sintonia con il bellimbusto di Washington e il mio  finanziatore spregiudicato di tutte le Russie”.  Dunque, secondo il nostro pensatore, il progetto antisemita in  corso è globale, e coinvolge tanto  Trump (“l’impostore americano”)  quanto Putin. Anche Trump? Certo: “O vogliamo baloccarci  con l’idea che con le trombette del trumpismo si stia facendo la cosa giusta   per Israele perché c’è un genero ortodosso e futile alla Casa Bianca?”,  esplode. Ci vuol ben altro…

La Le Pen,   continua sbraitando  il razionale analista, ha “anche un alibi: “la stupida idea laicista che le religioni siano un pericolo per lo  spazio pubblico  repubblicano, specie in tempi di Jihad”.  Già: a  parte che il laicismo  di stato è   stato imposto dagli ebrei a tutta Europa,  la chiamavano “emancipazione” e la fecero accettare dalla Rivoluzione giacobina del 1789. Tutte le religioni e  le identità sono  da escludere dallo spazio pubblico, evidentemente  tranne  una.

“E’ già  l’Olocausto”

Figlia  del noto antisemita Jean-Marie,  la colpevole (dice Ferrara)  fa finta di non sapere che “l’aut-aut tra la nazionalità francese e il passaporto sionista” né  l’inizio della “assimilazione forzata degli ebrei”.  La richiesta di togliersi la yarmulke,  visto che lo Stato francese chiede alle musulmane di togliersi il foulard (e  ogni segno religioso a scuola, anche la collanina con   la croce), tutto ciò “è l’equivalente simbolico di altri modi dell’annichilimento”.  Insomma, è  di nuovo l’Olocausto. “Si è appena alzato il sipario, ed è subito Vichy”.

Come si intuisce, siamo in pieno accesso di quella “sindrome di stress pre-traumatico”  ben descritta da Gilad Atzmon,  preludio agli storici crimini  giudaico contro i goym: traumatizzati da un’ostilità dei gentili che  non  s’è ancora verificata e  per lo più è  immaginaria, essi si salvano dal pericolo fantastico  facendo sterminare i nemici presunti dal potere gentile  dell’epoca. E’ la tattica  descritta già  nel  Libro di Ester, continuata  con:  lo sterminio dei cristiani nel 602 quando Gerusalemme fu presa ai bizantini  dai Sassanidi, e gli ebrei locali pagarono cifre altissime agli occupanti per comprare  da loro i prigionieri cristiani  per  sgozzarli nella piscina di Mamilla, in 66 mila.

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=318817:il-genocidio-di-mamilla&catid=83:free&Itemid=100021

In tempi più recenti, manifestazioni di Stress Pre-Traumatico hanno portato al genocidio degli Armeni e  allo sterminio del Kulaki nell’Ucraina sotto il giudeo-boscevismo.  Viene da temere che Ferrar  stia per bollare la Le Pen, e tutti i francesi se la mandano all’Eliseo, come “Amalek”,  il mitico  popolo di cui JHV  ordina la totale distruzione (Esodo 17, 8-16) e  di cui tuttavia ogni ebreo deve “far guerra di generazione in generazione”. Sterminato  una volta,  c’è sempre un popolo da sterminare nella prossima generazione ebraica.  Nel 1915  gli ebrei dell’impero   ottomano cominciarono a chiamare gli Armeni “Amalek”…

Infatti, il Ferrara chiede, anzi esige la mobilitazione  di tutti i goym e i giudei contro questo Olocausto  prossimo venturo  che “Amalek”  sta per perpetrare. “ Dove sta la reazione a un’ondata di morchia che minaccia di sommergere l’occidente?”..  Il suo lucido occhio scorge  che anche il Movimento 5 Stelle  partecipa al  complotto  antisemita di Trump, Putin e Le Pen:  infatti “non sono loro estranei occhiolini  ideologici alla  peggiore  destra  nazionale”.

Cercate di capire”, sbraita,   “che si è costruita ed ha in parte già preso il potere un’Internazionale della demagogia e  del cialtronismo,  sulla quale, e che serva almeno ad aprirvi gli occhi, ha posato ieri Marine il suo delicato fiore di un certo  spirito antisemita. Svegliatevi!”.

Perché, nientemeno, è incorso “una battaglia  per distruggere l’Europa delle libertà e  della pace contemporanea”,  il bellimbusto di Washington  sta distruggendo “l’Occidente”. L’Occidente.  Già.  L’Occidente come lo hanno conformato e definito i Padroni del Discorso dall’11 Settembre,  trascinando l’America e l’Europa   in tutte le guerre per Sion: Ecco, questo è l’Occidente.  Ecco a  chi serve la globalizzazione, la UE; a cosa servono le “libertà” vuote per   pervertiti  e  la cancellazione delle sovranità e identità nazionali in questo Occidente in cui “la solidarietà per Israele” è  la sola cosa che conta.  Il delirio di Giuliano  Ferrara rivela anche il panico: il panico  di non riuscire più a controllare il Discorso Pubblico, il panico  di chi sente di aver meno forte la presa del dominio.  E perciò,   l’anticocomunista sovietico, poi agente della Cia, poi neocon  evoluto e  occidentale, alza l’antico  grido: “Amalek!”.

 

 

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26 commenti

  1. Francesco Gardini

    Concetto di fondo è chiaro e logico, analisi perfettamente centrata come sempre. Grazie

  2. Diego Grandi

    Tutto ciò mi ricorda le truppe straniere arruolate nella Wehrmacht (Forza di Difesa) e nelle Schutzstaffel (Squadre di protezione); strana analogia anche nei nomi con l’orda Khazara: “Tzva HaHagana LeYisra’el” (Forze di difesa israeliane). Oh sì, molto di difesa. Sempre di Reich si parla.

    P.S.
    Che il Giuliano nazionale sia in carenza di zuccheri?

    1. enrico-ss

      Analogia così strana che, guarda caso, i tedeschi ci hanno rimesso le penne per combattere l’ideologia dell’oro rappresentata dai kazari. Reich? Io tra gli J vedo solo tribù di apolidi e mal fatte pure.

      1. Diego Grandi

        Oh creda a me, tra questo reich è l’altro vi sono similitudini. Basti pensare che per avere la cittadinanza khazara bisogna dimostrare di aver sangue giudaico. Metta “ariano” al posto di “giudaico” ed il risultato è quello. Stessi sono anche i finanziatori dei due reich. Lo dico chiaramente a tutti gli estimatori del nazionalsocialismo pagano ed anticristiano: il terzo reich fu finanziato dai soliti noti per incentivare in massa la migrazione giudaica in Terra Santa e punire gli ebrei che non volevano partire ed infine autoalimentare quello stato d’animo di vittimismo collettivo propedeutico all’instaurazione dell’unica religione ammessa e rimasta: l’olocausto.

    2. Andreaspilo

      …poche idee e molto confuse…
      …consiglio a qualcuno (visto che parla di Nazionalsocialismo pagano ed anticristiano) di leggersi qualcosa di Degrelle (Cattolicissimo) ed il programma dell’NSDAP…

      1. Andreaspilo

        …ripeto, vada a leggersi quei libri prima di parlare a vanvera, io seguo ciò che scrisse Leon Degrelle e non Himmler…
        …poi, per favore,

        1. Diego Grandi

          Più edotto di me era Papa Pio XI che di certo non scriveva a vanvera:

          “E anzitutto, Venerabili Fratelli, abbiate cura che la fede in Dio, primo e insostituibile fondamento di ogni religione, rimanga pura e integra nelle regioni tedesche. Non si può considerare come credente in Dio colui che usa il nome di Dio retoricamente, ma solo colui che unisce a questa venerata parola una vera e degna nozione di Dio.

          Chi, con indeterminatezza panteistica, identifica Dio con l’universo, materializzando Dio nel mondo e deificando il mondo in Dio, non appartiene ai veri credenti.

          Né è tale chi, seguendo una sedicente concezione precristiana dell’antico germanesimo, pone in luogo del Dio personale il fato tetro e impersonale, rinnegando la sapienza divina e la sua provvidenza, la quale « con forza e dolcezza domina da un’estremità all’altra del mondo » e tutto dirige a buon fine. Un simile uomo non può pretendere di essere annoverato fra i veri credenti.

          Se la razza o il popolo, se lo Stato o una sua determinata forma, se i rappresentanti del potere statale o altri elementi fondamentali della società umana hanno nell’ordine naturale un posto essenziale e degno di rispetto; chi peraltro li distacca da questa scala di valori terreni, elevandoli a suprema norma di tutto, anche dei valori religiosi e, divinizzandoli con culto idolatrico, perverte e falsifica l’ordine, da Dio creato e imposto, è lontano dalla vera fede in Dio e da una concezione della vita ad essa conforme.”
          Estratto dalla lettera enciclica ” MIT BRENNENDER SORGE”.

          Suvvia, domani è già lunedì, e tutto passa.

      2. enrico-ss

        Grazie per il sostegno. Purtroppo ho commesso il solito errore di confrontare idee con chi invece sceglie di avere preconcetti. Basterebbe leggere un paio di libri di Irving (per stare sul “leggero”) per capire che i fatti non sono assolutamente come dicono questi signori del “nazi ed ebrei pari sono”. Ma si potrebbe leggere anche “Il mito del XX Secolo” per capire che con i J l’abisso è incolmabile.

        1. rino

          Non ho tante letture alle spalle da addurre a prova o indizio. Ma la diatriba sul nazismo pro o contro il capitalismo finanziario apolide di stampo farisaico può essere risolta anche con l’accettazione di entrambe le vedute. Talvolta infatti le migliori opere riescono quando gli attori sono inconsapevoli del ruolo che stanno recitando. E questo riesce molto bene ai padroni del discorso, nonché guarda caso padroni di Hollywood.
          Proprio dal sito di Maurizio Blondet riporto un discorso che calza a pennello con quanto detto: “Ai crocevia-chiave della Storia, un Kahal misterioso spinge l’uomo “ispirato”, talora scelto con molto anticipo a divenire lo strumento della “Grande Opera”. Egli può allora sconvolgere uno Stato, rovesciare corso degli eventi, sfidare le opposizioni, ingannare i popoli con capovolgimenti spettacolari e drammatici, con stupore delle folle che ignorano la preparazione delle sue vie effettuata da altre mani e dai sostegni occulti che lo fanno durare fino al giorno stabilito della sua caduta, una volta assolta la sua missione, o allorquando le sue pretese oltrepassano la misura che gli è stata assegnata». Kadmi Cohen in
          https://www.maurizioblondet.it/giusto-ricordare-obbediscono-mainstream-media/

          1. Diego Grandi

            Ottimo intervento.

          2. rino

            Il fenomeno del terrorismo “islamico” per come lo si studia da Blondet e da altri “complottisti” aiuta a focalizzare l’attenzione sul modus operandi di questa setta occulta.
            Con le stragi di massa l’obiettivo di terrorizzare popoli e indurli a credere ciò che vogliono è pienamente raggiunto ma nessuno degli attori – né i protagonisti che gridano “Allah akbar”, né i cittadini innocenti che ci rimettono la pelle (spesso assieme agli attentatori..) – ha la minima idea di esser stato scelto come attore della farsa tragicamente reale che si appresta suo malgrado a recitare.
            Gli unici a saper qualcosa si guardano bene dal mostrarlo e lavorano dietro le quinte o sulla scena ma stando sempre attenti ad usare la massima copertura (vi ricordate dell’autista del tir di Nizza?).
            Ovviamente nemmeno gli spettatori sanno di assistere ad una recita: il risultato è il miglior film che abbiano mai prodotto!
            Tutto ciò è possibile per un motivo per preciso: il possesso totale della macchina da presa. Quando possiedi tutti i mezzi di registrazione e diffusione hai piena libertà di scegliere obiettivo, angolo di ripresa, scena, zoomate, frequenza delle messe in onda etc..
            Non potrebbe essere stato così anche per il nazismo?


  3. Ferrara è un agente sionista. La sua famiglia è ebraica. Figlio di Maurizio Ferrara, dirigente del PCI togliattiano sulla falsariga “eccentrica” (più volte descritta da Blondet) di personaggi come Renato Mieli (padre dell’altro contemporaneo mastino neocon Paolo), e di altri del “comunismo” napoletano amendoliano.

  4. learco

    Questa decisione della Le Pen potrebbe incrementare l’emigrazione verso Israele; sarebbe quindi un favore nei confronti di Netanyahu.
    Non bisogna dimenticare che nel corso delle elezioni americane si è verificata una scissione tra l’élite ebraica mondialista dei Rockfeller-Rothschild-Soros che hanno appoggiato la Clinton e quella nazional-sionista guidata dai grandi magnati Koch e Adelson e naturalmente dalla destra israeliana a sostegno di Trump.
    Forse la Le Pen, su suggerimento di Trump, sta cercando di collegarsi alla fazione di Netanyahu per controbilanciare il potere economico e mediatico dei Rothschild francesi vicini a Macon.

    1. Diego Grandi

      Verosimile. Il veri “dispetti” nei confronti dei Khazari sono quelli di assimilarli e convertirli (ovviamente guardandosi le spalle…) come comandava Santa Romana Chiesa (Oremus et pro perfidis Judaeis) locuzione “stranamente” rimossa dopo il CVII…


  5. La caduta degli eroi: quelli miei, uno ad uno denudati dallo spietato trascorrere del tempo. Se la biografia e il pensiero di Giuliano Ferrara è quello che qui leggo a più riprese, ebbene devo dire a me stesso: ma non azzecchi un giudizio e ti lasci sempre fregare! Ho fatto sforzi enormi per liberarmi dallo scetticismo, ma forse è meglio per me ritornare all’epoche’ ! Ma che mondo machiavellico e massonico-gesuitico e’ mai questo?

  6. lady Dodi

    Grazie per questo interessantissimo articolo signor Blondet.
    Grazie davvero. Letto parola per parola. Mi ha solo fatto sorridere l’accenno al “genero”. L’avevo già sentito definire deficiente da un amico intimo di Trump.

  7. learco

    Si prospettano tempi duri per coloro che pensavano di avere in pugno il mondo.
    La globalizzazione neofeudale guidata dai centri finanziari ha trovato un ostacolo insormontabile nella Russia cristiana e patriottica di Putin e il piano di destabilizzare il medio oriente per proteggere lo Stato di Israele è miseramente naufragato con la sconfitta dell’ISIS in Siria e la defezione di Egitto e Turchia.
    E pensare che tutto è nato da un banalissimo errore di calcolo: grazie al denaro dei finanzieri di Wall Street, la Russia era finita saldamente nelle mani degli oligarchi legati ai banchieri sabbatiani-frankisti, ai tempi di Eltsin.
    Sottovalutando la personalità di Putin, giudicato un politico scialbo e facilmente manipolabile, i nostri oligarchi gli hanno consegnato il potere e si sono scavati la fossa.
    Anche i sogni di gloria e di dominio mondiale dei banchieri sono finiti in quel momento; tutto sta crollando come un castello di carte; quindi bisogna comprendere il loro nervosismo.

  8. Tensor

    Se volete conoscere bene chi sono, consiglio di leggere i Vangeli. Quello secondo Matteo potrebbe andare benissimo per cominciare, ma anche Marco e Luca sono altrettanto chiari e Giovanni altresì non scherza.
    Ciò può anche aiutare a capire alcuni loro “atteggiamenti etnoculturali”, soprattutto quando si occupano posti di un certo potere.
    Parole per chi ha fede e per chi non l’ha, senza peli sulla lingua, oneste, sincere di Uno di loro su di loro. Più chiaro di così?
    A quel tempo, fortunatamente, non era ancora nato il concetto di “politicamente corretto”, concetto che olezza fetidamente di ipocrisia e falsità. Oggi considerate una qualità, ma una volta vizi nefasti che il Protagonista dei Vangeli non possedeva.
    E aggiungo.
    Si può dire che gli Zingari puzzano e sono peggio dei cani, si può dire che i Negri sono stupidi, primitivi e subumani, gli Italiani mafiosi, i Romeni ladri, ecc ecc., ma quando si critica la loro politica e si dice che massacrano i Palestinesi, alimentano gli eccidi in medio oriente, sono dietro le quinte dell’ISIS, di atti terroristici in occidente, del commercio di armi ecc. ecc. allora si è razzisti, si vieni registrati nella lega antidiffamazione e si perdono tutti i diritti di cittadinanza.
    Eppure anche Zingari, Negri, Italiani e Romeni hanno avuto il loro olocausto.
    Ed ora è in corso un olocausto contro i cristiani, i cattolici in particolare, tra i soliti noti nessuno ne parla, nessuno se n’è accorto, fanno tutti i pesci in barile, ma le loro rimembranze, quelle davvero contano.
    Come si spiega ‘sta storia?
    Sarebbe tempo di finirla con tutti questi leccapiedismi alla G. Ferrara.

  9. lady Dodi

    La Divina Provvidenza, prima o poi inserisce un granello di sabbia nei meccanismi infernali più perfetti e li fa inceppare. Questo granello scialbo e insignificante si chiama Putin. Che in breve si è rivelato un Gigante della Politica. Vero signor Learco?

    1. andrea z.

      Senza la Russia la globalizzazione è destinata al fallimento, anche se, all’interno della Banca Centrale Russa e del governo, sono molti gli economisti e i politici al servizio dei banchieri internazionali.
      Per il momento, Putin ha riportato il suo Paese agli antichi fasti grazie ad un popolo orgoglioso e patriottico e ad una Chiesa Ortodossa che ha mantenuto una connotazione fortemente spirituale e una grande indipendenza.
      Parliamo di una Chiesa che non ha una Missio Sui Iuris alle Cayman e non si fa imporre la sua massima autorità dai banchieri con manovre finanziarie sospette.
      Se risolve il problema del successore, Putin può fare della Russia il bastione della cristianità e il baluardo della civiltà contro l’aggressione dell’elite finanziaria sabbatiano-frankista.

  10. Pierpaolo

    Non riescoa capire chi sia che sta ad alcoltare le scemenze di un Giuliano Ferrara.
    Dire che deliri per commentare la Le Pen non mi pare sia una notizia eccezionale, dal momenta che delira ordinariamente.
    Lo sputtanato per antonomasia.

  11. Flavio Dalassio -Illiberal-

    Questo pezzo è un capolavoro direttore. Tornando alla drammatica vicenda storica della presa della Città Santa, trovo interessantissimo il saggio da lei proposto sull’argomento ed edito da Effedieffe (come tutte le altre pubblicazioni della casa) che acquisterò sicuramente. Tra l’altro, alle guerre romano-sassanidi del VII secolo presero parte i Kazari, inquadrati in entrambi gli schieramenti. Sarà stato in questo frangente che inziarono a familiarizzare con la balsfemia judaica?

    1. Flavio Dalassio -Illiberal-

      Ma è scaricabile gratuitamente? Ma parla solo del genocidio armeno? Non riesco ad aprirlo!

      1. Flavio Dalassio -Illiberal-

        E’ il libro che ha citato durante la conferenza sullo sterminio armeno direttore?

  12. Flavio Dalassio -Illiberal-

    Il Museo della “Tolleranza” fatto costruire sopra le ossa dei martiri cristiani dal Centro Wiesenthal, senza parole.

    Da wikipedia:
    “A febbraio 2010 il progetto per il Museo della Tolleranza è stato pienamente approvato dalle autorità israeliane e il cimitero di Mamilla sta venendo distrutto. Le corti stabilirono che comunque la manutenzione del cimitero era stata trascurata, e in effetti è così, non funzionando il sito da cimitero da decadi (ciononostante la zona era comunque adibita ad altri usi), ed era quindi mundra (abbandonato) dalla legge islamica”.

    Non è che si siano limitati a costruire sopra a reperti ancora interrati (che già è discutibile), hanno proprio raso al suolo il cimitero con i bobcat! La distruzione della storia è un tratto peculiare della loro “cultura”. Lo vediamo in Syria, con la distruzione o asportazione a fini “commerciali” di parte del patrimonio archeologico nazionale per opera di (IS)ISRAEL.
    Tornando a Mamilla:
    “Si tratta di una politica di occupazione della città e di revisione della sua storia. Un’estensione del Museo della Tolleranza, ha spiegato al sito Middle East Eye Zaki Aghbaria, portavoce del braccio settentrionale del Movimento islamico in Israele: “(Il progetto) va inquadrato nei continui sforzi per prendere il controllo dei luoghi sacri islamici di Gerusalemme, inclusa la vicina moschea di Al Aqsa, dove domenica scorsa 19 palestinesi sono rimasti feriti dopo che la polizia israeliana ha fatto irruzione per consentire l’ingresso ad alcuni fedeli ebrei.”

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