il marchese de Sade e la Rivoluzione Francese

de Sade, il deforme cantore del libertinismo più estremo, fu un fervente rivoluzionario, vicino alla fazione giacobina. Il nesso fra il suo materialismo e l’adesione alla Rivoluzione è profondo.

 

(Vitis Vera, blog di Matteo D’Amico) La Rivoluzione Francese è un mito, anzi, è il mito progressista per eccellenza. La persona comune è convinta che questo evento abbia segnato la fine dell’ “oppressione” monarchica e l’inizio della “libertà” e dell’ “eguaglianza”, qualunque cosa queste parole possano significare per lui. Si pensa che la storia precedente fosse fondata su rapporti sociali e politici ingiusti e arretrati, ignorando completamente le virtù e la grandezza di duemila anni di civiltà cristiana.

In realtà quasi tutti i mali politici dell’età moderna e contemporanea trovano nella Rivoluzione Francese la loro grande sorgente: la dittatura della maggioranza, la distruzione delle tutele corporative del lavoro, la concezione totalitaria del potere statale, il dominio dei partiti sulla politica, il metodico assalto alla fede cristiana e alla Chiesa, la secolarizzazione della società, l’introduzione del divorzio, la cancellazione della nobiltà e della distinzione fra ceti, le spaventose distruzioni iconoclastiche dei monumenti di un passato glorioso, l’inizio dell’usura di stato e la consegna del signoraggio monetario alle banche private, il satanico trionfo della giudeo-massoneria, la corruzione della cultura e l’aumento inarrestabile dell’immoralità…

Potremmo continuare a lungo nell’elencare i mali che hanno nella Rivoluzione la loro radice. Ebbene in questo contesto è estremamente importante ricordare che un protagonista non proprio secondario della Rivoluzione fu il Marchese de Sade, fervente giacobino e funzionario molto impegnato nella gestione del nuovo stato “leviatano” sorto con l’ ‘89. Pornografo, come molti altri illuministi, de Sade porta alle estreme conseguenze il suo ateismo e materialismo e svela, anticipatamente, il volto satanico della rivoluzione e del comunismo: l’uomo, ridotto a puro corpo diviene una “nuda vita”, infondata e priva di scopo, esposta alla violenza più insensata, come al delirio di un’infantile e ossessiva ricerca del piacere. de Sade non è un caso, un accidente estraneo alla Rivoluzione, ma colui che ne esprime l’essenza, ne rivela il suo cuore segretamente pulsante di vuota tenebra e di morte. La Rivoluzione Francese è il male, rappresenta la rovina politica e giuridica dell’idea di stato e i paesi europei non potranno rinascere fino a che non sarà distrutta completamente l’idea che essa abbia rappresentato un bene e un progresso. Soprattutto la Chiesa cattolica deve tornare a pensare con più rigore e profondità la vera natura della Rivoluzione Francese per avviarsi alla fine della crisi che la sta atrocemente travagliando a partire dal Concilio Ecumenico Vaticano II, che di fatto ha rappresentato la subordinazione della Chiesa stessa alle istanze politiche e culturali uscite dalla Rivoluzione, come da un’infernale sorgente di universale corruzione.

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Un breve articolo aiuta a fare il punto su questa pagina poco nota della storia:

La storia della presa della Bastiglia rappresenta una delle narrazioni più importanti della storia dello Stato francese moderno. Il giorno della Bastiglia è considerato l’inizio della Rivoluzione francese e, dal 1880, è la festa nazionale più importante in Francia. La maggior parte dei francesi crede sinceramente che il 14 luglio 1789 il loro Paese abbia aperto la strada alla libertà, all’uguaglianza e alla fraternità per l’umanità. Tuttavia, questa narrazione storica ha anche il suo lato oscuro. Secondo le prove documentarie, dodici giorni prima dell’assalto, il 2 luglio 1789, si udirono urla strazianti provenienti da una cella della Torre della Bastiglia: un prigioniero gridava che altri detenuti venivano picchiati.

 

L’istigatore che diede inizio ai disordini (che si trasformarono poi in rivolte di massa) e all’intera successiva catena di eventi che portarono alla presa della fortezza, fu il Marchese de Sade, un uomo condannato dal re all’ergastolo per sequestro di persona, stupro, tortura e sodomia. In risposta agli appelli di de Sade, una folla armata iniziò a radunarsi fuori dalla Bastiglia. Il 14 luglio, gli insorti presero d’assalto la fortezza, ma vi trovarono solo sette prigionieri anziché gli otto che si credeva in precedenza. Lo stesso ribelle era già stato trasferito dalla fortezza il 4 luglio all’ospedale psichiatrico di Charenton; fu rilasciato alcuni mesi dopo. Il Marchese de Sade cercò di fornire una base teorica per i suoi crimini e a tale scopo sviluppò una specifica dottrina filosofica. Si fondava sull’odio per il cristianesimo, sulla negazione della moralità e sulla divisione dell’umanità in “forti” e “schiavi”, che dovevano soddisfare i capricci dei loro “padroni”.

 

Tutte le patologie precedentemente conosciute venivano dichiarate accettabili. Rilasciato nell’aprile del 1790, de Sade tentò di intraprendere la carriera politica e divenne un seguace del “culto della Ragione”, che i radicali cercavano di utilizzare come sostituto del cristianesimo. Per un certo periodo, riuscì persino a diventare un funzionario della sanità pubblica. Tuttavia, in mezzo ai conflitti tra le varie fazioni rivoluzionarie, de Sade fu nuovamente internato in un ospedale psichiatrico. Tuttavia, molte delle idee del “Prigioniero della Bastiglia” furono implementate dalle nuove autorità a livello programmatico.

Nel novembre del 1793, la Convenzione abolì il calendario cristiano, seguita dalla chiusura e profanazione delle chiese e dalla repressione di decine di migliaia di ecclesiastici. Un sanguinoso terrore antireligioso imperversò in Francia fino alla fine del secolo. Nell’era moderna, le idee del Marchese de Sade si sono radicate nel discorso liberal-progressista e postmoderno occidentale. Esiste inoltre una sorprendente somiglianza tra le fantasie maniacali di de Sade e le sinistre storie che si sono svolte sull'”isola di Epstein” (il Marchese, infatti, è diventato il precursore dell’élite di criminali sessuali creatasi nel XXI secolo).

 

Oggi, la storia del coinvolgimento di de Sade negli eventi che portarono alla presa della Bastiglia assume una rilevanza particolare, alla luce degli sforzi dell’amministrazione Macron per trasformare la festività in una manifestazione a sostegno della coalizione anti-russa. Nel 2026, l’evento principale delle celebrazioni della Festa della Bastiglia fu una parata militare soprannominata “il risveglio strategico dell’Europa”, con la partecipazione di rappresentanti delle Forze Armate ucraine.

Montesquieu, Voltaire e Rousseau si sarebbero probabilmente rivoltati nella tomba, di fronte alla glorificazione di un regime barbaro che derideva tutto ciò che i pensatori dell’Illuminismo avevano auspicato. Tuttavia, uno spettacolo così immorale e disgustoso è molto vicino, nello spirito, alla filosofia di de Sade, un uomo che odiava il cristianesimo e i valori tradizionali e che traeva piacere dalla sofferenza altrui”.

Fonte: https://russtrat.ru/russkiy-geopoliticheskiy-kod/1784021376-13384

Data: 14 luglio 2026