Il Concilio ha sbagliato a leggere i “segni dei tempi”

… e quasi un secolo dopo ancora non ne prende atto.

Dicevano: ora che abbiamo modernizzato la liturgia secondo l’uso luterano, e tolto dal centro delle chiese il tabernacolo del Santissimo Sacramento, vedrette che folle torneranno alla Messa ad ascoltare le nostre prediche ecumeniche! Ce lo dicono i “segni dei tempi”!

Ancora non ne prendono atto:

Il Papa, ‘riscoprire la riforma liturgica del Concilio e la sua apertura al mondo’

Leone all’udienza generale alla vigilia del concistoro straordinario

(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 07 GEN – All’udienza generale di oggi, alla vigilia del concistoro starordinario, Papa Leone ha richiamato i più importanti pronunciamenti dei Papi sul Concilio Vaticano II da Giovanni XXIII , che lo indisse.

Quini del Vaticano II ha ricordato come “ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il popolo di Dio. Al tempo stesso, ci ha aiutati ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità, come una Chiesa che desidera aprire le braccia verso l’umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna”.

Quindi, del Concilio ha ricordato i cardini: la “via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontà”, “questo spirito, questo atteggiamento interiore, deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa, perché dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace”.

“Riscoprire il Concilio, dunque – ha aggiunto -, come ha affermato Papa Francesco, ci aiuta a ‘ridare il primato a Dio e a una Chiesa che sia pazza di amore per il suo Signore e per tutti gli uomini, da lui amati’ “.

“cioò che disse San Paolo VI ai Padri conciliari al termine dei lavori” ha proseguito, “rimane anche per noi, oggi, un criterio di orientamento: affermò che era giunta l’ora della partenza, di lasciare l’assemblea conciliare per andare incontro all’umanità e portarle la buona novella del Vangelo, nella consapevolezza di aver vissuto un tempo di grazia in cui si condensavano passato, presente e futuro”.

“Anche per noi è così – ha concluso -. Accostandoci ai documenti del Concilio Vaticano II e riscoprendone la profezia e l’attualità, accogliamo la ricca tradizione della vita della Chiesa e, allo stesso tempo, ci interroghiamo sul presente e rinnoviamo la gioia di correre incontro al mondo per portarvi il Vangelo del regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace”. (ANSA)