EVO MORALES VITTIMA DEL LITIO (e dei suoi errori)

“Il litio della Bolivia appartiene al popolo boliviano”, disse Evo Morales. Un settimana fa, l’ha ripetuto  ai dirigenti della tedesca ACI Systems Alemania (ACISA), che aveva il contratto per lo sfruttamento  del litio dal 2018.

Tra gli altri clienti, ACISA fornisce batterie a Tesla; Lo stock di Tesla è aumentato lunedì dopo il fine settimana. Il litio  è essenziale per l’auto elettrica. La Bolivia afferma di avere il 70 percento delle riserve mondiali di litio, principalmente nelle saline di Salar de Uyuni.

Come  notato da Bloomberg News nel 2018, questo ha reso il paese incredibilmente importante nel prossimo decennio:

Si prevede che la domanda di litio raddoppierà entro il 2025. Il minerale leggero  viene estratto principalmente in Australia, Cile e Argentina. La Bolivia ne ha in abbondanza – 9 milioni di tonnellate che non sono mai state estratte commercialmente, la seconda più grande del mondo – ma fino ad ora non c’è stato alcun modo pratico per estrarlo e venderlo.

 

La salina si trova a circa 3.600 metri sul livello del mare e riceve forti piogge. Ciò rende difficile utilizzare l’evaporazione basata sul sole, nelle normali saline.

La complessità dell’estrazione e della lavorazione ha fatto sì che la Bolivia non sia stata in grado di sviluppare da sola l’industria del litio. Richiede capitale e richiede competenza.  Allora si è  rivolto ad imprese cinesi.

Imperdonabile. Del resto, non è che Evo Morales sia bianco come  la neve o il lago di litio.  Quasi certamente,  s’è fatto rieleggere dopo una strana interruzione del conteggio delle schede. Del resto lui stesso aveva fatto scrivere nella Costituzione, nel 2009, la limitazione della carica presidenziale a due mandati, per  poi violarla  lui stesso adesso ripresentandosi.  La rottura dei contratti con le  multinazionali minerarie (Glencore, Jindal Steel & Power, Anglo-Argentine Pan American Energy e South American Silver (ora TriMetals Mining),  l’ha condotta  in modo da  farsi trascinare in giudizio nei tribunali internazionali e dover pagare multe milionarie.

Ancora una volta, i populisti  al potere si confermano inadeguati culturalmente alla sfida. In Sudamerica si  deve ancora ricorrere ai militari per liberarsene. In Europa è bastato che Draghi facesse salire lo spread, nel  2011 ed oggi,  per ottenere  lo stesso scopo. E’ il trionfo della democrazia.

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