ERDO STA DANDO FUOCO AL GAS DEL MEDITERRANEO

“Una  esercitazione militare congiunta israelo-cipriota ha avuto luogo la  settimana scorsa a Cipro, con la partecipazione della forza aerea e unità di commandos. Il capo dello stato maggiore israeliano generale Aviv Kochavi ha visitato il capo della guardia nazionale”: così  il comunicato  dell’ambasciatore israeliano a Cipro, Sammy Revel

Si sono addestrati “nelle zone rocciose”

https://twitter.com/SammyRevel/status/1202930738389274624

Evidentemente, la piccola debole Cipro e la Grecia hanno trovato un difensore di peso di fronte alle provocazioni di Erdogan contro i giacimenti subacquei  di gas – divisi in varie zone di sfruttamento “legale” fra Cipro, Israele (il gas  sarebbe di Gaza…) Libano, e Libia.  Giacimenti immensi che stanno creando l’area di crisi più pericolosa del Mediterraneo orientale. Ankara ha spesso dichiarato  di non riconoscere gli accordi stilati fra Egitto, Israele e Libano, ed ha minacciato  i mezzi navali di prospezione che stanno operando nelle zone, su mandato dell’Egitto l’ENI,  con le sue navi da guerra. Chiaramente vuole partecipare al bottino, in nome della minoranza turco-cipriota separatista, che è la sola a riconoscere.

Ora,  l’accordo di Erdogan con Al Sarrai il capo del  governo di unione nazionale (riconosciuto internazionalmente, anche se non controlla che l’8% del territorio libico ) che ha  delimitato la ZEE (zona di sfruttamento esclusivo, il 27 novembre,  ha creato al protesta di Atene e di Egitto (sembra che la zona libico-turca)  passi sulle loro,  e anche del maresciallo Haftar che  ha fatto appello addirittura al Consiglio di Sicurezza Onu perché intervenga contro le violazioni di Al Sarraj ed Erdogan.

Richiesta paradossale da un personaggio che non è apparentemente riconosciuto internazionalmente (anche se  dietro Haftar c’è la Russia e, mezzo di nascosto, la Francia ; senza dimenticare che Haftar ha vissuto metà della sua vita in Usa presso il quartier generale della Cia.

Ma il punto è che  la ZEE che Erdogan s’è inventato con  Al Sarraj  penetra nelle  acque greche e cipriote, in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) che favorisce   le zone  cipriote e greche; convenzione  che la Turchia  è stata l’unica a non firmare. Quando manda le sue navi a  minacciare le zone  degli sfruttamenti greci e  ciprioti, Erdogan dice di farlo in base al diritto internazionale: di cui ha un’idea personale, essendo  la Convenzione UCLOS appunto il diritto internazionale.  Con lo stesso diritto Erdogan ha occupato la striscia della Siria  settentrionale (con il placet  americano).  Sono sottigliezze del diritto ottomano a cui dovremo abituarci.

Il ministro turco Cavusoglu a Roma per il MEd 19  https://www.corriere.it/esteri/19_dicembre_06/cavuvosoglu-missili-russi-s400-nostro-diritto-dice-nato-eb722afc-184e-11ea-addc-85aa5b33ebd7.shtml

Perché infatti, il mese scorso nell’area del Mediterraneo orientale la Turchia ha condotto esercitazioni aeronavali  congiunte –tenetevi forte  –  con il Pakistan, durante le quali  il Pakistan ha violato più volte lo spazio aereo e marittimo greco e cipriota e ha molestato le navi mercantili cipriote.  Anche Islamabad vuole la sua zona di sfruttamento di gas e petrolio nell’ex Mare Nostrum?  Per il momento non ha avanzato questa pretesa, si limita ad appoggiare con le maniere forti le pretese dell’amico turco.

Erdogan semplicemente mostra di avere anche alleati ”grossi” , non solo  il piccolo Al Serraj; come terzo alleato, a favore della Turchia s’è schierato il  Qatar, terzo produttore mondiale di gas dopo Russia e Iran, notoriamente provvisto di miliardi (anche se dalle ultime il Qatar sta facendo marcia indietro…) .  Va anche contato il fatto che per Sarraj stanno i Fratelli Musulmani ,  la setta   armata onnipresente  in ogni paese islamico.

Una delle ragioni per cui dalla parte  avversa, quella del Cairo e  di Haftar, si è schierata Ryad, insieme ad Abu Dhabi.  Quindi oggettivamente alleati a Grecia e Cipro, ed ora da quel che si vede, a Israele. Grecia e Cipro hanno l’appoggio della UE sulla questione..

Ed ecco che il  generale Haftar ha detto apertamente che vuole relazioni strette con Israele, rompendo un tabù fra i musulmani:  cosa che gli ha aperto lo spiraglio nelle porte della legittimità internazionale che continua a sfuggirgli.

Del resto  di recente la diplomazia USA ha chiesto ad Haftar di mettere fine alle operazioni militari contro il nemico Al Serraj, con la  motivazione che agevolava la penetrazione russa in Libia. Haftar ha rifiutato, spiegando che gli americani si sbagliano di grosso, mettendo in chiaro che la Libia (da loro destabilizzata) è  l’arena in cui si regolano i conti   le potenze regionali, Egitto e Ryad e Emirati contro la Turchia, il Qatar e Fratelli musulmani. Ed  ha  ovviamente ragione. Come ultimo tocco,  Saif Gheddaf,  il secondo figlio del defunto colonnello, ha annunciato di essersi schierato  – con le sue alleanze tribali –  con Haftar.

Insomma  Al Sarraj sembra sempre  meno  sostenuto, e forse ha scelto con Erdogan l’alleato sbagliato. E forse è Erdogan che ha scelto gli alleati sbagliati.  Per una volta,  sia gli americani sia i russi hanno condannato  le aggressioni e le provocazioni turche nel Mediterraneo orientale, come “inutili” e provocatorie. La diplomazia americana si è schierata  con Atene.

Manca qualcosa  al pantano attorno ai giacimenti marini oggetto di tutte le brame? Ovviamente il Libano, le cui zone sono valutate a 11  miliardi di metri cubi di gas,  che ha firmato contratti con  Total, ENI e Novatek (Russia) di provvedere alla prospezione delle sue zone. Di cui una (n.9)  è in acque contestate da Tel Aviv.

Orbene Sayed  H. Nasrallah ,il  capo di Hezbollah, ha dichiarato il 16 febbraio scorso: “Siamo in grado di danneggiare le piatteforme di estrazione israeliane, se lo decide  l’Alto Consiglio di Difesa del Libano”.  In seguito a ciò, Israele ha annunciato di aver messo a punto  un suo sistema  concepito per centrare ogni  missile hezbollah sulle piattaforme, che ha chiamato “Fionda  di Davide”.
Secondo Marco Florian,  della camera di commercio italiana a Tessalonica,  Ankara sta ricalcando un piano segreto, scoperto dai servizi greci  nel ’96, elaborato dall’Accademia Militare turca, chiamato EGAYDAAK, acronimo di “Egemenligi Anlasmalarla Yunanistan’a Devredilmemis Ada Adacιkve Kayalιklar”  che significherebbe  ““Isole, isolette e scogli, la cui sovranità non è stata trasferita alla Grecia”, insomma rivendicazioni  su  isole elleniche mai lasciate nell’anima ottomana

https://twitter.com/MarcoFlorianMED/status/1201777734931890176/photo/1

Le zone rivendicate dal piano segreto turco (mappa da Marco Florian). “Quando sentirete parlare delle 6 miglia”, disse il monaco Paisios..

A  lui dobbiamo l’ultima informazione: la fregata italiana Martinengo è attraccata al porto di Larnaka (Cipro), nel quadro del progetto di mostrare un po’ di muscoli a favore di Grecia e Cipro, dopo che il nostro ministro degli Esteri Di Maio ha incontrato il pari grado turco Cavusoglu al quale ha  sottolineato “l’importanza  di un dialogo franco e costruttivo”…

La fregata Martinengo. A Cipro.

 

https://twitter.com/MarcoFlorianMED/status/1203601256054431745/photo/1

 

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