Cristian Taborda
da www.kontrainfo.com (a cura di Roberto Pecchioli)
“Sarà l'intervento dei cristiani a impedire che la civiltà tecnologica dia origine a
un'oligarchia tecnocratica”, scrisse Augusto del Noce. Forse in altri tempi l'enciclica
Magnifica Humanitas sarebbe stata accusata di modernismo – e certamente ci sarà chi la
interpreterà in questo modo – per aver affrontato una questione mondana come la
tecnologia e l'intelligenza artificiale. Ma quando la Chiesa si trova stretta tra restaurazione
e scisma, come la definisce Juan Manuel de Prada, e affronta le problematiche del presente
tornando alla Dottrina Sociale della Chiesa e alla tradizione, in un mondo di irreligiosità
naturale, di cristianesimo secolare o di eclissi del sacro, come diceva Del Noce, il fatto che
Leone XIV condanni il nuovo liberalismo digitale, così come il suo predecessore Leone XIII
condannò il liberalismo politico e la massoneria nell'enciclica Libertas Praestantissimum,
è un messaggio al mondo, alla cristianità e all'oligarchia tecnologica.
Perché preoccuparci del progresso dell'IA e della tecnologia? Perché rappresenta la più
grande avanzata dell'Anticristo; la vittoria del liberalismo assoluto nel mondo terreno, che
cerca di assaltare il cielo, come Lenin propose paradossalmente con il comunismo.
Probabilmente, l'assalto al cielo proposto dai tecno-oligarchi finirà come l'assalto alle
Tuileries della Silicon Valley. Il trionfo dell'ateismo è stato totale nel progresso tecnologico,
che si presenta come neutrale, sprovvisto di morale. In realtà, sono stati il razionalismo, la
tecnologia e il calcolo a scatenare la macchina da guerra a metà del XX secolo, che ora
libera i suoi demoni sotto la logica degli algoritmi e dell'automazione, aprendo la strada al
totalitarismo e alla decadenza europea, che ha perso i principi su cui si fondava: la
religione, la libertà, la democrazia e le verità universali. Augusto del Noce diceva che il
totalitarismo trionfa quando vengono eliminate la fede, la speranza e la solidarietà, qualità
essenzialmente umane che contribuiscono alla dignità dell'essere umano, qualcosa di cui è
priva qualsiasi "intelligenza" artificiale.
Il cattolicesimo è oggi la sola potenza universale che è riuscita a cavalcare la modernità e a
diventare l'unica alternativa alla civiltà tecnologica? Non come antagonista, come lo fu il
marxismo o la sua degenerazione, ma come superamento, sebbene per l'Anticristo l’
enciclica possa essere vista come un nuovo manifesto comunista a causa del suo livello di
agitazione. La civiltà tecnologica, inevitabilmente liberale e atea, non ha altro destino che
l'unificazione del mondo attraverso la tecnologia, come avvertiva Carl Schmitt: un nuovo
totalitarismo globale post-ideologico, tecnocratico e transumanista. Il transumanesimo
"woke", mascherato da diritti delle minoranze, teoria di genere, diversità e inclusione, così
come il transumanesimo libertario mascherato da diritti individuali, teoria economica,
efficienza e innovazione, sono semplicemente due mezzi per lo stesso fine: il
postumanesimo e il dominio della tecnologia sull'umanità.
Tecnologia e transumanesimo vanno di pari passo. La negazione dell'umanità o la morte
dell'umanità, come affermava Michel Foucault. L'umanità e la religiosità vengono negate e
minacciate, di qui la risposta della Chiesa cattolica. Per citare nuovamente Del Noce : ”la
civiltà tecnologica si presenta come una nuova civiltà, da cui il culto del nuovo con il suo
corrispondente spirito di distruzione”. La risposta della Chiesa alla civiltà tecnologica, con
la sua affermazione che si tratta della nuova Babele, restaura la mystica in un mondo di
cristianesimo secolarizzato. È una risposta metafisica all'accelerazionismo tecnologico, che
è privo di mistero. Come sosteneva Heidegger: la tecnologia moderna è disvelamento; in
questo risiede il suo ateismo radicale, la sua apocalisse. Il cattolicesimo, invece, celebra il
mistero: l'essere umano, l'immagine del Dio Trino. Un gruppo di miliardari che si credono
semidei viene attaccato dall’ enciclica perché affronta anche il problema reale: la mancanza
di umanità e sensibilità nell'intelligenza artificiale. Difende la dignità dell'essere umano e il
valore del lavoro come libertà di fronte a un progetto che si presenta come qualcosa che
prescinde dal genere umano e dal lavoro umano. E’ il ritorno della Dottrina Sociale della
Chiesa nel dibattito sul lavoro, e di fronte a questa nuova rivoluzione rilancia la difesa dei
principi fondamentali per ogni armoniosa convivenza umana: la difesa del bene comune,
non del male minore; la giustizia sociale, non l'ingiustizia (causa di tutte le rivoluzioni,
come sosteneva Aristotele); la solidarietà, non l'egoismo. Questi sono i fondamenti della
civiltà cristiana occidentale.
La tecnologia non è anti-umana; al contrario, è una proiezione dell'umanità. Tuttavia, la
sua applicazione e i suoi interessi di fondo sono nelle mani di un gruppo di oligarchi che
credono che l'uomo possa essere Dio e vogliono creare il paradiso in terra, come hanno
tentato tante rivoluzioni, per poi generare, al contrario, l'inferno con i loro rivoluzionari
ghigliottinati o instaurare regimi totalitari di sterminio e annientamento. Da buon
agostiniano, Leone XIV ristabilisce l'ordine gerarchico dei valori, "dispositio plurium
secundum inferius et superius", "l'inferiore dipende dal superiore". L'intelligenza
artificiale non può soppiantare l'umanità, così come l'umanità non può soppiantare Dio.
Uno strumento non può essere superiore all’uomo e al lavoratore. Questo è l'ordine
gerarchico delle cose. Non è un appello a un nuovo luddismo, né al negazionismo
tecnologico, ma all'armonia tra uomo e tecnologia, a mantenere viva la tradizione e i suoi
valori, un'alternativa alla civiltà tecnologica, alla dignità dell'uomo creato a immagine e
somiglianza di Dio, non della Silicon Valley.