Roberto Pecchioli

 

di Roberto PECCHIOLI

 

 

Nei giorni scorsi il parlamento europeo ha rifiutato di esporre un regalo ricevuto da una deputata, affermando che avrebbe potuto offendere. Si trattava di un presepe. La rappresentazione della Natività, dunque, offende le delicate pupille degli europei del secolo XXI, eredi degeneri di quella nascita, di questa civiltà morente. Fotofobia, probabilmente: orrore della luce. Nulla di strano: quando ci si incammina sulla strada della follia, dell’odio di sé, della cancellazione della storia, del disprezzo per … Leggi tutto

Grande Reset  -  dall' Effetto Flynn"  (cala il QI) al  cane di Pavlov

 

 

di Roberto PECCHIOLI

 

L’era delle masse è la vittoria della barbarie. E’ il tempo del signorino viziato, che vive come se la civiltà, secolare sforzo titanico, fosse per sempre, che valuta se stesso “come tutto il mondo, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri”. Scriveva José Ortega y Gasset: “la massa travolge tutto ciò che è singolare, differente, individuale, qualificato e selezionato. Chi non sia come tutto il mondo, Leggi tutto

di Roberto PECCHIOLI

Sarebbe bello osservare dall’esterno ciò che accade in questi mesi e poter esprimere giudizi da lontano, senza essere coinvolti, senza far parte del panorama. Invece, vince il principio di indeterminazione di Heisenberg. Il fisico tedesco mostrò che non è possibile misurare contemporaneamente e con assoluta precisione le proprietà che definiscono lo stato di una particella. Se determiniamo con precisione assoluta la posizione, ci troviamo ad avere incertezza sulla velocità, per cui le due misure comportano un’indeterminazione complessiva. … Leggi tutto

di Roberto PECCHIOLI

Ci risiamo. Arrivano nuove restrizioni, confinamenti, chiusure. Nessuno sa quanto dureranno. E’ una delle ore più nere della storia recente dell’umanità, il primo blocco su scala globale. L’Italia non è che uno dei teatri di un’operazione planetaria la cui imponenza, simultaneità e fulminea realizzazione lasciano sgomenti. Viene in mente il titolo di uno dei romanzi più importanti del Novecento, Uomini e topi, di John Steinbeck. Salta la distinzione tra le specie. Siamo ridotti a vivere nel sottosuolo, … Leggi tutto

                                                    di ROBERTO PECCHIOLI

Il nostro è il tempo dei diseredati. Padri che non vogliono più essere padri, figli che non sono tali e rifiutano di diventare padri. Si è interrotta la catena di trasmissione. La terza guerra “mentale” ha prodotto una generazione di diseredati. Eredità dissipate dai padri, rigettate dai figli, in nome del “brave new world”, l’ammirevole Mondo Nuovo descritto da Aldous Huxley. Il mondo occidentale è sottosopra e non è affatto vero che abbia cancellato il mondo di … Leggi tutto

 

di Roberto PECCHIOLI

Ha sostenuto qualcuno che abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un transistor. Anche il neomarxista francofortese Ernst Bloch ha una lezione da impartire: la nostra tecnica sta alla natura come un esercito straniero di occupazione. Non c’è dunque che da seguire il consiglio di Martin Heidegger: colui che rispetta l’ambiente salva la terra, non la padroneggia né la assoggetta. Armati di questi principi basici, tentiamo do orientarci individuando un corpo di idee … Leggi tutto

di Roberto PECCHIOLI- I parte

 

Riordinando vecchie carte, abbiamo ritrovato un nostro intervento, datato 2001. Un brano riguarda il tema ambientale e, purtroppo, sembra scritto oggi, segno che i problemi si trascinano, non vengono risolti e neppure affrontati. Questo è ancora più vero “a destra”, dove un riflesso condizionato inestirpabile fa chiudere gli occhi davanti a troppe verità. La più bruciante riguarda l’ambiente e la parola che lo definisce, l’ecologia. Così ci esprimevamo quasi vent’anni fa: migliaia di specie … Leggi tutto

 

 

                                                               di Roberto PECCHIOLI

 

In una nazione senza memoria, ha poca fortuna chi studia la storia e scrive la verità. Potrebbe essere questa la chiave per raccontare la vicenda umana e professionale di Giampaolo Pansa, il giornalista e scrittore piemontese scomparso a Roma all’età di 84 anni. Eppure, ricordandolo così, facciamo torto a un percorso che ha attraversato oltre mezzo secolo, dall’inizio degli anni Sessanta, quando Pansa si laureò nella Torino della Fiat, dell’editore Einaudi e della cultura improntata dal … Leggi tutto