Roberto Pecchioli

È indispensabile difendere il denaro contante, quello che sta nel nostro portafogli. Chi ama pagare con carta di credito ha un’idea di libertà declinata come comodità.

È comodo non avere contante: non si rischia il furto o lo smarrimento; non ci si sente limitati nelle spese. Una libertà negativa, consumistica, tipicamente moderna, finta, da mondo al contrario.

L’individualismo spinto, unito all’indifferenza per le motivazioni reali dei comportamenti diretti dall’alto, rovescia le prospettive.

Parliamo di libertà ma accettiamo senza battere ciglio … Leggi tutto

Esterno giorno, una città qualunque, otto e venti del mattino, dodici agosto. Mentre il termometro digitale della superstite tripperia – unica concessione alla modernità di un negozio sopravvissuto al passato –  segna trentadue gradi, l’amico edicolante allarga le braccia. Il quotidiano locale è già esaurito: offriva gli occhialini per osservare l’eclissi senza danni. Altrove qualche bagarino dell’astronomia coglie l’occasione vendendo gli stessi visori procurati chissà dove, presumibilmente assai poco adatti a proteggere la retina. Vince sempre la forma merce, giudizio … Leggi tutto

Chissà che penserebbe Omero – o chi scrisse l’Odissea – del successo, a tre millenni di distanza dal poema, della versione cinematografica di Christopher Nolan di uno dei testi fondanti della civiltà classica e poi europea.

Ha già incassato un miliardo di dollari, un affarone. La stampa italiana si premura di ricordare che il kolossal hollywoodiano ha superato al botteghino Buen Camino di Checco Zalone.

Sono i soli metri di paragone – quantitativi, mercantili, aritmetici – di una civiltà allo … Leggi tutto

Tutto si può dire contro i comunisti dei tempi andati, quelli pre-caduta del muro di Berlino, tranne che non avessero un rapporto fortissimo con il popolo. Nelle feste dell’Unità si parlava il dialetto, si gustavano i piatti tipici, veniva suonata la musica popolare e perfino i giochi a premi erano quelli della tradizione. Nel simbolo del PCI disegnato dal pittore Renato Guttuso figurava, sia pure seminascosto dietro la bandiera rossa con la stella, la falce e il martello, il tricolore … Leggi tutto

Qualcuno decide che i maschi devono rasarsi i capelli ai lati e tutti corrono dal parrucchiere, anzi dall’hair stylist.

Gli stessi decidono un’estetica che impone di tatuarsi il corpo e la massa si tatua felice, svuotando anche il portafogli.

Altri decidono che in spiaggia donne e ragazze debbano mostrare le chiappe e, come per incanto, ecco l’esibizione di massa dei glutei, assai utile ai produttori per realizzare con pochi centimetri di stoffa costumi venduti a caro prezzo.

La solitudine degli … Leggi tutto

Ho rotto gli indugi e, usando un vecchio lenzuolo sdrucito, ho dispiegato uno striscione alle finestre di casa: prima gli stranieri! Sissignore, con il punto esclamativo. Poiché ai ragazzi di un liceo di Cesena scrivere “Prima gli italiani” è costato il sei in condotta e la punizione ulteriore di seguire un corso di ricondizionamento mentale alla Pol Pot, ho pensato che l’orrenda scritta degli studenti – la folle, assurda idea che l’Italia sia la patria degli italiani ai quali attribuire … Leggi tutto

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Non sono un convertito alla pseudo religione ecologica, non intendo salvare il pianeta comprando un’auto elettrica, né espiare i peccati della civiltà industriale con una batteria al litio.

Tuttavia, accolgo con soddisfazione la ribellione montante negli USA – centro e motore dell’Impero – contro i data center dell’alta tecnologia, oggi dedicati in buona parte all’Intelligenza Artificiale.

Non sono neppure un luddista in trafelato ritardo, ingenuamente convinto di bloccare l’enorme avanzata della tecnologia distruggendo o sabotando i macchinari, come il mitico … Leggi tutto

“Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno” è l’incipit di una celebre lirica di Francesco Petrarca dedicata ai mali del Bel Paese, già vivi nel XIV secolo.

Il poeta aretino sa di parlare invano ma non può tacere.

A un livello infinitamente più basso, abbiamo la stessa sensazione.

A che serve elencare i mali dell’Italia – remota valvassina d’Occidente – se manca la possibilità di curarli, se non vengono percepiti come tali da una plebe che condivide il tempo e … Leggi tutto