Afghanistan – due che ci sono stati

Caro Luigi,

La mancanza di intelligenza che notai nella promozione di programmi socio-culturali che non solo erano incompatibili con i costumi sociali, ma li sfidavano in modo sfacciato, durante i miei soggiorni in Afghanistan (totale 27 mesi), mi portarono sempre a socializzare più con gli afghani che con gli “internazionali”.

A un certo punto, cominciai a contestare apertamente la promozione di valori come child-empowerment e simili, atteggamento che mi creò significative inimicizie.

Un altro aspetto che mi stupì fu l’alta percentuale dei membri della comunità lgbt, tutti in posizioni eccelse, nelle nostre missioni, che non dovevano passare inosservate, Per quanto io mi tenessi lontano dai loro “giri”, era chiarissimo come costoro facessero adepti tra la gioventù locale. Mi astengo da testimonianze più precise.

Michele

Data: 14-ago-2021 10.15

il titolo della mail potrebbe sembrare ironico se non avesse direttamente toccato la mia famiglia. Che cosa sono morti a fare soldati e civili italiani e occidentali? Erano in Afghanistan solo per ottemperare  all’ordine di Bush e Rumsfeld di occupare l’Afganistan, strategicamente importante. I talibani non avevano nulla a che fare con le Twin towers. Poi per venti anni si è parlato di difesa della civiltà e dei diritti umani. Oggi il generale Marco Bertolini, già comandante in Afghanistan (parà del Col Moschim, comandante della Folgore, decorato di Croce al Valor militere, rara onorificenza guadagnata sul campo) riconosce che la sconfitta è dovuta al mancato riconoscimento della cultura e delle tradizioni afghane.

Naturalmente bisogna anche tener conto dell’eroismo degli afghani, che da quasi 50 anni combattono nella loro terra, e del loro spirito di indipendenza. Per molti versi si sta ripetendo la vicenda del Vietnam. I nordvietnamiti e i vietcong conducevano una guerra patriottica, come hanno fatto i talibani. Ma per noi le guerre devono esserer fatte rispondendo alla fissazione occidentale dei “diritti umani”, della “libertà” e altre cose assurde del genere quando si ci sposta sotto altre latitudini. Naturalmente gli USA fanno queste guerre per altri motivi e noi scioccamente ci crediamo.

Sta già montando la macchina propagandistica: a Kabul i Talebani stanno  stilando liste di donne single (fonte: CDS), si parla di un bagno di sangue in altre città, occupate da pochissimo tempo, senza peraltro alcun riscontro. Si prefiggono orribili vendette (ma il concetto di “collaborazionismo” non l’hanno inventato loro?) Insomma, il solito apparato; tra poco troveranno anche armi di distruzione di massa (le bottiglie di wiskey lasciate in giro dagli americani).

La lamentela occidentale è iniziata, e si rispolverano le foto della Saigon dell’aprile 1975. Spero che i pakistani ne traggano le conclusioni, così l’America e la NATO ripagano gli alleati.

Ma qualche volta vinciamo anche noi
L’altro Luigi