Con l’evento di ieri dedicato ai danneggiati da vaccino, Fratelli d’Italia mostra di aver fatto una precisa scelta di campo per dare ascolto ai danneggiati. Ma ora servono azioni concrete per curare chi è ormai invalido. Iniziando da un censimento nazionale.
Editoriali 13_12_2025
Frajese, poi, nel suo ruolo di consulente della Commissione Covid ha “sfidato” l’ex viceministro Sileri a tornare in commissione per confrontarsi sui vaccini, che secondo lui non erano sperimentali, mentre la Gismondo, ha proposto di creare una commissione indipendente ad hoc che studi i danni da vaccino. In quanto a Bellavite (che proprio qualche giorno fa ha presentato uno studio scientifico contro l’obbligatorietà dei vaccini pediatrici), il solo fatto che fosse presente e potesse parlare alla platea della festa del partito di maggioranza di Governo, è stata una risposta più che esplicita al ministro della Salute Orazio Schillaci, che lo estromise dal Nitag dove era stato appena nominato, cedendo così alle sirene della narrativa dominante e mostrando una profonda spaccatura dentro la maggioranza. In tutti i casi si è trattato di relatori non ascrivibili direttamente all’area della destra di governo, dei quali FdI ha potuto però conoscere e apprezzare l’indipendenza di pensiero in tutti questi anni.
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Ma è con la presenza di Federica Angelini, fondatrice e presidente del Comitato Ascoltami, il comitato che riunisce in forma organizzata il più alto numero di danneggiati certificati da vaccino covid (sono oltre 4000) che Fratelli d’Italia ha fatto la scelta di campo più politicamente rilevante.
La Angelini, che i lettori della Bussola conoscono molto bene dato che fu proprio una nostra intervista a lanciare nell’agosto del 2021 l’attività del Comitato, ha portato la sua storia di danneggiata e la storia delle migliaia di danneggiati ormai invalidi che in questi anni hanno bussato alla porta dello Stato per chiedere cure e ascolto vero.
«Siamo stati derisi e inascoltati – ha detto la Angelini – persino dal Capo dello Stato al quale ci eravamo rivolti. Già nel novembre 2021 fui invitata in Senato dove mi venne detto che noi per lo Stato non siamo previsti. Ma noi ancora oggi chiediamo un ambulatorio in ogni regione dedicato alle reazioni avverse da vaccino, chiediamo di rivedere le legge sugli indennizzi da vaccino, che è vecchia di più di 30 anni e utilizza tabellari non aggiornati per le patologie di cui la gran parte di noi soffre; e chiediamo di avere un ticket esentivo, perché in questi anni, per curarci, abbiamo dato fondo a tutti i nostri risparmi».![]()
Sono appelli che conosciamo bene e che conoscono bene il presidente della Commissione Covid Marco Lisei e la capogruppo di FdI in commissione Alice Buonguerrieri, i registi dell’operazione verità di ieri, i quali dalla Angelini sono stati ringraziati pubblicamente per il loro impegno e la loro coerenza.
Non c’è dubbio, quindi, che l’evento di ieri segni per certi versi uno spartiacque nella complessa lettura dei fatti della pandemia. Il fatto che Fratelli d’Italia, la cui opposizione al tempo dei Covid fu piuttosto debole, oggi mostri di condividere l’impegno per una ricerca della verità a 360 gradi su tutto ciò che è accaduto, delinea dunque una grossa responsabilità in capo al partito di Giorgia Meloni. Una responsabilità che deve tradursi in fatti concreti.
Non è un caso che il comunicato stampa in cui si chiede all’ex primo ministro Giuseppe Conte di dimettersi da membro della commissione per farsi audire dalla bicamerale Covid, sia stato firmato da tutti i parlamentari di FdI in Commissione e segni un atteggiamento muscolare della maggioranza affinché chi governò quelle decisioni, ne risponda pubblicamente.
Ma tutto questo, dicevamo, deve essere accompagnato ora da fatti concreti. Oltre alla necessaria ricerca della verità, bisogna dare anche risposte immediate ai danneggiati che ora sono invalidi e alle famiglie dei morti per vaccino accertati finora. Serve un censimento della popolazione danneggiata, di cui Ascoltami, pur nella sua attività coraggiosa e preziosa, rappresenta solo la punta dell’iceberg. Un censimento che solo lo Stato, con i suoi strumenti e con le sue strutture sanitarie, può fare. E serve che la politica, intesa come attività, quella con la P maiuscola, che FdI ha mostrato di voler perseguire, si faccia carico di rispondere ai danneggiati da vaccino con leggi di indennizzo e con la messa a disposizione di un sistema sanitario pubblico che sia incaricato ufficialmente di curarli e possibilmente di risolvere i problemi delle miriadi di patologie denunciate.
Serve l’impegno a salvare migliaia di vite che oggi navigano nel limbo della dimenticanza e della disperazione, appesi al terrore di rimanere invalidi a vita. Certi che il lavoro da fare è enorme, ma necessario per ristabilire i più elementari principi di giustizia riparativa.