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Il Brasile sull’orlo del caos politico?
Bolsonaro in viaggio verso gli Stati Uniti, Trump pronto a rilasciare visti
La democrazia muore in Brasile sotto il regime socialista di Lula
Secondo quanto riferito, Bolsonaro è entrato in Argentina per volare negli Stati Uniti
Bolsonaro definisce la persecuzione politica subita dai socialisti un “segno del fallimento della democrazia”
Bolsonaro rinuncia al ricorso per l’annullamento mentre il suo partito accetta la vittoria di Lula; promette una “fortezza” in Parlamento contro il governo socialista
Bolsonaro in rotta verso gli Stati Uniti nel mezzo della repressione politica di Lula
L’amministrazione Trump ha in programma di rilasciare visti a Flávio Bolsonaro e alla sua famiglia, ha riferito Bloomberg martedì sera, citando un alto funzionario del Dipartimento di Stato.
La mossa giunge in seguito a un ordine della Corte Suprema brasiliana che ha imposto a Bolsonaro di consegnare i propri passaporti, dopo il ballottaggio presidenziale di domenica.
Ulteriori dettagli dal rapporto:
I visti consentiranno a Bolsonaro e alla sua famiglia di entrare negli Stati Uniti, ha dichiarato martedì il funzionario. Bolsonaro è in viaggio verso gli Stati Uniti e, secondo quanto riportato in giornata dal quotidiano *Folha de S.Paulo*, dovrebbe atterrare a Dallas o a Miami.
Jeffrey Tucker, fondatore e presidente del Brownstone Institute, ha scritto su X:
In Brasile si sta consumando un disastro. Risultati elettorali palesemente falsificati e una repressione totalitaria contro l’opposizione: potrebbero innescare un intervento degli Stati Uniti? È possibile, ma sarebbe comunque un disastro. Non ci sono soluzioni.
Questi sviluppi suggeriscono che il Brasile potrebbe trovarsi sull’orlo di una crisi politica, acuendo le tensioni tra l’amministrazione Trump e il regime socialista di Lula.
Il Brasile sull’orlo di un tumulto politico?
La scarsa attenzione da parte dei media occidentali e delle ONG di sinistra, proprio mentre il regime socialista di Lula impone a Bolsonaro restrizioni agli spostamenti tramite ordine giudiziario, solleva preoccupazioni riguardo a una persecuzione politica e all’uso di un potere giudiziario eccessivo per colpire l’opposizione. Tutti i principali organi di informazione di sinistra tacciono al riguardo, il che è estremamente significativo. I Democratici, i DSA (Democratic Socialists of America) e Alex Soros hanno sostenuto la vittoria di Lula; tuttavia, la persecuzione politica ai danni di Bolsonaro è assai allarmante e rappresenta solo un sintomo di ciò che i socialisti hanno in serbo per i loro oppositori in tutto l’Occidente.
Come ha osservato Bolsonaro poco dopo che, lunedì pomeriggio, le autorità gli hanno sequestrato il passaporto, si tratta di “un segnale che la nostra democrazia ha fallito”.
Secondo Glenn Greenwald, ci sono nuovi sviluppi sulla scena politica brasiliana:
Le autorità e i media brasiliani stanno cercando di scoprire dove si trovi Flavio Bolsonaro.
Il famigerato giudice autoritario brasiliano Alexandre de Moraes — ancora prima dello scrutinio dei voti — aveva già pronto un ordine per il sequestro dei passaporti di Bolsonaro e per impedirgli di lasciare il Paese, nonostante **non sia stato incriminato per alcun reato** (vi sono soltanto diverse indagini di natura finanziaria in corso). Moraes ha firmato il provvedimento che vieta a Bolsonaro di lasciare il Brasile SETTE MINUTI dopo che, domenica sera, Lula è stato dichiarato vincitore.
Questa mattina, un organo di stampa argentino ha riferito che Bolsonaro sarebbe entrato in Argentina per poi volare negli Stati Uniti. I suoi amici e alleati smentiscono, ma Flavio avrebbe potuto facilmente palesarsi in Brasile, o quantomeno apparire in video; non lo ha fatto. L’atteggiamento dell’Argentina appare ambiguo, evasivo e poco collaborativo nei confronti della polizia federale brasiliana (è evidente che Lula e Milei non siano alleati).
Greenwald ha aggiunto:
Qualunque sia la verità, non è certo il segno di una democrazia sana, normale o funzionante il fatto che un candidato, sconfitto di misura in una corsa presidenziale — e che ha riconosciuto la propria sconfitta — si veda improvvisamente impedire di lasciare il Paese da un giudice della Corte Suprema, ormai noto a livello globale per le sue pratiche di censura e per aver fatto incarcerare…