Un corso di formazione per agenti di polizia italiani considera antisemita l’affermazione “Gesù era palestinese” e paragona il boicottaggio delle università e dei prodotti israeliani alle leggi razziali del 1938. Le accuse sono contenute in video di due corsi online disponibili, dall’inizio di dicembre 2025, sulla piattaforma Sisfor per la formazione delle forze dell’ordine, prodotti in collaborazione con l’UCEI e finanziati dall’Unione Europea. Tra i materiali, ottenuti da
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Si può sentire l’ex presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni, affermare: “Associare Gesù al popolo palestinese significa attualizzare quel deicidio, oggi, al conflitto israelo-palestinese”. Ma da dove provengono i dati che l’Italia sta utilizzando per redigere il disegno di legge sull’antisemitismo? Dal CDEC – Contemporary Jewish Documentation Center. Controllato dall’UCEI, l’ente che si occupa di rafforzare le relazioni tra Italia e Israele. Tra gli episodi classificati come antisemiti nel rapporto del CDEC del 2025, un post di Alessandro Di Battista che paragona una dichiarazione di un generale israeliano – “devono morire 50 palestinesi per ogni israeliano, anche i bambini” – al massacro nazista di Via Rasella, etichettato come antisemita unicamente perché accosta Israele al nazismo, secondo la definizione dell’IHRA. La questione assume particolare rilevanza alla luce del disegno di legge sull’antisemitismo che arriverà in Parlamento il 2 ottobre e che mira a introdurre la definizione dell’IHRA nella legislazione italiana. E l’UCEI e il CDEC entreranno, per legge, nel comitato che stabilisce la linea per cinque ministeri. Nessuna voce ebraica critica nei confronti di Israele è stata inclusa. L’indagine di
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