L’esercito statunitense costretto a lasciare passare alcuni proiettili iraniani attraverso le proprie difese: NBC
di Tyler Durden
Lunedì 27 luglio 2026 – 04:45
Alcuni legislatori statunitensi hanno iniziato a lamentarsi del fatto che le truppe americane di stanza in Medio Oriente siano diventate bersagli facili e si trovino in una situazione estremamente pericolosa, con i missili balistici iraniani che raggiungono sempre più spesso i loro obiettivi. Ciò è particolarmente vero dopo la morte di quattro soldati statunitensi all’inizio di questo mese.
Gli attacchi iraniani, in particolare contro le basi statunitensi in Giordania, sono stati particolarmente intensi ultimamente. Inoltre, permangono le preoccupazioni per la diminuzione dei missili antiaerei nel Golfo e nella regione. I recenti servizi giornalistici della NBC hanno evidenziato questi problemi crescenti, arrivando ad affermare che i comandanti statunitensi sono costretti a razionare i missili Patriot.
La base aerea di Muwaffaq Salti ad Azraq, in Giordania, recentemente oggetto di attacchi. Secondo quanto riportato da X/The Week, “i comandanti militari statunitensi hanno scelto con cura quali missili e droni carichi di esplosivo iraniani intercettare, permettendo ad alcuni attacchi di superare le difese, nel tentativo di preservare le scorte, in via di esaurimento, di armi in grado di bloccare i proiettili prima che raggiungano i loro obiettivi”.
Se confermata, questa rivelazione sarebbe sconvolgente e costituirebbe un’ammissione del fatto che le basi americane e i paesi ospitanti sono molto meno protetti di quanto si pensasse in precedenza.
“I comandanti militari hanno scelto di non impiegare munizioni se ritengono che un proiettile iraniano non colpirà le forze americane, non danneggerà in modo significativo infrastrutture statunitensi critiche né minaccerà gli alleati nella regione”, continua la NBC. “Questa strategia è in vigore fin dai primi giorni della guerra”.
Se da un lato sarebbe logico non tentare di intercettare un proiettile chiaramente diretto fuori rotta verso il deserto lontano, dall’altro i governi ospitanti saranno probabilmente allarmati da questi casi in cui le difese militari statunitensi, di fatto, si ritirano.
Il rapporto evidenzia anche che questa strategia ha effettivamente portato a colpi iraniani contro basi statunitensi, in casi in cui queste basi sarebbero state abbandonate:
Il risultato di questa strategia, secondo le fonti, è che alcuni attacchi iraniani hanno un impatto, in particolare quelli che mancano i bersagli previsti, infliggono danni minimi colpendo un edificio abbandonato o colpiscono aree in cui non sono presenti truppe statunitensi.
I funzionari statunitensi hanno affermato che ci sono stati anche casi in cui l’esercito americano ha permesso ad alcuni missili e droni iraniani di colpire basi statunitensi, purché non vi fossero americani presenti. Questo rappresenta un cambiamento rispetto alla prassi precedente, hanno affermato le fonti, in cui in genere i droni o i missili che minacciavano di colpire le basi venivano abbattuti.
Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington ha precedentemente rilevato che, durante le prime settimane dell’Operazione Epic Fury, il Pentagono ha consumato quasi il 50% dei suoi missili Patriot, più della metà dei suoi sistemi THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) – progettati per contrastare minacce a corto, medio e intermedio raggio – e oltre il 45% dei suoi missili Precision Strike Missile (PrSM) durante la campagna aerea e missilistica contro l’Iran.
MOMENTO IN CUI GLI HOUTHI ABBATTONO UN “Drone saudita di fabbricazione turca”
Yemeniti a piedi nudi POSANO accanto ai RELITTI IN FIAMME di un drone da oltre 20 MILIONI di dollari pic.twitter.com/lxdFczSOhB
— RT (@RT_com) 26 luglio 2026
Fin dall’inizio della guerra, gli intercettori statunitensi hanno lavorato a pieno ritmo per proteggere infrastrutture e basi sensibili nel Golfo, dato che decine di droni e missili iraniani in arrivo erano all’ordine del giorno tra marzo e i primi di aprile, prima che entrasse in vigore il fragile cessate il fuoco. Nelle ultime due settimane, tuttavia, si è assistito a un ritorno a un’intensa guerra aerea sulla regione, dopo la rottura del cessate il fuoco.
Nel mentre che USA e Iran si prendono una pausa per tornare al tavolo negoziale, interrompendo finalmente gli attacchi militari, lo scemo di guerra ucraino, sempre sotto l’egida di Londra, attacca un’imbarcazione commerciale iraniana nel Mar Caspio
L’obiettivo di Londra ormai lo conoscono anche i sassi: allargare il conflitto affinché diventi globale.
Ecco quindi l’ultima folle strategia: ordinano al criminale di guerra col naso congestionato di far attaccare una nave commerciale iraniana, dicendo al mondo che questa stava furbescamente trasportando armi dalla Russia.
Un po’ come quando lo Stato sionista attaccava una scuola dicendo che era stracolma di terroristi di Hamas (che è comunque una creatura controllata dal Mossad).
Mentono sapendo di mentire, ridicolizzandosi in mondovisione.
L’Iran non la prende bene e afferma chiaramente che questa azione bellica non resterà impunita.
Il ministro iraniano Araghchi: “Attacco ucraino non può rimanere senza risposta”
Sappiamo perfettamente che l’Ucraina ha dietro di sé Londra, la NATO e l’Europa dell’ ultra bellicista e vaccinara, Ursula.
Senza il loro ordine, seguito dalla successiva copertura, non avrebbero mai osato attaccare una nave iraniana.
🔗 In_Telegram_Veritas
Invia commenti