Siriza alle Termopili: proclama il debito “illegale, illegittimo e odioso”.

Il Comitato di Verità sul Debito Pubblico, creato due mesi fa ad Atene dal parlamento ellenico, ha dato il suo rapporto.

 

 

In esso si legge: “Tutte le prove che presentiamo mostrano che la Grecia non solo non ha la possibilità di pagare questo debito, ma che non deve pagare questo debito, prima di tutto perché il debito che emerge dagli arrangiamenti della Troika è una diretta violazione dei diritti umani fondamentali degli abitanti di Grecia, Da cui siamo giunti alla conclusione che la Grecia non ha da pagare questo debito in quanto illegale, illegittimo ed odioso”.
http://www.zerohedge.com/news/2015-06-17/greek-debt-committee-just-declared-all-debt-illegal-illegitimate-and-odious
Un’altra frase va’ sottolineata perché è semplicemente, la verità: “E’ risultato al Comitato che l’insostenibilità del debito pubblico greco era evidente fin dall’inizio ai creditori internazionali, alle autorità elleniche, ai media del sistema. Ma le autorità elleniche, insieme con altri governi nella UE, hanno cospirato contro la ristrutturazione del debito pubblico nel 2010 onde proteggere le istituzioni finanziarie, I media del sistema hanno nascosto la verità al pubblico dipingendo una situazione in cui il salvataggio era detto essere a beneficio della Grecia, mentre si agitava una narrativa intesa a dipingere la popolazione come colpevole delle sue disgrazie”.
“..La crescita del debito non è dovuta ad una spesa pubblica eccessiva, che di fatto è rimasta più bassa della spesa pubblica di altri paesi dell’eurozona, ma al pagamento di tassi d’interesse estremamente alti ai creditori, a spese militari eccessive e ingiustificate (i sottomarini tedeschi, ndr.), a perdita di introito fiscale causato da fuga illecita di capitali, da ricapitalizzazione a carico dello stato di banche private, e dagli sbilanci internazionali creati attraverso le falle nel progetto dell’Unione Monetaria stessa”.
“Diversi argomenti legali consentono ad uno stato di ripudiare unilateralmente il suo debito illegale, odioso ed illegittimo. Nel caso greco, tale atto unilaterale può essere basato sulla malafede dei creditori che hanno spinto la Grecia a violare la leggenazionale e le obbligazioni internazionali relative ai diritti umani; alla preminenza dei diritti umani sugli accordi che i precedenti governi hanno contratto con la Troika; dalla coercizione; dai termini sealli che apertamente infrangono la sovranità e la costituzione greca; e infine dal dititto riconosciuto nelle norme internazionali per uno stato di prendere contromisure contro atti illegali dei suoi creditori, i quali volontariamente danneggiano la sua sovranità di bilancio , la obbligano ad assumere un debito illegittimo, illegale ed odioso…”

 

grecia cresceva prima dell'euro

L’Italia dovrebbe imitarli

E’ una sfida all’eurocrazia, al mostro freddo che è diventata l’Europa. Non so prevedere quale sarà la punizione che il mostro freddo farà pagare, pur di mantenere salda la gabbia in cui rinchiude tutti noi. Dico che questo atto di coraggio ricorda i trecento alle Termopili; un piccolo popolo contro i giganti, senza alcuna speranza, armato solo della sua dignità. Pronto a soffrire il soffribile per difendere la sovranità contro i “trattati”. Un cittadino greco ha detto: “Possono prenderci i soldi, ma non possono strapparci i nostri cuori ed anime. Viviamo per la nostra dignità”.
Sì, queste sono le Termopili d’Europa. Il mostro vincerà e passerà sopra i greci, nostri fratelli; dovremmo aiutarli, essere al loro fianco. Perché sconfitti loro, il mostro freddo divorerà anche noi – noi senza dignità da difendere.
Ci vuole il coraggio, una volta tanto. Il coraggio che mancò al ‘venerato maestro’ Guido Carli, uno di quelli che “ci hanno portato in Europa”, anche se ne vedeva le falle e i trucchi,e ne previde esattamente gli esiti.Vide una Repubblica federale tedesca egoista, la cui politica “mal si concilia con quella della integrazione europea (…) e ricorda quella della Germania guglielmina: conquista dei mercati attraverso metodi contrari a quelli della concorrenza; progressiva esclusione dai mercati dei concorrenti meno agguerriti; crescente ricorso ad espedienti contrari ai principi della concorrenza per estendere le sfere d’influenza”.
Sono parole del 1953. Vedeva già quello che sarebbe successo, Carli. Non manca a volte l’intelligenza, ma all’italiota manca – sempre – il coraggio e la dignità.
Le riferisce il giornalista parlamentare Angelo Polimeno nel suo “Non chiamatelo euro – Germania, Italia e la vera storia di una moneta illegittima” (Mondadori).

L’aggettivo “illegittimo” è lo stesso usato dal parlamento greco. Polimeno spiega: il Trattato di Maastricht permetteva all’Italia un adeguamento “tendenziale” alla riduzione del debito pubblico e del deficit, con la possibilità di “ricorso all’indebitamento per cogliere le occasioni favorevoli” alla ripresa e alla crescita. La feroce durezza del patto di stabilità, che ci obbliga a rientrare dal debito a tappe forzate al ritmo di 50 miliardi annui di per 20 anni, sotto “la costante sorveglianza” della Commissione (leggi: di Berlino), alla quale dobbiamo presentare i nostri bilanci; e che ci può imporre se sgarriamo “sanzioni finanziarie” fino allo 0,5 per cento del Pil, aggiungendo salasso a salasso – tutto ciò non è nel Trattato. E’ stato inserito come “regolamento” (in pratica due: il 1466 e 1467 del 1997) del Consiglio: ossia da un provvedimento di rango inferiore, che non avrebbe il potere di revisionare un Trattato che è costrituzionale.
E’ stata la Germania con Parigi a volerlo per evitare una ridiscussione di Mastricht, che i popoli avevano già dato segno di voler respingere; un simile trucco ha consentito ai poteri forti di inserire le norme punitive, che ci strangolano per sempre, “sotto forma di protocollo aggiuntivo che non richiede neppure una ratifica da parte dei parlamenti nazionali. Ma sono stati i politici e i “tecnici” italiani a inserire queste norme-capestro, illegittime fin dal principio, nella nostra legislazione. Fino al punto da consacrare il ‘fiscal compact’ – ossia l’obbligo di rientro a 50 miliardi l’anno per 20 anni, sotto la sorveglianza degli stranieri – nella Costituzione. Il nostro parlamento l’ha ratificato a maggioranza enorme: 380 a favore e soli 56 no. I nostri sindacati non hanno aperto bocca. I nostri media, silenzio totale.
Hanno firmato, e dunque hanno impegnato noi tutti, ad obbedire a “provvedimenti senza eguali in nessun altro contesto federale o confederale”. L’impegno al rientro di un ventesimo l’anno del debito eccedente il 60% del Pil? “Nessun paese al mondo sarebbe in grado di sostenere un simile onere. Onorarlo significa intervenire pesantemente sullo stato sociale, aumentare la disoccupazione, mettere in discussione la previdenza” e – soprattutto – “rinunciare ad investire in funzione dello sviluppo della nazione”. All’Italia è stato chiesto “di precludere a se stessa ogni possibile prospettiva di ripresa e rinunciare alla propria sovranità, rassegnandosi a un declino economico e sociale traumatico e spedito”.
E’ dal 1999, ossia dall’entrata in vigore del capestro, che l’Italia declina. A questo e solo a quertso dobbiamo la caduta del Pil, la disoccupazione dei giovani che non trovano il primo lavoro, la chiusura di centinaia e centinaia di imprese, il degrado delle infrastrutture, i “i casi numerosi di suicidi di piccoli imprendoitori e lavoratori: che corrispondono ad altrettanti fattori produttivi perduti, ossia in definitiva a perdita di ricchezza” (Giuseppe Guarino, giurista ed economista, inascoltato critico di questo ‘europeismo’).

Personaggi che rispondono ai nomi di Ciampi, Draghi, Padoa, Prodi, Monti, hanno messo la testa della nazione sulla mannaia, ed hanno chiesto al boia, per favore, di legarci le mani dietro la schiena così non possiamo ribellarci.
Adesso, provare a divincolarsi e sottrarsi alla mannaia, richiede più coraggio ancora, più sacrifici ancora – si tratta di rigettare norme che abbiamo accettato e firmato (ossia che governi illegittimi hanno firmato a nostro carico).
La strada sarebbe denunciare l’irregolarità del regolamento che ha modificato il Trattato. Puntare ai passi che, nel Trattato di Maastricht, danno agli stati che hanno mantenuto la propria valuta di “aderire all’euro in qualsiasi momento successivo”: una dizione, secondo Guarino, che implica anche la liceità del contrario: la possibilità di uscire dall’euro senza dover uscire dall’Unione Europea, da cui i poteri stranieri minacciano di escluderci.

La ribellione è necessaria, forse la rivoluzione : e richiede oggi coraggio e sacrifici – molti più di quelli che avremmo dovuto sopportare se con dignità avessimo rifiutato di entrare nel complotto europeo per la nostra deindustrializzazione.

Adesso, la Grecia ci dà l’esempio. Gliela faranno pagae, se non siamo al suo fianco. E con essa, saremmo perduti anche noi.

28 commenti

  1. Luigi Zambotti

    La ribellione è necessaria, e richiede oggi coraggio e sacrifici

    Tutto vero Blondet ma perchè la gente si ribelli deve prima capire cosa é veramente accaduto in Grecia (e non solo lì) ma é proprio ciò che i media asserviti e a libro paga del potere fiananziario non consentono perchè la loro narrazione degli avvenimenti è di pura fantasia pro domo dei potentati economico-finanziari.

    Pochissimi blogger hanno capito e denunciato l’inganno ed a mia conoscenza il merito maggiore va a Andrea Mazzalai di IcebergFinanza

    1. Luigi Zambotti

      Bagnai é un altro grande, lui ha chiarito magistralmente i meccanismi perversi dell’Euro, ma il Mazzalai ha il merito grandissimo di aver indicato lo scopo delle politiche tedesche di falsa solidarietà.
      E non parliamo di complotto per favore perchè non complotto fu ma solo la capacità criminale da una parte di piegare a proprio unico vantaggio le regole comuni e dall’altra un gruppo di fessi che si é messo a 90° per prenderlo in quel posto. E ringrazia pure.

  2. temponauta

    Parole veritiere ma inutili.
    La grande finanza dei manipolatori planetari (elohim) ha già pianificato per il prossimo futuro una serie di conflitti devastanti con i quali imporre un nuovo ordine mondiale (la gerusalemme celeste).

  3. Zazà la Superscimmia

    Provi a chiedere in giro, signor Blondet. Chieda al tassista, all’uomo della strada, se sa che cosa sia il fiscal compact o altre euro-trappole. Non sanno nulla. Hanno solo la percezione del loro malessere, ma non ne capiscono le cause. Un giorno, parlando con un manovale dell’ufficio acquedotto, ho spiegato un po’ la situazione… quello si è illuminato e a momenti mi abbracciava, come se gli avessero dato il dono della vista.

    1. Luigi Zambotti

      L’amico Funny King mi ha cancellato il commento che segnalava ai lettori questo articolo del Blòndet.
      Mi pare che sia chiaro a cosa alcuni mirano nascondendo la verità.

      1. Zazà la Superscimmia

        Oh, guarda… FK è molto strano. Oscilla tra opinioni diversissime nell’arco della stessa giornata. E poi non capisco cosa gliene torni nel censurare un articolo come questo. Forse, banalmente, teme la concorrenza del “Blondet gratuito”. Per correttezza ed amicizia ha segnalato l’esistenza di questo sito, il primo giorno, ma da quel momento in poi credo che censurerà ogni link… col Blondet gratuito sa che non si compete. 🙂

        1. Luigi Zambotti

          @Zazà
          E poi non capisco cosa gliene torni nel censurare un articolo come questo.

          Andiamo Zazà non fare l’ingenuo.
          FK a questo punto rischia la sua credibilità avendo sempre e comunque sostenuto la politica della Merkel.

          1. Zazà la Superscimmia

            Quale credibilità?!? 😀
            Il sito di FK, ed FK medesimo, hanno il grande pregio di essere informati e ben aggiornati. FK ci lavora come un matto… poi rovina tutto cambiando opinione come una banderuola. Tendenzialmente è europeista e filotedesco, poi ogni tanto corre ai ripari e si lancia in invettive last minute contro l’eurozona…. ma non convince proprio nessuno. Per me una persona che cambia opinione più volte al giorno rischia di non essere credibile e l’ho detto varie volte, proprio su RC. Probabilmente si tratta di una deformazione professionale: oggi va su l’antieuropeismo? E io lancio invettive contro la UE. Domani sembra che la UE sia forte, e io faccio l’inchino alla Merkel. FK ragiona così. Non ha vere opinioni..segue quotazioni di borsa! (e anche questo gliel’ho detto più volte) 🙂

        2. Julien Sorel

          FK fa di mestiere lo speculatore. Avete mai visto il documentario di Niall Ferguson “La storia dei soldi”. Dovreste trovarlo in rete, dategli un’occhiata, in sostanza lo stesso Ferguson fa un riassunto del suo libro “The ascent of money”. La questione Euro non è minimamente accennata, ma guardandolo capirete per quale ragione Paolo Rebuffo, e sostanzialmente chiunque appartenga alla sua categoria lavorativa, sostiene che l’Euro sia o un grande vantaggio o comunque del tutto ininfluente nella crisi. Trattasi di conflitto di interessi abbastanza palese ed evidente

          1. Zazà la Superscimmia

            Grazie per la segnalazione. Appena avrà un attimo di tempo me lo guarderò.

  4. Edoxxx

    Non capisco, ma i Greci non sono stati i più grandi beneficiari dell’Euro?

    Spese pazze per un decennio senza remore?

    Un po’ come il nostro sud Italia?

    Adesso parrebbe venuto il momento di saldare i conti, o sbaglio?

    1. Zazà la Superscimmia

      E come saldi, quando non hai più una lira, anzi una dracma? Diciamo che la loro resistenza è anche una scelta obbligata. Comunque hanno subito, da parte della germania e della troika una serie di soprusi. La Germania, per fare un esempio, ha costretto Atene a comprare le vecchie armi tedesche ormai in disuso, per non parlare dei 10.000 suicidi causati dall’austerità imposta dalla troika. Alla radice del problema, secondo me, è che le “cure della troika” farebbero ammalare anche un paese sano, figuriamoci un paese compromesso come la Grecia. Quindi adesso scatta il rifiuto netto: non pagano perché non possono, e questa è la ragione principale, ma anche perché di Merkel & Co. ne hanno le scatole piene. Entrambi, creditori e debitori, hanno le loro colpe in questa storia. Diciamo che siamo di fronte al classico dialogo tra sordi.

    2. Luigi Zambotti

      @Edoxx

      Sbagli, ma non é colpa tua è colpa (o merito a seconda da che parte lo guardi) di come ce l’hanno raccontata e ce la continuano a raccontare.

      C’era una volta un certo Zorba il greco che per motivi suoi si indebitò follemente con Francois ed Hans.
      Ad un certo punto il suo debito era talmente elevato che Zorba non era più in grado di ripagarlo.

      Ecco allora che Francois ed Hans che sono due veri samaritani si misero ad urlare ai quattro venti che bisognava assolutamente aiutare Zorba e per farlo occorreva mettere dei soldi a disposizione di Zorba.
      Tra gli amici di Francois ed Hans vi era il ‘Gruppo dei coglioni’ che vennero spronati a contribuire al salvataggio e tra questi coglioni spiccava un certo Italo, il più coglione di tutti, che per tramite di un certo Mario disse: “Eccovi la mia quota di solidarietà di 50 miliardi di Euro”.
      Nota bene che Italo non aveva prestato un centesimo a Zorba, ma non importa, il coglione doveva e sopratutto voleva essere solidale.

      Zorba prende i soldi ed immediatamente li gira a Francois ed Hans che se li intascano ma essendo essi dei samaritani chiedono anche gli interessi che Zorba non può pagare perchè é con le pezze al culo.

      Ecco allora che Francois ed Hans che sono due veri samaritani si misero ad urlare ai quattro venti che bisognava assolutamente aiutare Zorba …..

      Loop (torna all’inizio ed ad ogni giro tieni presente che Zorba é sempre più in difficoltà)

      Capito adesso?


    3. La Germania ora come ora viene criminalizzata in entrambi i casi . Sia che si adoperi per il mantenimento della Grecia nell’area monetaria . Sia che , al contrario , si adoperi per l’uscita della Grecia dall’area monetaria . Per andare esenti da critiche , i Tedeschi dovrebbero regalarglieli , gli eurini …

  5. lupodeicieli

    Non so cosa possiamo fare per salvare i greci e nemmeno per noi. Non siamo stati in grado di mostrare in tv ,al tempo di Monti, il video della buonanima di Gaber “la presa del potere”, dove dicendo che i tecnocrati erano anche dentro la Rai, si affermava in buona sostanza che chi governava in quel momento ha dalla sua ,oggi come allora, buona parte dei media che farà accettare ogni intervento, ogni riduzione della libertà di espressione, impedirà ad idee diverse di poter essere valutate o prese in considerazione. Blondet stesso ricorderà una sua proposta rivolta alla catalogazione e manutenzione, riorganizzazione (in tutti i settori) dei beni artistici, dei musei: del resto, eravamo ancora ai tempi in cui la mostra su Adriano (2008) veniva svolta e celebrata a Londra e non a Roma. Sempre Blondet, salvo errore , ricordava come mai in Francia milioni di persone visitano i castelli della Loira e molte meno persone le ville venete. Parafrasando mia nonna, abbiamo il miele sulle labbra e non ce lo lecchiamo. Progetti e idee simili, per un milione di posti di lavoro per un anno , le propose il prof. Gustavo Piga, rivolgendo un invito formale a Mario Monti: furono 140 luminari, docenti universitari, e numerosissime persone firmarono questa idea che ovviamente non fu accolta. Per quanto ho visto in 55 anni di vita, le firme , le sottoscrizioni, le petizioni, servono a poco o niente: il V day lo ha confermato, nel senso che anche idee che non costano niente a nessuno poi non prendono piede, non vengono recepite e viste come valide.

  6. lochlomond

    purtroppo, come è stato rilevato varie volte nel citato blog del prof. Bagnai, per linea ideologica il governo Tsipras vuole restare in questa Europa e in questo Euro..ove ciò gli venga concesso. Per cui finiranno per puntare a qualche accomodamento e qualche elemosina, a meno che sia la Germania a decidere di cacciarli. E’ la tara della sinistra antagonista (pure di quella più strutturata come in Grecia, che non dovrebbe temere mosse anche radicali), il credere al “sogno” europeo a tutti i costi..

  7. rikosta

    Altro che tenore sfiatato, qui siamo alla scala.
    Lode a Maurizio Blondet e preghiamo affinchè la Grecia risvegli il torpore che affligge gli europei mediterranei ed in particolare noi italiani


  8. Sotto gli occhi abbiamo la menzogna, la corruzione, l’ avidità, e dovremmo ribellarci per cambiare colore o senso a ciò che comunque è marcio?
    I governi sono corrotti, e cosa sono quelli che li seguono? (Pensate davvero che al loro posto fareste diversamente?)
    I debiti sono illegittimi? Ripudiali. Ma non farne più. O vogliamo fare una rivoluzione per fare più debiti?
    La guerra è orribile? E cosa è il soldato?
    Dietro ogni istituzione c’è un uomo, come me e te, perché dargli un compito così grande, sovrumano, ossia di decidere per milioni di altri uomini? O perché dovremmo credere che una banca e’ in grado di garantirci la nostra ricchezza nel futuro? Questi sono compiti che nessuna cosa d’ uomo può realizzare.
    La vera rivoluzione, che è in divenendo, sarà molto più profonda, sarà un NW, noi siamo il germoglio, e le rivoluzioni non sono bei fiori.

  9. Luigi Ranalli

    Mi auguro che Syriza faccia sul serio, perchè la sinistra non brilla nè per coraggio, nè per intelligenza e capacità di pensiero autonomo e non credo che Tsipras sia poi tanto diverso dai mondialisti ed ottusi sinistrorsi italiani.

    Ma ripeto che mi auguro che non sia un’abbaiata ma un intendimento serio. In quel caso la cosa si potrebbe spiegare con la disponibilità dimostrata da Putin nell’aiutare la Grecia (e l’Italia) ad uscire dalla crisi.

    Sembra peraltro che Putin abbia offerto all’Italia di sgancarsi dall’euro ed entrare nei Brics (magari!). Non so fino a che punto sia vera la notizia (sperèm!), ma in quel caso chissà se la nostra vendutissima e servilissima casta politica accetterebbe… Almeno in quel senso Syriza sta dimostrando più serietà: hanno almeno capito, a differenza dei nostri, che stare nell’euro significa morire.

  10. orazio

    Nell’articolo, o meglio nella prima parte, si parla degli interessi che i Greci devono pagare per avere i denari “euro” per andare avanti, per cui concordo appieno con tale articolo, ma non smetterò mai di far osservare che questo stato di fatto… è stato determinato dalla PERDITA DI SOVRANITA’ MONETARIA.
    Agganciandosi all’euro e diventando questa la moneta Forzosa, nonché FIAT, ha obbligato i Greci, come gli Italiani ed altre nazioni, ad indebitarci per pagare tale interessi, ovvero dobbiamo ulteriormente indebitarci per pagare gli strozzini.
    Se si riprende la sovranità, e non si paga più i debiti odiosi, cui è disseminata la loro finanza come la nostra, si potrebbe rinascere.

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