E’ TUTTA QUESTIONE DI “NARRATIVA”. E NON SOLO IN AUSTRIA.

I media hanno già lanciato l’allarme: il vincitore delle elezioni austriache, il “giovane” ma “conservatore” Sebastian Kurz, farà un governo con il partito “xenofobo” , “populista” e  venato di nostalgici del nazismo  FPO. Sicché in Austria “va al potere l’estrema destra”.

E’ evidente  che i media ricalcano pedissequamente  una “narrativa” dettata  da fuori.  Sorvolano sul fatto che “l’estrema destra”  è già al potere, in Austria, in due regioni. Nel Burgenland e in Alta Austria, infatti lo “xenofobo” FPO è al governo in coalizione –  col SPO.  Sì, avete capito bene: con i socialisti, mica con “i conservatori”. Senza  suscitare alcuno scandalo.   E’ noto che la “sinistra progressista” ha la qualità di candeggiare, lavare e rendere puri  anche i programmi “xenofobi”, quando è essa ad adottarli (si veda  Minniti che  paga le bande delinquenziali  libiche perché rinchiudano gli africani impedendo loro di  venire in Italia, e pensate soltanto   quanto avrebbero strillato i media se  l’avesse fatto un governo di Forza Italia),  ma forse  il fatto doveva suggerire ai media che la “democrazia” austriaca funziona con criteri (e complicità, e sottintesi) diversi da quelli che crediamo;   non alla luce del sole,  qualcuno azzarda,  ma in logge. Fatto sta che per decenni i governi austriaci sono stati esempi di collusione, da far parere il concetto napoletano di “aumm aumm” una  cosa da dilettanti.

Quindi, non è affatto detto che “il giovane Kurz”,   che ha vinto “adottando motivi dell’estrema destra xenofoba”  faccia una coalizione con la detta estrema destra di Strache. Può benissimo farne una coi socialisti SPO, alla fine. Anche perché –  piccolo insignificante particolare –  il capo dello stato Alexander   van der Bellen, che ha strappato il seggio nel 2016  a  Norbert Hofer (il candidato del FPO), s’è pubblicamente impegnato a non  investire mai   nemmeno un ministro “populista”.    Esemplare dimostrazione di “democrazia” presidenziale, a cui dà un sapore più piccante il fatto che il  presidente della repubblica  è un “Verde”, e il suo partito, i Verdi, è precisamente quello che ha subito un crollo epocale, ha  perso  oltre 8 punti e  non entra in Parlamento, non avendo superato lo sbarramento del 4  per cento.  Insomma il caporione di un partito che gli austriaci  non votano più pone il veto ad un partito scelto dal 27  per cento della popolazione.  Ma è diritto del  presidente   nominare il cancelliere, ossia colui che formerà il governo. Potrebbe persino non dare l’incarico a Kurz  il “giovane”.  Tutto dipende dalle trattative aumm aumm  che avranno luogo nelle prossime settimane.

Una democrazia attentamente controllata

La democrazia austriaca è attentamente controllata. Ci  si ricorda che nel 2000,  contro il governo di coalizione in cui era entrato  Joerg   Haider,  l’Europa Unita capeggiata da Chirac elevò sanzioni contro  il piccolo paese, un altro luminoso esempio  di democrazia europea che La  Repubblica salutò con convinto entusiasmo poliziesco:

http://www.repubblica.it/online/mondo/haider/sanzioni/sanzioni.html

Sette mesi i campioni dell’europeismo burocratico  dovettero togliere le sanzioni, ma , scrisse Repubblica  con cipiglio , “Joerg Haider rimane comunque  sotto osservazione: ogni sua mossa sarà controllata dai Quattordici senza presunzione d’innocenza.”.

http://www.repubblica.it/online/mondo/aussanz/revoca/revoca.html

L’auto di Haider. Con qualche strano buco.

Nessuna presunzione d’innocenza  accompagnò la morte, nell’ottobre 2008, in un opportuno incidente d’auto  – a cui sua moglie non ha mai creduto –     del troppo unificatore  Haider che stava ottenendo successi  anche oltre-confine,  in quegli stati che furono nazioni dell’Impero Absburgico.  Infatti occorse anche distruggerne l’onore e  la memoria. Cosa di cui s’incaricò la tedesca Bild Zeitung, scoprendo e intervistando un tizio che si   dichiarò  l’amante omosessuale di Haider.  Un ricordo che sicuramente  è  fisso nella mente del  giovane vincitore Kurz.

Merkel e Juncker hanno avvisato.

La Merkel ha già fatto sapere che la presenza di ministri FPO nel governo austriaco “sarebbe una sfida” per l’Europa.  Juncker ha  immediatamente scritto a Kurz  augurandogli “successo nel formare un governo pro-Europeo”, comunicandogli che “tutti i partiti politici maggiori sono molto  impegnati nella Unione Europea”.  Si  può essere più chiari? L’oligarchia dà suggerimenti alla democrazia. Da quel che si può capire, l’accoglienza  europea  che riceverà Kurz dipenderà molto  se   pensa di associare il suo paese al Gruppo di Visegrad,  i cui leader, specie l’ungherese  e il polacco, irritano profondamente la eurocrazia.  Già   sul  Gruppo  si esercitano forti pressioni internazionali  a divaricarne gli interessi, da Trump (Varsavia  si è legata al gas liquido Made in Usa) a Macron (che è andato a minacciare i polacchi di non far entrare i lavoratori emigranti dalla Polonia), a Soros: il  noto liberale, che recentemente un sottosegretario ungherese András Aradszki, cristiano democratico, ha definito un collaboratore attivo di Satana. Del  resto il  vicepremier ungherese  Zsolt Semjen, ha attribuito l’ondata di immigrati “alla Massoneria, una delle cui versioni è  dà l’ideologia di estremismo ultra-libertario alla Soros”.

Se queste opinioni vi sembrano strane, assurde balzane e un po’ ridicole, è perché esse  non sono entrate nella “narrativa”  mainstream.

Mi è tornato giustappunto sottomano un ritaglio vecchiotto, del 18 agosto 2015,   quando l’Austria era investita in pieno dalle ondate di “migranti”  medio-orientali.  Sul settimanale Direkt, un funzionario   dei servizi segreti militari austriaci, österreichischen Abwerhamts, spiegava che  i trafficanti, per portarli illegalmente in Europa, esigevano da ciascuno profugo, da 7 a 14 mila euro. E precisava:

“Disponiamo di  indicazioni che dimostrano che delle organizzazioni degli Stati Uniti hanno  creato  un sistema di co-finanziamento e  contribuiscono in modo sostanziale ai costi del viaggio.  La maggior   parte dei profughi pagherebbero UNDICImila euro, in  contanti. Nessuno si chiede da dove viene il denaro?”

« Les Etats-Unis financent l’immigration massive vers l’Europe », affirme un agent des services de renseignement militaires autrichiens

 

No, non se lo chiedono né se lo devono chiedere i giornalisti. Devono attenersi alla “narrativa” prescritta. Pensate se   l’Austria dando  più forza e più prestigio a Visegrad,  contribuisse a non dico a sdoganare, ma a   far convivere con quella dominante un’altra “narrativa”, quella  di  tipo magiaro.

I padroncini del discorso

E’ tutta  questione di “narrativa” e di chi la controlla.  Ve lo racconto con un fatto:

qualche tempo fa ho ricevuto una lettera dall’Ordine dei Giornalisti.  Detto Ordine mi rendeva noto, intono vagamente minatorio,  di aver scoperto che non avevo ancora partecipato ad alcuno dei “corsi di formazione permanente” indetto dal medesimo Ordine; mi ricordava che tali corso sono ”obbligatori”,  e minacciava non ricordo quali  punizioni e radiazioni, se non avessi partecipato almeno a qualcuno. Io ho risposto che a 73 anni e non più attivo, avevo  il diritto di non partecipare alla loro”formazione permanente”;  e che anzi, avendo io 37 anni di   mestiere, avrei potuto io insegnare una o due cose  a loro…

Non ci ho più pensato. Credevo si trattasse di corsi di  aggiornamento  tecnico, che ne so, nuove tecnologie, web, diritti d’autore…. Adesso una giovane collega mi ha mandato  i programmi di alcuni dei corsi che  obbligatoriamente ha dovuto seguire, sotto pena, se inadempiente, di essere radiata dall’Ordine.

Riproduco qui i programmi: in formato grande, perché è essenziale che li leggiate bene.

 

Come potete constatare, non sono corsi che insegnano come lavorare  le nuove leve del  giornalismo  italico, votate al precariato  ontologico.

Sono corsi che insegnano quello che un giornalista deve pensare:  del Caso Regeni, degli LGBT,    sulla “violenza di genere”,  delle fake news, dell’immigrazione. Il corso sui Trans, ”Nati in un corpo sbagliato”, ha lo scopo di “valorizzare le strategie  anti-discriminazione sui media  e nella rappresentazione pubblica delle persone trans gender”, consapevoli che le parole “sono uno strumento capace di produrre il cambiamento”.  Il corso è tenuto da gruppi di militanti gay.

Il corso su “ISIS, il terrorismo nel nome di Dio”,  istruisce come “raccontare e commentare i fenomeno  jihadista”  in relazione “ad aromenti del dibattito pubblico come immigrazione, integrazione, de radicalizzazione”.

Come potete vedere tutti, sono  corsi di indottrinamento.   Di omologazione alla “narrativa”  mainstream,  catechizzazioni al politicamente corretto e all’obbedienza alle versioni ufficiali. Pura ideologia, come dimostra anche la militanza specifica dei “relatori” scelti: tutti di una certa area, la sola ammessa.

 

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27 commenti

  1. learco

    Gli interventi americani, tramite enti privati o governativi, nella vecchia Mitteleuropa risalgono ai tempi del regime comunista.
    Nel 1988 una serie di attentati in Cecoslovacchia colpirono il quartier generale del Partito Comunista a Ceske Budejovice e altri edifici del partito in altre città.
    L’allora governo di Praga accusò attivisti stranieri che agivano tramite dei gruppi di agitazione giovanili contro il governo comunista, finanziati secondo le autorità da Soros e dal NED, il National Endowment for Democracy, legato alla CIA.
    Nello stesso anno Soros, che aveva guadagnato cifre enormi durante il “Lunedì nero” della borsa di New York, inviò insieme al NED molto contante a gruppi di pressione “pro-democrazia” come Charta 77 in Cecoslovacchia o Solidarnosc.
    Soros aveva già incominciato ad infiltrasi in Europa orientale nel 1984, quando la sua Fondazione di New York firmò un accordo con l’Ungheria per creando la Fondazione Soros di Budapest.
    Questa fondazione, in seguito, si fuse con il principale ente della CIA della CIA a Parigi, la filiale francese del Congresso per la libertà della cultura.


  2. Non ho mai creduto che l’invasione islamica in Europa forse di natura casuale o semplicemente favorita per abbassare il costo del lavoro e quindi rendere competitiva l’Eurozona .Resto dell’ idea che gli sciamani (lobby massoniche) stiano danzando di gran foga per propiziare l’arrivo di satana,il quale ama il caos ,il peccato più bietto e perverso….Prima pensavo che fu satana a permettere all’uomo la scoperta dell’energia atomica ma ora credo che sia stato Dio per non permettere al demonio di prendersi l’umanità, quando sarà il momento se l’umanità non saprà reagire ai satanisti , Dio ‘premerà’ il pulsante di auto distruzione del pianeta terra !


  3. Avendo il tasto rewind sul televisore, ho potuto o meglio dovuto rivedere e soprattutto risentire piu’ volte il commento del TG Italiano su Kurz: „lo chiamano il nuovo Metternich“. Al momento ho davvero pensato di aver capito male, sono rimasto perfino basito… ma poi, ripensandoci bene ho sorriso… poiche’ la verita’ e’ sempre davanti a chi la sa ascoltare e leggere. Ecco perché non serve nemmeno spremersi troppo le meningi, per ricordarsi chi sia stato il pigmalione di Metternich nel 1821… tutto e’ chiaro e limpido, ovvero, la solita storia si ripete per l’ennesima volta. Ovviamente per chi sa capire. La massa, nel frattempo, si sa, percepisce esattamente e volutamente il contrario.

  4. Nick Name

    Egregio Direttore, sarebbe interessante sapere cosa si dice durante quelle sessioni di brainwashing dell’ ordine dei giornalisti (non è difficile immaginarlo ma vederlo/leggerlo/sentirlo avrebbe tutt’altro impatto). Non è che potrebbe infiltrare una “talpa” e poi metterci al corrente delle nefandezze?
    Potrebbe essere utile sapere che metodi usano, per difendersi.

    1. Massimo

      …Oh!, Nick Name, non c’è bisogno di infiltrare talpe!…il metodo e da sempre lo stesso, quello…dell'”utile idiota”, o dell'”uomo del sabato”, già citato ieri dal Direttore a proposito di Tramp, (e nel più ampio progetto dell’Impero Talmudico…) Una volta convinti gli “animali parlanti”, il gregge seguirà i lupi…Travestiti da agnelli. Funziona così. Per i contenuti trasmessi al gregge, basta guardare le tv, o leggere i giornali. Sono gli stessi sviluppati nei “corsi di formazione”. Che Blondet ha disertato…

      1. Nick Name

        @Massimo.
        Si, certo. La TV è sicuramente lo specchio di questi metodi (per quello non ce l’ho!). Però quel che si vede lì, o sui media mainstream, è la parte già manipolata dai giornalisti: quella per il volgo.
        Potrebbe essere utile conoscere il “premasticato”, sapere “come ti indottrino l’indottrinatore” al fine avere un quadro completo dei metodi usati e meglio difendersi. Sempre che di metodi ne abbiano, ovviamente.
        Se, invece, basta una semplice “velina” per “appecorare” i soggetti, allora significa che la definizione di “gregge” non è proprio del tutto sbagliata…
        Bene fa il Direttore a disertare, e mai mi sognerei di pensare che Egli possa cambiare posizione per il semplice fatto che un lettore qualsiasi esprime una curiosità. Ma qualche giornalista “obbligato” (ma autonomamente pensante) che diffonda i contenuti e i metodi usati in queste sesssioni di lavaggio del cervello magari c’è. E potrebbe (forse) risultare interessante smascherarne i metodi.


    2. Anche io penso sia un errore per il dott. Blondet non andare a tali corsi dell’Ordine dei Giornalisti, proprio perchè si ha la percezione che essi null’altro siano che appuntamenti di indottrinamento.

      Un decano del giornalismo italiano non dovrebbe lasciarsi sfuggire l’occasione di assistere de visu a simili eventi.

      Partecipare con lo spirito dello scienziato sociale che – defilato e silenzioso – osserva e ascolta attentamente, analizzando la struttura semantica di tali comunicazioni, le forme di persuasione o di condizionamento che vengono adottate e – soprattutto – registrando le reazioni dei giornalisti ivi convenuti, le opinioni scambiate informalmente alla macchina del caffè, durante le pause.

      Ne potrebbe derivare un saggio sulle tecniche di condizionamento adoperate e sulla loro effettiva efficacia, studio che saerebbe interessantissimo perchè basato sui dati di fatto ed osservazioni sul campo.

      Incoraggio il dott. Blondet a rivedere la sua decisione!

      1. Rudi

        Concordo, ma immagina la sofferenza nel vedere così concretizzati anni ed anni di speculazione sull’argomento. Non fa bene alla salute fisica, oltre a quella morale.

        1. Nick Name

          Ma infatti! Per quello ci vorrebbe la “talpa”. Dovrebbe essere giovane e di stomaco robusto oltre che di cervello pronto. E soprattutto dovrebbe essere insospettabile. È vero che non andandoci di persona il Direttore (come suggerisce @Frank Brown) si perderebbe l’esperienza dell’osservatore ma l’intento apparirebbe troppo smaccato e alla macchina del caffè nessuno si sbottonerebbe. Ci vuole una “talpa”, insomma.
          À la Guerre comme à la Guerre!

          P.S.: non sono giornalista, se no, ci andrei io.


  5. Haider infatti fu ucciso (quasi sicuramente dai servizi deviati tedeschi). Perché? Perché era un leader carismatico, euroscettico, sovranista e quindi molto pericoloso per la tenuta dell’Unione Europea. L’ultima apparizione televisiva di Haider era in un dibattito in cui si parlava di banche alla vigilia della crisi finanziaria del 2008-09. È interessante sentire cosa diceva Haider nella sua ultima apparizione televisiva (in cui parla specificamente della Deutsche Bank):

    https://www.youtube.com/watch?v=60isPWdEuyk

    C’é in rete poi un lungo e interessante documentario di un giornalista di inchiesta tedesco che aveva tentato di contattare la automobilista che Haider avrebbe superato prima di “schiantarsi”, ma non c’é stato nulla da fare, non voleva essere intervistata sembrava che fosse minacciata. Un qualcosa di inspiegabile. Questo é il documentario (in tedesco) sulla morte di Haider in cui vengono evidenziate le incongruenze con la versione ufficiale:

    1. Rudi

      I servizi deviati… è ormai una definizione storica. I servizi tedeschi non sono più nazionali fino dalla fine dell’ Abwehr di Canaris. Così come i nostri dovevano continuamente mediare tra gli alleati più ingombranti e l’interesse nazionale. Una volta smantellata Stay Behind sono stati appaltati interamente all’alleanza, mentre prima c’era ancora qualche sfumatura tra le varie strutture. Comunque credo che il lavoro sia stato svolto da professionisti privati, e non certo con un fucile di precisione.

  6. Manuela Pirnet

    Si,anche a me è arrivato il corso di indottrinamento,ma prima che arrivasse avevo fiutato l’aria e mi ero psicologicamente e praticamente ritirata.Il fatto ancor più grave è che -dato l’analfabetismo di andata e ritorno della gran parte dei giovani scalatori saremo sommersi ogni giorno di più da finte narrazioni autenticamente parziali e tendenziose.Ricordo bene i particolari da subito strani della fine di haider-anche se dall’esterno.Udo Ulfkotte non si meraviglia osservandoci dall’altra parte del paravento. La prego,dott.Blondet continui a illuminare questi sempre più oscuri e torbidi marosi.

  7. Catone

    Heider è morto. L’FPO è ormai lo standardizzato partito identitario. O populista, se preferite.
    Voi tutti conoscerete Voxnews, un pregevole sito di informazione.
    Ecco però cosa scriveva qualche giorno fa: “Una spaccatura sempre più ampia ed evidente su come rapportarsi rispetto all’ascesa dei partiti populisti, tra gli Ebrei in Israele e quelli che invece sono rimasti in Europa e, soprattutto, Stati Uniti.

    Uno dei motivi è demografico, e riguarda la personalità dei due gruppi: chi è tornato in Israele ha un concetto di ‘nazione’ più simile a quello di chi in Europa si oppone all’immigrazione; chi invece non ha interesse nella creazione di uno Stato ebraico vede, probabilmente, l’immigrazione in Europa come un modo per destrutturare le nazioni e così frenare l’aggressività della maggioranza da cui è circondato, attraverso una diluizione etnica.

    VERIFICA LA NOTIZIA

    Questo è un ragionamento comprensibile dal punto di vista di una piccola minoranza con la storia degli ebrei. Sembrerebbe nel loro interesse depotenziare la maggioranza, visto il passato. Non fosse che i nuovi arrivati hanno un’aggressività verso le minoranze, in particolare quella ebraica, un tantino superiore.
    A parte i veri e propri criminali come Soros, la cui colpa non è essere ebrei, ma globalisti, è questo terrore della maggioranza che muove i ‘Fiano’ che vivono in Europa. Ossessionati dal passato non colgono il cambio di paradigma storico. A loro, mettendoli in guardia per l’errore strategico che stanno commettendo, si rivolge uno dei giornali israeliani più letti.

    Daniel Krygier, analista politico del World Israel News, avvisa: il nemico è l’immigrazione islamica, non i partiti populisti come AfD, che nulla hanno a che vedere con il nazismo e che invece devono essere alleati. Invita, Krygier, a non confondere esperienze storiche passate con quelle attuali. Pena ripetere il passato, e i drammi del passato, in modo inaspettato.

    E soprattutto invita ad evitare ridicoli parallelismi in stile Fiano, tra la persecuzione nazista degli ebrei e l’attuale giusta reazione europea all’invasione islamica.

    Del resto, noi populisti occidentali, altro non vogliamo che applicare le leggi che Israele applica a casa propria: blocco delle frontiere, espulsione degli africani che nulla hanno a che vedere con la nostra cultura e società, creazione di Stati nazionali etnici. Ne hanno il diritto gli ebrei israeliani, ne abbiamo il diritto noi.”
    Questa è la posizione di tutti gli identitari, invertono causa ed effetto. Forse per pararsi il sedere.
    Ma così facendo diventano facile strumento di canalizzazione del dissenso. Trump docet.

    1. Luigi Ranalli

      Ma appunto la motivazione l’ha già detta lei stesso, Catone, citando Voxnews: l’World Israel News è israeliano e per questo Krygier ragiona così, mentre Fiano è un ebreo italiano. Gli israeliani hanno almeno una visione nazionalista (deviante e mortifera però, in quanto cresciuta nel sionismo), quelli come Fiano sono antipatriottici perchè sono ebrei doc al 100% e nella distruzione delle civiltà di cui loro stessi si “nutrono” vedono solo un gran bene: le vogliono diluite, disgregate e deboli per sentirsi loro forti.
      D’altronde già durante il Ventennio vi erano stretti rapporti di collaborazione e reciproca stima tra il Fascismo e la corrente dei cosiddetti “sionisti revisionisti”, come attestato anche da “Il Fez e la Kippah” di Andrea Giacobazzi. Ancora più illuminante, sempre di Giacobazzi, è il successivo “Anche Se Non Sembra” (con prefazione di Blondet!) che ripercorre la storia (e l’incredibile trasformismo) degli ebrei nella politica, nella religione e nella società.

    2. Saverio Gpallav

      credo che vi sia una notevole differenza tra chi vuole difendere la propria identità in Europa mediante misure restrittive o selettive dell’immigrazione soprattutto di quella proveniente da paesi che nulla hanno a che fare con l’Europa, con la politica dello Stato di Israele che è di espulsione e apartheid nei confronti dei palestinesi autoctoni. Il rifiuto della invasione islamica in Europa non si deve a mio avviso tradurre in plauso per l’invasione di terre arabe da parte di Israele o dell’Occidente che fin troppi danni ha creato in medio oriente e in nord Africa negli ultimi 27 anni. ognuno stia a casa sua. dalla politica di Israele nei confronti dei palestinesi non credo che abbiamo nulla di buono da apprendere


  8. una piccola nota sulla manipolazione dell informazione per cambiare il carattere di un popolo attraverso la selezione di: giornalisti, insegnanti, docenti, editori ho trovato molto interessante il libro “Il lavaggio del carattere” il testo e una piccola pietra miliare di archeologia sulla manipolazione delle masse. Se anche altri dovessero ricambiare consigliando una letteratura in materia sarebbe dono gradito. Chissa se anche Salvini dovra frequentare i corsi di indottrinamento obbligatori ? i relatori dei corsi terminate le lezioni potranno reciclarsi quali giudici insindacabili nel nascente tribunale dell’inquisizione sullefake news.


  9. Mio padre è giornalista professionista da non so quanti decenni, ha iniziato al giornale del Guf “Roma fascista” e a novembre farà 102 anni. Anche per lui sarebbe utile frequentare tali corsi di aggiornamento ?


    1. No, la ipotetica partecipazione di suo padre a questi corsi non sarebbe d’aiuto a lui ma a noi. Potremmo in tal modo ascoltare un resoconto di prima mano e l’opinione di un giornalista di lunghissimo corso. A proposito: gli porga i migliori complimenti e saluti


  10. magari Salvini da giornalista può chiedere un favore “al trota” se va a mettergli la firma a suo nome sul libro delle presenze, tanto non si accorge nessuno … chissà quanti lo fanno. Se gli chiede Bossi magari questo favore glielo fà.

  11. Viennese

    La parte più interessante dell’articolo è quella sui corsi di aggiornamento dell’ODG, ma l’articolo parte da un commento sulla situazion austriaca, e su questo vorrei dire un paio di cose.

    Vivo in Austria e vedo che i nostri Media hanno taciuto alcuni fatti: per supina ignoranza a causa di troppi corsi di aggiornamento?

    La sconfitta dei verdi:

    Non è vero che hanno perso tutti iparlamentari come strillano o nostri giornalai: la loro quota appartiene a Pilz (Lista Pilz). Peter Pilz è uno dei fondatori dei Grünen, insieme all’attuale presidente austriaco. I “giovini” verdi lo hanno buttato fuori dal partito, e lui si è creato la sua “Liste Peter Pilz”.
    Un suicidio politico, se volete, causato dall’ingordigia (“Mo’ avemo er presidente, ce femo anco du’ fette de’ cancelleria…”)

    Riguardo a Kurz:

    E’ vero che la sua propaganda elettorale ha rincorso l’FPÖ sui temi dell’immigrazione, ma i Popolari sono europeisti, e tutta la campagna elettorale di Kurz è da manuale: la strizzatina d’occhio al “populismo” è parte di un’insalata, e anche il personaggio giovane e brillante.

    Kern, l’ex cancelliere socialista, a caldo ha dichiarato che avrebbe parlato con tutti. Ora diversi rossi non stringerebbero mai la mano ai blu (FPÖ). E tutti significa proprio tutti…

    Aggiungo che gli Schwarze (i neri, cioè il colore dei popolari) sono un passo indietro rispetto ai socialisti nel problema dei rapporti con la Russia, e si allineano di più sulle posizioni della Mutti. Che tradotto significa: tutto fuorché peccaminosi populisti.

    Un altro aspetto delle elezioni:

    L’affluenza è stata più elevata che in passato. Si può interpretare come “una chiamata alle armi” o una preoccupazione maggiore per le sorti della nazione. Oppure, se si guarda alla demografia elettorale, ad una rinascita dell’interesse politico dei cittadini giovani e neo-elettori.

    Riguardo ai giochini in Austria, non sono da meno che in Italia. La chicca delle elezioni è stato il Silberstein-Affäre. Se avete tempo, date un’occhiata almeno a Wikipedia:
    https://de.wikipedia.org/wiki/Tal_Silberstein

    Cercate di capire che tecniche politico-narrative sono state usate, se riuscite a trovare tutta la storia fino alle ultime dichiarazioni del consulente Silberstein.

    In italiano esiste un articolo sulle elezioni (anche se dice cose un po’ diverse): http://www.ilpost.it/2017/10/15/breve-guida-alle-elezioni-austria/

  12. Saverio Gpallav

    quei corsi di aggiornamento sono autentici strumenti di indottrinamento. Siamo scivolati in un sistema totalitario che ha finora avuto l’abilità di lasciare l’illusione dell’esistenza di un’opposizione e della libertà dell’espressione del pensiero. in realtà l’opposizione parlamentare è per lo più collusa col governo e quella vera è dileggiata e totalmente ignorata. in casi estremi repressa. così come l’espressione del pensiero è ormai limitata al web perché gli organi di stampa o radiotelevisivi realmente liberi sono quasi inesistenti. Ma pure la rete sta per subire la censura col pretesto delle fake news e con la dittatura del politicamente corretto che consente la censura preventiva di ogni opinione sgradita. per la galera ci pensa la legge Fiano con le sue maglie larghissime che consentono di accusare di nazifascismo chiunque esprima idee eterodosse anche se non hanno realmente nulla a che vedere con quei regimi ormai defunti

  13. learco

    A proposito dell’insofferenza dei popoli dell’Europa orientale ed ex asburgica di fronte al tentativo di invasione musulmana gestito dall’elite globalista, sembra che Bergoglio, il Papa dello “ius soli” sia entrato in rotta di collisione con l’episcopato polacco.

    “L’iniziativa promossa qualche giorno fa dai polacchi, quella di un “rosario alle frontiere” contro l’invasione islamica e in difesa dell’identità occidentale, non è stata seguita e riportata dai media vaticani nonostante abbia registrato la partecipazione di un milione di persone. Difficilmente, del resto, il Papa dello Ius soli potrebbe avallare una spinta culturale così critica nei confronti della “società aperta” e dell’Europa senza frontiere.”

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bergoglio-e-chiesa-polacca-origini-dello-scontro-1453436.html

  14. Larry06

    Volevo raccontare un breve aneddoto, se a qualcuno interessasse. Spero di non essere noioso.
    Il 24 novembre 2015 ero in Piazza San Marco a Venezia così come molti altri miei concittadini ad assistere allo strano e alquanto sinistro funerale di stato, in pompa magna, di Valeria Solesin (che peraltro era in classe alle superiori con una mia amica, fra l’altro, radical chic pacifista-dirittoumanista), la ragazza che venne barbaramente uccisa al teatro Bataclan in quel di Parigi quando, finito il suddetto funerale, ritrovo in mezzo alla gente della piazza un mio amico di vecchia data (eravamo in classe insieme dalle elementari fino alle superiori). Dopo aver parlato del più e del meno, mi viene a dire che lavora a cottimo come giornalista per il noto giornale regionale Il Gazzettino. Chiedendoli se gli piacesse il lavoro che faceva, a parte la sua condizione di giornalista “votato al precariato ontologico” come lo ha definito il Direttore, lui mi dice: sì, mi piace il mio lavoro ma, sai, …credo che lo sai,…lo sai vero che non mi fanno scrivere quello che voglio. Alcuni pezzi di denuncia che vorrei che pubblicassero non me li fanno minimamente passare!
    Suona più o meno così quello che mi disse quel giorno. Ovviamente per noi che seguiamo il Direttore e non abbiamo gli “eyes wide shut”, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Tutto scontato. Già tutto previsto come già si sa. Ma era soltanto per rendere l’idea.
    Tutto qua. Questa è la breve storiella o la nota a margine, fate voi, che volevo condividere e le parole del mio amico di quel giorno sono l’ennesima conferma (una delle centinaia) che chi vorrebbe fare del sano serio e onesto giornalismo cercando di scrivere un seppur minimo barlume di verità viene immediatamente interdetto, bloccato, avvisato dolcemente per poi passare …
    Beh, il resto lo sapete anche voi del blog cosa succede se a qualche giornalista gli si balena di scrivere qualche pezzo “non conforme” ai dettami mainstram-kulandrici e politically correct, Udo Ulfkotte docet.
    Comunque colgo l’occasione di riallacciare questo articolo, tanto per rinfrescare la memoria, col vecchio articolo magistrale (di due anni fa orsono) del Direttore, scritto appositamente all’indomani delle varie stragi di Parigi che si sofferma proprio sulla unica vittima italiana (e mia compaesana) e l’ambiguo sinistro, direi alquanto massonico, funerale nella Venezia del fù Daniele Manin: https://www.maurizioblondet.it/litalia-in-guerra-ma-non-ha-niente-da-mettersi/

  15. Larry06

    @Learco
    Si, comunque ho notato anch’io l’articolo sull’episcopato polacco. Ha fatto bene a postarlo.
    Un parere.
    Che si stia muovendo o succedendo qualcosa nella Chiesa? Primi scricchiolii nella Chiesa di Papa ErLutero?

  16. glad

    Vogliamo ricordare l’Associazione Carta di Roma? Dal 3 febbraio 2016 il “Glossario” della Carta di Roma è parte integrante del “Testo Unico dei doveri del giornalista”. Quindi, in tema di immigrazione…. occhio ai termini! Tra gli sponsor dell’Associazione… udite udite: UNHCR The UN Refugee Agency, la Open Society Foundations (Toh! Soros….) e la 8per mille della Chiesa Valdese… Sempre mi emoziono quando rileggo questo link: https :/ /www. lucadonadel .it/onlus-e-migranti-in-italia-open-society/ ……lettura molto, molto interessante….
    Ciao, Maurizio! Ti adoro!

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