SUL KATECHON – E SU COME FOSSE SERIO IL GOVERNO ROMANO

“Cosa trattiene il mistero dell’iniquità?”.  Se lo chiede “fra Cristoforo”, uno stimabile sacerdote-blogger.  E’,ancora una volta, una meditazione sul katechon, il misterioso “qualcosa” o ”qualcuno che trattiene” la venuta dell’Anticristo,  di cui san Paolo parla (o meglio allude) nella seconda lettera ai fedeli  di Tessalonica.  Per Fra Cristoforo, quel che “trattiene” è  il Cristo Eucaristico che la neo-chiesa di Bergoglio, lui teme e prevede, sarà presto “tolto di mezzo”. Scrive:

“Cos’ha infatti in programma la neochiesa? Ciò che da tempo avevamo preannunciato e che in molte località già avviene: la messa ecumenica. Cambiare le parole della Consacrazione per rendere invalida la Messa. E quindi eliminare l”Eucaristia”. Tutto ciò, come sapete è in atto. Eliminando la Presenza Reale e Sostanziale non avranno più senso i Tabernacoli, perché non ci sarà più “Presenza”. Ecco chi è Colui che ancora trattiene: Gesù Eucaristia. E quando verrà abolita la Consacrazione, il “mistero dell’iniquità” avrà campo libero, perché si siederà al posto di Dio. Sarà l’apice della apostasia”.

Infinite sono le meditazioni che si sono fatte sul “katechon”,   vera   impressionante profezia apocalittica. Per san Tommaso d’Aquino, la forza  “che trattiene” la manifestazione finale dell’Anticristo  è il Romanum Imperium, divenuto da temporale a   spirituale nella Chiesa di Roma. Da Dostojevski a Massimo Cacciari fino a Carl Schmitt e il rabbino derisore Jacob Taubes, non c’è stato nessun grande spirito che non abbia tentato di capire: che cos’è il katechon?

Ricordiamo: San  Paolo  esorta i  fedeli di Tessalonica a non credere che sia imminente la seconda venuta di Cristo in gloria, ossia la fine del mondo e il Giudizio. “Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.

Subito dopo aggiunge:

Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è gia in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana.

Nel testo greco, Paolo usa la parola “katechon” prima nel genere neutro (qualcosa) e poco dopo, nel genere maschile (“uno” che trattiene, e sarà tolto di mezzo). Inoltre, parla per allusioni. Per prudenza, non vuole mettere per iscritto le circostanze che aveva spiegato a voce.

San Paolo era molto ben introdotto negli ambienti di Corte.

E’ la prudenza che in quei tempi si doveva usare quando si trattava degli “arcana imperii”.  Siamo nel 51 o 52  dopo Cristo: ultimi anni del  bonario imperatore Claudio.  Ancor due anni, e sarebbe asceso al potere Nerone; che allora era un giovinetto tenuto sotto controllo da un tutore d’eccezione:  Lucio Anneo Seneca, il filosofo stoico.   In quell’altissima società romana   c’erano già  dei cristiani, e San Paolo li aveva convertiti: infatti nella lettera ai Romani manda saluti a “quelli della casa di Narcisso”, il principale liberto di Claudio,  potentissimo e ricco, praticamente un ministro  in carica.

Ci sono anche solidi indizi che Paolo coltivasse buone relazioni con Seneca – perché  era fratello di Seneca quel Gallione governatore di Corinto, che (come si racconta negli Atti degli Apostoli)  salva Paolo dal linciaggio degli ebrei spedendolo a Roma, sicuramente con una lettera di raccomandazione al fratello. Ora, anche Seneca  era un importante esponente della corte, anzi  di fatto  sarà ministro nei primi cinque anni del regno di Nerone (54-59),  chiamati “il quinquennio felice” perché il giovine, agendo sotto tutela del maestro stoico, governa saggiamente.

Bisogna anche sapere questo: che la  condizione dei cristiani, anche di quelli appartenenti a quell’alta società, era pericolosa  e delicata. Vigeva infatti un  decreto senatoriale che sanciva: “Non licet esse christianos”.  Come mai? Tiberio imperatore, che regnò durante la vita di Cristo (morì nell’anno 37), era stato ben informato degli eventi  di Gerusalemme –   nel 36, quindi subito dopo l’esecuzione di Gesù,  vi aveva inviato un suo plenipotenziario (special envoy, direbbero oggi gli americani)   di nome L. Vitellio: costui, sappiamo,  congedò bruscamente Pilato e depose il gran sacerdote Caifa – e  sui cristiani sapeva quello che interessava: ossia che gli ebrei si stavano tumultuosamente convertendo  in  massa  a una nuova religione, che li rendeva   meno sediziosi e rivoltosi, ed era nell’interesse dello Stato favorirla.

Non licet esse christianos

Per questo motivo, Tiberio propose al Senato di dichiarare la nuova fede religione riconosciuta (religio licita).  Sbagliò, perché il riconoscimento delle religioni straniere spettava al Senato; sentendosi scavalcati, i senatori (che detestavano Tiberio e ne erano ricambiati di cuore)   per ripicca   silurarono la proposta imperiale, anzi emisero un senatoconsulto: “Non licet esse christianos”, è vietato essere cristiani. Un  divieto che aveva forza di legge  e ordinava la repressione e persecuzione di chi praticasse quel culto straniero.

Tiberio non poté far altro che porre il veto  (presidenziale, direbbero oggi in Usa), ma il veto imperiale durava fino  a che durava l’imperatore. Tiberio era morto da tempo;  il successore Claudio non lo applicò, e forse reiterò il suo veto (su consiglio di Narcisso?). Ma i grandi personaggi di corte che Paolo conosceva, e molti dei quali già cristiani o almeno simpatizzanti, sapevano di doversi muovere con estrema discrezione, sotto quella spada di Damocle.  Nerone avrebbe potuto “applicare”  quel senatoconsulto. Anche perché la sua giovane moglie, la bella Poppea, era circondata da ebrei  (c’era la lobby a Palazzo) e ”giudaizzava”, per cui  era ostilissima  ai cristiani.

Infatti Nerone scatenò quella prima, enorme persecuzione  dentro la quale sparirono migliaia  di cristiani,  fra cui Pietro, Paolo, Luca, e gli alti personaggi convertiti o simpatizzanti,  si ritrassero (e forse molti apostatarono).  Sembrò annullato il seme cristiano stesso e la missione di Paolo presso i gentili.

Quindi ora possiamo meglio capire che Paolo, quando dice “katechon”, intende qualcosa di concreto:   il veto imperiale  è “ciò  che impedisce la manifestazione”  dell’uomo di iniquità,  e “chi” finora lo trattiene, “fino a che sarà tolto dimezzo”, è l’imperatore. Infatti il povero Claudio fu tolto di mezzo per veleno,  nel 54, quasi certamente per volontà di Agrippina madre di Nerone.

Tiberio

Immagino  che non abbiate mai  saputo di questa versione dei fatti.  Da chi e come Blondet sa del  senatoconsulto fatale e del veto posto da Tiberio contro di esso? Ma  da Tertulliano. Questo apologista cristiano, vissuto fra il 155 e il 230,  nel 197 scrive una difesa del diritto dei cristiani di professare la fede, e –  rivolto alle autorità pagane – racconta letteralmente: “Al tempo in cui il cristianesimo entrò nel mondo, Tiberio sottopose al Senato i fatti annunziatigli dalla Palestina, dove si rivelò  la divinità stessa, e votò per primo a favore.  Il Senato votò contro, perché quei fatti non aveva esso stesso approvati. Consultate le vostre memorie”, conclude: ossia i vostri archivi, e vedrete che è andata così.

La storiografia mainstream non ha dato il giusto peso a questa testimonianza di Tertulliano, e perché? Per il pregiudizio anticristiano, che rende gli storiografi assolutamente diffidenti, iper-critici, solo quando si tratta del tema cristiano.  Tertulliano è “la sola fonte” che racconta questo  fatto, ed era pure un cristiano, quindi si sarà inventato la storia di Tiberio filo-cristiano …. Ciò è semplicemente assurdo.  Anzitutto, perché Tertulliano era un grande avvocato  di successo; nella sua difesa dei cristiani, si rivolgeva a giuristi  pagani competenti come lui,  che non gli avrebbero lasciato passar una menzogna di quella fatta. Per di più, se non  ci fosse stato quel senatoconsulto, Tertulliano avrebbe impostato la difesa dei cristiani  sull’argomento che  non esisteva la base giuridica per condannarli.  Invece l’avvocato riconosce che la base giuridica c’è.  Ma li sfida a “consultare  le vostre memorie”, così capirete che fu una ripicca impulsiva dei senatori.

Acta diurna – il giornale ufficiale era esposto al pubblico.

Ecco un’altra cosa che  lascia increduli  il  mainstream: poteva  un  avvocato dell’anno 197  aver consultato i documenti di uno scontro al Senato avvenuto nel 37, ossia un secolo e mezzo prima,  fra Tiberio e la Casta? Ebbene sì.  Dovevano essere conservati “atti parlamentari” assai dettagliati;  specie per i   decreti senatori, che   erano piuttosto rari (forse meno di uno all’anno)  e la cui forza di legge era perpetua, fino a che non fossero  abrogati  nella forma dovuta dal Senato stesso. E’ chiaro che questi atti erano accessibili sia agli storici (se no come avrebbero fatto Livio o Tacito a rievocare eventi molto antichi?) sia soprattutto  ai giuristi e agli avvocati, che avevano esigenza di conoscere la formulazione termino logicamente esatta delle leggi  – le quali erano atti pubblici, non esistevano leggi segrete – e come erano  state formate.

Insomma abbiamo qui la conferma che Roma era un governo serio, moderno, che  si fondava fortemente sul diritto formale,  dove l’esecutivo (imperiale)  agiva in  una tesa e contenziosa diarchia con il legislativo oligarchico (Senato), e manteneva apparati  amministrativi di alto livello, ovviamente aperti al giudiziario (giudici e avvocati) e quindi anche ai cittadini quando dovevano adire  ai tribunali.  E’ dunque evidente che Tertulliano, per preparare la propria “apologia”, “cerca l’origine delle leggi anti-cristiane”  negli archivi   antichi di un secolo e mezzo.

Non c’è nulla di strano in ciò. Anche gli avvocati e giudici inglesi cercano, di fronte a una causa,  “i precedenti”, ossia le decisioni di giudici antichi,  spesso risalenti a secoli addietro. Lo strano è che questa ricostruzione  storica non sia ancora diventata mainstream , né nella storiografia né nella Chiesa. Io la devo agli studi   geniali della grande romanista Marta Sordi e del suo gruppo di studio; che essendo italiano e cattolico, è caduto sotto il noto pregiudizio.  Se fosse stata  una storica di Cambrige o della Texas  University, Alberto Angela avrebbe dedicato una trasmissione alla “eccezionale scoperta”.

(Marta Sordi, I cristiani  e l’Impero Romano,  Jaca Book 1984).

Tutto ciò che abbiamo qui ricordato  non  vuole affatto smentire  le interpretazioni spirituali ed attualizzanti del “katechon”,   la misteriosa forza che trattiene.    Anche per Paolo, il ”katechon” è  insieme Tiberio, Claudio, ma anche una realtà pre-apocalittica e meta-storica, perché ogni tempo “è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi”, come attesta Giovanni (2a lettera, 18).  E moltissimi anticristi sono all’opera soprattutto oggi,   sia nel “totalitarismo della dissoluzione”  diventato governo, sia nella neo-chiesa ideologicamente “più buona di Gesù”, nomade, senza storia né cultura, senza comandamenti, senza Vangelo perché allora non c’erano registratori….

“Colossus Neronis”, la colossale stuata dorata con cui Nerone si fece ritrarrecome dio solare.

Quel che mi premeva correggere è l’idea che l’Eucarestia sia, in sé, il katechon.  Ossia che sia la Presenza spirituale.   Tommaso d’Aquino coglie più nel segno, dicendo che è il potere civile giusto, laico, lo Stato obbediente  al diritto naturale,   ad essere “la  forza che  trattiene”. Su questa linea è anche  Carl Schmitt: per cui la  legittimazione finale di uno Stato è di fare da “katechon”, frenare  che il caos morale e l’ingiustizia prendano il potere assoluto e totale   – ed oggi ben vediamo come esso sia ampiamente “tolto di mezzo” in Italia ed Europa. Anche Jacob Taubes  concorda: deride infatti la Chiesa cattolica perché “prega per la salvaguardia dello Stato perché – Dio ne scampi – se esso non tiene si devono fare i conti col caos, o peggio, ancora, con il Regno di Dio”. Ovviamente  Taubes  intende per “Regno di Dio”, ebraicamente, la “libertà assoluta  dalla Legge”  da ogni legge, , quella liberazione  per cui (disse un certo tentatore nell’Eden) “voi sarete come dèi” –   e coincide col caos, la dissoluzione di ogni ordine, il regno dell’Anomos, il Senza-Legge. Chiunque può constatare chi sta accelerando l’avvento di un tale Regno. Gli anticristi sono molti e scatenati.

 

Post Scriptum

Della missione di L. Vitellio in Medio Oriente come Special Envoy di Tiberio parla anche Giuseppe  Flavio  (Antichità Giudaiche, XVIII, 82 ; essendo un ebreo, gli storiografi gli credono). Vitellio scrisse anche dei Commentari, un rapporto sulla sua operazione, che Tertulliano conosceva ma non ci sono pervenuti.   La sua deposizione di Caifa (il sacerdote che  processò Cristo) configura “una protezione, sebbene indiretta, dei cristiani” (Marta Sordi). In base  a quale accusa si poté mandar via il gran sacerdote,  notevole ingerenza  degli affari religiosi interni, senza suscitare la ribellione dei sediziosi ebrei?  Si deve sapere che i Romani avocavano a sé le pene capitali nei paesi che occupavano. Sulla crocifissione di Cristo Vitellio non poté recriminare, perché era “legale” dato che era stata comminata da Pilato, il governatore. Ma c’era stata un’altra condanna a  morte, questa arbitrariamente comminata secondo il metodo giudaico: la lapidazione di Stefano, il protomartire, nel 36, alla  quale partecipò lo studente rabbinico Saulo di Tarso. Essa era “illegale” e violava il diritto romano. Che era una cosa seria.

 

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  • juden frei

    E con ” il diritto romano che era una cosa seria ” ha dato la giusta chiusura all’articolo e la giusta misura alla nostra condizione attuale..

  • Precisissimo. Dante invocava la Restaurazione dell’autorità imperiale, rappresentatrice della figura di Dio Sommo, in terra. Tale concetto fu rimosso, in Europa, nel 1918.

  • luca

    Chiedo scusa in anticipo, caro direttore! Ho sempre evitato di intervenire con commenti ad articoli di stampo religioso perchè sono ateo. Questa volta mi permetto un piccolo suggerimento: visto che l’attuale Santo Padre non riscuote la sua simpatia e neppure quella dei suoi attenti lettori ed essendo convinto che il nemico va colpito laddove ha i suoi interessi, consiglio di togliere l’8×1000 al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. Il realtà so che è banale e serve a poco. Comunque mi piacerebbe che Lei indagasse la vera pericolosità del Papa che è rappresentata dal solo fatto che Bergoglio è gesuita. Chi siano i gesuiti e quali collegamenti tengano con i poteri forti e fortissimi lo sappiamo in tanti. La realtà della Chiesa, caro direttore, comprende anche politiche spesso sporche. Il Vaticano non fa eccezione. L’attuale Santo Padre è funzionale a un sistema che l’ha voluto al soglio di Pietro. Lei queste cose le sa benissimo. Chissà, direttore, magari avremo modo di confrontarci con tematiche di grande attualtà come gli studi di Biglino o di come e perchè la Conferenza Episcopale Tedesca abbia modificato la Bibbia nella sua ultima edizione. Allora forse si capirebbe perchè i Gesuiti gestiscano uno dei più potenti osservatori astronomici che studia e ricerca la vita oltre il nostro sistema solare.
    Cari saluti

    • Piero61

      salve
      sono ormai tre anni chem, da cattolico, non devolvo a nessuno il mio 8×1000 mentre il 5×1000 lo dono alla fondazione Di Bella;
      l’articolo è un meraviglioso saggio di storia
      Grazie !
      un saluto
      Piero e famiglia

  • straordinario articolo, grazie.

  • MattioliLorenzo

    Alcuni dubbi forse dello stesso gruppo di ricerca o forse con altra fonte( non ricorodo).
    Agrippina madre di nerone era anche sorella di Caligola che aveva governato per pochi anni (4) morto 13 anni prima dell’incoronazione di nerone (incoronato proprio a quell’età)
    oltre a pregiudizi che dicevano appunto che claudio fosse stato avvelenato dalla moglie agrippina per far succedere narone e non britannico, legale successore al trono di cui le voci davano la colpa della sua morte sempre per avvelenamento, (e non per crisi epilettiche di cui la gens claudia compreso il grande giulio cesare soffriva) esiste anche il fondato dubbio che nerone stesso, fosse frutto di concupiscenza tra la madre e lo zio (caligola).
    Pultroppo questi però sono tutti dubbi che tali rimarranno.

  • Iceberg

    Allora indebolire lo Stato italiano ad ogni costo ha un grandissimo significato escatologico visto che il Vaticano è al suo interno…

  • iotaemmeelle

    Ammirevole articolo. Ringraziamenti.

  • Leporello

    Che ci siano stati molti “anticristi” nella storia del cristianesimo è una realtà e sicuramento uno di questi è stato Nerone.
    Ma il vero Anticristo deve ancora venire anche se il pensiero prevalente del clero attuale è che l’Apocalisse faccia riferimento a episodi precedenti o contemporanei al 90-100 dopo Cristo, basta leggere alcuni testi approvati e distribuiti dalle librerie cattaoliche.In sostanza a partire da Giovammi XXIII dovremmo ritenere che San Giovanni non è un “profeta di sventure” e che se è vero che , nell’epoca in cui l’Apocalisse è stata scritta, ci sono stati dei kathecon , essi sono di una categoria al livello di Tiberio e Claudio.
    Molto giusto quello che il direttore Blondet vuole affermare e cioè quando uno Stato le cui giuste leggi di ispirazione cristiana sono applicate e rispettate si presenta come un vero Kathecon che frena l’avanzato dell’Anticristo e il confronto con l’attuale situazione italiana e europea è di una triste evidenza.
    Ma , solo apparentemente in contrasto con quanto detto sopra, sono dalla parte del blogger Fra Cristoforo che afferma essere l’Eucarestia il vero Kathecon . Io aggiungo che anche quando la Santa Messa sarà eliminata l’Eucarestia resterà nel cuore e nell’anima dei cristiani perché non è una medicina che si prende a dosi giornaliere . Il compito più duro dell’Anticristo sarà quello di sradicarla inducendo i cristiani al peccato o all’abiura ed è per questo che la sua sconfitta è già scritta.

  • maria

    Gentilissimo dottor Blondet, il biblista Don Silvio Barbaglia ha appena finito la stesura di un articolo di 26 pagine relativo al katecon che verrà pubblicato prossimamente su una rivista di settore biblico. Dopo che gli ho segnalato il di Lei articolo di oggi mi ha inviatoil suo lavoro per passarlo solo a Lei (se vuole) intitolato “la dissoluzione del katecon” come completamento dello status quaestionis.
    Le chiedo, se fosse interessato, di dirmi come contattarla direttamente per inviarle il lavoro.
    Grazie e cordiali saluti.

  • Caro Blondet,
    come ha giustamente evidenziato lei nel magnifico suo articolo, il mainstream della storiografia accademica si guarda bene dall’accettare gli eccellenti e documentatissimi studi storici della grande Marta Sordi e dei suoi allievi. Tra questi ultimi spicca per mente geniale la giovane piacentina (poco più che quarantenne) prof.ssa Ilaria Ramelli, che con la scoperta del frammento porfiriano relativo al da lei citato senatoconsulto del 35 ha messo definitivamente Ko i detrattori della testimonianza di Tertulliano. Ne ho recentemente parlato a Roma presso l’Almo Collegio Capranica, presentando il volume della suddetta studiosa.
    Chi è interessato può leggerlo a questo link: https://www.donennioinnocenti.it/riflessioni/presentazione-del-libro-ilaria-ramelli-gesu-roma/
    Una grande studiosa e una credente vera che il mondo accademico internazionale ci invidia, a differenza di quello indigeno, che non potendo contrapporre alcunché di scientifico alle documentatissime tesi della Ramelli, preferisce invidiosamente ignorarla e tacere.

  • Larry06

    Articolo come al solito magistrale e illuminante da parte del Direttore a maggior ragione quando un argomento di questa portata mi tocca in prima persona visto che di cognome (nomen) faccio proprio …Tiberio! Ora avrò una scusa in più per approfondire la storia del mio illustre “avo” attraverso Tacito, Tertulliano e Svetonio.

    Grazie di nuovo Direttore per il Suo coraggio, la Sua indefessa ricerca della Verità e opera di vera divulgazione (…altro che Alberto Angela!).