Un farmaco che costa pochi centesimi potrebbe aver messo in crisi il coronavirus. Possibile che la soluzione fosse sotto i nostri occhi da sempre?
Mentre il mondo ha speso miliardi in vaccini e antivirali, uno studio italiano rivela una verità scomoda: la comunissima aspirina sarebbe in grado di colpire direttamente il Covid-19, impedendogli di infettare le cellule.
Sì, hai letto bene.
👉 Aspirina.
👉 Covid.
👉 Distrutto.
La scoperta che fa tremare Big Pharma
I ricercatori dell’Istituto Mario Negri hanno osservato che l’acido acetilsalicilico manda in tilt la proteina Spike, la “chiave” che il virus usa per entrare nel nostro organismo.
Senza Spike funzionante, il virus:
non entra nelle cellule
non si replica
perde potenza
In laboratorio, il SARS-CoV-2 viene letteralmente disarmato.
Coincidenza o rivoluzione?
L’aspirina esiste da oltre 100 anni, costa pochissimo ed è fuori brevetto.
Una domanda sorge spontanea:
💥 Perché nessuno ne ha mai parlato prima?
Secondo lo studio, oltre a ostacolare il virus, l’aspirina:
riduce l’infiammazione
limita i danni ai polmoni
frena i meccanismi più pericolosi del Covid
Un effetto doppio: contro il virus e contro i suoi danni.
Quello che “non ti dicono”
Ovviamente, subito arrivano le precisazioni:
“Serve cautela”,
“Sono studi di laboratorio”,
“Non è una cura”.
Le solite frasi che accompagnano ogni scoperta scomoda.
Ma resta il fatto: un farmaco economico e universale ha mostrato effetti diretti contro il Covid. E questo, per molti, è già abbastanza per farsi delle domande.
Lo studio apre uno scenario inquietante:
👉 E se la risposta fosse sempre stata lì, ignorata perché troppo semplice?
La verità, come sempre, sta nel mezzo
Covid-19. Ecco come l’aspirina modifica la proteina Spike e ostacola l’ingresso del virus nelle cellule, riducendo il danno polmonare
Un nuovo studio dell’Istituto Mario Negri, pubblicato su Frontiers in Immunology, mostra che l’aspirina induce modificazioni strutturali della proteina Spike di Sars -CoV-2, riducendone la capacità di legarsi alle cellule dell’ospite. Nei modelli sperimentali questo si associa a una diminuzione di infiammazione, fibrosi e danno polmonare
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il CEO di Pfizer chiede le dimissioni del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Kennedy
Il CEO di Pfizer, Albert Bourla, critica la collaborazione con l’amministrazione Trump sui vaccini. Chiede indirettamente la sostituzione del Segretario alla Salute e ai Servizi Umani.

Il CEO di Pfizer Albert Bourla considera il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. una spina nel fianco.
Foto: Fabrice Coffrini/AFP tramite Getty Images
Tempo di lettura : 5 min.
In breve:
- Il CEO di Pfizer Bourla chiede indirettamente le dimissioni del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr.
- Kennedy riorganizzò radicalmente il sistema sanitario americano.
- Respinge le accuse secondo cui sarebbe un no- vax .

