Sei democratico, quindi puoi essere golpista, nazista, razzista, reazionario….

 

Dunque  proviamo a ricapitolare.

Se siete democratico, potete invocare il colpo di stato militare contro questo governo. Se siete democratico,  potete auspicare un  generale Pinochet  italiano (magari un ammiraglio?) perché “ qui siamo di fronte a quelli che ti rubano la casa e ti ammazzano la moglie….siamo in situazione di pre-guerriglia….e sono peggio del fascismo””,  quindi se siete democratico  potete sbavare frasi ultra-fasciste e   augurarvi  che “nessuno andrà a votare perchè le forze armate che sono le sole ad avere le armi interverranno”.

Naturalmente se  foste, poniamo, di Fratelli d’Italia, e  andaste  inveendo questi propositi  in una importante trasmissione televisiva, con la bava alla bocca per di più,  tutti i media e il PD urlerebbero al pericolo fascista,  l’ANPI farebbe manifestazioni  antifasciste, gli ebrei urlerebbero che l’0loché è imminente, la Commissione UE voterebbe sanzioni contro di voi. Ma sei democratico come Giampaolo Pansa, e dunque poi permetterti di essere golpista – restando democratico.

PANSA: “QUESTO GOVERNO SARÀ ABBATTUTO….E INTERVERRANNO LE FORZE ARMATE”

Se sei un importante intellettuale democratico e progressista, come Corrado Augias, puoi  augurarti che il diritto di voto venga limitato a chi ha una “patente” , un livello di cultura e informazione, e  dal voto siano esclusi gli ignoranti – sottintesi , che hanno votato 5 Stelle e Salvini.

 

 

 

 

 

Sulla limitazione del diritto di voto, se sei un progressista, potrai dire: “non è un esercizio vano discuterne anche perché i pericoli che il suffragio universale comportava furono chiari da subito”.

Ovviamente se io, poniamo, scrivessi  una simile frase, sarei catalogato come un nemico della democrazia, un  fautore di oligarchie ed aristocrazie, un reazionario sulla linea bimillenaria di Platone, De Maistre , De Bonnal e perché no, di Julius Evola.  Ma ciò, solo perché non sono democratico,  nel senso che non simpatizzo per il PD. Augias invece resta democratico pur essendo un critico della democrazia.

Anche se  apprendiamo da lui con qualche sorpresa che “i pericoli del suffragio  universale” fosse chiari alla sinistra “fin da subito”. Fin da subito quando?  Non mi sovviene di socialisti né comunisti che lottassero, nel ‘900,  per riservare il voto  eclusivamente  ai sapienti e agli abbienti;   né che  dei “democratici” abbiano messo in guardia dai pericoli  del voto a tutti  durante l’elaborazione delal Costituzione antifascista. Anzi hanno  lottato per  estendere il voto alle donne, ai diciottenni, persino ai negri appena sbarcati dallo scafista.

Sembra dunque non “fin da subito”. Sembra proprio che i democratici abbiano scoperto i pericoli del suffragio universale solo adesso, da quando cioè  il  popolo italiano non ha votato più loro né  i loro caudatari, quelle finte opposizioni di professionisti delle elezioni che, come loro, hanno prodotto la regressione in senso oligarchico dei sistemi fondati  sulla rappresentanza e la delega.

 

Anche questo Leonardo Becchetti, economista, molto progresista, propone di limitare il diritto  elettorale attivo e passivo a chi non ha fatto un esamino di scienza delle finanze.  E insiste pure sul tema: solo i competenti hanno diritto di comandare e di votare.

 

Per fortuna un altro economista gli risponde: questo è giocare col fuoco. Max D’Antoni deve essere meno democratico, in quanto difende il suffragio universale, e sente come pericolose per la vita civile le asserzioni del democratico.
Naturalmente, se però sei democratico, puoi dire che solo i competenti, i sapienti, quelli che hanno fatto l’esame hanno il diritto di comandare – alla stessa stregua che per affidare la guida di un convoglio, bisogna che il guidatore abbia fattpo un corso. Ovviamente dimenticando che “I competenti” ci hanno portato alla rovina: da Ciampi  che ha tramato con Andreatta il divorzio Tesoro-Bankitalia, a  Prodi che ha svenduto l’Iri,  fino a Mario Monti che ha stroncato l’economia aumentando per giunta il debito pubblico che doveva ridurre,   fino a Trichet che aumenta i tassi quando deve diminiuirli e a Cottarelli che sbaglia i moltiplicatori  quando obbliga la Grecia ai tagli mortali – è tutta una galleria di “competenti” e tecnocrati che hanno commesso errori,  anzi peggio: li hanno ostinatamente proseguiti ed aggravati, perché hanno  eseguito ordini da altrove e perché le loro pretese di comando non venivano da alcuna nozione “scientifica”, bensì da pregiudizi di un’ideologia che il “popolo ignorante” ha sperimentato sulla sua pelle come rovinosa.

Ed ecco il punto che giustfiica il suffragio universale,  il voto ai cittadini, lavoratori, donne di casa:  non perché il popolo sia meglio dotato o ancor meno, infallibile, ma perché è il popolo che subisce  le conseguenze delle decisioni politiche, ne paga il prezzo. Se tali decisioni sono sbagliate, che almeno ne sia responsabile. Con tutti i rischi  connessi. Ma il governo dei tecnocrati non è meno esente da rischi ed errori.

La democrazia è la partecipazione di un popolo al suo destino”(Moellen van den Bruck)

Naturalmente è strano che uno possa dirsi democratico ed auspicare un governo dei sapienti. Platone, almeno, non si  pretendeva democratico. Nè coloro che volevano limitare il voto agli abbienti. Perché no? Visto che ormai il PD è votato solo ai Parioli e Montenapoleone, i democratici sarebbero finalmente appagati.  Trionfo della democrazia..

Chi più democratico di Beppe Civati?  Ebbene, eccolo che twitta:

“Basta dare potere a chi non crede nella scienza, a chi nega i cambiamenti climatici”.

Lo fa postando una filippica-video  sul clima di Harrison Ford, in rappresentanza di quella che Civati crede  La Scienza, o lo Scienziato .  Il punto però è sempre quello:  solo gli scienziati devono avere il potere.  Solo i tecnocrati, gli esperti, i laureati in scienza delle finanze –  Le minoranze  eccellenti, che si dichiarano ecellenti fra loro, si cooptano fra eccellenti. Esclusione del “popolo”  che non è all’altezza: dei Civati.

Di fatto, ciò si configura come “precludere a qualcuno l’esercizio democratico del governo a cagione delle sue opinioni”,  suggerisce Il Pedante: Civati un vero democratico. .

I democratici vanno molto lontano. Per esempio, sulla  polemica pro e contro le vaccinazioni, eccone uno che propone:

 

Già, perché no? Una idea molto democratica. La praticavano i nazisti, che così potevanmo riconoscere all’istante un ebreo.  E’ bello essere democratici, perché così ci si può permettere di scrivere cose come queste, e nello stesso tempo di chiamare razzista e fascista Matteo Salvini e tutti quelli che lo votano.

E’ molto democratico.  Come il presidente Mattarella che sta lanciando in ogni occasione l’allarme:  “sovranismi, nazionalismi” e populismi portano alla guerra  in Europa. Antonio Socci gli ha rispettosamente ricordato che –  mentre Salvini non ha mai ordinato guerre né bombardamenti –    “fu il governo D’Alema che coinvolse l’Italia nell’intervento militare contro la Serbia” e  il bombardamento di Belgrado,  nel 1999″,  governo di cui Sergio Mattarella era vice-presidente del Consiglio. Sono i democratici e possono bombardare. Possono fare le guerre e   i fascisti, sono sempre gli altri.

Guerra alla Serbia, 1999

Dunque ricapitolando: si può essere democratici ed insieme nemici del voto popolare, auspicare golpe militari,   voler togliere il voto a chi la pensa diversamente da voi, negare legittimità ai governi eletti e sostenuti da un’amplissima maggioranza, istigare all’odio verso gli avversari, occupare totalitariamente gli spazi del dibattito pubblico, perseguitare per delitti d’opinione, tatuare i no-vax  come gli ebrei – e non essere affatto visti  pericolosi  nazi-fascisti con criminose pulsioni alla dittatura. E ancor meno, sarete disposti a  vergognarvi un po’ di tutto quel che avete detto  e scritto di nazifascista,  reazionario, antidemocratico.

Come è possibile questo miracolo? Essere nazistoidi, inclini alla violenza e alla repressione delle opinioni  altrui, e restare democratici?  La sola spiegazione spiegazione possibile è questa: essere “democratici” non è una appartanenza politica. E’  una superiorità ontologica. Uno stato metafisico, un Più-Essere. E’ democratico  chi si sente ontologicamente superiore agli avversari, che può praticare i crimini di cui li accusa, senza essere macchiato. Naturalmente questa è stata la convinzione profonda degli hitleriani  –  la superiorità ontologica degli ariani.

Dunque ora lo sappiamo:  i nemici della democrazia, sono i democratici.

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