Quanti stecchiti dalla chemio. E dai giornalisti ignoranti.

Il Lancet, una delle più stimate riviste mediche, “Giorni fa ha pubblicato un lavoro firmato dal Public Health England e Cancer Research Uk, condotto su 23,000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni.

«L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata.  «Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%. …. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%» *

«Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro».

Ho copiato e incollato da “Senza Nubi”, sito del professor Sandro Carlo Mela.  Che è stato docente di medicina interna all’Università di Genova, ha avuto diversi incarichi scientifici al CNR, è  co-autore di  583 pubblicazioni scientifiche, delle quali 212 su riviste internazionali,  con  1823 citazioni da riviste internazionali.

Suo anche il commento che segue: “È notevole che siano stati proprio il Public Health England ed il Cancer Research Uk a sentire il bisogno di rivedere criticamente il proprio operato, raccogliendo una casistica imponente e traendone infine le conseguenze. Ci si pensi bene. Questa è l’essenza della metodologia scientifica.  Fare ipotesi. Verificarle. Accettarle se i fatti le corroborino e rigettarle se i fatti le contraddicano.  Quanto è duro accettare che i fatti smentiscano le teorie!”.

Gli antiblastici come causa di morte precoce. Lancet.

Poiché  il professor Mela è scienziato e scrittore elegante, penso questo sia stato il suo modo di  intervenire nella canea giornalistica innescata da un  caso di cronaca. Regolarmente riportato dai media in questi termini:  “I genitori rifiutano la chemio, lei muore a 18 anni di leucemia”. Naturalmente accusando i genitori di aver ammazzato la figlia  perché credono a ciarlatani (“il dottor Hamer”), ché se invece  avessero portato la figlia dal celebre professor Veronesi, che l’avrebbe sottoposta alla chemio,  la fanciulla sarebbe ancora viva.

A Veronesi nessun  giornalista  ha mai chiesto conto di quanti, nella sua lunga carriera, ne ha ammazzati con la chemio. I lavori dei due importanti istituti  sanitari pubblici inglesi, riportati da Mela, dimostrano che c’è una percentuale da alta a ragguardevole di pazienti che viene addirittura stecchita dalla chemio. Nei primi trenta giorni dal trattamento.

I giornalisti soprattutto, hanno colto il caso o i due casi di cronaca per lanciarsi in una battaglia morale: non solo contro di due genitori che hanno accusato di aver ucciso la figlia, ma in genere contro la diffidenza della “gente”  contro tutto ciò che è scientifico, o anche solo ufficiale: c’è chi ha messo la diffidenza generale del pubblico per la chemio sullo stesso piano del “il rigetto dei partiti”;   il rifiuto delle vaccinazioni   alla stessa stregua  di un rigetto anarchico e cieco verso ogni autorità;  il discredito verso “il celebre oncologo Veronesi” alla stessa stregua del “populismo” che “abbiamo visto emergere anche nelle elezioni in Germania”.  Insomma vedono, i giornalisti, un rigurgito di passatismo, oscurantismo e pensiero magico, un ritorno al Medioevo,   che si sentono in dovere di combattere con l’ironia dei loro Lumi. Invocando anche i giudici, se occorre, perché sottraggano la patria potestà dei genitori anti-chemio  e affidino  i figli malati  per forza pubblica a Veronesi e alla sua  terapia citotossica con metalli pesanti ed iprite; la libertà dei pazienti non è accettabile, se essa sfocia in superstizione e cure con vitamina C o veleno di scorpione.

Manca la cultura generale

Il problema è la quantità di Lumi in possesso di detto giornalisti.   Nell’ascoltare Radio 24,  mi è capitato di ascoltare  – per esempio –   che per alcuni di qui valorosi redattori,  la funzione di insetti impollinatori era una scoperta recentissima, dovuta alla lettura di qualche articolo sulla sparizione delle api  che mette in pericolosa produzione di frutta. Alcuni erano persino increduli del processo, “finalmente anche i più testoni di noi l’hanno capito”,  ha detto giulivo un giornalista. Sentito con le mie orecchie. Ora, la meravigliosa simbiosi fra le api e gli alberi da frutta è una nozione che dovrebbe essere nota già dalle elementari.  Anche giornalisti radiofonici (che si ammette siano di qualche tacca sotto i colleghi “della carta stampata”) dovrebbero saperlo. A cosa serve, sapere  la funzione impollinatrice, se si è giornalisti economici o dello spettacolo? Serve: è un elemento di quella che si chiama “cultura generale”, senza la quale,  sfuggono le complessità del discorso scientifico. Infatti costoro, nella missione che si era dati di condannare la famigli che aveva sottratto la figlia alla chemio, e per estensione- – la loro battaglia contro “il populismo”, han rimbeccato i lettori con argomenti di mera fede: bisogna credere a Veronesi, perché egli è famoso, e rappresenta la Scienza.

E' così ricco che possiede un lungomare
E‘ così ricco che possiede un lungomare

Nel caso, essi  non sono in grado di informarsi. Ignorano che   su questi temi, è utile consultare come fonte il sito del National Cancer Institute (fondato da Nixon nel ’71 per ‘sconfiggere il cancro’,e che il cancro ha sconfitto – reca onestamente tutti i dati , lo stato dell’arte della ricerca, e avverte che nessuno dei trattamenti che indica uno per uno può essere definito “cura del cancro”).

Invece i media italiani hanno dato spazio al Veronesi che ha detto e ripetuto: “Il cancro non è più una malattia incurabile, e le moderne terapie possono salvare la vita”. Affermazione, così come espressa, menzognera.  Gli oncologi parlano di “sopravvivenza a cinque anni” del malato trattato con la chemio, che  è cosa molto meno ambiziosa che  guarigione. A proposito del  caso dei genitori che hanno evitato alla ragazza la chemio,   qualche giornalista ha tirato fuori che la cosa era particolarmente colpevole,  perché con la chemio  c’è, nel caso, una sopravvivenza del 63 per cento.  E’ già un miglioramento rispetto al 50% (di sopravvivenza a 5 anni) vantato  fino ad alcuni anni fa. Ma  come e dove si ottengono queste percentuali? L’ha spiegato il dottor Francesco Bottaccioni membro dell’Accademia delle scienze di New York, docente di psico-oncologia alla Sapienza (cito da Cancro SpA di Marcello Pamio):

“Il 50% di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la metà del numero dei malati, come si è indotti a  credere, ma la media delle varie percentuali di  guarigione dei diversi tipi di cancro. Per capirci: si somma, ad esempio, l’87% di guarigione del cancro del testicolo con il 10-12 di quella del polmone e si fa  la media delle percentuali di guarigione, senza calcolare che i malati di carcinoma al testicolo sono 2 mila l’anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone sono attorno alle 40 mila”.

Ora, chiunque vede che questo è  un metodo di conteggio disonesto, indegno di un settore che si dichiara “scientifico” e di una pretesa “scienza” chiamata oncologia;   un metodo truffaldino che giustifica ad abbondanza  la diffidenza  crescente dei pazienti, e autorizza i peggiori sospetti  sui veri motivi per cui si continua ad imporre la “cura” chemioterapica.

La triste verità è che la sopravvivenza a cinque anni nel caso, poniamo, di carcinoma del pancreas è il 2 percento. I l che significa che il 98 per cento dei pazienti sono morti. A cinque anni, sono trapassati  il 90% dei malati di glioma cerebrale,  l’80 per cento dei colpiti da melanoma maligno, il 92,5 per cento dei  cancri polmonari;  è scomparso il 98 per cento dei colpiti dal carcinoma del fegato, e il 100 per cento degli affetti da carcinoma della pleura.  Si può dire che “il cancro oggi non è più una malattia incurabile”? E che i malati devono affidarsi ad occhi chiusi a Veronesi invece che ai “ciarlatani”?  Non esistono statistiche sui pazienti di ciarlatani: c’è il fondato sospetto che i loro dati di sopravvivenza cinque anni sarebbero se non migliori, pari a quelle vantate dalle false statistiche degli oncologi.

Infatti. E la prova è nella monumentale indagine clinica condotta da Dal Dipartimento di Oncologia Radiologica del Northern Sidney Cancer Center e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology il dicembre 2004. E’ intitolato:  “The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult Malignancies”, ossia: Il contributo della terapia citotossica  alla sopravvivenza nei cinque anni  nei tumori maligni di adulti”.

Uno studio colossale. Sono stati  seguiti per 14  anni 155 mila pazienti americani ed australiani  colpiti da  tumore. Alla fin fine,  i ricercatori concludono che 3.306 di questi sopravvissuti a cinque anni possono  ragionevolmente essere attribuiti alla chemio.    3,303 su 154.971 pazienti, significa un tasso di ‘guarigioni’ del 2,3 per cento in Australia e del 2,1  in Usa. A che scopo prescrivere – e obbligatoriamente –  un medicinale che mette l’inferno nel corpo del paziente (come disse il professor Staudacher), per un tasso di guarigioni del 2 per cento? Qualunque cura di ciarlatano può vantare un 2%, se tenesse le statistiche dei suoi pazienti.

La  conclusione degli studiosi di Sidney infatti è questa: “…E’ chiaro che la chemioterapia citotossica dà solo un contributo minore alla sopravvivenza da cancro.  Per continuare la prescrizione [gratuita nel servizio sanitario nazionale] di farmaci chemioterapici,  si richiede con urgenza una rigorosa valutazione del rapporto fra costo ed efficacia e dell’impatto sulla qualità della vita”.  Di fatto, sconsigliano il servizio sanitario nazionale di continuare a pagare per questi costosissimi “farmaci” che  rendono miserabile la vita del paziente, e non fanno guarire.

Chi sa l’inglese può leggere lo studio integrale qui:

http://www.chrisbeatcancer.com/wp-content/uploads/2011/12/contribution-of-chemotherapy-to-5-year-survival.pdf

Rapporto-Morgan-chemioterapia-efficacia

Chi ha pazienza di guardare le tabelle contenute nelle prime pagine dello studio, vedrà che anche la percentuale del 2.3 per cento di guarigioni a 5 anni con la chemio deve essere fortemente ridimensionata: dipende dal tipo di tumore. Vi sono tumori, al pancreas, alla milza, il melanoma – in cui la sopravvivenza è segnata da una lineetta orizzontale: significa zero. Nessun sopravvissuto, chemio o non chemio.  La miglior efficacia della chemio viene attribuita per il cancro al testicolo, che come abbiamo visto è uno dei pochi di cui  gli oncologi vantano una sopravivenza dell’87%  per cento. Il che significa che guarisce quasi sempre da sé. Lo studio australiano  dà  qui un tasso di sopravvivenza del 47%: si può dunque addirittura temere che la chemio  peggiori il decorso di un tumore tutto sommato modestamente pericoloso.

Ma naturalmente, bisogna consultare le fonti, saper cercare nella letteratura scientifica: cosa che evidentemente i genitori della ragazza morta hanno fatto – hanno rifiutato a ragion veduta la terapia letale –  e che non hanno fatto i giornalisti illuministi senza cultura generale,che hanno accusato quella famiglia di omicidio, di irresponsabilità superstiziosa,  e lanciato intimidazioni a tutti coloro (medici e pazienti) che tentato le terapie alternative,  incitando i giudici ad incriminarli.  Cosa che alcuni procuratori hanno pure fatto.

I giornalisti non sanno e non vogliono consultare le fonti – primo dovere del giornalista. Si sono accontentati, nella loro battaglia contro l’Oscurantismo sanitario, a riportare come vangelo  un articolo commissionato al professor Veronesi. Senza nemmeno rendersi conto che  costui  fa’ una confessione incriminante:

“Bisogna liberare la chemioterapia dallo stigma di cura devastante, che fa paura più del cancro stesso.  (…) Va detto che in passato è stata utilizzata in modo improprio e per molti anni è stata effettivamente prescritta a dosi altissime, senza alcuna considerazione per gli effetti che avrebbero avuto sul malato.

“Allora vigeva in oncologia il principio del massimo trattamento tollerabile: si applicava in chirurgia, in radioterapia e in chemioterapia la dose (o l’amputazione) maggiore che il paziente potesse tollerare.  […]   Ma  negli ultimi decenni è avvenuta una rivoluzione di pensiero per cui nella cura dei tumori si applica il principio del minimo trattamento efficace: si ricerca la dose più bassa o l’intervento più limitato in grado di assicurare l’efficacia oncologica. Così è sparita la chirurgia mutilante, la radioterapia ustionante e anche la chemio che devasta inutilmente l’organismo”.

Veronesi dunque ammette: per decenni abbiamo dato dosi letali di sostanze velenose, alchilanti,  metalli pesanti, radiazioni  – ammazzando migliaia di pazienti, e devastandoli  inutilmente. Adesso abbiamo imparato: quindi, cancerosi, venite a noi con fiducia. La ricerca citata dal professor Mela vi dice che ne ammazziamo solo l’8 per cento nei primi trenta giorni.  In alcuni ospedali anche il 50%….

Quanti ne ammazza il giornalismo presuntuosamente incompetente? Che scambia per razionalità la propria ignoranza, per progressismo il  proprio superstizioso scientismo, basato sul “principio di autorità” più sbagliato?  Urgono studi clinici e statistici.

 

 

 

 

 

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37 commenti

  1. gjovi

    Articolo magistrale. Concordo pienamente anche la valutazione dei giornalisti di radio24. A volte mi fanno pesino pena. Per la nausea di sentirli preferisco la musica di “radio marilù” quando sono in macchina.


  2. L’articolo che mancava per inportanza in assoluto.
    La medicina ufficiale, da quando ha preso come assioma la teoria pasteuriana che i germi sono causa delle malattie, è diventata una vera e propria centrale criminogena e genocida. Da notare,peraltro, che Pasteur ,in punto di morte ripudio’ questa teoria innanzi ai suoi studenti dando ragione all’avversario del tempo , Antoine Bechamp, il quale asseriva che le malattie sono conseguenza del calo delle difese immunitarie : il terreno matriciale è tutto , il microbio è niente!
    Senonchè i biechi produttori di farmaci fiutarono l’affare del microbo cattivo e diedero luogo all’industria farmacologica che invece di curare tormnta , avvelena l’intera umanità con morti innaturali e orribili in ossequio alla falsa teoria pasteuriana e traschurando il padre nobile della medicina ,Ippocrate, il cui primo dettame era “Non nocere con cure improprie sì da interferire indebitamente nella naturale AUTOGUARIGIONE CHE OGNI INDIVIDUO HA INNATO.
    insomma la prima cura efficace è l’autoguarigione,dono divino come i 5 sensi. Il processo va aiutato ,semmai, con erbe e cure assolutamente naturali. Se proprio vogliamo adeguarci alla modernità,obtorto collo per via di malattie provocate dalla malasanità , si fa ricorso a dosi massiccie di vitamine tipo endovena vitamina c e /o bicarbonato di sodio.
    A questo proposito va segnalato che i cosiddetti miglioramenti dovuti a trattamenti chemio sono in realtà dovute alle recenti somministrazioni di bicarbonato di sodio effettuale a loro dire per mitigare gli effetti potenti dei chemios.SEmper più diabolica la faccenda!
    Ma perchè ci sono i tumori di massa? Qualcuno si fa questa domanda? Si , ovviamente. In primis la medicica ufficiale che imputa la nascita dei tumori a cattiva alimentazione , smog, stress e, in ultimo ma non per importanza, alla mancata PREVENZIONE. Altra trappola diabolica. MI sia consentita questa teoria personale: Il tumore se lo cerchi,con la vista preventiva lo trovi certamente in special modo ad una certa età, 40 ed oltre.
    Non so quanti lettori conoscono il Dottore Schweizer. Questi era un grande medico svizzero che ai primi del 990 che stanco degli agi in cui era immerso si trasferì in Africa a curare i reietti per una quarantina di anni sino alla morte . Prima della dipartita cncesse interviste in cui dichiaro’ che in Africa non esistevano tumori quando inizio’ l’opera. Malaria,gastro enteriti, scabbia , a volontà ma tutta roba comunque curabile. Egli noto’ che i primi casi di tumore si verificarono dopo le vaccinazioni di massa , nel frattempo soppraggiunte in ausilio dell’esimio filantropo dalla benemerita industria framacutica attraverso stupidi e ignari benefattori(purtroppo anche missionari in buona fede. La Chiesa non fa sforzare più di tanto le meningi dei suoi adepti in campo medico).
    Possiamo affermare che i tumori sono conseguenza edlle vaccinazioni di massa? Sìììììì!
    Non è un caso che recentemente la progaganda ai vaccini va di pari passo con l’elogio della chemio. Perchè ? Sempre più gente ha capitp e sta capendo che senza vaccini il sistema immunitario edi bimbi funaziona a meraviglia . Si teme che si sparga troppo questa scomoda verità , per cui si dichiarano le stronz… pardon le teorie più idiote tipo quella dei grandi dell’ISS (istituto minorarto della Sanità)tipo questo siparietto:
    Giornalista- Esimio scienziato ell’ISS risulta sempre più spesso il legame tra vaccini e autismo. Che ne pensa?
    Grande Scienziato: – E’ vero questo dato ma, in realtà il vaccino non è il vero resoponsabile dell’autismo, esso è ,semmai, la causa scatenante di un problema genetico del bimbo.
    Innanzi a cotanta scienza irrorata dalla tivù ipnotica nulla puo’ il povero suddito.
    Scusate la lunghezza. Un Ultima nota Eleonora Bottaro, figlia Di Lino….., è quella povera ragazza col viso d’angelo che è decduta dopo aver assunto cortisonici in una clinica svizzera non endovena di vitamina c come falsamente riportato dalla stampa mainstream compreso il Giornale .Uccisa dalla medicina ufficiale. Una Martire. Vadano numerose le nostre preghiere al Signore e il cordoglio sincero per la Famiglia Bottaro.


    1. .
      Ai tempi di Ippocrate non si campava piu’ di 40 anni.
      Oggi, con tutte le schifezze vere e presunte che abbiamo, si campa quasi il doppio.
      Ognuno tragga le conclusioni del caso, cìeì poco da discutere…
      .


      1. Ippocrate morto a 90 anni
        Pitagora 100 anni
        Sofocle 91 ann
        Platone 80 anni
        Gli Humza, attualmente , senza medici e medicine superano tutti i cento anni
        Da un po’ un occhiata a Vilcabamba.
        Chi ha detto che la media era di 40 anni?
        Certo c’era una alta mortalità infantile cosicchè se uno campa 80 anni e un bambino muore appena nato per cause ambientali la media è 40 anni.
        Le guerre mietevano vittime ventenni a iosa.
        Adesso ,non solo non si campa di più, una buona parte della vita viene vissuta in handicap per via della medicalizzaione forzata


    1. ….non sarebbe meglio – caro Sig. Nicola – che lei lavorasse invece di scrivere?
      Altrimenti rischia, come si vede, di fare male due cose nello stesso tempo.
      Mi dia retta: lavori!!!


      1. Lei minaccia e offende. La medicina ufficiale mi ha ucciso un fratello a 31 anni e me ne ha invalidato drammaticamente altri due con farmaci fuori luogo. Mia madre è deceduta anticipatamente per questo per abuso di farmaci per disperazione
        Un prezzo salatissimo. Comunque se ha da argomentare scientificamente di meglio faccia pure


        1. Caro Nicola,
          lungi da me offendere.
          Ci manca altro.
          Però, lo ribadisco. Siccome Lei ha scritto che ha commesso molti errori perché scrive mentre lavora,Il mio suggerimento non cambia.
          Lavori e quando è a riposo, scriva.
          Due cose allo stesso tempo rischiano di non andare d’accordo.
          Accetti il mio suggerimento amichevole e sincero.
          Cordialità.

  3. Maurizio Blondet

    Aggiungo, per un lettore che criticava la ricerca australiana perché “vecchia” (risale al 2003, e riguarda pazienti trattati negli anni’90: per forza, essendo unostudio durato 14 anni!), una notizia più fresca:
    Si veda lo studio del Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (USA), pubblicato su Nature nel settembre 2012, in cui i ricercatori hanno scoperto che la chemio addirittura “promuove” la proliferazione cancerosa. Secondo questo meccanismo: la chemio stimola, nelle cellule sane vicine, la crescita di una proteina, detta WNT16B, che sostiene la crescita cancerosa e rende ‘immune’ il tumore a ulteriori trattamenti – quindi non più riducibile. . “I nostri risultati indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita ‘cinetica’ del cancro
    La scoperta che “l’aumento della WNT16B interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, piu’ importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali era del tutto inattesa”, ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center
    Conferma di un fatto che gli oncologi conoscono da sempre: i tumori rispondono “ bene” alle prime chemio salvo poi ricrescere rapidamente e sviluppare una resistenza maggiore ad ulteriori trattamenti chemioterapici.
    L’articolo ha per titolo “Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B” e si può trovare qui.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22863786
    Il lettore dirà che anche questo studio dl 2012 è un po’ vecchio? La mia domanda invece è: perché dopo sei anni dalla comparsa di questo studio, Veronesi e i suoi colleghi raccomandano ancora la chemio?


  4. sono abbastanza vecchia per non condividere quanto esposto dal nostro direttore . si moriva da sempre , ma pensa si osava morire in silenzio , perchè il nostro orgnismo non ce la faceva più a combattere le malattie . al tempo di mia gioventù c’erano i bambini blu , ovvero bimbi ammalati di cuore . poi si sono inventati i pezzi di ricambio , giusto , ma applicarli ad un bambino abbiamo creato dei mostri , sempre ammalati , pieni di pillole e pilloline . poi queste creaature morivano , e oggi i genitori fanno causa ai medici .ma pensa . sono oltre 80 anni che la medicina studia il cancro , prend soldi per trovare una guarigione . ricordo che mia madre diceva ” con tutti i soldi che abbiamo regalato ai centri tumori per la ricerca , hai voglia che avrebbero trovato anche solo una panacea . invece il nulla assoluto . quelli che molti insistono a chiamare tumori sono semplicemente delle cisti , una volt asportate in genere non si ripresentano , ma noi abbiamo la faccia tosta di uralare ” è guarito dal tumore ” altre amenità ? la signora che è ritornata alla vita dopo 4 anni . e stamattina ho ascoltato in un tg che canta ,parla , ma è paralizzata . non credo assolutamente ad una cosa simile . 4 anni sono tanti .


  5. Ricordo di avere sentito anch’io il giornalista di Radio24, mi pare venerdì scorso e di essermi irritato per la marchetta fatta a Veronesi. Ma ora ho l’alternativa: sto studiando il russo, ho caricato le lezioni sul telefonino e le ascolto al posto della radio. Изучение иностранного языка обогащает меня и помогает мне не слушать радио программ идиотов.
    Consiglio a tutti della buona musica o la pratica di una lingua straniera e che i giornalisti marchettari si fottano


  6. E’ un gara a chi più in malafede, ed a spese della gente comune che si fida di loro, tra scienziati, medici, giornalisti, politici, PER SETE DI GUADAGNO nasconde la verità con la stessa ostinazione con cui negano Dio e professano la religione di Mammona.


  7. rimane il fatto che per ora la chemio è l’unica via, non mi si venga a dire che c’è un complotto giudaico massonico contro la cura simoncini o’ dibella o’ le rimozioni psicalitiche di hamer. Le voraci… multinazionali le avrebbero brevettate e diffuse con lauti guadagni qualora fossero reali cure


    1. Le multinazionali non possono brevettare il bicarbonato di sodio o la vitamina c. Queste costano pochi spicci.
      Un ciclo di chemio arriva a costare anche 100.000 (centomila) euro a paziente. Avete mai visto i pazienti trattati.Qualche esempio :
      Un uomo di cinquantadue anni assolutamente sano ,, alto , atleico , robusto, cintura nera di Karate, come hobby la caccia. Si sottopone ad una visita di controllo alla prostata senza avere dolori nè disturbi parchè il medico di base consiglia il controllo dopo i 50 anni.
      Lo sciagurato segue il consiglio. Gli viene diagnosticato un indurimento, si sottopone a esame istilogico e ovviamente gli viene diagnosticato un tumore “cattivo”
      Si sottopone alle cure di prammatica ed un infermiere gli fa presente che è oggetto di cure nuove particolarmente costose , roba da 5.000 euro al giorno . Roba sperimentale, interferone ed altri intrugli chemio. In tre mesi questo campione della ficisità e della salute, povero disgraziato, diventa una larva umana e tra indicibili sofferenze muore. Moltiplica il caso per enne decine di migliaia di casi l’anno e calcola gli introiti di BigPharma.
      Veronesi e compagni oncologi(altro che il dottor Mengele) questi casi non li raccontano.
      OPinione personale. Se non ti fidi della vitamina C Endovena o del bicarbonato meglio curarsi con digiuni assistiti e vitamine perche se proprio si deve morire meglio da vivi che da larve agonizzantie sofferenti.
      Si muore per le cure più che con le malattie

    2. Johannes

      Perdoni caro Yellow Night, ma lei è molto disinformato su Hamer, tanto che addirittura le chiama “rimozioni psicalitiche” fors’anche brevettabili, non posso lasciar correre.
      Non desidero qui approfondire la meravigliosa scoperta di Hamer delle 5 Leggi Biologiche, che peraltro lui stesso afferma umilmente di averle soltanto scoperte, ma sappia che sono sempre esistite insieme all’uomo e sempre lo saranno, appartengono alla nostra sfera biologica ed hanno una particolare ed importantissima caratteristica ( lo rammenti in futuro ) : NON SONO BREVETTABILI e rendono l’uomo libero dalla paura della cosiddetta “malattia”.
      Da ciò deriva l’occultamento ormai trentennale ( 1986 ) delle sue scoperte con conseguente demonizzazione della sua persona, che pure ha subito vari attentati alla sua vita.
      Poi ognuno la pensi come meglio crede.
      Saluti


      1. Mi permetta di dubitare… su affermazioni dove la massoneria sionista agirebbe attraverso la somministrazione chemioterapica.
        Poi come dice lei ognuno è libero di pensarla come meglio crede…

  8. Massimo

    …La scienza moderna, nasce sostanzialmente da una cultura di guerra, da un antico e insuperato istinto di morte:
    1- il carro armato ha generato il trattore che spacca con violenza la terra…(donde l’ecologia piagnucolosa…e le manipolazioni del clima)
    2- le bombe al fosforo usate nella due guerre mondiali hanno prodotto i “fertilizzanti”, i fosfati sintetici dell’agricoltura, fino al glifosato, gran cancerogeno delle mense quotidiane e infine,
    3- l’energia atomica ha partorito le prime devastanti cure per il cancro, che i primi due “progressi” sopra, hanno diffuso e diffondono…con il clamore degli “shofar”, i corni di guerra del mondo scientifico moderno…E’ l’ottica orba dei corpi umani fatti a pezzi dalla indagine scientifica moderna: non l’uomo, ma un fegato, un cuore, un polmone…si “combatte” una malattia… La visione integrale dell’uomo e le connessioni sempre in atto con tutte le cose, è perduta. Eppure basterebbe, fuori dall’orgoglio accademico moderno, conoscere le millenarie terapie per le quali il “riordino” di quelle connessioni era in grado di ristabilire l’equilibrio, la salute…
    No, non è una provocazione, è la sostanza demente del degrado spirituale che ha posto l’io al vertice del mondo…che nutre il delirio di onnipotenza dell’uomo moderno. Una hybris che ha rovesciato l’ordine delle cose. Ma non si colgono i “collegamenti” tra questa superbia e l’ateismo del quale tutto il mondo scientifico (almeno quello che scrive le “regole”, i “protocolli”), sostanzialmente si gloria? Un lettore ha accennato alla capacità di auto-guarigione del corpo: assolutamente vero! Ho cercato di evitare la medicina moderna, aumentando la consapevolezza delle malattie dell’anima (che nascono sempre prima di quelle del corpo..), molti disturbi si sono attenuati da soli. Senza medicine. Cambiando il modo di vivere. Rinunciando agli elementi propri della cultura di guerra nella quale si nasce e si vive. Rinunciando magari alle regole del “successo”, al denaro. Facendo esperienza di quella povertà della quale il Direttore ha parlato ieri, cercando se possibile, di vivere più nel bisogno che nel desiderio. Aumentando la resistenza al dolore. E se la morte giunge, è perché è venuta L’Ora. La promessa di eternità è di Satana…Guai a consegnarla alla scienza, madre pervertita di ogni moderna malattia. Se potessimo scrutare con quali oscenità, è complice dei laboratori di morte dei nostri giorni, per guerre tecnologiche sempre più infami, per inquietanti manipolazioni della vita…il grido di orrore raggiungerebbe i confini della galassia.

  9. rino

    Non capisco come si possano difendere le terapie antitumorali a base di chemioterapia considerando già solo il volume di soldi che riesce a muovere.
    Sicuramente la trasmissione orizzontale dei comandi (giornalisti, enti specializzati etc..) contribuisce a nascondere la realtà totalitaria di certe disposizioni che altrove restano evidenti proprio per il carattere verticista degli ordini. Ma accipicchia: provate ad immaginare uno Stato che osasse proibire i trattamenti chemioterapici: si svilupperebbe una situazione analoga a quegli stati “canaglia” che non accettano le disposizioni dell’FMI con tutte le conseguenti pressioni in sedi internazionali per isolare tale stato reietto.
    Il modo di agire è il solito, ergo, la mano è sempre la medesima.
    Poi come ci si possa fidare di una faccia come quella di Veronesi proprio non lo so..


  10. Spettacolare l’articolo, merita tutti i complimenti. E’ esattamente quello che succede oggi in Brasile con la Fosfoetanolammina. Non è ancora un farmaco (ma potrebbe esserlo già da al meno 20 anni) e solo con la fatica e la lotta popolare gli scienziati sono riusciti a dare via alla ricerca clinica nell’uomo il 25/07 nello “Instituo de Cancer do Estado de Sao Paulo”, con finanziamenti totalmente pubblici (situazione quase inedita nel settore farmacologico, ma è una esigenza del ricercatore, poiché vuole stare lontano dalle loby farmaceutiche, infatti il costo di produzione della fosfo è ridiculamente basso, o sia € 0,03 per compressa). Il composto è BIO IDENTICO e un BIO MODULATORE (la Fosfo è un sale del latte materno), la sintesi del Dott. Chierice ha 98% di pureza ed è stato usato per più di 60 mile persone negli ultimi 20 anni. Il numero delle persone che sono state completamente guarite sono in torno da più di 50 mile sparse per il Brasile. Funziona per tutti i tipi di tumore, poiché ha solo la funzione di attivare il sistema immunitario. Nessun effetto collaterale. Pertanto, nessun lucro all’industria farmaceutica. Per approfondimenti visitate la pagina Facebook: https://www.facebook.com/fosfoetanolammina/


  11. Salve,io la leggo e la stimo per tutto quello che propone in maniera seria e approfondita.
    Però oggi mi ha infastidito il termine da lei usato per indicare come muoiono alcuni malati di cancro soggetti a trattamento chemioterapico : stecchiti!
    E’ veramente volgare,offensivo ed inopportuno,sopratutto pensato e scritto da una persona come lei. Più rispetto per chi muore e per chi ha vissuto in prima persona la tragedia di un malato di cancro.
    Grazie
    Popi FABRIZIO


    1. ….guardi caro sign. popi che in questo contesto, la parola stecchito, non è affatto volgare ed offensiva come Lei ritiene…
      tutt’altro, si dice proprio “Morto stecchito” perché significa “Magro e secco come uno stecco, estremamente magro o secco” ;
      si utilizza questa frase per descrivere proprio il fenomeno del malato di cancro, il quale, oltre ad essere corroso da questa terribile malattia, il suo corpo viene rinsecchito ….diventa propriamente magra, appunto, come uno stecco….
      A mio modesto avviso, Lei dovrebbe rivedere il suo esiguo vocabolario prima di imputare parole offensive al Direttore….
      E’ un consiglio che mi permetto di rivolgerLe amichevolmente….


      1. Altrettanto amichevolmente le rispondo che in questo caso non contesto l’uso grammaticale del termine ma la mancanza di sensibilità per avere usato “questo sostantivo”. Spero capisca la differenza,grazie


        1. …ed io Le ribadisco che – come Le ho spiegato – e Lei fa finta di non capire, il termine usato da Blondet anche nel titolo, in questo contesto è più che appropriato….

          ..perché non voglio nemmeno immaginare che il direttore possa confondere o non conoscere il significato delle parole che utilizza…

          e, quì finisce la discussione…


  12. Io ho due cari amici che anni fa si sono sottoposti alla chemioterapia, risolvendo il loro problema e anche ora, dopo dieci anni circa, sono vivi e vegeti. Sarà un caso oppure sono miracolati? Eppure sono atei e non credono proprio a nulla!


    1. Due rondini non fanno primavera. Ad ogni modo non tutti i trattamenti sono uguali e non tutte le persone reagiscono allo stesso modo. Come già summenzionato ,attualmente se si guarisce dalla chemio lo si deve alle endovene di bicarbonato uisato per lenire gli effetti pesantissimi,per ammissione dei medici9 dei chemios

  13. rino

    Ha perfettamente ragione. Avrei voluto scrivere io un commento simile.
    Senza contare la qualità della vita vissuta: all’aria aperta, fiumi puliti, senza fronzoli materiali..

  14. rino

    Scusate: Il mio commento era riferito alla constatazione fatta da Nicola che anticamente si viveva anche più a lungo.


  15. Mah, è difficile, io ho fatto 8 mesi di chemio e a tre anni dal termine sto bene.
    Non so dire se sono guarito grazie alla chemio, alle preghiere dei miei o alle mie o semplicemente perchè sarei guarito spontaneamente comunque.
    In effetti non sono nemmeno in grado di affermare di essere guarito.
    Certo è che la faccenda della chemio è spinosa e nonostante l’apparente successo sulla mia persona mi trovo d’accordo con quanto espresso dall’articolo.
    In verità io penso che quando arriva la nostra ora si va, non posiamo fare nulla per spostare quel momento nemmeno di un femtosecondo, ne’ ritardandolo ne’ anticipandolo.
    Quello che possiamo fare è cercare di rendere più vivibile la malattia, sia essa transitoria o definitiva.


    1. Questo è il commento secondo me più saggio. Quello che noi dimentichiamo sempre è che nascita e morte sono indipendenti dalla nostra volontà e che siamo nelle mani di Dio o se si preferisce del nostro Destino. Chemio p non chemio,malattia o non malattia. Questo non vuol dire rinunciare a combattere ma semplicemente che dovremmo sempre ricordarcene. Grazie,Sig Valentino


    2. Insisto. L’uomo ,creato a somiglianza di Dio, nasce fondamentalmente sano e dotato di organi vitali efficaci per una vita duratura e senza malattie.
      La malattia, nel corso di una vita sana ci puo capitare e vabbè. Se la si cura bene favorendo l’autoguarigione (Ippocrate docet) si guarisce bene e senza cronicizzazioni.
      Il guaio è che con Edwuard Jenner (l’inventore dei vaccini a base di pus di mucca vaiolizzata da inoculare… nell’uomo. Dio mio) e Pasteur, con i microbi cattivi che ci aggrediscono, sono state create delle strutture che creano artificiosamente, e spesso gravemente, aberranti ed innaturali. malattie. L’umanità medicalizzata è un agglomerato di cavie. Sla, Parkinson Alzheimer, distrofia muscolare ed altre ,Aids col testo fasullo ,Aviaria Zika ed ora Morbo di Morgellons grazie alle scie chimiche sono tuuta opera del Big-Pharma
      Questa è la triste forte, crudele, per certi versi incredibile , verità.
      Il popolo degli Humza , gli abitanti di Vilcabamba ed altre etnìe sparse per il mondo sono una prova “più che vivente” di quanto asserisco

  16. Virginio Salvi

    Signor Blondet, i dati che lei riporta sono del tutto inesatti. Lei cita a sproposito un articolo scientifico che dice tutt’altro, e cioè che i malati curati con la chemioterapia cosiddetta palliativa -ovvero quella a dosi basse per ridurre il tumore senza eradicarlo o quella solamente antidolorifica- muoiono molto di più di quelli trattati con la chemioterapia aggressiva.
    Pubblico qui i dati esatti della sopravvivenza a 30 giorni con tumore al seno e al polmone: con la chemioterapia curativa (quella, per intenderci, più aggressiva) muore <1% dei soggetti con tumore al seno e il 3% di quelli con tumore al polmone. Con la chemioterapia palliativa (meno aggressiva o solo antidolorifica) muore in 30 giorni l’8% dei malati al seno e il 10% di quelli al polmone. Ecco la fonte originale:
    “30-day mortality was lowest for patients with breast or lung cancer receiving systemic anticancer therapy for curative rather than for palliative purposes: 41/15626 (<1%) versus 569/7602 (8%) for breast cancer, and 70/2429 (3%) versus 1061/10 587 (10%) for lung cancer (table 2).”
    Questi dati dimostrano che sicuramente esiste una mortalità a breve termine, che nell’articolo si legge chiaramente poter essere legata sia alla chemioterapia sia all’aggressività del tumore non ostacolato –i dati nell’articolo non permettono purtroppo di risalire all’esatta causa. Ma dimostrano anche che trattare il tumore in modo meno aggressivo si associa a mortalità a breve termine molto maggiore, il contrario di quel che propaganda lei.
    Dove ha preso i dati di cui parla? Ha semplicemente copiato e incollato la dichiarazione che un tale professore italiano di nome Sandro Mela ha fatto su un suo blog e l’ha pubblicata. Tra l’altro questo professor Mela -che lei definisce coautore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche ma che su PubMed compare in due sole pubblicazioni, una del 1993 e una del 1995- copia lui stesso una traduzione italiana dell’articolo senza citarne la fonte, facendone, a differenza sua, punto di partenza per una riflessione sulla metodologia della ricerca.
    È evidente che lei (e probabilmente neppure quel professore) non ha letto l’articolo pubblicato su Lancet Oncology. E ha utilizzato dati inesistenti per sproloquiare sulla chemioterapia e attaccare i giornalisti per avere fatto l’errore che invece ha fatto lei: una colpevole disinformazione su temi delicati sui quali evidentemente non ha competenze e pertanto non si dovrebbe pronunciare.
    La invito ad avere onestà intellettuale e a correggere le inesattezze del suo articolo, perché se errare humanum est, perseverare e convincere la gente su temi così delicati partendo da dati travisati è sciagurato e diabolico.
    Virginio Salvi

  17. Pascal9000

    Splendido, documentato e molto opportuno articolo. Molto interessanti i commenti. Lo leggo solo oggi a mesi dall’uscita ma il vero giornalismo e la verità non hanno data di scadenza. Mi conferma ciò che a grandi linee sapevo e cioè:
    1) un medico tenuto in stima di grande luminare di famiglia ebraica che operò Karol Wojtyla di tumore adottò esclusivamente la rimozione chirurgica;
    2) da alcuni articoli sugli effetti antitumorali della vitamina B17 (chiamata anche Amigdalina o Laetrile, precursore del Cianuro, contenuta soprattutto nelle mandorle amare) che usata con opportuno dosaggio, sembra abbia salvato finanche malati terminali senza speranza, da quegli articoli dicevo, si evinceva una bassissima percentuale di successo della chemioterapia ufficiale di qualche punto percentuale soltanto, il che, mi ricordo, mi stupì notevolmente. Alcuni studi sulla B17 mi risulta siano stati pubblicati da Lancet e New England Journal of Medicine. Nota: ho letto che l’OMS ha proibito l’uso della B17 per la cura dei tumori.
    3) Da quanto ho letto recentemente un livello di acidità generale dell’organismo favorisce la comparsa di neoplasie. Tutto ciò che può aiutare a riinnalzare il pH cioè alcalinizzare l’organismo, sembra che abbia effetti benefici generali. Tra questi credo il bicarbonato (o, meglio, idrogenocarbonato di sodio) o il succo di limone, immagino che pur essendo acidi, sono comunque acidi deboli e aumentino il pH in base al principio della soluzione tampone.
    4) Noto con piacere Nicola che giunge ad una conclusione circa l’età media bassa dei tempi passati, a cui ero giunto anch’io: l’alta mortalità infantile. Chi sopravviveva all’infanzia, campava cent’anni.
    5) Ammirazione, infine, modestamente esprimo per i commenti che vivaddio fanno riferimento a Dio. Non è oscurantismo rimettere tutto all’Infinitamente Trascendente, ma è saggezza. L’uomo fa bene a inventare il microscopio e ad usarlo. Se non lo facesse, sotterrerebbe un talento. Il problema dell’uomo è semmai, oggi più che mai, il sogno prometeico di farsi dio al posto di Dio, di cercare la redenzione tramite la scienza cioè tramite l’uomo. E’ il moderno Umanesimo. E’ sempre il solito problema del frutto dell’albero posto al centro del Giardino. E’ un problema centrale. Ricordo un professore all’università che parlando dell’excursus storico della sanità, derideva sotto i baffi le cure negli Spedali medievali dove le suore non facevano altro che assistere palliativamente fino alla morte i poveri pazienti, senza una speranza scientifica di rimetterli in salute.
    Penso che molte anime cristianamente assistite si salvassero allora. Mentre oggi nei moderni ospedali senza Crocifissi, dove non si vede più un prete ad amministrare l’Estrema Unzione, sostituiti dalla RMN e da candidi camici che stilano accurate statistiche, credo se ne salvino molte meno. Cosa è meglio?

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