Padre Santucci: “Caro Papa, è necessario un Giubileo universale dei debiti”

“Caro Papa Francesco, chi le scrive è un suo confratello, di qualche anno più anziano di Lei. La mia vita è stata sempre a contatto con quelle persone che Lei giustamente ama chiamare ‘gli scarti’. Ormai sono vecchio, ma da alcuni anni seguo con interesse il gruppo creatosi intorno all’icona della Madonna dei debitori. Apprezzo molto il lavoro che stanno facendo per individuare e curare il cancro del millennio: il debito, originato dalle sequenze monetarie private, in mano a bancari senza scrupoli“. Comincia così l’appello pubblico indirizzato a Papa Francesco dal gesuita Padre Ernesto Santucci, autore del libro “Lo scarto”.

“Partendo dal testamento del teologo Jacques Maritain e dalla crisi permanente di una società dove oggi esiste solo un euro in circolazione per ogni sei euro di debito, tra pubblico e privato – spiega Padre Santucci – mi viene alla mente la necessità di un Giubileo all’antica, un giubileo universale di tutti i debiti, come suggerito da tempo da tanti economisti tra cui il prof. Michael Hudson. Questo giubileo è reso ancora più necessario dalla crisi della pandemia che, se anche ci costringe a mascherarci, ci offre un’opportunità per una riflessione più profonda. Il vero malessere che ci opprime è dovuto al fatto che la società ha un cancro terribile: lo stadio terminale del capitalismo quando alla trinità la gente sostituisce il Dio quattrino, l’unico che apparentemente permette loro di godere appieno dei diritti civili (cibo, vestiti, casa, bollette, etc.)”.

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