Onu s’indigna a comando. Per Aleppo, non per i morti del Donbass

Bombe del governo siriano su Aleppo. Colpito un ospedale, molti morti civili.  Insorge, s’ indigna il segretario generale dell’ONU  Ban  Ki Moon:  “E necessario che venga fatta giustizia di questi crimini”.  Il responsabile del gruppo di lavoro dell’Onu per l’assistenza umanitaria, Jan Egeland, ha detto che ‘le prossime ore’ saranno cruciali per il futuro di ‘milioni di persone’ che dipendono dagli aiuti umanitari .

Si  configura il casus belli tanto atteso  da Washington per un “intervento umanitario” contro Siria e Russia. I media non spiegano bene il motivo di tanta   compassione: Aleppo viene bombardata perché è tenuta da Al Nusra, i terroristi preferiti da Barak Hussein Obama, per non parlare di Hollande (“Sul terreno, fanno un buon lavoro”,  disse di Al Nusrah  il ministro degli esteri Fabius). Essi sono terroristi wahabiti al pari dell’IS, e tengono la popolazione di Aleppo (quel che ne resta) sotto il regime del terrore.

Molto minore compassione –  anzi nessuna, silenzio completo – su ciò che ha fatto il regime di Kiev sui  civili del Donbass. Nella notte del mercoledì, qualcuno dei suoi eroi ha sparato  colpi d’artiglieria su una colonna di vecchie auto ferme, che aspettavano si aprisse  il posto di frontiera fra il Donbass e l’Ucraina, ad Elenovka. Quattro morti, fra cui una donna incinta, otto feriti, un ospedale danneggiato e  sette case vicine.

E’ stato violato il cessate il fuoco.

I pochi punti di passaggio fra la ‘repubblica’ separatista e l’Ucraina sono ovviamente chiusi di notte. La gente arriva in piena notte ed attende, dormendo in macchina, il mattino. Non sapevano che qualche ore prima  l’artiglieria di Kiev aveva effettuato qualche tiro di aggiustamento (almeno tre a giudicare dai crateri) proprio per perfezionare le coordinate di tiro sul posto di blocco.  E la vigilia, avevano alzata un drone per ricognizione della zona. Quindi è stata una strage deliberata, a freddo.

Strage a freddo

I tiri, così preparati, hanno colpito con geometrica perfezione. Alle 2.45 del mattino. Molte delle vittime sono passati dal sonno alla morte.

Immediatamente avvertiti, gli osservatori dell’OSCE – che dovrebbero controllare il rispetto della tregua – hanno rifiutato di muoversi, e son tornati a dormire. Sono arrivati il  giorno dopo, con comodo.

Di questi civili  per cui né l’Onu né l’Europa piangeranno, diamo alcune foto.

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Il regime di Kiev è   composto dai terroristi preferiti di Washington nell’Est Europa, riempiti di miliardi da Fondo Monetario e dalla UE per reggere in piedi questa dittatura di corrotti e ubriaconi mascherati con divise naziste.  E’ stato  un crimine deliberato, a freddo. Sanno di poter contare sull’impunità e la complicità dell’Occidente.

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Quanto alla strage dell’ospedale di Aleppo, non è affatto certo che siano state bombe russe o siriane.  Il vescovo di Aleppo, monsignor Georges Abou Khazen,  in un appello pubblicato dall’ottimo sito  Piccolenote:

“Vi scrivo da Aleppo dove siamo da qualche giorno sotto continui bombardamenti contro i civili che causano morti, feriti e distruzione. Solo la notte scorsa abbiamo avuto nei nostri quartieri quattro morti e più di quindici feriti, oltre le case e gli appartamenti danneggiati! Questi bombardamenti vengono effettuati dai gruppi chiamati “opposizione moderata” e come tali difesi, protetti ed armati ma in realtà non differiscono dagli altri jihadisti se non col nome solamente”.

“Sembra che abbiano avuto semaforo verde per intensificare i loro bombardamenti sui civili. Forse vogliono fare fallire i negoziati di pace?! O fare intervenire delle forze regionali ed impedire l’esercito regolare di avanzare e liberare la regione dal terrorismo e dai jihadisti?!”.

In pratica, il vescovo accusa  le forze dell’”occidente”  di aver dato  il permesso ai loro terroristi di distruggere l’ospedale, gestito da Médécins sans Frontières (la cui azone non è mai piaciuta a Washington). Il vicario apostolico di Aleppo ha aggiunto: « Quei gruppi che molti chiamano “opposizione moderata” sostenuta e armata da potenze straniere sono coloro che bombardano. Sono jihadisti. Le grandi potenze dovrebbero sedersi a un tavolo e, con sincerità, promuovere le trattative tra siriani, governo e opposizione, quella composta da siriani e non da stranieri.  Ma un combattente ceceno, libico, afgano, iracheno o europeo di cosa potrebbe parlare se dovesse sedersi a un tavolo negoziale? Forse paesi come l’Arabia Saudita potrebbero insegnare la democrazia alla Siria?”.

Merkel  a disposizione dei Saud

Obama  –  che ha armato i ribelli con   tonnellate di armamento anti-aereo, come ha rivelato Jane’s –  ha anche annunciato l’invio di altri 250 specialisti per affiancare e sostenere i ribelli di Al Nusrah, cosa che viene fatta  passare per “lotta contro le milizie dell’IS”.   Mercoledì prossimo, il capo del Pentagono Ashton Carter sarà a Stoccarda per esigere dagli altri ministri della Difesa europei un più forte apporto alla “lotta contr l’IS”; ossia un vero e serio impegno concreto per rovesciare Assad e far pagare alla Russia la sua sfida alla superpotenza.  Vuole truppe europee a fianco degli altri “alleati contro  il terrorismo islamico”; ossia Arabia Saudita, Katar, Emirati – che finanziano il terrorismo.

Al servizio del dunmeh
Al servizio del dunmeh

A Berlino, Angela Merkel ha immediatamente obbedito alle richieste di Obama:  la Bundeswehr parteciperà – anzi guiderà – una esercitazione militare in Lituania, una delle imprese di intimidazione e provocazione di Mosca. LA  ministra della Difesa ha  annunciato l’aumento delle spese militari da 34,3 a 39,2 miliardi, e l’aumento delle truppe  germaniche (oggi 175 mila circa).   Pochi giorni prima, la Cancelliera ha licenziato in tronco Gerhard Schindler, il capo dei servizi d’intelligence federali (BND). Una cacciata improvvisa e misteriosa. Adesso sembra certo il motivo:  l’alto funzionario era sgradito  a Ryad. E’ stato infatti Schindler a valutare, in un rapporto del 2015, che “la precedente posizione diplomatica, prudente, dei capi anziani della famiglia reale saudita”, sarebbe stata sostituta da una politico “impulsiva” (leggi: sventata, insensata e di  pancia) del principino ereditario, Bin Salman, il quale sarebbe stato un elemento di grave destabilizzazione nell’area, provocando conflitti non necessari.  La cosa s’era risaputa, e Ryad ha chiesto la testa di Schindler. Già sospetto perché – in evidente opposizione alla linea – ne 2013 s’era recato a Damasco:  con cui la BND aveva storici e  molto utili  rapporti, che non voleva perdere.

L’alleanza con i Saud, e quindi l’inimicizia con Assad e con Mosca,  mica è all’acqua di rose. E’ una grande decisione storica. L’ha intimato il noto Juncker all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo: “Smettete gli attacchi contro ‘Islam, fa’ parte del paesaggio europeo”.

Ha parlato con la stessa voce di quell’”Europa” che ha rifiutato le radici cristiane. Ma è in perfetta consonanza con El Papa: “Si può parlare oggi di invasione araba. È un fatto sociale – ha spiegato Francesco – quante invasioni l’Europa ha conosciuto nel corso della sua storia! E ha saputo sempre superarsi e andare avanti per trovarsi infine come ingrandita dallo scambio tra le culture.” Il che cesserà di stupire una volta che si ricordi che questa posizione cosmopolita, è uno dei fondamenti della Loggia della squadra e del compasso.

 

 

 

 

 

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