MESSAGGIO URGENTE

Anzitutto leggere La Verità di oggi:

Da leggere su La Verità di oggi

 

Che la UE giochi sporco, se n’è accorto persino 24 Ore. In ritardo di 4  anni. “Giuslit” è il Liturri che scrive su La Verità.

Adesso con la “riforma del MES”  (il preteso fondo  salva-stati) che Bruxelles sta attuando alle nostre spalle, il pericolo diventa estremo.  Come  spiega Borghi qui:

 

Il nostro “governo” PD+Crescita Zero”  non solo obbedirà   a Bruxelles  perché è servile verso la UE  (anzi come  accusa Borghi, Conte e Tria  hanno già “firmato” a nostra insaputa già nel governo precedente)  , ma è anche troppo distratto  dalle sue  spaccature interne su Ilva e altro, per essere presente in Europa con l’energia e  la competenza  necessaria a sventare il pericolo.

Il guaio è che la oppoisizione “sovranista” e”populista” non è cosciente nè in grado di capire il rischio, per le sue insuficienze culturali.  Sul web circolano asserzioni della Meloni che rivelano la sua  sprovvedutezza, ignoranza dei meccanismo UE e della malevolenza di Bruxelles nei nostri confronti: .

Qui sopra, l’ingenua sta sognando che la UE ci aiuterebbe  contro Arcelor Mittal a risolvere il problema dell’ILVA –   problema che ci siamo procurati noi,   col  “governo grillino”.  Subito dopo  che Bruxelles ha consentito gli aiuti di stato alla banca tedesca, che invece rifiutò alla italiana (costringendo i depositanti a coprire le perdite),  è una ingenuità imperdonabile. Anzi peggio:  rivela  che anche la Meloni  è soggetta al riflesso condizionato tipico   degli “europeisti”, di una  classe “dirigente” italiana che si è  spogliata di ogni competenza e necessità di studio e capacità di analisim “perché ci pensa l’Europa”.  E continua a dirlo dopo aver visto come “L’Europa ci ha pensato” sull’invasione dei clandestini.

Qui sopra, la Meloni dice che il debito pubblico è un problema perché “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. Quello che può dire una “economista” piddina come la  Veronica de Romanis (autrice dell’immortale “L’Austerità fa crescere”)  “La destra populista è la stessa media borghesia stupida che aveva accettato il pareggio di bilancio e l’euro”, commenta uno su twitter.

Purtroppo è vero.  La Meloni non capisce nulla di economia, non sa come  il debito pubblico sia stato creato dopo e  a causa del “divorzio Tesoro-Bankitalia”, né  alcuna nozione sulle alternative economiche possibili, né  la capacità di esporle.  In fondo non è da stupire – questi politici  sanno “fare campagna elettorale” ,  ma non altro, se  non ci fosse oggi il rischio incombente.

E il collasso generale del capitalismo terminale, che è in corso nel mondo – crollano le esportazioni di Germania, Cina  – e  le popolazioni si rivoltano – dal Cile alla Francia dal Libano al Sud Europa  – alla cieca ,   contro una “austerità”  e  tagli di salari e di provvidenze sociale, impoverimentoe  miseria   che – nella complessità e varietà delle situazioni  nazionali – sono dovute ad una causa sola:

l’eccessivo prelievo del capitale finanziario sull’economia reale

(altresì detta  Usura)

Su ogni salario, su ogni merce, su ogni Stato  – al quale “presta” i soldi avendo vietato che li creasse  da sé –  la finanza globale   prelieva un interesse.  Basta pensare che il debito globale è 250 per cento del Prodotto lordo globale,  per capirlo: l’Usura  ha indebitato il mondo per 2  volte  e mezzo quel che il mondo riesce a produrre, e da questo debito colossale ricava, e pretende, interessi. Per di più, avendo usato i titoli di debtio pubblici e privati come “moneta che rende interesse”   nei loro scambi fra usurai internazionali – il sistema regge su montagne di debiti l’uno sull’altro in equilibrio instabile (come denunciò trent’anni fa, Maurice Allais). Le   banche centrali hanno creato trilioni (dal nulla, Meloni!) per prestarlo a tasso zero o sottozero  – ma l’economia reale non ha bisogno di altro denaro,  non riesce a incamerare  altro debito né a pagare altri interesse , sia pure sottozero

E’ già accaduto in passato, molte volte: nel 1929, quando la Borsa di NewYork saliva così trionfalmente, che la banche prestarono i soldi a dattilografe e fattorini – ovviamenet ad interesse – perché anche loro diventassero ricchi  comprando azioni; poi le avrebbero rivendute con profitto – non vedete come sale Wall Street? –    e avrebbero chiuso il debito con le banche. Era  ancora una volta un prelievo sull’economia rerale, che superava le capacità dell’economia reale di ripagarlo, ad interessi.  Alla prima flessione dei corsi, le banche chiesero a dattilografe e fattorini – e  peggio, agli artigiani, ai piccoli ìimprenditori e ai grandi – di “rientare” dal debito. E  fu la Grande Depressione  da cui il sistema usurario uscì con la guerra mondiale.

“Il valore richiesto alle imprese  è ormai irreale: il sistema economico mondiale non  è in grado  di generare un tasso di profitto del 15 %. Gli investitori [leggi: speculatori] si  si concentrano su alcuni settori molto lucrosi ed esigono dagli altri le stesse  prestazioni. Questo è impossibile”,    protestava già un ventennio fa (Le Monde, 26 novembre 1999)  Francis Meir, amministratore delegato della multinazionale francese USINOR.. Inascoltato,  ovviamente. Abbiamo visto i capitali roventi  gettarsi  a finanziare  Google, Amazon, Facebook)  e  far mancare i crediti agli artigiani.

Oggi  l’usura , per durare,  ha tirato il gioco anche più oltre:  è riuscita a imporre salari bassi mondiali  -le paghe da 450 euro a cui tende l’Europa del Sud  legata all’euro, quelle da  200 vigenti in Cile, da cui le rivolte popolari e il crescere dei “partiti di estrema destra”  –  ma naturalmente con ciò non ha fatto che segare il proverbiale ramo: rendendo il suo prelievo anche  più insostenbile sull’economia reale, i salariati-consumatori impoveriti.

 

Se la Meloni non si sbriga a   capire, è inutile votarla. E lo dico con simpatia.

 

 

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