Lo strano blackout all’aeroporto di Atlanta. E cosa portava il solo cargo (israeliano) fatto decollare?

Domenica 17  all’aeroporto di Atlanta –  il più trafficato del pianeta – è mancata la luce, totalmente e per molte ore.  Un incendio ha messo fuori uso  i generatori di riserva nello stesso tempo. L’oscuramento è durato dalle 1:06 di notte fino a  mezzanotte e 56 del giorno dopo. Telecamere di sorveglianza spente, blocco di tutti i servizi, nessuna luce sulle piste, quindi migliaia di voli sono stati cancellati. Per ordine della FAA (Federal Aviation Administration) e  le autorità cittadine, nessun aereo ha potuto prendere il volo o atterrare.

Correggiamo: tutti tranne  uno. Un grosso aereo da carico, 4X-ICB, arrivato da Mexico City e atterrato ad Atlanta alle 1  di notte, proprio giusto giusto  pochi minuti prima che si producesse il blackout.  Poi l’aereo è stato fatto  decollare  alle 6:27, prima dell’alba, letteralmente a metà dell’oscuramento. Unico:  il primo volo regolare cui è stato permesso il decollo dopo le riparazioni e  il ritorno della corrente, ha preso il volo alle 12:56.

L’aereo  solitario  lasciato decollare al buio,  prima dell’alba, nonostante i guasti,  un aereo da carico appartenente alla  Cal Cargo Airlines. Una compagnia ebraica con sede all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

 

 

Specializzata in trasporti di carichi insoliti, dagli “animali vivi” ai “beni pericolosi”.  Con dirigenti che vengono dagli alti gradi dello stato israeliano: come il vicepresidente Muli Ravini,  che è stato assistente al direttore generale del Ministero Finanze di Israele. Ravini, oltre che della CAL, è presidente  di una ditta  collegata alla prima, LACHS, che opera nell’aeroporto di Atlanta al carico e scarico degli aerei. Fatto singolare, la compagnia vanta nel suo sito di   mettere le merci sugli aerei “senza la presenza di un doganiere”, di “stampare i documenti di viaggio localmente anziché andare fino all’ufficio doganale”,  e far rilasciare documenti doganali “in modo più semplice e rapido che mai prima”.  Una specialità non da poco. Significa che quella notte di blackout, nessun agente e guardia di frontiera o funzionario pubblico sa cosa l’aereo abbia scaricato o caricato a bordo.

Ciò ha scatenato le ipotesi e le indagini dei frequentatori di 4Chan, il sito web di discussioni  sul quale – ricordiamolo – un “John”,  il 10 settembre scorso, “pre-narrò” la sparatoria di Las Vegas che poi avvenne il 1° ottobre. Che tipo di merci ha caricato  il cargo israeliano, da richiedere un così elaborato  stratagemma come un (improbabile) disastro elettrico nel maggior aeroporto del mondo?  Si è avviata una gara: le ipotesi che hanno vinto sono :  o bio-armi vietate, o testate nucleari, per la precisione W80, bombe termonucleari di piccole dimensioni, concepite per stare nei missili da crociera, di potenza variabile da 5 a 150 kiloton.

Una testata atomica W80

Non si tratta di complottiamo gratuito,  purtroppo. Molti hanno ricordato il Boeing 747 della El Al, precipitato il 4 ottobre 1992 presso Amsterdam  in fase d’atterraggio  (43 morti): si disse che l’aereo portava frutta e profumi, invece  solo nel 1998 gli israeliani ammisero che portava anche 190 litri di dimetil-metilfosfonato, una sostanza soggetta a limitazioni severissime perché è il componente per sintetizzare il gas nervino Sarin.

Altri hanno ricordato  l’ancor più allarmante e   mai spiegato evento chiamato “Bent Spear”: nell’agosto del 2007  un B-52, bombardiere strategico, decollò dalla base Minot dell’Air Force  in Nord Dakota, per fare scalo,  tre ore dopo,  nella base di Barksdale in Louisiana.  Solo dopo altre ore un  ufficiale della base si accorse che il bombardiere strategico aveva sotto le ali sei missili da crociera, con testate atomiche (appunto W80) sulle punte; mentre  le testate dovrebbero essere rimosse dai  missili prima che questi vengano tirati fuori dai loro bunker-magazzini,  o se rimangono montate, attorno all’aereo deve formarsi un cerchio di vigilanza severissimo, e tutte le precauzioni obbligatorie del caso. Inoltre nessuno alla base di partenza, Minot,  aveva segnalato o registrato lo spostamento delle testate atomiche dal magazzino.  Domande senza risposta: chi aveva alterato la catena di comando da poter ordinar, scavalcandola, l’armo di sei missili da crociera  atomici? E dove era destinato il B-52 con le sei testate, se gli ufficiali di Barksdale non l’avessero fermato?

 

Il NewsWeek  riportò allora un fatto che ha relazione con l’incidente: David Wurmser (J), il consigliere per il Medio Oriente vicepresidente Dick Cheney, aveva raccontato ad un gruppo ristretto di intimi del governo Bush jr., che Cheney “aveva pensato di chiedere ad  Israele di lanciare un attacco missilistico alla  centrale atomica iraniana di Natanz, in modo che  la  rappresaglia iraniana avrebbe dato agli USA ampi  motivi per lanciare il suo attacco, scatenando la guerra all’Iran.  Di  fatto resta il fondato sospetto che le sei testate fossero state “deviate” da Cheney per cominciare ad attuare il piano – andato a monte perché gli ufficiale di Barksdale non stettero  al gioco.

Stavolta l’aereo israeliano della ditta specializzata in carichi pericolosi, non è stato fermato. Anzi sembra proprio che l’incidente del guasto alla corrente sia stato pensato apposta per  portare sotto l’apparecchio un carico che nessuno  doveva vedere. Secondo gli investigatori spontanei  di 4Chan, l’incredibile durata dell’oscuramento si può spiegare col fatto che  bisognava aspettare si scaricassero  le batterie degli apparecchi i sorveglianza del personale di sicurezza; per esempio i rilevatori di radioattività  ( raggi gamma), la quale è evidentemente una caratteristica  che non viene trascurata negli aeroporti.

Qualunque merce abbia portato l’apparecchio, l’ha portata a Liegi sulla Mosa: a poca distanza dalle frontiere di Germania, Olanda e Lussemburgo,  dotata del terzo porto fluviale d’Europa, oltre che collegata al grande porto di Anversa dal canale Alberto. Le  “cose” esportate in segreto possono essere finite dovunque. Un possibile false flag nei prossimi giorni o settimane ce lo dirà?

…e senza controlli doganali.

 

 

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  • La tregua contemplativa è già finita. Io non ci avevo creduto. “avevamo detto già tutto”, ancora ne hai da scrivere.

  • Queste notizie le scopro solo da lei Direttore, sulla stampa nostrana non c’era nulla, ma nemmeno nel resto d’Europa s’è parlato molto della notizia del blackout del più trafficato aeroporto del mondo. Figuriamoci del fatto, assai sospetto, che un solo aereo cargo, di una compagnia israeliana, sia stato autorizzato a partire, solo dopo aver caricato qualcosa di non registrato e che questo carico sia ora a Liegi. L’ipotesi che lei fa è la più lineare ed ovvia, altro che complottismo.

    • luca

      i trombettieri di regime sono troppo impegnati ad annoiarci a morte con “Igor il russo”.