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Fazzolari, l’italico Cardinal Richelianu
Lo chiamiamo “Governo Meloni”, ma forse non sarebbe del tutto scorretto chiamarlo “Governo del senatore Giovanbattista Fazzolari”.
Di questo senatore e sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri c’è chi dice che sta alla Meloni come Gianni Letta stava a Silvio Berlusconi, ma per Fazzolari è un parallelo sminuente. L’influenza di Letta su Berlusconi è niente se paragonata a quella che ha Fazzolari su Meloni: Letta suggeriva, Fazzolari impone.
Giorgia Meloni considera il cinquantaquattrenne senatore siciliano il suo consigliere più fidato, a suo dire l’uomo più colto con cui ha a che fare. Ed è lui a dettare la linea in politica estera e ad orchestrare il posizionamento concettuale dei parlamentari di FdI inviando loro sul cellulare tutti le mattine il “Mattinale delle 11”, una sorta di “vademecum” in cui ai “discepoli” vengono elencate le linee guida su ogni argomento a cui si devono attenere nell’espletamento delle loro funzioni parlamentari.
In questi giorni si sono intensificati i viaggi a Mosca di delegazioni formalmente non governative (delegazioni di imprenditori e finanzieri) americane ed europee, con Macron che cerca disperatamente un contatto diretto con il Cremlino, puntualmente rifiutato.
A incentivare le processioni delle delegazioni europee è l’attuale guerra USA-Israele/Iran e la conseguente problematica relativa alle forniture di petrolio e gas, sopra tutto gas. In questo quadro tutte le dichiarazioni di facciata dei leader europei lasciano il tempo che trovano. Così, mentre Giorgia Meloni si appresta ad andare in Algeria per piatire maggiori forniture di gas – che, se le otterrà, sarà a prezzo di costi spropositati e in cambio di qualcosa di inconfessabile –, i suoi partner europei stanno prendendo altre strade che per forza di cose incroceranno con Mosca.
Se cercate notizie sulla vita privata di Fazzolari, non troverete nulla (l’uomo è riservatissimo) e quindi neppure notizie sulla consorte che è… ucraina, e questa cosa FORSE già da sola spiega la sua accanita russofobia: che lo porta, tra l’altro, a dire alla Meloni (convincendola) che la Russia ha perso la guerra e l’Ucraina vincerà – cosa che peraltro sostengono anche tutti gli altri suoi consiglieri minori. Sta di fatto che già da tempo l’Ucraina riconosce a Fazzolari i suoi “meriti”, tanto da insignirlo con l’onorificenza di “Cavaliere dell’odine di Jaroslav il Saggio” «per un significativo contributo personale al rafforzamento della cooperazione interstatale, al sostegno della sovranità statale e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, alla divulgazione dello Stato ucraino nel mondo» (23 settembre 2023, ovvero all’indomani dell’insediamento del “governo Meloni”, un riconoscimento che manco Carlo Calenda con tutto il suo sbattimento può sognare di ricevere).
Quindi, per concludere: a) Fazzolari è il vero uomo forte del “governo Meloni”; b) se prossimamente, con l’aggravarsi della penuria di idrocarburi (principalmente gas) altri Paesi europei sottobanco avranno in qualche modo trovato una soluzione e l’Italia no, sapete chi poter ringraziare. E potrete anche ringraziare Fazzolari se alla fine l’Italia sarà coinvolta in atti di guerra nel Golfo Persico (per quanto, “all’italiana”, già siamo coinvolti grazie a barbatrucchi vari). Meloni ci mette la faccia, Fazzolari l’anima.