L’Iran dichiara nuovamente “chiuso” il confine di Hormuz, citando violazioni israeliane in Libano, mentre Vance è atteso in Svizzera per i colloqui.

 

Sabato 20 giugno 2026 – 16:00
Aggiornamento (22:00 ET): Come ormai “normale” dopo oltre 100 giorni di guerra – che alcuni esperti hanno definito la “terza guerra del Golfo” – sabato emergono notizie profondamente contrastanti. Da un lato, si dice che la diplomazia con sede in Svizzera sia in corso, con una potenziale delegazione di alto livello di Trump (guidata da Witkoff e a cui si unirà in seguito, secondo alcune fonti, Kushner), ma i combattimenti tra Israele e Hezbollah nel sud del Libano continuano a infuriare, con un bilancio delle vittime in aumento e con i razzi di Hezbollah che continuano a colpire le posizioni delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il nord di Israele.

Gli Stati Uniti e l’Iran si incontreranno effettivamente in Europa per la parte “tecnica” dei colloqui verso una pace definitiva? Sabato sono giunte notizie secondo cui l’Iran avrebbe nuovamente “chiuso” lo Stretto di Hormuz, citando l’aggressione israeliana in Libano, dopo che Teheran ha insistito sul fatto che il fragile Memorandum d’intesa appena firmato includesse un cessate il fuoco e la pace in Libano. Le ultime notizie diffuse dai media statali iraniani:

L’IRAN DICHIARA LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ, CITANDO LA VIOLAZIONE DEL CESSATE IL FUOCO: TASNIM
L’IRAN DICHIARA LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ: TASNIM
LA MARINA DELLE GUARDIE IRLANDESI DICHIARA LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TUTTE LE NAVI: FARS
*LE NAVI SONO AVVERTITE DI EVITARE LO STRETTO DI HORMUZ PER MOTIVI DI SICUREZZA: FARS
Vance atteso in Svizzera, secondo quanto riportato da Axios sabato:

Eppure, alcune delle stesse fonti statali hanno affermato che una delegazione iraniana si recherà in Svizzera per cercare di far rispettare gli impegni presi da Washington.

“In Svizzera, intendiamo sollecitare il rispetto degli impegni assunti dall’altra parte e chiarire come intendono adempiere ai propri obblighi”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, secondo quanto riportato da Fars e citato anche da Al Jazeera.

Secondo lo stesso rapporto di sabato mattina (ora statunitense): “La delegazione partirà per la Svizzera tra pochi minuti”, ha riferito anche l’agenzia di stampa Mehr. Il portavoce ha inoltre affermato che, se gli Stati Uniti si rifiuteranno di adempiere ai propri impegni, l’Iran risponderà con le misure necessarie.

La situazione rimane quindi molto fluida e potrebbe precipitare da un momento all’altro. Il Wall Street Journal aggiunge alcuni nuovi dettagli:

Funzionari della sicurezza iraniana hanno dichiarato di aver chiuso lo Stretto di Hormuz, citando quello che a loro dire è il mancato arresto dei combattimenti in Libano da parte degli Stati Uniti, come previsto dall’accordo firmato all’inizio di questa settimana dal presidente Trump.

L’annuncio del comando militare congiunto iraniano è giunto mentre gli scontri tra Israele e Hezbollah si intensificavano in Libano sabato, poche ore dopo che le due parti avevano concordato un nuovo cessate il fuoco. Ciò ha vanificato, almeno per il momento, il principale risultato dell’accordo, ovvero quello di preparare il terreno per la riapertura di una via navigabile vitale per i mercati energetici mondiali.

Tuttavia, anche prima dell’annuncio dell’Iran, la ripresa del traffico attraverso lo stretto era stata discontinua. L’Iran aveva imposto nuove procedure, tra cui l’obbligo per le navi di registrarsi con due giorni di anticipo per poter attraversare lo stretto, e gli armatori, preoccupati, stavano monitorando la situazione ancora incerta.

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Da quando il Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato pochi giorni fa, è sempre più evidente un crescente divario tra Washington e il suo più stretto alleato in Medio Oriente, Israele, sui termini dell’accordo. Gli interessi politici dell’amministrazione Trump e di Israele, solitamente allineati, si sono progressivamente discostati sulla questione della pace con l’Iran e sulle condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il punto nevralgico di questa divergenza rimane il Libano meridionale, dove il bilancio delle vittime dei combattimenti – e soprattutto dei raid aerei israeliani – è aumentato vertiginosamente nel corso della notte.

L’agenzia di protezione civile libanese ha annunciato che gli attacchi israeliani nel distretto meridionale di Nabatieh hanno causato 16 morti e 12 feriti. Il bilancio delle vittime è significativo e arriva appena un giorno dopo l’annuncio dell’ultimo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.

Ciononostante, Al Jazeera conferma sabato che “gli ingranaggi della diplomazia” sembrano “essere tornati in moto” dopo il rinvio dei colloqui tecnici di venerdì. “Pakistan e Qatar, in veste di mediatori, stanno tenendo una serie di incontri in Svizzera, Iran ed Egitto, secondo quanto riportato dalla squadra di Al Jazeera sul posto”, scrive l’emittente. Si dice che i principali negoziatori americani siano in viaggio verso l’Europa.

(via Reuters) Anche l’Iran si mostra ottimista, pur accusando alcuni politici israeliani della linea dura di voler sabotare il processo di pace. I media statali insistono molto su questo tema e, naturalmente, Teheran cercherà di creare una profonda e permanente spaccatura tra l’amministrazione Trump e quella Netanyahu.

Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Repubblica Islamica è “pronta a fare passi avanti” sul piano diplomatico con Washington, e il punto cruciale è che “gli Stati Uniti devono garantire che Israele rispetti i termini dell’accordo per porre fine alla guerra”, secondo quanto riportato da Al Jazeera.

Per ricordare, il presidente Trump sembra intenzionato a mantenere un atteggiamento conciliante nei confronti dell’Iran, pur concedendo (rarissime) conferenze stampa.
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