Ue, allarme austerity: «Prepariamoci a ridurre i consumi. Presto misure per famiglie e imprese»
Il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen: «Un mese di conflitto sono costati 14 miliardi»
. Il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, in vista della videoconferenza di oggi tra i ministri Ue dell’Energia, ha inviato una lettera in cui invita gli Stati membri a valutare «misure di riduzione della domanda», in particolare nel settore dei «trasporti». Il problema sono proprio i carburanti: «Dipendiamo dai mercati globali – ricorda Jorgensen – per il nostro approvvigionamento di combustibili fossili, in diretta concorrenza con altri consumatori. L’intensificarsi della concorrenza globale per le forniture disponibili potrebbe introdurre una maggiore volatilità nei mercati europei». «A breve termine – sottolinea il commissario – desta particolare preoccupazione la dipendenza dell’Ue dalla regione del Golfo Persico per i prodotti petroliferi raffinati, aggravata dalla limitata disponibilità di fornitori alternativi e di capacità di raffinazione per prodotti specifici all’interno dell’Ue».
Jørgensen: potrebbe servire una riduzione della domanda
Gli Stati membri, aggiunge Jørgensen, sono pertanto «incoraggiati a prepararsi tempestivamente in previsione di una potenziale interruzione prolungata (degli approvigionamenti di petrolio, ndr). Oltre al rilascio di scorte di emergenza, le misure volontarie di riduzione della domanda rappresentano un ulteriore strumento di risposta essenziale». Pertanto, «considerata la situazione attuale, gli Stati membri sono invitati a valutare la promozione di misure di riduzione della domanda, in conformità con i propri piani di emergenza, con particolare attenzione al settore dei trasporti>. Per evitare di «aggravare le difficoltà di approvvigionamento», gli Stati membri per la Commissione «dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’Ue>.
«Presto misure per famiglie e imprese»
La Commissione europa sta lavorando «a un insieme di misure che presenteremo presto per sostenere gli Stati membri nel proteggere sia le famiglie che le imprese» dai rincari energetici, ha detto ancora Jørgensen, riunione informale, senza sbilanciarsi sui tempi di presentazione. «Dobbiamo mantenere la rotta sulla nostra strategia a lungo termine», ha osservato. «Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati», ha aggiunto. «Questo è un mio incoraggiamento chiarissimo per gli Stati membri: occorre fare tutto il possibile per generare più energia da fonti rinnovabili», continua Jørgensen. «Ci sono alcuni progetti che sono quasi finiti, ma per l’assenza di stoccaggio, per problemi di rete, eccetera, non si sono ancora conclusi. Quindi incoraggiamo caldamente gli Stati membri a accelerare queste procedure affinché si concludano»,
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«Preservare il mercato interno»
Gli Stati dovrebbero anche “valutare – continua Jorgensen – il potenziale impatto transfrontaliero delle misure nazionali e consultarsi con gli Stati membri limitrofi e con la Commissione per preservare la coerenza a livello Ue e il funzionamento del mercato interno». Data la «volatilità» della situazione attuale, aggiunge il commissario, «sono essenziali meccanismi di monitoraggio efficaci e di rapida condivisione delle informazioni, anche da parte del settore industriale, come produttori, importatori, distributori, gestori di infrastrutture, raffinerie e altre imprese rilevanti». Per salvaguardare la disponibilità di prodotti petroliferi sul mercato dell’Ue, gli Stati membri «sono incoraggiati a rinviare qualsiasi manutenzione non urgente delle raffinerie. Inoltre, gli Stati membri sono invitati a valutare la possibilità di incrementare l’utilizzo dei biocarburanti, che potrebbero contribuire a sostituire i prodotti petroliferi di origine fossile e ad alleviare la pressione sul mercato».
«Un mese di conflitto sono costati 14 miliardi»
«Ora più che mai, è estremamente importante che tutti noi restiamo uniti e agiamo insieme. Permettetemi di iniziare con alcuni dati: dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell’Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla spesa per le importazioni di combustibili fossili dell’Unione. Questi numeri dipingono un quadro molto chiaro: mentre la crisi in Medio Oriente entra nel suo secondo mese, è evidente che ci troviamo di fronte a una situazione molto grave»., afferma ancora il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen.

