La Silicon Valley Bank investiva in menzogne. Hi-tech

Avete un’idea tipo far partire topolini maschi? Usare l’Intelligenza Artificiale per scrivere inutili articoli di sport? Un nuovo chip da inserire nel cervello secondo i dettami della Quarta Rivoluzione Industriale di Klaus Schwab? Un progetto per una colonia di trans su Marte? Una nuova fantasmagorica tecnologia green (mi raccomando) per “ridurre la C02” e salvare il clima”? Per abolire spermatozoi e ovaie una volta per tutte, come ha fatto il Weizman di Israele? Una nuova applicazione per il G6 che ancora non c’è? Qualcosa di transumano? Allora fondate una start-up e ottenete milioni dalla Bank .

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Un tipico investimento della Silicon Valley Bank

Era questa la strategia della Bank appena fallita: investire esclusivamente in start-up che si auto-dichiaravano innovative (per lo più israeliane…), a strascico, in “Nuove Idee” qualunque fossero, cervellotiche, di cui non c’era alcuna richiesta reale, con una strategia ideologica palese dell’Egemone terminale : trovare fra le follie hi-tech la Grande Innovazione Geniale come Internet, che ha effettivamente cambiato l’economia e persino la società, digitalizzandole entrambe e garantendo per l’ultimo ventennio il dominio dell’Egemone.

Perché l’ultima rivoluzione su cui avevano tanto sperato – La trasformazione di Facebook in “Metaverso” secondo Zuckerberg , la creazione di un mondo falso totale entro cui l’umanità neo-zombi doveva “vivere” e godere attraverso i visori – è stata un fallimento, nemmeno gli zombi ne sono stati attratti, insomma non c’è stato il “mercato” per questo nuovo “bisogno” – come prova la seconda ondata licenziamenti di 10 mila “persone di talento” che Zuckerberg ha annunciato.

Come ammette il pur servile Corriere, un disastro:

Il piano licenziamenti riguarda il 13% della forza lavoro. Il mea culpa del fondatore alle prese con risultati che pagano il prezzo della crisi economica, del calo dell’advertising e dell’aumento della concorrenza. L’azienda punta ora a concentrarsi sui business più strategici e remunerativi a partire dai servizi per le aziende e dall’engine basato sull’intelligenza artificiale. Sul metaverso prospettive di lungo periodo” (sic).

La Silicon Valley Bank avrebbe dovuto valutare tecnicamente la plausibilità concreta proposte delle “startup innovative” per definizione, scremare, discernere. Ma, come si è visto nella filiale inglese della Bank – comprata per una sterlina dalla HKSBK – la responsabile della valutazione del rischio era una signora di colore e lesbica, scelta apposta perché di colore e lesbica e “queer”, non perché capace di valutare il rischio che la banca si assumeva aprendo fidi a strascico”.

Chi è Jay Ersapah? L’attivista LGBTQ+ della Silicon Valley Bank viene preso di mira per il fallimento del prestatore

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Alla Silicon Valley Bank, Jay Ersapah era un capo analista. È stata accusata di favorire iniziative LGBTQ. È stata inoltre accusata di aver avviato una campagna di orgoglio prima che la Silicon Valley Bank (SVB) perdesse miliardi.

Read more at: https://www.shethepeople.tv/news/who-is-jay-ersapah-silicon-valley-banks-lgbtq-activist-gets-targeted-for-lenders-failure/

Il trionfo assoluto dell’Ideologia sulla Realtà. Mentre il fallimento minaccia di far collassare l’Occidente Collettivo (a questo proposito postiamo sotto la valutazione della Executive Intelligence Review), a noi resta una consolazione: tutte quelle innovazioni inumane e transumane come far partorire maschi e creare robot biologici con cui sostituire i lavoratori, che i nostri giornali salutavano con servile esaltazione come incombenti su di noi, non ci saranno – perché non c’erano. Erano annunci promozionali.

Cosa succederà? Secondo l’EIR:

Le scosse nel sistema finanziario provocate dalla corsa ai depositi della Silicon Valley Bank, dalla sua successiva chiusura e dall’amministrazione controllata, sono un chiaro appello ai governi del mondo affinché agiscano rapidamente per evitare che la crisi del 2008 si ripeta su scala più ampia, più profonda e più mortale, perché tutti i cosiddetti “strumenti” delle banche centrali sono stati esauriti.

Dato l’estremo sovraindebitamento del sistema finanziario, unito a un’esposizione ai derivati di due quadrilioni di dollari, la “bolla omnibus” rischia di subire il destino di quella che il guru di Wall Street Bill Cross ha paragonato ad una supernova: una stella brillante che si spegne improvvisamente in un’esplosione. Tra la Scilla dell’inasprimento finanziario, che scatena crescenti margin calls e una corsa ai depositi – come è avvenuto prima dei problemi della SIVB – e la Cariddi del ritorno al QE – lasciando che l’iperinflazione divori il debito – non c’è soluzione all’interno del sistema.

[…]

La sequenza di eventi che si sono susseguiti dall’8 marzo in poi, con corse agli sportelli, fallimenti multipli di banche e panico nei mercati azionari, indicano che il terremoto sistemico potrebbe essere già in atto. Di certo, i salvataggi delle banche sono di nuovo in scena.

L’8 marzo, la Silvergate Capital Corp. di San Diego, una piccola banca con un patrimonio di circa 14 miliardi di dollari, è fallita e sta per essere liquidata. Silvergate era diventata una banca dominata dalle criptovalute, sia per quanto riguarda i depositi che i prestiti.

Il 10 marzo, la Silicon Valley Bank (SIVB) di Santa Clara, California, è stata chiusa dalla Federal Deposit Insurance Corporation; questa banca aveva un patrimonio di 212 miliardi di dollari, era tra le prime 20 banche con sede negli Stati Uniti ed è il più grande fallimento di una banca statunitense dopo quello della Washington Mutual (328 miliardi di dollari di patrimonio) nel fatidico mese di settembre 2008.

Il 12 marzo, la Federal Reserve ha creato un nuovo fondo di salvataggio, chiamato Bank Term Funding Program (BTFP). Il BTFP avrà una dotazione di 25 miliardi di dollari e, se ciò non bastasse, prenderà in prestito dal Tesoro denaro dei contribuenti, cosa più che probabile, vista l’entità dei depositi da salvare. La nuova struttura presterà denaro alle banche in cambio di titoli del Tesoro presi al valore nominale, evitando così un crollo del mercato obbligazionario nel caso in cui le banche fossero costrette a vendere i loro titoli per ottenere liquidità.

La sera stessa, una terza banca, la Signature Bank of New York, con 110 miliardi di dollari di attivi alla fine del 2022, è stata chiusa dal Tesoro dopo aver subito un crollo del valore delle azioni e obbligazioni, a meno di 60 centesimi. Si tratta di un’altra banca con molti depositi in criptovalute.

Tutte queste banche erano banche d’affari mascherate da banche commerciali. La maggior parte dei depositi non era assicurata e appartenevano a società di criptovalute in Silvergate e a start-up, nel caso di SIVB.

Si stima che oggi ci siano circa 7-800 miliardi di dollari di perdite non realizzate nel sistema bancario. Il governo statunitense le coprirà garantendo tutti i depositi?

Una caratteristica scioccante comune a tutte e tre le banche fallite è che nei mesi scorsi, pur subendo una corsa ai depositi, esse sono state salvate da istituti parastatali come le Federal Home and Loan Banks, che dovrebbero prestare denaro alle banche per finanziare i mutui per l’edilizia abitativa. Mentre SIVB e Silvergate erano tra i primi dieci beneficiari della FHML di San Francisco, Signature aveva preso in prestito oltre undici miliardi di dollari dalla FHML di New York.

EIR Strategic Alert n. 11