Israele estende il gen0cidio al Libano….

Israele spruzza pesticidi tossici sui villaggi nel Libano meridionale: un crimine che minaccia il suolo e la popolazion

Di Amani Al-Maqhour (Libano)

Nell’ambito delle sue ripetute violazioni e crimini contro il Libano, la sua sovranità e il suo popolo, il nemico terrorista israeliano ha spruzzato pesticidi chimici sui villaggi di confine nel sud due giorni fa. Questa azione aggrava il suo record di violazioni e crimini, passando dalla sfera militare a crimini ambientali e umanitari, in un tentativo sistematico di distruggere la vita nella regione.

“Un crimine ambientale e sanitario”: così il presidente libanese Joseph Aoun ha riassunto le azioni del nemico. Secondo informazioni ottenute dal quotidiano Al-Akhbar, il nemico terrorista israeliano ha utilizzato il glifosato durante le operazioni di irrorazione di pesticidi condotte all’inizio di questa settimana, come rivelato dai risultati dei test condotti dall’esercito libanese e dalle forze UNIFIL nel Libano meridionale.

Cos’è il glifosato?
Il glifosato è un erbicida ampiamente utilizzato, impiegato in grandi quantità in tutto il mondo. Oltre al suo impiego nel controllo delle erbe infestanti, viene anche utilizzato per uccidere numerose specie arboree. Secondo gli ingegneri agrari intervistati da Al-Akhbar, l’area irrorata con erbicidi dagli aerei nemici israeliani dovrebbe iniziare a ingiallire entro pochi giorni, con alberi e vegetazione che muoiono entro un massimo di 14 giorni. Le foglie assorbono prima il glifosato, che poi penetra nelle radici, causando la morte e il completo appassimento della pianta.

Erbicidi in guerra
Questo atto non è solo un fatto tecnico, ma è profondamente radicato nella dottrina della guerra moderna, in cui la natura stessa viene trasformata in un’arma. Gli Stati Uniti stessi hanno cercato di annientare i propri avversari utilizzando tali strumenti a causa dei loro effetti a lungo termine. Ad esempio, durante la guerra del Vietnam, tra il 1955 e il 1975, gli Stati Uniti utilizzarono l’Agente Arancio (un erbicida chimico), che causò malformazioni congenite e malattie croniche i cui effetti persistettero per decenni.

Di conseguenza, la Convenzione sulla proibizione dell’uso militare o ostile di tecniche di modificazione ambientale fu adottata dalle Nazioni Unite nel 1976 ed entrò in vigore nel 1978. Questa convenzione proibisce l’uso di qualsiasi tecnologia militare che causi danni significativi o duraturi, come nel caso del Vietnam.

Inoltre, l’articolo 8(2)(b)(4) dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale stabilisce che “il lancio intenzionale di un attacco nella consapevolezza che comporterà la perdita di vite umane o il ferimento non intenzionale di civili, o danni ai civili, o danni significativi, duraturi e gravi all’ambiente naturale, manifestamente eccessivi rispetto al vantaggio militare complessivo concreto e diretto previsto, costituisce un crimine di guerra se non è proporzionato al vantaggio militare previsto”. (sic)

L’emergere dei diritti di terza generazione, riconosciuti dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2022 come diritti universali, noti anche come diritti di solidarietà, comprende i diritti relativi all’ambiente, allo sviluppo sostenibile e alla pace, e mira a garantire una coesistenza armoniosa tra l’umanità e l’ambiente. Quanto accaduto nel Libano meridionale costituisce una vera e propria violazione di questi diritti, in particolare del diritto a un ambiente sano. Inquinare il suolo e l’acqua equivale a una condanna a morte per le popolazioni locali e costituisce una violazione del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966, in particolare del diritto al cibo e alla salute.

Questa potrebbe non essere la prima volta che il nemico sionista/terrorista spruzza erbicidi nelle aree boschive del Libano, ma è la prima volta che questa attività aerea viene documentata, secondo gli ingegneri agrari. Pertanto, la loro previsione che le recenti piogge, verificatesi subito dopo l’irrorazione, possano mitigare l’impatto del glifosato non è rassicurante, poiché questo prodotto richiede dalle due alle sei ore di tempo asciutto dopo l’applicazione per agire sugli alberi e raggiungere le radici.

Amani Al-Maqhour