Inchiesta minori, muro di omertà: 5 indagati non rispondono ai magistrati

Non rispondono ai magistrati alzando un muro di omertà, cinque dei sette indagati nell’inchiesta sul giro di affidi illeciti di minori nei Servizi sociali dei Comuni della Val d’Enza, in Emilia Romagna, inchiesta che ha investito in pieno il Partito Democratico con l’arresto eclatante di Andrea Carlettisindaco pd di Bibbianoaccusato di falso e abuso d’ufficio svelando un sistema ideologico per togliere i bimbi ai genitori naturali e consegnarli ai propri amici.

 

Oggi, oltre a Carletti, interrogato per due ore, dovevano essere ascoltati dai magistrati – il gip Luca Ramponi e il pm Valentina Salvi – altri sei indagati. E cinque si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

L’interrogatorio di Carletti, attualmente agli arresti domiciliari, è durato oltre due ore. E il suo legale, l’avvocato Giovanni Tarquini, ha chiesto la revoca della misura cautelare sostenendo che il suo cliente ha fornito chiarimenti sulla sua posizione. Ma il gip – il cui parere è condizionato a quello della pm che si è presa un paio di giorni per decidere – si è riservato.

Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni, la coppia di lesbiche affidataria di una minore, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Così come ha fatto Marietta Veltriresponsabile dei Servizi sociali della Val d’Enza, la cui difesa ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari.
magistrati hanno anche ascoltato il terapeuta Claudio Foti – anche la moglie, Nadia Bolognini, è coinvolta nella gravissima vicenda – direttore del Centro  Hansel and Gretel.

In queste ore gli ispettori del ministero della Giustizia, spediti dal ministro Alfonso Bonafede e guidati dal capo dell’ufficio, Andrea Nocera, hanno setacciato il Tribunale dei Minori di Bologna e la Procura di Reggio Emilia investite dalla vicenda dell’affido pilotato di minori.
«Dall’indagine – ha detto Bonafede rispondendo alla Camera a un’interrogazione della deputata Benedetta Fiorini – emergerebbe un’inquietante rete criminosa ordita a danno di minorenni. Gli ispettori del Ministero si sono già recati al Tribunale dei Minori di Bologna e alla Procura di Reggio Emilia per verificare la correttezza dell’operato giudiziario in sede di affidamento dei minorenni. Posso garantire che non ci sarà nessun sconto da parte della giustizia, che sarà inflessibile».

«Questo governo ha ristabilito in Italia il principio della certezza della pena come cardine inderogabile, a maggior ragione, se sono coinvolti dei minori»,  ha sottolineato Bonafede ricordando che dall’inchiesta emerge «un’inquietante rete criminosa» che conta 16 indagati sottoposti a misura cautelare.

«Dobbiamo fare in modo di incrociare tutti i dati che arrivano dai diversi uffici giudiziari – avverte il ministro anticipando come svilupperanno gli accertamenti – al fine di poter verificare in maniera più stringente quello che è l’andamento delle situazioni dell’affido dei minori nei vari territori così da poter individuare prima e meglio criticità».

(Secolo d’Italia)

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